A SCUOLA CON IL LAVORO BEN FATTO
APPUNTI PER UNA DIDATTICA ARTIGIANA
IL LAVORO BEN FATTO
IL PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza
LA SCUOLA
Istituto Comprensivo Follonica 1, Dirigente Scolastica Elisa Ciaffone
Prima C Scuola Primaria Cimarosa | Quinta A Scuola Primaria Rodari
L’INDICE
11 Febbraio 2026; 19 Maggio 2026; 31 Maggio 2026;
IL RACCONTO
11 Febbraio 2026 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, ripercorrere con il pensiero questa prima metà dell’anno scolastico per raccontarla mi ha emozionato, e molto. Il lavoro di quest’anno coinvolge parallelamente la nostra nuova classe prima Cimarosa e le nostre ragazze e i nostri ragazzi della classe quinta Rodari, ormai davvero prossimi al passaggio alla scuola secondaria di primo grado.
Sono due classi lontane, sia perché sono in due quartieri non vicinissimi nella città e sia perché sono a due estremi della scuola primaria, e dunque gestire il lavoro non è e non sarà facile, ma nonostante le difficoltà penso che possiamo dar vita ad un percorso formativo ricco di opportunità, prima fra tutte, la continuità ideale tra i due gruppi classe, con i grandi che possono trasmettere il testimone della loro esperienza di “bottega artigiana” ai più piccoli, che a loro volta, ormai a pochi mesi dalla fine del primo anno di scuola, non sono più tanto piccoli.
Come avevamo progettato, il percorso didattico si sta concentrando sul potere delle parole e sulla loro importanza anche nella formazione emotiva e di life e soft skills per entrambe le classi. Siamo partiti, in prima e in quinta, dalle lettere, una per una. Lo studio dell’alfabeto è parte essenziale di ogni processo di lettura e scrittura per i più piccoli, ma può essere argomento di riflessione storica e filosofica per i più grandi, ai quali abbiamo cercato di raccontare almeno alcuni dei “misteri dell’alfabeto” con l’aiuto di Marc-Alain Ouaknin.
Già negli anni scorsi abbiamo sperimentato quanto questo testo, semplificato ed adattato per loro, incuriosisca e appasioni i ragazzi. Dalle lettere è facile arrivare alla formazione della parola, con tutti i suoi significati e il suo valore; proviamo a ricordare Don Milani e la sua centralità della parola come strumento di riscatto sociale oltre che culturale o Gianni Rodari che con le parole ha anche molto giocato, parole che al tempo della IA pare non sia più una prerogativa esclusiva degli umani.
Prima della fine dell’anno scolastico, utilizzando tutte le parole che conoscono, chiederemo alle ragazze e ai ragazzi della V A Rodari di raccontare dal loro punto di vista questi cinque anni trascorsi alla scuola primaria, ma il racconto dovrà avere un obiettivo preciso, quello di individuare concretamente qualcosa, un’azione o una situazione, che permetta di migliorare il benessere di tutti a scuola. Sarà una sorta di piccolo regalo che lasceranno alla scuola e che noi ci impegneremo a realizzare.
Detto questo, vorrei raccontare a te, alle nostre lettrici e ai nostri lettori un po’ della vita delle nostre due classi in questi mesi, ricchi di eventi.
Mentre i bambini di prima hanno esplorato il lessico dei sentimenti attraverso la recitazione, i nostri ragazzi di quinta hanno iniziato il loro anno scolastico partecipando, sempre con la maestra Raffaella, a iniziative come la giuria per il Salone del Libro di Torino, un invito speciale al Magma e un incontro molto interessante e significativo con la scrittrice Paola Zannoner, che abbiamo potuto anche intervistare.
Come ti dicevo, il primo compito per la quinta è stato quello di giuria del Salone del Libro di Torino per il premio di letteratura sportiva Gianni Mura. Non si è trattato di una lettura estemporanea, ma di un lavoro assai interessante pur se faticoso durato circa due mesi. I ragazzi si sono impegnati a leggere cinque volumi in poco più di un mese, elaborando criteri di votazione specifici e motivando le loro scelte in modo consapevole.
