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Riccardo, Airpol e il lavoro ben fatto

L’ABSTRACT
Caro Diario, il lavoro ben fatto arriva ad Airpol Italia e io e il mio amico Riccardo Van Den Hende abbiamo deciso di raccontartelo in presa diretta. Seguici fino in fondo e dicci che cosa ne pensi ogni volta che vuoi. Buona lettura.

IL RACCONTO
7 Dicembre 2020; 8 Dicembre 2020; 22 Dicembre 2020; 2 Gennaio 2021
12 Gennaio 2021

GLI STRUMENTI
I tool; Le piattaforme

I COMMENTI
Matteo Bellegoni; Maria D’Ambrosio

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IL RACCONTO

Lunedì 7 Dicembre 2020
Torna al racconto

Caro Diario, Riccardo un po’ di tempo fa ha cominciato a parlarmi dei suoi progetti per Airpol Italia, piccola e innovativa azienda campana che opera nei comparti degli imballaggi, dell’edilizia, del design e del riciclo, in queste due ultime attività ci sta la mano anche di Maria D’Ambrosio, che lei non c’è bisogno che te la presento ma forse non ti ho detto che nella vita quella vera è la compagna di Riccardo, o Riccardo è il suo compagno, meglio che se la vedono loro, di questi tempi su questi fatti qui è meglio stare attenti.

A un certo punto delle nostre chiacchiere Riccardo mi ha parlato della sua idea, “Vincenzo”, mi ha detto più o meno, “sono convinto che per raggiungere i nostri obiettivi non bastano più soltanto le competenze professionali, ci vuole uno switch off nella cultura organizzativa, un cambio di approccio e di paradigma, e io penso che il tuo lavoro ben fatto ci possa aiutare. Sto pensando che per Natale potrei regalare una copia del tuo libro a ognuno dei miei collaboratori, siamo una cinquantina, così intanto lo leggono, si fanno un’idea, dopo di che nei primi giorni del 2021 vieni in azienda e lavori con noi, che dici, si può fare?”.

La risposta neanche te la dico amico Diario, sono stato felicissimo, e così a metà Novembre io e Riccardo ci siamo fatti una bella chiacchierata per condividere strategie e bisogni, sia dal versante aziendale, il suo, che dal versante dell’approccio del lavoro ben fatto, dopo di che gli ho chiesto un po’ di carte da studiare – layout aziendale, organizzazione, ruoli e mansioni, insomma tutte cose che piacciono assai ai sociologi dell’organizzazione come me -, sono arrivati i libri e oggi, per dare senso alla loro consegna, abbiamo pensato di incontrarci via web per una mia breve presentazione, di me stesso e delle cose che faremo.

Per ora direi che mi fermo qui, torno più tardi per dirti come è andata. A dopo.

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Rieccomi caro Diario, direi che quello che volevamo fare, lo abbiamo fatto bene, perciò stasera quando metterò la testa sopra al cuscino sarò contento. Come al solito c’è stato qualche problemuccio tecnico, ma quello è inevitabile, un giorno qualcuno lo scriverà un libro sulle differenze tra le chiacchiere che si fanno sul G4, il G5 e il G18 e la qualità effettiva della nostre infrastrutture rtecnologiche, della serie a parlare parliamo di Ferrari e a fare facciamo con il monopattino.

A parte questo, e anche se non ho ancora parlato con Riccardo e Maria, che ha fatto da inviata in fabbrica, mi sento di dire che il messaggio è arrivato, nella forma in cui poteva arrivare nei 40 minuti in cui sono stato in collegamento con i miei futuri complici alla scoperta del lavoro ben fatto.

Sono stati 40 minuti densi, nel corso dei quali mi sono presentato, abbiamo visto il video dei cinque passi del lavoro ben fatto, abbiamo parlato del libro e del perché è importante che ogni partecipante lo legga, per condividere il senso, la bellezza, la giustezza, la possibilità e la convenienza di fare bene quello che dobbiamo fare, qualunque cosa dobbiamo fare.

Del resto se ci pensi funziona proprio così, leggere il libro è il mondo migliore per condividere il senso e le regole del gioco, ho fatto l’esempio della partita di pallone, che non è che riesci a giocare se non sai che lo scopo è buttare la palla nella porta avversaria, che ci sono 2 squadre e 1 solo pallone, che se non sei il portiere non puoi prendere il pallone con le mani e così via discorrendo.

