Lezioni Artigiane in Bottega O

Il lavoro ben fatto
e-learning. Electric Extended Embodied
Appunti per una Didattica Artigiana
Università Suor Orsola Benincasa

Caro Diario, quest’anno in Bottega O si lavora un solo giorno a settimana. Proprio così, 36 ore distribuite su 9 lunedì, dal 26 Settembre al 21 Novembre, 4 ore alla volta, dalle 13:30 alle 17:30. Poteva essere un problema, invece con MariaGiuseppe abbiamo colto l’occasione per riorganizzare il corso e ideare un nuovo palinsesto. A un certo punto gli abbiamo dato anche un nome, Lezioni Artigiane, perché in Bottega O “fare è pensare” e si lavora insieme, con la testa (il sapere), con le mani (il sapere fare) e con il cuore (l’amore e l’impegno che mettiamo in quello che facciamo). A un certo punto avevamo pensato anche a “Nine Memos for the Next Author”, ma ci è sembrato troppo. Buona partecipazione.

IL CALENDARIO DELLE LEZIONI
26 Settembre 2022 | Autore
3 Ottobre 2022 | Azione
10 Ottobre 2022 | Manufatto
17 Ottobre 2022 | Lavoro
24 Ottobre 2022 | Corpo
7 Novembre 2022 | Narrazione
14 Novembre 2022 | Spazio
21 Novembre 2022 | Eroe
28 Novembre 2022 | Digitale

PENSANDO E FACENDO IN BOTTEGA O

 

28 Novembre 2022 | Digitale
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Caro Diario, la keiword dell’ultima lezione è dunque Digitale, che come ci ricorda la nostra cara prof. D’Ambrosio il vocabolario Treccani definisce così: “agg. [dal lat. digitalis, der. di digĭtus «dito»]. – Del dito, delle dita; fatto, compiuto con le dita.”

LO SPEECH
Con La pelle della cultura di Derrick de Kerckhove sullo sfondo (2000), Maria ci racconterà il digitale attraverso 4 declinazioni: Città / Istituzioni; Impresa / Fabbrica / Attività produttive; Identità / Persone / Comunità; Scuola / Formazione.

Questi invece i 4 contenuti con i quali i gruppi si ispireranno:

 

 

 

 

LE FOTO

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21 Novembre 2022 | Eroe
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Caro Diario, questa settimana la prof. D’Ambrosio e io raccontiamo delle relazioni tra autore, azione narrativa e innovazione sociale, e di come questo ha a che fare con gli eroi che raccontiamo.

LO SPEECH

Raccontare storie
Per creare lo spazio che nutre l’immaginario collettivo, dove prendono voce gli eroi di ogni tempo.
Per attivare processi di innovazione, di trasformazione, di creazione di valore delle organizzazioni e delle comunità con le quali interagiamo.

Ulisse
L’eroe per eccellenza, il polimorfo, l’astuto, l’ingannatore, l’eroe che più che seguire il modello surfa, si acconcia, si adatta di volta in volta alle situazioni.
Francois Jullien: “La metis […] “il fiuto”, così come si parla di fiuto negli affari. […] La metis è […] la capacità di trarre vantaggio dalle circostanze, di vedere come la situazione evolve e sfruttare in essa l’orientamento favorevole. […] Dare prova di metis significa scoprire i fattori “portanti” in seno alla situazione per lasciarsi trasportare da essi”.
Ulisse, la metis, la Grecia e la Cina.

Luigi delle Bicocche … e Antonio Zambrano, Lorenzo Perrone, Paul Jobs, Pasquale Moretti
L’importanza di cercare il valore nel lavoro, il valore delle persone, il valore di ciò che esse sanno e sanno fare, il valore del nostro Paese. È per questo che racconto l’Italia che lavora con rigore e passione. L’Italia del barista e della scienziata, dell’artigiano e dell’impiegata, del musicista e dell’operaia, del ferroviere e della manager, dell’apicultore e del ricamatore che con il loro lavoro, con l’intelligenza, l’amore, l’impegno che mettono nelle cose che fanno, possono determinare le condizioni per il cambiamento culturale e sociale dell’Italia.
L’importanza di raccontare l’Italia delle persone normali, quelle che pensano «lavoro, dunque valgo», merito rispetto, considerazione, quelle che lavorano e vivono a partire da questo pensiero persino quando non lo sanno, quelle che con il loro sapere e il loro fare spostano l’ago della bussola dal riconoscimento sociale della ricchezza al riconoscimento sociale del lavoro, dal valore dei soldi al valore del sapere, e del saper fare.

Il mito, l’eroe, Hillman e Montemagno

LEGGI ANCHE
La Metis e l’Eroe

LE PROPOSTE

Ulisse | SuperQuark

 

Luigi Delle Bicocche | Caparezza

 

Il mito dell’eroe | James Hillman

 

La tecnica dei 2 viaggi dell’eroe | Marco Montemagno

 

LE FOTO

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I LAVORI DI GRUPPO

Eroi fuori dagli Sche(r)mi
Filippo Aiello, Salvatore Bruno, Sara Cipolla, Gaia De Gregori, Francesco Esposito, Paola Maronna e Federica Varriale

IL RACCONTO
Immaginazione archetipica la parola chiave che ci ha lasciato il video di James Hillman: se tutto fosse come ci sembra e non provassimo mai a superare i nostri limiti, che mondo sarebbe?
Certo un lavoro non adatto a tutti ma che tutti nel piccolo potremmo provare a sperimentare. Ricostruirsi, stravolgere, cambiare il proprio destino è il ruolo che spetta a quegli eroi che dal nulla riescono a spettinare la società, i costumi e qualche volta le tradizioni che bisogna lasciare indietro.
Ed eccoci qui a presentare “eroi fuori dagli sche(r)mi” per ricordare e ringraziare a modo nostro coloro che non saranno mai dimenticati.
Giovani e intraprendenti, coloro che con astuzia, ingegno e creatività hanno rivoluzionato la storia, la medicina o l’arte. Contro ogni aspettativa hanno reimmaginato la loro vita ordinaria rendendola unica, mitica. 
Ecco i racconti di alcune di queste menti brillanti, tutte riunite in un podcast targato “eroi fuori dagli sche(r)mi”.
Una giovane e ambiziosa speaker si interfaccia con coloro che concretamente hanno agito nel lungo delle loro ordinarie vite per stravolgere e lasciare il segno.

PERSONAGGI E INTERPRETI
Carlotta Hull, interprete: Paola Maronna, personaggio reale: Chuck Hull
Rich Menshill, interprete: Francesco Esposito, personaggio reale: Heinrich Schliemann
Brigitte, interprete: Gaia De Gregori, personaggio reale: Coco Chanel
Farah Hamid, interprete: Federica Varriale, personaggio reale Zaha Hadid
Pink Brothers, interpreti: Filippo Aiello e Salvatore Bruno, personaggio reale: Pink Floyd
Interviste di: Sara Franklin, interprete: Sara Cipolla

I PODCAST


 

IL PROCESSO
I miti di oggi attorno a persone comuni

LE COVER

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Eroi senza limiti | Stan Berg & SilverBerg
Fabrizio Bellini, Mattia Caiazza, Anna Chartier, Raffaele Caso, Francesco Di Lanna, Alessio Landolfi, Salvatore La Montagna, Michele Vidone

Vai al progetto

 

Fonte: AGI Agenzia Italia

Per Aspera ad Astra
Marika Aracri, Martina Buono, Benedetta Esposito, Maya Lanzetta, Ilenia Lavagna, Claudia Lombardi, Roberta Miceli, Flavia Tramonto

IL PROCESSO
Leggi o scarica il pdf

IL RACCONTO

 

Metis
Giambattista Pio Bianco, Giuseppe Caputo, Antonio Chiaro, Nicola Di Mauro, Simone Esente, Giada Esposito, Edoardo Frascione e Alessandro Maurizio Polo.