Sempre in una visione di continuità del lavoro, la partecipazione allo spettacolo teatrale evocativo e poetico “Santa Barbara Benedetta” di e con Irene Paoletti e Benedetta Rustici è stata un’altra esperienza molto coinvolgente. Le due attrici ci hanno raccontato la vita delle miniere, con un’attenzione particolare al punto di vista delle donne.
Permettimi di aggiungere con un pizzico di orgoglio che nonostante i nostri ragazzi di quinta fossero i più piccoli tra gli studenti presenti, si sono distinti per le domande pertinenti e i racconti e le testimonianze raccolte, dimostrando di aver fatto proprio lo studio, il lavoro di ricerca e le interviste che avevano fatto nel corso dell’anno precedente.
Per quanto riguarda l’incontro con la scrittrice Paola Zannoner, è stato molto piacevole ed è avvenuto alla fine dello scorso anno solare, in occasione della sua visita per l’inaugurazione della biblioteca di istituto; sì, hai capito bene, nel nostro Istituto si sta formando una biblioteca molto ben fornita di volumi interessanti, coordinata dalla prof.ssa Mara Oriolo e inaugurata proprio con lei e i suoi ragazzi, le classi I A e I B della scuola media Pacioli.
Come sai per noi la lettura è un elemento fondamentale delle attività didattiche, le implicazioni su piani diversi che vanno dal cognitivo al metacognitivo, allo sviluppo delle capacità di comprensione, di condivisione, di empatia ne fanno una colonna portante del nostro lavoro ben fatto, per questo ci ha fatto molto piacere esserci e poter raccontare di noi; dopo che le abbiamo descritto il LBF e dopo averle donato il nostro piccolo Manifesto per ragazzi, la scrittrice si è resa disponibile per l’intervista di cui ti ho parlato prima. Mi scuso se è un po’ disturbata, ma eravamo davvero in tanti.
Lasciamo i più grandi immersi negli impegni che li porteranno a concludere questa esperienza di scuola primaria, e affacciamoci nella classe dei più piccoli per vedere un po’ di cose che accadono anche lì.
Piano piano, le lettere hanno preso la loro giusta misura e forma sul quaderno a quadrettoni. Con queste lettere abbiamo voluto cercare e scrivere parole belle, siamo partiti da amici, abbracci, amore e, seguendo un percorso faticoso di adattamento alla nuova realtà rappresentata dalla scuola primaria, siamo arrivati alla lettera F come fantasia farfalla fiore. La maestra Monica Costalli ha rappresentato con un disegno a carboncino una parte del nostro percorso, una immagine che personalmente trovo splendida.

L’impegno quotidiano nella ricerca di parole, però, alla fine è stato premiato e quello che ne è venuto fuori, almeno fino ad ora, può essere definito davvero un “Alfabeto delle parole gentili”. Parole semplici e nostre, ma che fanno bene e che abbiamo voluto condividere con i genitori e i nonni nel saluto natalizio.
Abbiamo messo in scena uno “spettacolo teatrale” con protagonisti bambini ed elfi che portano in regalo a ogni bambino un’emozione, per scoprire poi alla fine che è proprio quella giusta, cioè quella che il bambino stava aspettando di scoprire. Per condividere con noi parole ed emozioni, basta che tu e chi ci legge guardiate le foto della nostra esibizione natalizia.
Ti saluto insieme alla prima e alla quinta proprio con una bella emozione che riguarda le ragazze e i ragazzi di quinta che, prima di Natale, hanno collaborato con il gruppo Eli E Le Tanto Pe’ Canta’ per realizzare una nuova versione della lettura di articoli scelti dal Manifesto del Lavoro Ben Fatto accompagnati da “Give peace a chance” di John Lennon, per augurare a tutti noi, ovunque nel mondo, una possibilità di Pace.