Sì, penso proprio che per ora ci siamo capiti, c’è stata anche la domanda che mi è stata fatta alla fine a confermarla, sui possibili punti in comune tra il lavoro ben fatto, la qualità totale e i circoli della qualità, con me che mi sono soffermato sulle differenze, stando bene attento a non sembrare presentuoso, però lo dovevo dire che il lavoro ben fatto è un approccio molto più generale, che passa per la consapevolezza e il protagonismo delle persone, che una volta che ti sei abituato non ti lascia mai, in azienda, in famiglia, con gli amici, perché sempre, e sottolineo sempre, fare bene quello che devi fare è la scelta vincente.
Mi sono impegnato non solo a discuterne con loro, ma anche a dimostrarlo, a inizio Gennaio 2021, quando sarò in azienda e cominceremo a lavorare insieme. Per adesso ti saluto, ogni volta che coi sono novità ti tengo aggiornato.

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Martedì 8 Dicembre 2020
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Caro Diario, c’è posta per te, ti ha scritto Riccardo Van Den Hende, leggi la sua lettera, io torno alla fine solo con una postilla.

“Caro Diario, faccio una invasione di campo per entrare nel partecipare a questo raccconto, una splendida idea non solo per ragionare su quello che facciamo ma anche per dare seguito e possibilità di commento dopo gli incontri.
La prima è andata ed è andata molto bene, sia per la “bella cacciata” dell’inviata speciale, Maria, con le sue nocciole e la sua grande sensibilità ad unire le platee, sia con la ineguagliabile capacità di Vincenzo di illustrare le fondamenta del lavoro ben fatto e i cinque passi descritti nel libro.
Spero davvero che tutti lo leggano, che in realtà ancora deve arrivare per tutti, anche Amazon parla come la Ferrari ma consegna in monopattino.
Speriamo che tutti lo leggano dicevo, non solo in azienda, ma anche i miei figli, e che possano cogliere l’essenza di un concetto meraviglioso che da anni porti avanti e che da anni porta avanti Vincenzo, compresa la notte del 30 Aprile, alla quale credo di non aver mai mancato, nata proprio per celebrare il lavoro ben fatto.
Cosa mi aspetto per i prossimi appuntamenti? E soprattutto cosa mi aspetto dallo sviluppo del progetto?
Innanzitutto non vedo l’ora, perché quel tempo trascorso insieme ieri mi è proprio piaciuto; ho visto tanti volti coinvolti,interessati,curiosi.
Poi mi aspetto che Vincenzo e Maria trovino il modo di farci diventare migliori, di farci fare quel salto di qualità di cui necessitiamo, anzi un salto indispensabile per aspirare ad entrare sui mercati dove il lavoro ben fatto è un obbligo per soddisfare il cliente. Sì, spero che ci aiutino a ridisegnare una organizzazione più giovane, molto flessibile e aperta, aperta al dialogo, al confronto, alla risoluzione dei problemi in piena armonia, per “fare luce” e per migliorarci. Fare luce, altro tema caro a Maria e caro a noi, che ci porterà altra linfa e altra crescita.
Ciao caro Diario di Vincenzo, a presto.”

Eccomi con la mia postilla amico Diario, che in realtà sono due.
La prima è per dire che sono contento assai che Riccardo ti abbia scritto, e che in particolare ho apprezzato il riferimento ai suoi figlioli, ne sono stato lusingato e onorato.
La seconda è per ribadire che pure io sono molto fiducioso, però so per esperienza che “una cosa è fatta quando è fatta”, perciò sono ansioso di mettermi al lavoro e di contribuire con il mattoncino del lavoro ben fatto a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi.
Alla prossima.

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Martedì 22 Dicembre 2020
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Caro Diario, ieri finalmente tutte le copie del libro sono arrivate in azienda, come sai cominciare il nostro percorso avendo letto il libro aiuta, contribuisce a definire un approccio e una cultura non dico condivisa, a quello conto di arrivarci alla fine, ma per lo meno annusata, sentita, cominciata a toccare con mano, perché il senso sta tutto lì, nel comprendere che il lavoro ben fatto aiuta a lavorare e a vivere meglio, a stabilire relazioni migliori con le persone con cui condividiamo le nostre vite, sul posto di lavoro, in famiglia, nelle nostre attività di tempo libero e di svago.
Ecco un collage delle foto della scatola di cartone con le 31 copie che sono arrivate, me le ha inviate Maria D’Ambrosio. Lo so, adesso che la quesione si è risolta pare niente, ma ieri ti garantisco che un poco ci ha preso l’ansia, non solo a me pure a lei.

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Dopo aver ringraziato Maria stavo per salutarla quando vedo apparire in chat una foto e un messaggio.
Questa è la foto:

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E questo invece il messaggio:
“Intanto questa è una sorpresa per te! Ho chiesto ad ognuno di scrivere su un pezzo di stoffa il loro progetto per il futuro da consegnarti come prima chiave di lettura del libro.
Ho chiesto di segnare le loro parole/progetto e di mandarmele domani mattina, non ho voluto segnarle, mi sembrava più bello che lo facessero loro”.

