HIA, io e il lavoro ben fatto

Caro Diario, tengo una bella notizia. Il 26 e 27 Ottobre sono a Firenze, a HIAHospitality Innovation Academy, per un seminario propedeutico di 10 ore sui valori, la metodologia e la pratica de “Il Lavoro Ben Fatto” con le ragazze e i ragazzi dell’accademia.
Mi devi credere, sono troppo contento. Come dici? Sono più di 10 anni che ho pensato e porto avanti, insieme a docenti di ogni tipo di scuola in molte parti d’Italia, il progetto A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza? E ci sono più cose nel mio cv di quante la fantasia di un vecchio scugnizzo di Secondigliano come me potesse immaginare? Vero. Come è vero che sono orgoglioso di aver mantenuto la promessa che avevo fatto al principio, quella di tenere insieme un’unica metodologia e tanti contenuti diversi per coinvolgere alunni e studenti di ogni genere e di ogni età, dalla prima elementare all’università.
È quello che abbiamo fatto portando il lavoro ben fatto nelle scuole. È quello che continuiamo a fare, per esempio il prossimo lunedì 26 settembre a Unisob con il Corso di Comunicazione e Culture Digitali della prof. Maria D’Ambrosio, che anche lì sono anni che il lavoro ben fatto è uno dei libri di testo e dei temi chiave.
Sì, oggi posso dire che tutto questo è un fatto, oltre che un pezzo di senso assai importante della mia vita. Perché allora sono così contento per questa nuova esperienza a HIA? Perché la penso come un piccolo passo verso una nuova possibilità, un sogno, una follia.

Come sai il lavoro ben fatto non è una materia, è piuttosto un approccio, un modo di essere e di fare, una metodologia. Naturalmente non posso dire che uno scultore non può fare lo scultore se non sa fare il pane, che un filosofo per fare il suo mestiere deve saper fare una camicia di stucco, né che un artigiano deve conoscere per forza Platone, Hegel o la teoria dei buchi neri. Posso dire però che sarebbe meglio per tutti loro se queste cose le sapessero o le sapessero fare, l’ho sperimentato in prima persona insieme a Michele Croccia e a Jepis in “Da 99 a Cento“, e nel video con cui ti lascio tra poco l’ho raccontato come meglio non saprei fare, almeno fin qui. E posso dire anche, direi soprattutto, che se non fai bene il tuo lavoro non puoi essere né un grande scultore, né un grande filosofo e né un grande artigiano. In questo senso il lavoro ben fatto è propedeutico a qualunque cosa si fa, propedeutico nel segno letterale della definizione del vocabolario Treccani: “Che serve di introduzione allo studio di una scienza, di una disciplina: insegnamento p.; lezioni, nozioni p.; biennio p., in alcune facoltà universitarie, i primi due anni di studî; in genere, corso p., che deve necessariamente essere svolto o superato preliminarmente per poter proseguire negli studi”.

Ecco amico Diario, la possibilità, il sogno, la follia è questa: il lavoro ben fatto che diventa propedeutico a qualunque età, per  qualunque corso di studio, per qualsiasi lavoro. Detto ciò, ritorno con i piedi per terra, alla fine stringi stringi sono figlio di un muratore – carpentiere diventato poi operaio elettrico e di una contadina: il mio seminario a HIA lo devi immaginare come un pugno di piccoli semi, ciascuno dei quali può essere portato via dal vento o può invece attecchire e generare prima una pianticella e poi un frutto.
Dalla mia parte ho  quel poco che so e che so fare, poco però tutto, senza tenere niente da parte, e un complice assai importante, il mio amico Giancarlo Carniani, motore, cervello e anima di HIA,  anche se come è normale non ha fatto tutto da solo, ancora alla voce friends le prime tre persone che mi vengono in mente perché sono state, sono, al suo fianco, sono Federico Samaden, Mirko Lalli e Lorena Orrea.

Se l’obiettivo è fare in modo che le ragazze e i ragazzi che frequentano HIA non diventino soltanto eccellenti professionisti nei settori dell’ospitalità, ma leader, disegnatrici e disegnatori di futuri, moltiplicatori di possibilità in ogni cosa che fanno, qualunque cosa fanno, io e il lavoro ben fatto ci siamo, con la testa, con le mani e con il cuore.
Ovviamente non posso sapere quanta parte dei semi produrranno frutti, so però che sono molto fiducioso. Sì, faremo bene, e ancora meglio potremo fare il prossimo anno e l’altro ancora, centimetro dopo centimetro, fino a quando ce n’è.
Intanto mi sono già messo al lavoro. Sono tornato su un po’ delle esperienze fatte non solo alla voce scuola ma anche alla voce impresa; ho preparato la cassetta degli attrezzi e ci ho messo dentro un po’ dei ferri del mestiere: il libro; il manifesto; il video con i 5 passi che raccontano che cos’è il lavoro ben fatto, come si fa, perché farlo, chi lo può fare, cosa succede quando ogni persona fa bene quello che deve fare; la vandera – canvas con i suoi 5 campi organizzatici, identità, talenti, valori, storia e visione; le carte ideate e realizzate da Laura Ressa; il puzzle che insieme a Luca abbiamo sperimentato con soddisfazione a Airpol Italia; l’occhio che fissa i muri maestri, quelli su cui si regge l’intera casa. Nel menù del mio sito personale li trovi tutti, ma per semplificare li ho raggruppati tutti in questa sola pagina, quando hai un poco di tempo fatti un giro, fammi sapere cosa ne pensi e se hai qualche suggerimento non esitare a scriverlo nei commenti.

Ecco,  per adesso mi sembra tutto, come ti ho detto ti lascio con il video in cui a partire dal mio percorso per imparare a fare la pizza ragiono intorno alle connessioni tra teoria e pratica e tra maestro e allievo. Torno non appena ci sono novità, e in ogni caso  intendo raccontare l’esperienza con la classe minuto per minuto, perciò resta sintonizzato.

 

PER SAPERNE DI PIÙ
HIAHOSPITALITY INNOVATION ACADEMY, IL SITO
IL LAVORO BEN FATTO, IL LIBRO

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI
I 5 PASSI | IL VIDEO
LA VANDERA | IL CANVAS
IL MANIFESTO | I VALORI
LE CARTE | LE POSSIBILITÀ
IL PUZZLE | LE CARATTERISTICHE
L’OCCHIO | I MURI MAESTRI

PENSARE E FARE L’ORGANIZZAZIONE
GLI AUTORI E LE IDEE
IL PROCESSO DECISIONALE
LA COSTRUZIONE DI SENSO E SIGNIFICATO
IL TEAM BUILDING
LA LEADERSHIP, L’ETICA, LA PROMESSA

  • Maria D'Ambrosio |

    Il sogno, l’idea, la ‘filosofia’, che spingono e orientano a dare forma e vita a quanto immaginato … Sogno idea filosofia che si nutrono e crescono grazie agli incontri, alla rete di relazioni, e pure agli inciampi e le soste.. Quanta bellezza.. quanta altra strada da tracciare, insieme!!!!

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