IL RACCONTO

14 Novembre 2022 | Spazio
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Caro Diario siamo arrivati alla settimana in cui in Bottega O ragioniamo di Spazio nell’accezione, come scrive la nostra cara prof. D’Ambrosio, di Spazi / Realtà tra mondo fisico e mondo digitale”, che poi sono sempre di più un solo mondo, ma su questo poi ci torneremo a fine mese quando parleremo di Digitale.

LO SPEECH

“Questa settimana lavoreremo tutte/i assieme”, aggiunge, “sulla produzione di immaginario attraverso la produzione di spazi ad alta densità multisensoriale e cinetica in grado di generare esperienza“.

LE PROPOSTE

SPAZIO IMMERSIVO (Con Giotto nella Cappella degli Scrovegni)

 

SPAZIO SONORO (Shigeru Umebayashi) SPAZIO VISIVO (Gao Xingjian)

 

SPAZIO TATTILE (Wong Car Wai, 2000 – In the mood for love)

 

SPAZIO FIABESCO (Matteo Garrone, 2015 – Tales of tales)
Tratto da Lo conto de li cunti di Giovan Battiste Basile, 1634
Location: Andria: Castel del Monte; Ragusa: Castello di Donnafugata; Sermoneta: Castello Caetani.

 

LE FOTO

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I LAVORI DI GRUPPO

Anche le principesse hanno paura
Fabrizio Bellini, Martina Buono, Maya Lanzetta, Ilenia Lavagna, Paola Maronna, Roberta Miceli, Flavia Tramonto

IL PROCESSO CREATIVO
Partendo dal trailer de “Il racconto dei racconti”, il nostro gruppo si riunisce in Bottega O per realizzare un proprio contenuto video. La domanda che guida il processo è: siccome ogni fiaba ha in sé una morale, qual è il messaggio che vogliamo trasmettere con il nostro progetto? E soprattutto: come possiamo creare uno spazio immersivo, che faccia vivere un’esperienza e produca un’azione? Da qui nasce l’idea di raccontare la storia che segue. Il nostro contenuto mostrerà inizialmente la protagonista in difficoltà. Solo dopo l’esperienza “magica” vissuta, riuscirà infine ad affrontare la sua paura e a superarla. Inoltre, le scene del video saranno mute, in modo da mettere in evidenza tutta la forza dell’azione, che non ha bisogno di essere spiegata a parole.

IL RACCONTO
Ginevra, una ragazza all’inizio della sua adolescenza, piena di paure e insicurezze, alimentate dal mito delle principesse Disney, con le quali è cresciuta, si trova a vivere un’esperienza che le cambierà la vita. Accompagnata dall’amorevole papà Fabrizio, entra in un parco divertimenti fuori dall’ordinario, perché si troverà ad essere lei la protagonista di una storia di auto-accettazione e di coraggio. Incontrerà, durante il percorso, delle principesse, che diventeranno le sue indispensabili aiutanti, perché potrà osservarle nella loro vulnerabilità e capire che anche i modelli di ragazza a cui si è sempre ispirata, sono umani e imperfetti come lei. È così che capirà che essere una principessa non significa essere perfetta, ma essere se stessa e imparare ad accettarsi, riuscendo a trasformare le proprie insicurezze in punti di forza. Perché in fondo c’è una principessa in ognuno di noi!

IL CONTENUTO

 

After Us

Il nostro gruppo ha lavorato sugli spunti offerti dal film “In the mood for love”. Abbiamo sviluppato una trama di un film con locandina allegata.
Il titolo del nostro film, come si evince dalla locandina, è “AFTER US”, ed – anche se a primo impatto potrebbe sembrare messo lì a caso – in realtà è frutto di un ragionamento ben preciso.
Abbiamo scelto, infatti, di trasformare la frase “Avrò cura di te” (presa in prestito dalla canzone La cura di Battiato) in “Avrò cura di noi”, in quanto i nostri protagonisti hanno scelto e scelgono di prendersi cura dell’altro a vicenda, il loro scambio di amore, insomma, non è a senso unico.
Qualcuno ha poi pensato di trasformare la frase in inglese: “I will look after us”, e qualcun altro ha affermato che fosse troppo lunga.
Dopo minuti di intensa e disperata riflessione “After us” ci è sembrato perfetto; semplice e d’impatto come piace a noi.

La storia tratta della vita quotidiana di due ragazzi, un maschio e una donna, che vivevano insieme, fidanzati ormai da tempo, il cui legame era indissolubile, niente avrebbe potuto separarli. Lui, impiegato in azienda da ormai 10 anni, il lavoro per cui ha sempre studiato e per cui si è sempre sacrificato. Lei, professoressa da un paio di anni, con una vita ancora da passare sui libri, ma con tutta la voglia e la dedizione di questo mondo. Tutto era normale. Tutto era perfetto. Al rientro da un comunissimo martedì a casa di entrambi, qualcosa di non così comune si era abbattuto sulla loro vita. Le lacrime di lei colmavano le spalle di lui, tutto per un pezzo di carta. Era arrivata una lettera dall’ospedale cittadino, il cui contenuto aveva, tutto con pochissime righe, distrutto le prospettive di vita della ragazza. Delle stupidissime parole avevano frantumato un legame come il loro. Una malattia praticamente incurabile aveva affetto la giovane donna, questo comportava delle gravissime conseguenze. La più grave, non poteva avere più contatti con il mondo, ma non era il mondo a spaventarla. Era il non poter sentire più il suo ragazzo vicino, che non poteva sopportare, il suo punto di riferimento cancellato così all’improvviso. Non uscirà più. Quella stanza dove si era stabilita da un po’ ormai, probabilmente la vedrà morire. Il ragazzo non era più lo stesso, totalmente sconsolato, ma sapeva in cuor suo di non potersi abbattere e di dover continuare a essere il faro della sua amata metà. E allora lì un’idea venne a lui, un’idea che risaliva agli anni della gioventù dei ragazzi. Quelli del primo corteggiamento, dei primi sguardi, delle prime seduzioni. C’era una canzone che ascoltavano sempre insieme, che, come uno scherzo del destino sembrava fatta appositamente per loro, “La cura” di Battiato. Era da sempre stata la colonna sonora della loro vita, e sarebbe dovuta continuare a esserlo. Senza un legame fisico, lui pensò di continuare a legarsi a lei con il pensiero e con i ricordi, regalandole un CD che aveva solo una canzone messa in continua riproduzione. Proprio quella. Se non potevano toccarsi con le mani, potevano farlo nell’anima.