Che ti devo dire amico Diario, sono stato contento assai, e ancora di più lo sono stato stamane quando mi ha mandato una nuova foto e mi ha scritto “ecco qui su i ‘progetti’ di ciascuno. Trascritti su un nastro e annodati l’uno all’altro”:

Non smettere mai di imparare; Essere una buona mamma; Guardare sempre oltre l’orizzonte; Fare cose belle con le mani; Rispetto; Controllo qualità; Dire di no; Gestire l’ansia; Artista; Essere piú altruista; Paziente; Suonare il pianoforte; Elettricista; Cucinare; Imparare a fare i panettoni; Suonare; Cantare; Ballare e cantare; Affrontare i problemi; Essere migliore; Imparare lingue straniere; Gestire l’ansia; Essere più calmo; Essere più cattivo; Trattenere le emozioni; Ascoltare; Incidere il legno; Essere più concreto; Navigare; Pensare più a me stesso; Crescere professionalmente; Giamaica; Approfondire la conoscenza dell’universo e della natura.
Come dici caro Diario? Sì, sono d’accordo con te, mi sembrano risposte vere, alcune molto vere, no, non ce n’è una che mi piace di più, dicono tutte delle cose, dopo di che si tratta di lavorarci su, di definire un contesto organizzativo più in grado di rispondere alle loro aspirazioni e ai bisogni dell’azienda.
La verità è che per ora la scelta di prendere la via del lavoro ben fatto per migliorarsi e migliorare l’azienda l’ha fatta Riccardo, il mio amico imprenditore, il lavoro che faremo è diretto proprio a condividere il senso e le possibilità di questa scelta con tutte le persone che lavorano con lui. Non lo so come va a finire, se riusciamo a farlo oppure no, però andrò lì per farlo non per provarci, il Maestro Yoda non me lo perdonerebbe. Come sempre sono fiducioso amico Diario, determinato e fiducioso. Alla prossima.

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Post Scriptum
Sono arrivate le foto dei pezzettini di stoffa con le scritte appesi al muro.

Sabato 2 Gennaio 2021
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Caro Diario, qualche giorno fa ho scritto a Riccardo, e a Maria, una proposta di lavoro per le nostre attività in azienda, te la riassumo qui, perché anche se un po’ di cose cambieranno strada facendo, ti puoi fare comunque un’idea.

1. Ho previsto 3 giornate di attività, 2 a Gennaio e 1 a Marzo o Aprile. Formeremo due gruppi, in ognuno dei quali saranno presenti lavoratrici e lavoratori di ogni area organizzativa e/o produttiva (operai, manutentori, impiegati, dirigenti), di ogni età, di ogni genere.
Le date di Gennaio sono già fissate, 16 e 18, 23 e 25; quella di Marzo o Aprile la definiamo più avanti. Come avrai già capito le giornate di Gennaio ci serviranno per pensare e fare, quella di Marzo o Aprile per ritornarci su, valutare assieme il lavoro che abbiamo fatto e i suoi risultati.
Tra le giornate di Gennaio e quella di Marzo o Aprile ci saranno delle ulteriori attività a distanza che ci aiuteranno a stare sul punto, mi viene da dire a stare in campana ma di questo ti dico alla fine, quando ti racconto della bella pensata che ha fatto Maria.

2. Come ti ho già anticipato alle nostre attività partecipano tutte le persone che lavorano in azienda, a ogni livello; il lavoro ben fatto è un modo di essere, di fare e di lavorare che riguarda tutti, non a caso l’ultimo articolo del nostro Manifesto recita “Nessuno si senta escluso”.

3. Tenuto conto delle necessità produttive e organizzative, le tre giornate in presenza avranno una durata di 4 ore, che in linea di massima saranno così organizzate:
Primo giorno
Auto presentazione dei partecipanti, come persone e come componenti dell’azienda.
Feedback su Il lavoro ben fatto, il libro che hanno avuto regalato e hanno letto e sui messaggi principali che ne hanno ricavato, sia a livello personale che come lavoratrici e lavoratori di Airpol.
Condivisione delle parole chiave emerse nel corso della prima parte e loro approfondimento pratico dal punto di vista organizzativo, con riferimento sia alle opportunità che possiamo cogliere, che alle criticità che ci sono da affrontare.
Secondo giorno
Formazione dei gruppi di 5 – 6 persone per individuare azioni, proposte e soluzioni in grado di migliorare il lavoro e i risultati sulla base del lavoro ben fatto.
Esposizione in plenaria da parte di ciascun gruppo delle azioni, delle proposte e delle soluzioni e loro discussione.
Definizione di linee guide e obiettivi che ci ripromettiamo di seguire nei 2 – 3 mesi successivi.
Terzo giorno
Giunti qui, come ti ho detto, lavoreremo per verificare i cambiamenti che ci sono stati nei mesi precedenti, per analizzare criticità e apportare correttivi; per ragioni che è facile immaginare, questa parte sarà definita nel dettaglio più avanti.