19 Maggio 2026 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, nella Notte del Lavoro Narrato 2026 le nostre due classi, la 5° A Rodari e la 1° C Cimarosa hanno condiviso la presenza al Museo Magma vivendo e facendoci vivere sensazioni ed emozioni all’apparenza opposte, in realtà complementari.
Le bambine e i bambini della 1°C Cimarosa ci hanno raccontato attraverso il linguaggio della musica e del movimento, il loro viaggio alla scoperta della scrittura e della lettura, un percorso fatto di parole “gentili”, parole della “cura”, del rispetto, dell’affetto, come puoi vedere dal video e leggere cliccando qui.
In una giornata dedicata in gran parte all’IA, la maestra Monica Costalli ha voluto dare risalto a quello che fino ad ora i modelli di linguaggio modali non possono avere, le emozioni. I bambini hanno interpretato in modo originale il ritornello di “Emozioni” di Lucio Battisti e hanno trasformato in gesti le parole gentili.
Quello dei gesti, tra i ragazzi ma sempre di più anche tra i bambini, è un linguaggio molto utilizzato, spesso poco compreso da noi adulti, e il nostro piccolo esperimento di provare a tradurre in gesti le parole della “cura” ha incuriosito ed è stato un piacevole esercizio di gentilezza, come puoi vedere nel video.
Dopo tanta commozione, è arrivato anche per loro il tempo dell’intervista, ed è stato il nostro sindaco Matteo Buoncristiani ad intervistarli, come puoi vedere in quest’altro vdeo.
Terminata questa bella introduzione musicale dei più giovani partecipanti alla Notte del Lavoro Narrato, i loro compagni della classe V Rodari hanno incontrato il prof. Simone Rossi, al quale hanno fatto tantissime domande, non solo sull’IA. Ormai esperti della Notte del Lavoro Narrato, sono stati loro a tenere le fila della mattinata al Magma, raccontando il loro lavoro ben fatto e condividendo esperienze con i compagni, come puoi vedere dal video del loro
racconto del Manifesto del Lavoro Ben Fatto.
Dopo di che è nato un bel dialogo intorno all’IA e alle domande da pensare per il prof. Rossi con due classi della scuola Bugiani, e ne è nata una sintesi di questioni che poi, tutti insieme, hanno formulato e domandato al professore a fine mattinata.
Per concludere l’esperienza di quest’anno, infine, abbiamo fatto al nostro amico Simone una vera e propria intervista, di quelle dedicate ai nostri ospiti, che è partita dal lavoro che voleva fare da piccolo fino ad arrivare al lavoro attuale e a ragionamenti abbastanza complessi sull’uso dell’IA.
L’intervista completa la potrai ascoltare nel podcast, ma prima bisogna che tu sappia che qualche mese fa in classe V ci eravamo domandati come immaginavamo essere l’IA, anzi come la avremmo descritta ad un amico extraterrestre capitato tra noi che ce ne avesse chiesto spiegazione, e questi sono stati i risultati.
Secondo Marc è qualcosa su cui puoi trovare informazioni, che qualche volta, però,potrebbero essere anche sbagliate; Mia dice che potrebbe essere una specie di robot che si trova sugli oggetti elettronici dove puoi cercare tante cose, anche se fa degli errori. Karol che potrebbe essere una specie di persona che sa molte più cose di noi. Penelope la definisce come un robot umano, Alessandro come un robot che non respira ma come noi può parlare ed essere intelligente, ma fa alcuni errori. Chanel parla di un programma che ti da informazioni non sempre giuste. Marlon di una mente di una persona senza il corpo, Vittoria racconta un umano che al posto del cervello ha degli ingranaggi e non respira, può aiutare le persone a trovare delle risposte ma se ci abituiamo troppo diventa un problema per il nostro cervello. Bianca vede l’ia come un robot che da informazioni, Vittoria come un corpo virtuale che si trova negli oggetti elettronici, ha una mente propria e sa tante cose messe insieme che valgono come quelle di 100 persone. Valerio ci dice che ia non è una cosa concreta, ma solo astratta e artificiale, noi le facciamo le domande, le risposte non sono sempre giuste, talvolta sbaglia, si sta evolvendo sempre di più e speriamo che non prenda il posto dell’uomo, in conclusione è tipo un robot con qualcuno che lo controlla. Michelle la vede come una testa senza corpo, non troppo simile a noi, ci può aiutare ma ci può anche far sbagliare. Regina dice che è come qualcuno che non ha un cervello vero e proprio, non è fatto come noi e può sbagliare. Valerio aggiunge che ogni tanto si può usare ma non abusarne, è bello fare da soli ad esempio con i libri. Per Vittoria B. è un corpo a forma di robot con ingranaggi e fili. Alessandro parla di contenuti brutti e molti si uniscono a lui raccontando brutte esperienze.