Ai Confini della Mente
Filippo Aiello, Sara Cipolla, Simone Esente, Gaia De Gregori, Salvatore La Montagna, Alessio Landolfi, Claudia Lombardi, Alessandro Polo

PROCESSO
Spazio Visivo e Sonoro
Antitesi tra concetti opposti

Idea
Creare video con software DREAM by WOMBO sulla base di piccole frasi da noi create
Canzone con solo base musicale, NO PAROLE NO DIDASCALIE
Canzone di un tema importante?
Ritmo collegato alla musica e alle immagini

Idee TEMA:
Quarantena
Solitudine
Spazi mentali e fisici

Idee CANZONI:
Einaudi ‘’Dismantle’’
Pink Floyd ‘’Echoes’’
Asgram ‘’Il mostro’’

Tema scelto del software -> MELANCHONIC (giocando anche con altri temi) = Creare la frase e scegliere la foto

DIAPOSITIVE VIDEO a partire dalle immagini “create”

FRASI:
1. una persona seduta in una stanza vuota
2. una panchina vuota in un parco di notte
3. persone con muro che le divide
4. persona su una corda
5. funambolo
6. cervello
7. barca nelle tempesta
8. urlo (Munch – Gioconda)
9. pioggia contro i vetri
10. persona in una angolo
11. viso coperto + mascherina
12. cuore spezzato
13. specchio e persona
14. mazzo di fiori morti
15. persona che festeggia il compleanno da sola
16. vertigini
17. persona che cade nel vuoto
18. persona che annega
19. vertigini

Possibili Proposte Titolo
Spazialità Onirica
Emozionalità
Ai confini della mente

CONTENUTO
Soli e persi, uno spazio vuoto e una mente piena di dolore, confusione, solitudine. Quando il nostro spazio fisico si unisce allo spazio mentale, a un mondo proprio, astratto che concretizza le emozioni. Il suono adiacente all’immagine accompagna la vita e rappresenta un momento, un luogo così vicino ma anche lontano. Il lockdown emozionale che raggiunge la penna e disegna tortuosi ricordi e malinconia. Uno spazio che ci sta stretto e non ci lascia respirare.
Lo spazio sonoro di “Echoes” esplicita i sentimenti spenti e angosciosi derivati dallo spazio visivo.
La lontananza tra le persone è riempita dagli echi distanti delle loro voci e delle loro emozioni, che si materializzano sulle note del brano dei Pink Floyd.
Il lavoro fatto e pensato come opera visiva e illustrativa dei conflitti mentali esposta in una grande mostra temporanea dedicata alla salute mentale allestita dopo un lungo periodo di quarantena e chiusura che ha creato tra giovani e adulti disagi emotivi e problemi sociali. Un processo creativo focalizzato sui sogni da cui poi il nome “ONIRICO”. Il sogno, infatti, nella psicologia e nella cultura comune è lo specchio dei nostri pensieri, le nostre emozioni e il riflesso delle nostre paure. Qui il sogno diventa un incubo e si trasforma in “CLAUSTROFOBIA”, quella sensazione insopportabile di sentirsi piccoli e stretti non solo in un luogo ma anche in sé stessi. Le immagini finali si ripetono e scorrono più velocemente, come a sottolineare i tondi profondi della musica che aumentano e l’eco che si propaga sempre di più e dolorosamente in noi. Un’eco che deve essere schiacciato. Il lavoro di rappresentazione infatti è terapeutico, è un lavoro di consapevolezza a cui segue un processo per il superamento di queste emozioni stressanti e distruttive.

 

Giotto e la Cappella degli Scrovegni
Salvatore Bruno, Mattia Caiazza, Benedetta Esposito
Francesco Esposito, Edoardo Frascione, Ariana Scotto Lavina

IL PROCESSO CREATIVO
1. Riflessione sull’opera di Paul Klee Strada principale e strade secondarie, 1929. L’opera, nel suo complesso, per come è concepita e strutturata, si presta a diverse
interpretazioni, come gli spazi vuoti della narrazione di Umberto Eco. Quella che
vede nella rappresentazione un fitto groviglio di vie, è solo una delle tante possibili e,
al suo interno, tutti i percorsi sono equiprobabili.
2. L’esempio di Maria Lai, aggiunge l’elemento interattivo, la richiesta rivolta allo spettatore-fruitore di contribuire alla creazione di senso nello spazio, con la sua partecipazione.
3. analisi della Fontana del carciofo (posta in Piazza Trieste e Trento, a Napoli) come elemento artistico-monumentale, ma allo stesso tempo propulsore sociale, inteso
come punto di incontro e di aggregazione.
4. Come può un’opera artistica, attraverso la sua sola presenza nello spazio, stimolare un’interazione da parte di chi la osserva, “parlando” indirettamente allo spettatore? il quesito intorno al quale si costruisce l’idea di un labirinto, installazione temporanea all’interno di un istituto universitario, allestito in occasione di un Open Day. Tutti i percorsi del labirinto possono essere sperimentati dagli studenti ed ognuno di essi conduce ad una differente via di uscita.
5. Il passaggio dal prototipo alla macro-realizzazione. Traslare il concetto di labirinto dal contesto universitario, alla più vasta realtà della città di Napoli, in particolare ad uno dei luoghi più labirintici per antonomasia: i Quartieri Spagnoli, dove i vicoli si ramificano in tutte le direzioni, in senso rettilineo – coprendo il percorso che va da Via Toledo a Piazza Trieste e Trento, in senso longitudinale – collegando il centro della città con il Corso Vittorio Emanuele. Si tratta di un luogo da esplorare, in cui non esiste una traiettoria privilegiata. Da qui, sfruttando una caratteristica intrinseca dell’ambiente, discende il progetto di asfaltare con colori tutti diversi le strade dei Quartieri Spagnoli, affinché questo espediente funga da invito ad avventurarsi nel labirinto e, al tempo stesso contribuisca alla riqualificazione di una zona talvolta considerata squallida e pericolosa.

IL CONTENUTO
Nessuno Crea dal Nulla | La nostra vita multidirezionale

Sesto Lunedì | 7 Novembre 2022 | Narrazione
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Caro Diario, questa settimana in Bottega O si parla di “Narrazione” e per l’occasione avremo come speaker Giuseppe Jepis Rivello, dunque ti raccomando di non mancare.
Il titolo che ha scelto per il suo speech è Il demone della narrazione e direi che già di per sé dice un mondo. Naturalmente ho chiesto anche a lui di anticipare i temi che intende trattare e 4 proposte per ispirare i 4 gruppi che si metteranno all’opera dopo la sua introduzione ed eccoli qui, non metto le virgolette perché non mi piacciono ma è tutta roba sua, io ho fatto solo copia e incolla.

LO SPEECH

Di cosa si nutre il demone della narrazione? Quali sono le fonti di ispirazione?
Perché è importante entrare e uscire dalle storie, osservarle ed esserne giocosi manipolatori.

Perchè scoprire il proprio demone?
Come scovare e allenare i talenti che ognuno di noi possiede per raccontare storie.

Cosa succede quando si tiene vivo il proprio demone?
Raccontando storie si generano ispirazioni, connessioni, opportunità.

Qual è il mio demone?
Il Crea Racconta Ricrea.

L’OBIETTIVO

Scovare 4 demoni creativi in questi 4 ambiti: Cinema, Letteratura, Storia, Impresa.

I CONTENUTI DI ISPIRAZIONE

 

 

LE FOTO

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I LAVORI DI GRUPPO

Spot | Think Different | La creatività degli strani
Marika Aracri, Fabrizio Bellini, Martina Buono, Anna Chartier, Francesco Di Lanna, Benedetta Esposito, Alessandro Polo, Michele Vidone

WHY | PERCHÉ
Perché la scelta dello spot Apple?
Perché ci piace rivederci in qualche modo nella figura del creativo, di chi pensa in modo diverso, con la paura di non farcela, ma con la voglia di creare e di produrre un cambiamento.

BRAINSTORMING | LE IDEE
Accettazione del fallimento come parte del processo creativo.
Dicotomia talento – applicazione.
Perseguire il proprio demone per trovare la felicità.
Incentivare il pubblico dello spot a fare qualcosa di positivo, che possa portare a un cambiamento.
Passioni di cui ti vergogni di parlare.
Cadere per poi rialzarsi.
Volontariato.
Comportamenti da trasmettere.
Fallo anche Tu!