Penso di averti detto tutto, l’obiettivo è determinare un cambiamento nell’approccio al lavoro, è un cambiamento che passa per la condivisione e la consapevolezza del valore di fare bene le cose, proprio come è successo a me quando sono passato dalla fase in cui mio padre mi diceva di studiare a quella in cui ho deciso io di studiare.
Al lavoro ben fatto ci dobbiamo abituare amico mio, e lo possiamo fare, perché, come sai, fare bene le cose è bello, ha senso, è giusto e soprattutto conviene.

Prima di lasciarti ti voglio raccontare cosa ha combinato Maria, mi ha detto “Vincenzo, l’altro giorno sono stato in azienda e ho pensato di darti una mano a preparare il terreno dal punto di vista simbolico, così mi sono soffermata sulla necessità di stare in campana sul lavoro ben fatto e ho proposto a ognuno di fare una campanella, fin qui ne sono arrivate 17, te le giro, mi sembra un bell’esecizio, tu che dici?”.
Dico che è una gran bella idea, e aggiungo che tutte le campanelle realizzate hanno il loro perché, a me in particolare ha colpito quella fatta con le piume, mi ha ricordato la storia zen del suono fatto con una mano sola, non vedo l’ora di essere in fabbrica e chiedere a chi l’ha realizzata come pensa di farla suonare. Comunque ti ripeto, la mia è solo una curiosità, perché le campane sono tutte molto belle e interessanti, tu clicca sulla foto e ti si apre la pagina dove le puoi vedere tutte in formato più grande. Alla prossima.

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Martedì 12 Gennaio 2021
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Caro Diario, ieri ho inviato a Riccardo Van Den Hende una versione beta delle nostre attività, che poi come dice Jepis siamo artigiani in versione beta permanente, nel senso che non rinunciamo mai a migliorare quello che pensiamo e che facciamo. Naturalmente non ti posso mettere tutto qui, almeno non per adesso, ma un po’ di cose mi fa piacere condividerle, a cominciare dagli obiettivi:
1. Dare più valore al proprio lavoro e a quello degli altri.
2. Comprendere in che senso e perché fare bene il proprio lavoro è importante.
3. Lavorare meglio, con più qualità, più soddisfazione, più consapevolezza, più risultati.
4. Migliorare la capacità di comunicare, di risolvere problemi, di fare squadra.

Insieme agli obiettivi ho messo in fila un po’ di hashtag, che poi ci faccio anche una nuvola di parole: #Lavorobenfatto #CreaRaccontaRicrea #Abitudine #Apprendimento #Approccio #Collaborazione #Competizione #Consapevolezza #Convenienza #DecisionMaking #Fare #Pensare #Possibilità #Sensemaking #TeamBuilding #Tecnologia.

Che ti devo dire ancora, che ho aggiunto altri tool e piattaforme, che con me ci sarà il coautore del libro e complice Luca Moretti, che sabato si comincia e che non vedo l’ora. Alla prossima.

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GLI STRUMENTI

I Tool
Torna al racconto

1. Il lavoro ben fatto. Che cos’è, come si fa e perché può cambiare il mondo
2. I cinque passi del lavoro ben fatto
3. Il manifesto del lavoro ben fatto
4. Lavoro Ben Fatto Model Canvas
5. Puzzle
6. Luocchio
7. Nastro di Möbius
8. Speech
9. Video
10. Podcast

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Le piattaforme
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1. Meet
2. Miro
3. Whereby
4. WordPress

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I COMMENTI

Matteo Bellegoni
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Buongiorno Vincenzo, ho letto l’articolo, è pieno di gioia. C’è una cosa che mi ha colpito parecchio, nelle parole di Riccardo traspare una voglia incredibile di migliorarsi. Penso sia la molla essenziale del lavoro ben fatto. Indipendentemente dagli obiettivi che ci poniamo, il punto essenziale è trovare un modo per crescere, come persone e come organizzazioni. Comunque hai ragione tu, una volta che ti è scattata la molla del lavoro ben fatto non si torna più indietro. Anche i limiti diventano uno stimolo costante per crescere.

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Maria D’Ambrosio
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Caro Matteo, il fatto che io sia per diversi aspetti parte in causa non mi impedisce di sottolineare che il lavoro ben fatto è un’idea che cresce con le persone che la rendono viva e soprattutto che ritrovano il bello nel lavoro; anche in una piccola realtà produttiva con forte vocazione all’innovazione come Airpol. Grazie per la tua riflessione.

CREDITS

Unlock #Lavorobenfatto
Progetto e Pratica per le Organizzazioni di Vincenzo Moretti e Giuseppe Jepis Rivello

Adattamento Airpol di Vincenzo e Luca Moretti