Dopo il nostro incontro al Magma sicuramente il loro immaginario, ma anche il nostro, sull’IA sarà molto
diverso. Il nostro amico Simone, il professore, ci ha rassicurato, ci ha detto che l’IA non è intelligente, non ha emozioni, non potrà sostituirci e, se sapremo usarla, non potrà che essere uno strumento di grande aiuto. Ci ha parlato della libertà ma anche della responsabilità che abbiamo ogni volta che decidiamo di affidare all’ ia una parte del nostro lavoro o della nostra ricerca, la stessa responsabilità che dobbiamo esercitare nell’utilizzo di ogni strumento a nostra disposizione.
Ti consiglio vivamente di ascoltare con attenzione l’intervista che trovi nel nostro podcast, è importante avere informazioni corrette per poterne fare un uso giusto, perché la posta in gioco è molto alta, solo se siamo pienamente consapevoli dei rischi potremo sfruttarne al meglio le opportunità senza paura.
P.S. Nell’interivista al professor Rossi, troverai anche la sua risposta a una domanda che ormai fa parte del nostro bagaglio: “cosa ritieni sia più importante tra le mani, la testa e il cuore”.
Conclusa la nostra interessante discussione, abbiamo proseguito la giornata lasciando per il momento l’IA nel suo mondo, e nel prato davanti al Magma abbiamo gustato il nostro picnic, cantando e giocando a bandierina con la maestra Anna D’Errico.
Caro Vincenzo mi sembra tutto, per ora. In queste settimane la quinta si per prepara per l’ultima parte del suo ultimo anno di scuola primaria, siamo alle conclusioni di questa esperienza, e anche ai saluti, con tante persone che ci hanno accompagnato in questi cinque anni con affetto e ci seguono anche in questo nostro nuovo passaggio! Avremo presto modo di raccontarti cose nuove!
31 Maggio 2026 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, in questa parte dell’anno che velocemente ci sta facendo arrivare alla conclusione della scuola, ecco che i genitori sono ritornati ancora una volta protagonisti nelle nostre due classi, la 1°C Cimarosa e la V°A Rodari.