LA CREATIVITÀ DEGLI STRANI | IL RACCONTO
Già nella fase iniziale di conoscenza reciproca tra i componenti sono nati degli interessanti spunti creativi.
È dalla parola “creatività” che il gruppo di giovani comunicatori parte per elaborare il proprio progetto, sulla base dello spot della Apple del ’97, che lancia lo slogan “think different”.
È questo il contenuto che ispira la produzione di un analogo prodotto video. Il presupposto di fondo è quello di integrare la vita e la personalità di alcuni dei partecipanti (che faranno da rappresentati del gruppo), mostrando un comportamento o una passione che si sente di non poter esternare per paura di essere in qualche modo giudicati.
Il messaggio è quello di non lasciarsi fermare dai condizionamenti sociali ma capire che non ci si deve vergognare di essere se stessi e delle cose che ci rendono felici.
L’obiettivo è quindi quello di ispirare il nostro prossimo a fare lo stesso, a condividere le proprie “strane” passioni, a non nascondersi, così che la “stranezza” diventi la nuova normalità.
Lo slogan dello spot è proprio Fallo anche tu! Un invito ad essere se stessi senza vergogna.

 

Dipinto | La Creazione di Adamo | Il contatto
Gianbattista Bianco, Giuseppe Caputo, Antonio Chiaro, Maya Lanzetta, Ilenia Lavagna, Claudia Lombardi, Paola Maronna, Roberta Miceli.

Per la realizzazione di questo lavoro siamo partiti dall’opera di Michelangelo “la creazione di Adamo”, ci siamo lasciati ispirare da essa per arrivare così a quello che è il nodo di questa presentazione, Il Contatto, rappresentato però sotto varie sfaccettature e in diverse forme d’arte.

Prima fra tutte il balletto. Presentiamo infatti un’immagine tratta dallo spettacolo “In the middle” di William Forsythe. Si tratta di un balletto astratto fatto di puro movimento. La foto scelta rappresenta il momento in cui i due ballerini si ricongiungono tenendosi per mano, ricreando così il momento in cui Dio sta per toccare Adamo donandogli la scintilla della vita.

La seconda opera che presentiamo è “la ferita” di JR realizzata durante il periodo del covid. Quest’opera ha una duplice valenza: rappresenta un segnale simbolico molto potente sulle difficili condizioni di accesso alla cultura nell’epoca del Covid-19, ma allo stesso tempo si pone come occasione concreta per proporre nuove forme di coinvolgimento per il pubblico. A causa della difficoltà di offrire occasioni di fruizione dell’arte nei suoi spazi tradizionali, come musei e gallerie, è derivata la scelta di creare un’opera visibile a chiunque sulla facciata di Palazzo Strozzi.
Come ha detto JR:”Ho la più grande galleria d’arte immaginabile: i muri del mondo intero”.
Con quest’opera abbiamo quindi voluto mettere in risalto l’obbligatoria mancanza di contatto con il mondo della cultura che abbiamo avuto in quel periodo e come però al tempo stesso quest’opera ci abbia permesso in qualche modo di recuperare un contatto “parziale” con quella che era la nostra vita abituale e con gli altri.

Abbiamo deciso di usare come modello di narrazione un breve quiz per svolgere un’indagine sociologica e scoprire cosa suscitano le immagini in chi le guarda, si può scaricare il PDf per leggere il lavoro completo o cliccare sulla foto per vedere come funziona il quiz.

Trailer | La Regina degli Scacchi | I Musk ce l’hanno fatta
Mattia Caiazza, Raffaele Caso, Eduardo Frascione, Alessio Landolfi, Salvatore La Montagna, Ariana Scotto Lavina, Flavia Tramonto

INCIPIT
Oggi ci sentiamo un po’ Moretti, e vogliamo iniziare così:
Caro Diario, siamo arrivati alla sesta tappa del nostro viaggio; oggi sono sei volte che ci incontriamo in Aula O, e penso che abbiamo tirato a terra un bel capo, come si dice qui.
Intanto ti racconto che abbiamo conosciuto il prof. Rivello, ideatore di Jepis Bottega che ha tenuto uno speech molto interessante su quello che lui chiama il “demone della narrazione”. Insieme alla D’Ambrosio e A Moretti ha messo insieme un bel gruppetto di incipit da farci analizzare partendo proprio dal concetto di narrazione.

PROCESSO (CLICCA SULLA FOTO E LEGGI IL PDF)

TRAILER | I MUSK RIESCONO NELL’IMPRESA

 

Quarta di Copertina | Centuria | Apollineo Dionisiaco
Filippo Maria Aiello, Salvatore Bruno, Sara Cipolla, Gaia De Gregori, Simone Esente, Giada Esposito, Federica Varriale

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Quinto Lunedì | 24 Ottobre 2022 | Corpo
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Caro Diario, la parola di questa settimana è “Corpo” e ci sarà da appassionarsi con la mitica prof. D’Ambrosio che ci condurrà sulle vie del Corpo come Paradigma e come Medium, ma lascio subito la parola a lei, le/i ragazze/i saranno ansiose/i di conoscere il percorso sul quale dovranno lavorare in Bottega, da te ritorno lunedì o martedì, spero.

Corpo come Paradigma
Non Linearità
Interazione

 

Ibridazione
Estensione

 

Corpo come Medium
Body Art | Orlan

Smaterializzazione del corpo | Intelligenza Artificiale | Francesco D’Isa

Gruppi al lavoro

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Lavori di Gruppo (in ordine di arrivo)

AMORE ARTIFICIALE (A^2)
Francesco Esposito, Salvatore La Montagna, Alessio Landolfi, Roberta Miceli, Alessandro Maurizio Polo, Veronica Scognamiglio

Il mondo è pieno d’amore, che sta tutto attorno a noi, ma al tempo stesso anche di forze che lo contrastano e che puniscono coloro che lo vivono.
Da questa premessa, abbiamo analizzato come l’intelligenza umana stia man mano avvicinandosi, sempre più, a quella artificiale, integrandola nei propri meccanismi e nella propria quotidianità.
L’intelligenza tecnologica (deep learning) progredisce e migliora il proprio utilizzo imitando il nostro modo di pensare, “umanizzando” concetti quasi alieni all’essere umano.
Partendo dal videoclip musicale “All is s full of love” di Bjork (AFI – lingua islandese), siamo riusciti a sviluppare un parallelismo con il nostro rapporto con i social network e non con gli individui visti come persone.
L’uomo del XXI secolo, ormai schiavo della rivoluzione tecnologica-digitale, si sente appagato dalla finta gratificazione derivante dai social network. Gli individui che utilizzano spazi social in rete, sono alla ricerca di approvazione derivata da stimoli esterni, come like, commenti e altre forme di interazioni sociali.
Una sorta di “dipendenza da consenso” che porta avanti un messaggio ben chiaro: non è importante la persona che mostra l’interazione, ciò che è fondamentale è il numero di interazioni e la gratificazione che ne consegue.
C’è persino una spiegazione scientifica a tale fenomeno: nel momento in cui pubblichiamo un contenuto, ricevendo un like, il nostro cervello interpreta il segnale come una ricompensa e rilascia una “scarica” di dopamina. Ciò ci spinge a continuare a postare e interagire per ottenere nuovamente like e reactions.
L’equivoco è il valore comune affibbiato alle interazioni ricevute; queste ultime, in realtà, non restituiscono il reale spessore qualitativo del contenuto pubblicato, al contrario sono frutto di un processo cognitivo superficiale, che non dà la giusta misura alla qualità di ciò che si condivide, sminuendo l’essenza dell’essere umano.
Vai alla Presentazione

HE(ART)
Filippo Maria Aiello, Marika Aracri, Fabrizio Bellini, Simone Esente, Paola Maronna, Flavia Tramonto.

Fasi del lavoro del gruppo sulle opere di Francesco D’Isa
1. Abbiamo fatto brainstorming sulle opere di Francesco D’Isa.
2. Abbiamo definito il lavoro da svolgere e abbiamo messo per iscritto le varie fasi.
3. Abbiamo modificato le nostre foto (che raffigurano le varie fasi di una storia d’amore) in opere d’arte totalmente innovative e non famose attraverso una app al cui interno è presente un’intelligenza artificiale.
4. Abbiamo unito e inserito le didascalie sulle foto come rappresentazione della fase stessa.

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CICATRICI
Scar Tissue: Giambattista Pio Bianco, Anna Chartier, Nicola Di Mauro, Giada Esposito, Federica Varriale, Michele Vidone

Questo lavoro è stato svolto dalle ragazze e dai ragazzi della Bottega O, del corso Scienze della Comunicazione, dell’Università Suor Orsola Benincasa. Siamo partiti da alcune opere di Orlan, un’artista famosa per la sua espressione nella Body Art, per sviluppare un lavoro sul corpo come medium e per trattare un’argomento di impatto, scegliendo l’amore per sé stessi e l’accettazione del proprio corpo, partendo da quelle che all’apparenza non sono altro che dei difetti, cioè le cicatrici. Abbiamo dunque lavorato e prodotto questo video, che ha come sfondo, il quadro di Lucio Fontana “Concetto Spaziale – Attesa”, richiamando allo squarcio l’interpretazione di una cicatrice, come parte scritta, un piccolo testo fatto da noi in aula, e come sottofondo musicale, una strofa narrata di una canzone di Marracash, “Body Parts”, che richiama all’accettazione di sé stessi.
https://www.youtube.com/shorts/79oD3vGxOKw

LA DIMENSIONE DEI SOGNI
Giuseppe Caputo, Raffaele Caso, Antonio Chiaro, Edoardo Frascione, Maya Lanzetta, Ilenia Lavagna.

Sistema Roteanza Antigravitazionale
Per realizzare questo progetto, dopo esserci confrontati, abbiamo deciso di partire dal concetto di corpo-oggetto, che ci ha rimandato alla divisione tra corpo e mente teorizzata per la prima volta da Cartesio, secondo cui la realtà è costituita dalla res extensa (realtà estesa, cioè fisica) e dalla res cogitans (realtà psichica, “la cosa pensante”, ovvero il pensiero).
Una percezione dualistica a cui siamo abituati oggi noi occidentali, che vede corpo e mente come due organismi separati: da un lato il corpo ridotto a una macchina che produce movimento, dall’altra la mente, ovvero ciò che produce le rappresentazioni mentali e le informazioni sensoriali.
Rifacendoci alla cultura orientale, abbiamo unito il paradigma corpo-mente: corpo e mente non sono separati tra loro, ma c’è qualcosa di unitario che li lega. Ci siamo improvvisati attori e registi ed abbiamo cercato insieme un “universo” diverso da quello terrestre che potesse mettere in relazione il corpo e la mente e, dopo varie proposte,
abbiamo deciso di ispirarci all’universo onirico, ovvero dei sogni.
Alludendo anche al mito di Icaro, che è spiegabile con una sopravvalutazione delle proprie capacità e col mancato riconoscimento dei propri limiti, abbiamo cercato tramite la realizzazione di un breve video di mettere in luce le differenze di un corpo-oggetto che presenta dei limiti nel mondo reale ed il nostro corpo-mente nei sogni.
I protagonisti del nostro filmato, infatti, sfidano i limiti del corpo umano in quanto nei sogni, nell’universo onirico, tutto è diverso, tutto è possibile. Il corpo può compiere gesti impensabili nel mondo reale: può smaterializzarsi, teletrasportarsi, correre alla velocità della luce. Ma soprattutto, il corpo-mente non può morire.

 

Quarto Lunedì | 17 Ottobre 2022 | Lavoro
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Caro Diario, questa settimana il tema della lezione è il lavoro, sì, sì, il lavoro ben fatto, le recensioni del libro, come puoi vedere più sotto, sono arrivate, e dato che con il tema precedente ci siamo trovati bene, oggi con Maria abbiamo deciso di cominciare con il video che Giuseppe un paio di anni fa ha girato con me e la piccola Teresina, dopo di che un breve speech con pochi concetti introduttivi e il racconto delle quattro proposte che serviranno da ispirazione per i lavori di gruppo. Saranno come sempre quattro ore di lavoro denso, ma sono sicuro che ce la faremo.

I 5 Passi

 

Memo

Feedback vostre recensioni
Ciò che va quasi bene non va bene
Lavorare in beta permanente
Darsi tempo per pensare, approfondire, scavare
Curare i particolari (l’esempio del titolo di questo post)

Le proposte

Proposta 1 | Gianni Brera
Gianni Brera | Wikipedia

Proposta 2 | Il caffè di Eduardo

 

Proposta 3 | Storie di Brand


 

Proposta 4 | Scritte

Scritte.works
About Scritte
Appunti di Senso

Ecco caro Diario, direi che per adesso ci possiamo fermare qui, anzi no, ti lascio con mastro Antonio e Jacopo dieci anni fa ne La Tela e il Ciliegio, che a me non finisce mai di ispirarmi, e spero possa fare lo stesso con le ragazze e i ragazzi di Bottega O. Mi raccomando resta sintonizzato.

 

Lavori di Gruppo (in ordine di arrivo)

Gruppo Scritte
Marika Aracri, Giambattista Pio Bianco, Francesco Di Lanna, Maya Lanzetti, Ilenia Lavagna, Claudia Lombardi, Roberta Miceli

Racconto
L’idea iniziale è stata la seguente: come rendere visibile ciò che è invisibile.
La domanda che ci siamo poste/i è: da cosa possiamo partire?
Noi immagazziniamo ricordi tutti giorni e ciò avviene grazie ai nostri occhi che guardano e catturano attimi, esperienze, sensazioni.
Quei ricordi però spesso, restano solo tali. Ricordi. Destinati a essere rimembrati solo in alcune determinate situazioni , e poi mai più rievocati.
E se invece si cercasse di avere sempre un occhio verso ciò che rischia di finire cancellato? Dimenticato?
Con un occhio rivolto verso quelle che sono le nostre esperienze più importanti, a supportarci e sostenerci, possiamo andare incontro a ogni nuova situazione e difficoltà , affrontandola con il sostegno delle nostre migliori esperienze.
Ma anche attraverso i nostri occhi noi impariamo e viviamo le esperienze e le vite degli altri come se da ogni esperienza che ci viene raccontata, traessimo un insegnamento.
Le foto sono il nostro mezzo di comunicazione ed attraverso di esse noi cerchiamo di comunicare; infatti abbiamo raccolto foto di momenti, luoghi, persone,esperienze di tutti noi e, aprendo anche un gruppo Facebook, “inVISIBILMENTE”, diamo la possibilità anche agli altri di raccontare le loro storie attraverso le foto (che per loro sono importanti) in modo da trasformare l’invisibile (sogni, desideri, esperienze..) in visibile.
Grazie alla fotografia si immortalano momenti che siamo sicuri non cesseranno mai di esistere ma sopravviveranno nel tempo. La parte essenziale dell’esperienza è il racconto della stessa e noi in questo modo trasmettiamo agli altri il nostro vissuto.
In definitiva prendendo come punto di riferimento il progetto editoriale “SCRITTE”, abbiamo pensato ad un modo di comunicare e diffondere storie in modo differente, rendendoci conto che sono proprio gli occhi il mezzo principale che raccoglie esperienze, sensazioni e tanto altro (proprie e di altri).
Le foto sono la parte visiva di ciò che i nostri occhi hanno immagazzinato in quell’istante ed è questa la nostra comunicazione che abbiamo messo in pratica con il cartellone ma anche attraverso la creazione del gruppo Facebook.
Raccontarsi attraverso foto del proprio vissuto ed occhi pronti a ricevere ciò che si vuole trasmettere.