Anche quando le cose sono belle può capitare, come spesso purtroppo succede con le brutte, una sorta di contagio che ne permette la moltiplicazione. Così è successo con il nostro giovedì dei genitori dello scorso anno in quinta, esperienza così ricca di senso per bambine e bambini come abbiamo ormai già sperimentato, tanti sono gli obiettivi che questa esperienza ci permette di raggiungere. Cogliendo l’occasione delle api, abbiamo inaugurato il lunedì dei genitori con il babbo di Edoardo ….(piano piano anche i nomi delle bambine e dei bambini della 1°C Cimarosa ti suoneranno familiari). Intanto ti racconto la storia delle api. La prima gita lunga della nostra classe 1°C è stata una giornata trascorsa nella natura del nostro territorio, un territorio ricco di biodiversità e di possibilità che spesso finiamo per non conoscere, attratti da sapori e profumi lontani. Anche qui in Maremma, fortunatamente, esistono molte realtà, associazioni, gruppi che si operano per tutelare il nostro patrimonio, come Slowfood o Il Drago. Ebbene noi siamo andati proprio a visitare una fattoria, Campo Ruffaldo, che si occupa di tutela e conservazione di grani antichi del territorio e di allevamento delle api, collaborando attivamente in ambito scolastico per narrare e tramandare storie di chicci di grano o vita negli alveari. Grazie ad Alessio Guazzini e Alessia Gelli, che ci hanno accolto nel loro spazio splendido, e e a Damiano Fioretto, che ci ha guidato nel mondo delle api.Ti assicuro, amico mio, che durante le ore trascorse in questo bellissimo posto, spesso ho pensato al nostro Jepis, al suo pane e alla sua narrazione. A conclusione di questa giornata, le bambine e i bambini hanno cantato il loro MayDay con nastri colorati e petali di fiori per salutare i genitori che sono venuti a riprendeli, e così, cantando e ballando, si può chiacchierare e raccontare in allegria, e abbiamo potuto scoprire che il babbo di Edoardo è un appassionato apicoltore. Mi conosci e quindi puoi ben immaginare che, appena l’ho sentito, l’ho invitato in classe e lui ha accettato con piacere, inaugurando così gli appuntamenti che avremo nel prossimo anno con i nostri genitori e il racconto del loro lavoro. L’entusiasmo con cui Carlo Grassi ha partecipato e l’adorazione di Edoardo verso il suo babbo hanno reso questo incontro veramente speciale. Carlo lavora alla UniCoop Tirreno, un lavoro molto impegnativo e di responsabilità, che a lui piace molto, e ha un hobby meraviglioso, dedica il suo tempo libero, oltre che alla famiglia, alle api ed è un grande esperto. L’amore verso questo mondo delle api, ce lo ha trasmesso tutto nel suo racconto. I pochi giorni di scuola rimasti ci hanno permesso di organizzare un secondo incontro, questa volta con una mamma, la mamma di Andrea, Cecilia Bianciardi, architetto nel Comune di Montieri, che ci ha introdotto in un argomento molto interessante perché riguarda nello specifico la comunità e la sua organizzazione territoriale, la gestione degli spazi pubblici a servizio dei cittadini. Abbiamo anche avuto una notizia in anteprima, Montieri avrà presto un bel museo etnografico. E anche nel racconto di questa mamma, quanta passione per il suo lavoro! Sono incontri che fanno bene a tutti, grandi e piccoli. Rimandiamo al podcast per ascoltare il loro racconto e scoprire nello specifico il loro lavoro. Ho infatti colto l’occasione per iniziare ad approcciare, anche con le bambine e i bambini di 1°C, la modalità dell’intervista, un esercizio importante per alimentare ed organizzare la curiosità e la scoperta.
Mentre questo succedeva in 1°C Cimarosa, in V°A siamo arrivati alla fase conclusiva che ci eravamo proposti e che i ragazzi hanno sempre atteso; dopo che tutti, quasi tutti a dire il vero ma non per volontà, i genitori sono venuti a trovarci in classe, questa volta andiamo noi a trovare loro, dove possibile. Il primo luogo di lavoro che avevamo visitato era stato, lo scorso 13 novembre, la pizzeria Ballerini del babbo di Emily, Simone, che ci aveva accolto con una deliziosa merenda, orgoglioso del suo locale, che appartiene alla famiglia e al quale lui ha sempre pensato di dedicarsi. Possiamo confermarti la sua passione nell’organizzare cose, persone, forni, ordini, clienti! Talento che ha già trasmesso ad Emily!
Poi, il 16 aprile siamo andati a fare visita a Massimiliano Biagioni nella sua Capannina del Pescatore, vicino alla nostra scuola. Anche lui ci aveva già raccontato il suo lavoro, ma siamo potuti entrare in questa antica bottega, nata nel 1972 con il nonno Angelo Biagioni e portata avanti dal babbo di Vittoria e Carlotta dal 2006, a vedere tante cose interessanti provenienti veramente da tutto il mondo. Massimiliano, con Chiara, la mamma di Vittoria e Carlotta, hanno condiviso con noi questo lungo percorso di lavoro ben fatto a scuola fin dagli inizi, ricorderai che Vittoria è la sorellina di Carlotta, una delle grandi protagoniste del nostro libro che oggi frequenta con grande soddisfazione la terza liceo classico a Massa Marittima.