Processo
Brainstorming dove abbiamo messo in luce il tema.
Confronto e selezione delle opinioni e delle idee per trovare ispirazione sulla storia da raccontare.
Ricerca dei materiali per mostrarla visivamente.
Scrittura della descrizione e dei contenuti del lavoro.
Assemblaggio dei materiali ed esposizione.

Manufatto in Versione Analogica

Manufatto in Versione Digitale

Gruppo Storie di Brand
Ariana Scotto Lavina, Paola Maronna, Mattia Caiazza, Alessandro Maurizio Polo, Flavia Tramonto, Fabrizio Bellini

Storia di una coincidenza | Testo
Storie di una coincidenza_il testo

Storia di una coincidenza | Podcast

Storia di una coincidenza | Video

https://www.youtube.com/shorts/o68KYFxaXOA

Gruppo Il caffè di Eduardo
Giuseppe Caputo, Raffaele Caso, Anna Chartier, Simone Esente, Alessio Landolfi, Salvatore La Montagna, Veronica Scognamiglio

‘Nu cafè e ‘na sigaretta
Sulla Terra corre l’anno 2049, in un pianeta ormai allo sfacelo dove l’inquinamento sta distruggendo ogni forma di vita. In questo futuro l’uomo è riuscito a fare importanti scoperte tecnologiche ma molte di queste, come le macchine elettriche, hanno soltanto arricchito le aziende senza arrivare ad una concreta soluzione. Si è pensato di inventare i robot affinché potessero aiutare l’uomo a risollevarsi da una situazione troppo complicata, ma ormai è tutto inutile.
Dopo essersi addentrati in un scenario che appare pre-apocalittico, un uomo e una professoressa si trovano in una terrazza nel bel mezzo di una conversazione. I due discutono sull’importanza del caffè e della sigaretta come unico memento di rilassatezza dal difficile contesto che sono costretti a vivere nello spaccato quotidiano. Il dialogo prende una vena comica e i due ricordano gli attimi felici e spensierati e l’appagamento che ti regalava la bevanda, ma quest’ultima non è più buona come una volta. L’uomo e la professoressa hanno cercato di insegnare ai propri robot domestici l’arte del preparare il caffè con scarsi risultati e prima della fine del dialogo uno dei cyborg domestici porta al padrone la bevanda e nonostante non sia come una volta viene lo stesso apprezzata.
Cent’anni dopo, in un altro pianeta, i robot dalle sembianze umane, vivono una vita tranquilla; niente più smog, rovine e distruzione.

Percorso
Il video elaborato è un’allusione alla famosa interpretazione di Eduardo De Filippo in Questi fantasmi del 1946.
Eduardo mette in scena un dialogo dove glorifica il caffè poiché è l’unico momento della giornata dove si è veramente rilassati.
Anche Paolo Caiazzo, nei panni di Tonino Cardamone, riprende questa scena modificandola in chiave moderna. Per questo motivo siamo arrivati alla conclusione di rielaborare la scena di Eduardo in un’ottica futuristica, quando la Terra è sull’orlo della rovina.
L’ambientazione apocalittica è la stessa ripresa nel film Blade runner dove la società, nel 2049, non è più come la conosciamo poiché la Terra sta diventando un pianeta invivibile.
Il video è composto da due scene: la prima, con colori tendente al giallo per evidenziare un mondo pre-apocalittico dove due personaggi, un uomo e una professoressa iniziano a dialogare. Nell’ultima scena l’ambientazione si sposta in un altro pianeta cent’anni dopo. I colori invece sono più accesi in quanto non vi è più la presenza umana, l’aria è finalmente respirabile e i due dialoganti sono due robot. Il tipo di inquadratura scelto è la doppia camera affinché quest’ultima possa dare più risalto ai personaggi.

Contenuto

 

Gruppo Gianni Brera
Sara Cipolla, Martina Buono, Filippo Maria Aiello, Gaia De Gregori, Salvatore Bruno, Edoardo Frascione, Francesco Esposito, Antonio Chiaro, Michele Vidone

E se Gianni Brera fosse stato un influencer?
Lunedì 17 ottobre, il gruppo Brera si riunisce in Bottega O per ideare e realizzare un nuovo progetto, ispirato, per l’appunto, a Gianni Brera: telecronista sportivo ripensato in chiave social. Cosa sarebbe successo se Gianni Brera fosse stato un influencer? Perché? Sarebbe andato virale? E come? Queste le domande che hanno dato il via al servizio del TG. Click dopo click, Brera spopola su TikTok per il termine “incornare”, che nel linguaggio calcistico indica il colpire il pallone con la testa, ma che i giovani italiani hanno reinterpretato e rielaborato in modo ironico, riadattandolo alla loro vita, a quei momenti adolescenziali che si ricordano sempre col sorriso.
Guardate il video se volete scoprire chi sarebbe stato Brera nel 2022.

 

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Recensioni Il Lavoro Ben Fatto
Filippo Aiello
Marika Aracri
Fabrizio Bellini
Giambattista Pio Bianco
Salvatore Bruno
Martina Buono
Mattia Caiazza
Giuseppe Caputo
Raffaele Caso
Anna Chartier
Antonio Chiaro
Sara Cipolla
Gaia De Gregori
Nicola Di Mauro
Francesco Di Lanna
Simone Esente
Edoardo Frascione
Salvatore La Montagna
Alessio Landolfi
Maya Lanzetta
Ilenia Lavagna
Claudia Lombardi
Paola Maronna
Roberta Miceli
Alessandro Maurizio Polo
Ariana Scotto Lavina
Flavia Tramonto
Federica Varriale
Michele Vidone

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Terzo Lunedì | 10 Ottobre 2022 | Manufatto
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Caro Diario, tu ancora non lo sai ma la settimana scorso abbiamo fatto un cambiamento di programma, nel senso che abbiamo deciso di far misurare la classe con il lavoro di bottega vera e proprio, di sporcarsi le mani insomma, nel senso più bello del modo di dire naturalmente. Facciamo così, per prima cosa te li faccio vedere mentre erano al lavoro, le foto sono della prof. Maria D’Ambrosio, che lei come sai ama così tanto il suo lavoro che non ha avuto nessun problema a inventarsi fotografa per l’occasione.

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Come hai visto ancora una volta abbiamo formato 4 gruppi, diversi dai precedenti, in Bottega O tutte/i lavorano con tutte/i, e a ciascun gruppo abbiamo chiesto di ispirarsi a uno dei 4 esempi che Maria aveva illustrato nel corso della lezione precedente e di realizzare un proprio manufatto narrativo, come direbbe Giuseppe Jepis Rivello.

Ebbene sì, la classe ha lavorato così per 4 ore, un paio di gruppi hanno finito il loro lavoro, un altro paio lo finiranno, ma insomma Maria e io alla fine eravamo contente/i, il lavoro da fare è ancora tanto, ma la direzione ci sembra quella giusta. Detto ciò, come sempre sarà il tempo che ci dirà se abbiamo visto giusto oppure no, noi intanto stiamo sul pezzo, e ovviamente ti teniamo informato, tu intanto guardati i lavori, i primi due sono quelli completati, gli altri due quelli che invece no.

E se Andrej Tarkovskij fosse moderno?
Salvatore La Montagna, Alessio Landolfi, Paola Maronna, Claudia Lombardi, Roberta Miceli, Maya Lanzetta, Ilenia Lavagna

Fasi
Leggi il commento al video

Manufatto

 

Giovane Partito Cambia – Menti
Ariana Scotto Lavina; Marika Aracri; Flavia Tramonto; Salvatore Bruno; Alessandro Maurizio Polo; Giambattista Pio Bianco, Michele Vidone.

Fasi
Briefing e lavoro di gruppo: momento di confronto corale sul da farsi, cambio di opinioni, brainstorming condiviso.
Ricerca del materiale: ricerca di immagini a supporto, spunti di riflessione.
Costruzione dell’elaborato: collage di idee
Fase finale: montaggio revisione ed esposizione dei concetti riguardanti l’elaborato.

Manufatto

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Be(e) Free
Martina Buono, Filippo Maria Aiello, Sara Cipolla, Fabrizio Bellini, Mattia Caiazza, Giuseppe Caputo, Raffaele Caso, Antonio Chiaro

Fasi
A partire dal post Instagram di Simone Picardi, scultore napoletano, abbiamo analizzato finalità e modalità dei suoi lavori di ricerca uniti da un “filo conduttore” che gli ha dato visibilità, permettendogli di fare un lavoro di sensibilizzazione e informazione.
Il suo albero di rame e ferro, simbolo di inquinamento contrapposto alla natura, ha ispirato il nostro lavoro incentrato invece sull’importanza (ambientale) delle api, spesso sottovalutate non solo dai piccoli ma anche dagli adulti disinformati. Queste, infatti, producono indirettamente ossigeno grazie al loro lavoro di impollinazione.
Come Simone, abbiamo analizzato e studiato un materiale “simbolo” dell’inquinamento, arrivando a scegliere la plastica per il suo forte impatto e per i lunghi tempi di degradazione.
Le api dunque simbolo di vita, aria, comunemente dimenticante nell’immaginario collettivo diventano nel nostro lavoro esaltazione della natura nella sua totalità contrapposta alla plastica, che inquina l’ambiente e pone fine alla “vita”.
Dopo un lunghissimo dibattito su quale fosse l’idea migliore da realizzare, ci siamo accordati sulla creazione di una storia di un gruppo di ricercatori che sulla scia dell’idea appena proposta creano un profilo Instagram indirizzato ad un vasto pubblico e che dopo la realizzazione dell’alveare di plastica lancia un grido d’allarme e soprattutto informa e spinge alla “rivoluzione”. Chiunque si imbatte, legge, vede ed analizza il lavoro della bottega O (ossigeno) sarà indirizzato ad una riflessione, attualizzazione e sarà informato su un argomento troppo spesso marginale nella vita quotidiana di tutti.
Prossimamente costruiremo il nostro alveare e lo “racconteremo” con una didascalia al post e studi alla mano.

Contenuto
Profilo Instagram _bee__free__
Bee è ape, ma anche “essere” e sottolinea la volontà di libertà, libertà “vitale” permessa appunto dall’ape.

Rivoluzione
Gaia De Gregori, Nicola Di Mauro, Francesco Esposito, Edoardo Frascione, Francesco Di Lanna, Giada Esposito, Ciro Giso, Simone Esente

Fasi
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Secondo Lunedì | 3 Ottobre 2022 | Azione
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1. Feedback bio e lavori di gruppo inviati (vm)

2. Introduzione del tema (mda)
Azione – InterAzione – TrasformAzione
Azione intesa come interazione e trasformazione per entrare nella professione del comunicatore e quindi nel processo di produzione di contenuti e artefatti per la comunicazione

La rivoluzione siamo noi, Giancarlo Pancaldi fotografa Joseph Beuys
Mahsa Amini, bella ciao

Nostalgia, Tarkovski, Monologo

Sigarra – Simone Picardi, Plants revolution, se le piante si ribellano

3. Gruppi di lavoro
I 4 gruppi di lavoro, combinati in maniera diversa dalla settimana precedente, si ispirano alle storie viste e ascoltate e ciascun gruppo sviluppa un proprio racconto a partire da una delle 4 storie ispiratrici.

4. I portavoce
I 4 portavoce illustrano il lavoro fatto in gruppo.

5. La classe
La classe discute in plenaria il lavoro fatto.

Report
Il report di Federica Borrelli

Le foto di Federica Borrelli

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La foto di Sara Cipolla

Il report di Edoardo Frascione

Recensioni e-Learning
Filippo Aiello
Marika Aracri
Fabrizio Bellini
Giambattista Pio Bianco
Federica Borrelli
Salvatore Bruno
Martina Buono
Mattia Caiazza
Giuseppe Caputo
Raffaele Caso
Anna Chartier
Antonio Chiaro
Sara Cipolla
Gaia De Gregori
Francesco Di Lanna
Nicola Di Mauro
Simone Esente
Giada Esposito
Edoardo Frascione
Ciro Giso
Salvatore La Montagna
Alessio Landolfi
Maya Lanzetta
Claudia Lombardi
Paola Maronna
Roberta Miceli
Ariana Scotto Lavina
Flavia Tramonto
Federica Varriale
Michele Vidone

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Primo Lunedì | 26 Settembre 2022 | Autore
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Caro Diario, te lo voglio dire subito, senza giri di parole, sono contento, e Maria anche. Naturalmente abbiamo fatto solo il primo passo, però va nella direzione giusta, e non era scontato, specialmente con 4 ore di fila di lezione, dalle 13:30 alle 17:30. Che stava funzionando è stato evidente per tutta la mezza giornata di studio e di lavoro, ma la riprova evidente è venuta alla fine, con le ragazze e i ragazzi che alle cinque e mezza erano ancora tutte/i in classe, nessuna/o se n’era andata alla chetichella un quarto d’ora o anche mezzora prima. E poi se ne sono andate/i positive/i, si vedeva chiaramente, e detto questo passo a raccontarti un poco di quello che abbiamo combinato.

Come ogni anno ho cominciato io ricordando un po’ di regole, a partire da cosa significa seguire il corso, dalla necessità di garantire continuità e impegno, di avere un approccio interattivo, di leggere al più presto i libri perché insomma in Bottega O fare è pensare, con l’accento sulla e.

Dopo di che Maria ha introdotto temi e contenuti, e nel modo leggero e colto con cui è abituata a farlo ci ha raccontato alla voce autori della necessità di pensare e ripensare la comunicAzione come forma di interazione mediata da differenti codici e media. Alla voce lavoro ben fatto di cosa significa fare bene le cose e di quanto sia utile utilizzare un approccio attento al processo di costruzione dei manufatti comunicativi e narrativi. Alla voce narrazione di come questa dimensione attraversi l’agire comunicativo e sottenda l’attivazione di uno spazio dell’incontro e della condivisione dove le vicende dei protagonisti e le loro azioni sono rivolte a un pubblico, in forma di racconto, a qualcun’Altro. Alla voce forma / corpo di come la dimensione estetica (relativa al sentire) sia mobilitata e nobilitata in senso pieno dall’arte del comunicare. Alla voce materiale / immateriale di come ciascun artefatto sia opera che unisce forma e sostanza, codice e linguaggio, produzione materiale e produzione di senso. Alle voci spazi / realtà di come essi siano oggi il terreno dell’incrocio, dell’incontro e della metamorfosi dell’analogico e del digitale.