Il 12 maggio, invece, nella nostra zona industriale siamo andati ad incontrare il babbo di Valerio, di lui hai già sentito parlare perché è un bravissimo grafico che ci ha spesso aiutato, nella tipografia La Poligrafica dove lavora, tipografia che ha sostenuto molte delle nostre iniziative. Dario Semboloni, il babbo di Valerio, insieme ai titolari della tipografia Massimo Ghini e Tatiana Bokhotnytsya e al suo collega Paolo, ci ha accolti in tipografia, che, come ti avevo già raccontato, è una azienda storica di Follonica. Tanti sono i ricordi, anche della mia storia pesonale, legati alla Poligrafica! E così abbiamo potuto vedere dal vivo il processo di creazione e stampa di un prodotto, con strumenti ultramoderni ma anche con una antica macchina da stampa tipografica, Stella, del secolo scorso ma che ancora viene utilizzata per le sue caratteristiche uniche. Alla Poligrafica siamo andati con molte richieste, abbiamo infatti chiesto supporto, anche questa volta, per realizzare il nostro Kamishibai da lasciare in dono ai bambini della classe 1. Dario ci ha consigliato, abbiamo completato il nosttro lavoro e gli amici della Poligrafica ci hanno gentilmente stampato in diretta quanto elaborato, ma quella del kamishibai è un’ altra storia che ti racconteremo in seguito. Insomma siamo usciti a mani piene e felici dell’esperienza e ci siamo recati sul luogo di lavoro del babbo di Samuele, Cristiano Marzocchi, la Fi.Ma. Serramenti in Alluminio di Fiorini e Marzocchi. Eravamo molto curiosi perché ricordavamo che lì c’è una macchina molto grande per tagliare l’alluminio, e infatti era proprio lì che lui ci aspettava, insieme al suo socio Roberto Fiorini che ringraziamo dell’ospitalità. Ma ci aspettava anche una bella sorpresa, il babbo di Samuele aveva già predisposto un kit di pezzi già tagliati da montare per costruire una finestra in … carne ed ossa! Con l’aiuto dei preziosi strumenti che il babbo di Samuele usa e conserva con la massima cura. Ce li ha fatti vedere e alcuni anche usare, e in poco tempo abbiamo dato vita ad una vera finestra, pronta per un progetto da completare. Sempre utile rinfrescare, quando capitano le occasioni, le riflessioni sugli strumenti di lavoro, la loro importanza e la cura che ne dobbiamo avere. La breve mattinata si è conclusa con la finestra, è stata una immersione in un ambiente di lavoro che ha delle regole e dei pericoli, abbiamo parlato di nuovo di responsabilità ma anche di soddisfazione, e la produzione di un artefatto ci ha aiutato a capirlo meglio. Insomma, la nostra bottega artigiana ha anche prodotto degli oggetti artigianali!
Ti saluto con una bellissima curiosità: per andare nella zona industriale a visitare le due aziende, abbiamo preso lo scuolabus, e questa volta ad accompagnarci non è stato Cristian, che tu conosci, ma l’altro autista, Andrea Vatti, babbo del nostro Marlon! Per la prima volta, Andrea ha portato in gita suo figlio, e tutti e due erano molto molto felici!
Vedi, in queste righe ti ho raccontato esperienze di vita delle due classi, la V e la I, che hanno portato, in modalità diverse, bambine e bambini a confrontarsi, accogliendo o accolti, con il nostro mondo; penso che questa sia una significativa espressione di embodied e outdoor education che la nostra prof Maria D’Ambrosio ci indica come percorso totale di apprendimento.