Concluso il racconto di Maria ci siamo tornati su, approfondendo alcuni aspetti, connettendoli alla metodologia e al senso del processo di apprendimento che proviamo ad attivare pensando e facendo, studiando e mettendo in pratica, sapendo, plasmando e cambiando i mondi nei quali viviamo. Naturalmente abbiamo dato particolare rilevanza al tema della lezione, Autori, insistendo molto sull’importanza di trovare una propria via, di sviluppare, far lievitare e impastare nel modo giusto l’originalità e la creatività di cui ciascuna/o di loro è dotata/o, anche attraverso alcuni esempi. In questa parte siamo tornati anche sulla necessità di leggere e studiare i testi adesso, non alla fine del corso, proprio per acquisire gli elementi di teoria e di contesto che aiuteranno le ragazze e i ragazzi del corso a comprendere meglio, a pensare e a fare meglio, nel corso delle  attività in Bottega.

A questo punto ci siamo collegati con Storie di Brand, il podcast di Max Corna, e abbiamo ascoltato la storia della Lego. Al termine abbiamo chiesto di sintetizzare con una parola il senso di ciò che avevano ascoltato ed è veuto fuori questo: Amore per la famiglia; Dedizione; Coraggio; Temerario; Determinazione; Ambizione; Perseveranza nel fallimento; Forza di volontà; Semplicità; Crederci; Ottimismo; Cattiveria (da parte degli altri); Paura di fallire; Oggettivizzazione (della felicità); Tramandare; Ereditare; Ingegno; Passione; Immaginazione; Innovazione; Curiosità; Umiltà.

Il passo successivo ci ha portato all’introduzione del concetto di molteplicità applicato all’identità attraverso la lettura della poesia Siam Molti di Pablo Neruda e la breve discussione che ne è seguita.

Fatto ciò siamo tornati alla storia della Lego che avevamo ascoltato, abbiamo diviso la bottega in 4 gruppi e a ciascuno di loro abbiamo assegnato una parola chiave dalla quale partire per sviluppare una nuova storia. Queste le 4 parole chiave: Identità, Conflitto, Comunità, Narrazione.

Alla fine una o un componente per ogni gruppo ha raccontato il lavoro svolto fino a quel punto, nelle foto potete intravvedere gli appunti di 2 gruppi. Siamo rimasti che la prossima lezione inizia con i gruppi che illustrano le storie che hanno creato che pressuppone che da qui a lunedì prossimo trovino il modo di finirle, che non è scontato, ma Maria e io in cuor nostro ci speriamo. Così come speriamo che si procurino e leggano i libri. Quello che ti possiamo e ti vogliamo dire per ora, amico Diario, è che le 4 storie si preannunciano tutte diverse e tutte belle, ma dato che una cosa è fatta quando è fatta, non prima, è meglio che aspettiamo la prossima settimana. Sperando che questa prima parte della storia ti sia piaciuta, io e Maria ti mandiamo un abbraccio. A presto.

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Commento
Marika Aracri
Ho letto il report della lezione di ieri e vorrei aggiungere che, nonostante fosse solo la prima lezione, mi sono sentita già inserita in una squadra/un team, formato da tutti noi.
Abbiamo incominciato a mettere ognuno di noi i mattoni per costruire la nostra bottega e con questa mia affermazione mi voglio unire a ciò che abbiamo detto a lezione: che per fare una buona pizza, bisogna partire dal lievito e dalla farina e poi pensare al condimento!
Nonostante siamo delle persone diverse, con una propria personalità e una propria vita, quando ci troviamo insieme, siamo attori in azione ed attraverso lo scambio e la riformulazione, diventiamo e produciamo prodotti nuovi.
Potremmo poi affermare di star facendo, o di aver fatto, un lavoro ben fatto!

Lavori di gruppo
Caro Diario, ecco i lavori di gruppo nell’ordine in cui sono arrivati.

Identità
La parte visiva della messa in scena della storia ovviamente non può essere allegata e la mostreremo direttamente in aula.

Comunità

Narrazione

Conflitto

Materiali
Questo Diario
Il Gruppo Social
Siam Molti, Pablo Neruda
Storie di Brand
Lego

Gruppi di Lavoro
1. Marika Aracri, Fabrizio Bellini, Maya Lanzetta, Claudia Lombardi, Paola Maronna
2. Antonio Chiaro, Simone Esente, Francesco Esposito, Alessio Landolfi
3. Nicola Di Mauro, Gaia De Gregori, Salvatore Bruno, Flavia Tramonto
4. Giada Esposito, Federica Varriale, Edoardo Frascione

MAESTRE/I E ALLIEVE/I ARTIGIANI
Maria D’Ambrosio, Vincenzo Moretti, Giuseppe Jepis Rivello
Filippo Aiello, Marika Aracri, Fabrizio Bellini, Giambattista Pio Bianco, Salvatore Bruno, Martina Buono, Mattia Caiazza, Giuseppe Caputo, Raffaele Caso, Anna Chartier, Antonio Chiaro, Sara Cipolla, Gaia De Gregori, Francesco Di Lanna, Nicola Di Mauro, Simone Esente, Francesco Esposito, Giada Esposito, Edoardo Frascione, Ciro Giso, Salvatore La Montagna, Alessio Landolfi, Maya Lanzetta, Claudia Lombardi, Paola Maronna, Roberta Miceli, Alessandro Maurizio Polo, Ariana Scotto Lavina, Flavia Tramonto, Federica Varriale, Michele Vidone.

COME CI SIAMO ORGANIZZATI
1. Entro la seconda settimana di corso le/i componenti della Bottega  leggono e-learning. Electric Extended Embodied e Il Lavoro ben fatto. Che cos’è, come si fa e perché può cambiare il mondo. È per il loro bene, per abituarli a tenere insieme idee e possibilità, teoria e pratica, contesto e creatività.
2. Ogni lunedì un tema diverso introdotto di volta in volta da Maria, da me o da Giuseppe Jepis Rivello. Racconteremo storie che si nutrono di parole come Autore, Azione, Manufatto, Lavoro, Corpo, Eroe, Narrazione, Digitale, Spazio.  Ogni speech introduttivo dura intorno ai 30 minuti.
3. Vengono formati 4 gruppi che ogni settimana cambiano composizione e componenti ogni settimana, il claim è “tutte/i lavorano con tutte/i”.
4. Ciascun tavolo realizza una propria storia a partire da uno specifico contenuto proposto nel corso dello speech. Gli hashtag in questo caso sono #pensare, #approfondire, #fare. Di norma a questa parte dell’attività sono dedicati 90 minuti.
5. 20 minuti di pausa per ricaricare le batterie, rimettere in ordine i pensieri, condividere punti di vista in libertà.
6. Ogni gruppo individua un portavoce che in 10 minuti racconta il lavoro svolto. (10 x 4 = 40 minuti)
7. La mezza giornata di lavoro si conclude con la discussione, la definizione e la condivisione in plenaria dei concetti chiave emersi.

I LIBRI DI TESTO PER CHI LAVORA IN BOTTEGA
1. CARPENZANO, O. -D’AMBROSIO, M. -LATOUR, L., e-learning. Electric Extended Embodied, Pisa, ETS
2. MORETTI, LUCA E VINCENZO, Il Lavoro ben fatto. Che cos’è, come si fa e perché può cambiare il mondo, #Lavorobenfatto – Amazon.it
3. ROVELLI, C., Helgoland, Milano, Adelphi.