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Il Manifesto del Lavoro Ben Fatto # The Well Done Work Manifesto # El Manifiesto del Trabajo Bien Hecho # Le Manifeste du Travail Bien Fait

English Version by Filomena Capobianco
Versión en español de Irene Gonzalez y Reyero
Version française de Sabrina Rezgui Guerbaa et Daniela Chiru
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Il Manifesto formato Blog

IL MANIFESTO DEL LAVORO BEN FATTO
1. Qualsiasi lavoro, se lo fai bene, ha senso.
2. Nel lavoro tutto è facile e niente è facile, è questione di applicazione, dove tieni la mano devi tenere la testa, dove tieni la testa devi tenere il cuore.
3. Ciò che va quasi bene, non va bene.

4. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, grazie al lavoro delle donne, degli uomini e delle macchine.
5. Un mondo che sa dare più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che sappiamo e sappiamo fare e meno valore a ciò che abbiamo, è un mondo migliore.
6. Il lavoro è identità, dignità, autonomia, rispetto di sé e degli altri, comunità, sviluppo, futuro.

7. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dell’amore per quello che si fa e del piacere di farlo.
8. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dei diritti, della dignità, della soddisfazione, del rispetto e del riconoscimento sociale di chi lavora, indipendentemente dal lavoro che fa.
9. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dell’etica, della cultura, dell’approccio, del modo di essere e di fare fondati sulla necessità di fare bene le cose a prescindere, in qualunque contesto o situazione.
10. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dei doveri di chi lavora, del suo impegno a mettere in campo in ogni momento tutto quello che sa e che sa fare per fare bene il proprio lavoro, come persona e come componente delle strutture delle quali fa parte, con spirito collaborativo, indipendentemente dal lavoro che fa.

11.
 Fare bene le cose è bello.
12.
 Fare bene le cose è giusto.
13.
 Fare bene le cose conviene.

14.
 Il lavoro ben fatto non è soltanto un modo etico, cooperativo, sociale di pensare e di fare le cose.
15. Il lavoro ben fatto è prima di tutto un modo razionale, utile, conveniente di pensare e di fare le cose.
16. Non importa quello che fai, quanti anni hai, di che colore, sesso, lingua, religione sei. Quello che importa, quando fai una cosa, è farla come se dovessi essere il numero uno al mondo. Il numero uno, non il due o il tre. Poi puoi essere pure il penultimo, non importa, la prossima volta andrà meglio, ma questo riguarda il risultato non l’approccio, nell’approccio hai una sola possibilità, cercare di essere il migliore.

17. Lavoro ben fatto è mettere sempre una parte di te in quello che fai.
18. Lavoro ben fatto è il calore che fai quando fai bene qualcosa, qualunque cosa tu faccia, progettare un ponte, pulire una strada, lavare il pavimento del bar dopo che hai abbassato la saracinesca.
19. Lavoro ben fatto è rispetto di sé, visione, fiducia, voglia di non arrendersi.
20. Lavoro ben fatto è soddisfazione, conoscenza, creatività, potenziale, intelligenza, intraprendenza, connessione, autonomia, innovazione, dedizione, professionalità. Delle persone e delle organizzazioni.
21. Lavoro ben fatto è la qualità che fa muovere un Paese, che lo fa ripartire, che lo sostiene nei suoi percorsi di cambiamento e di sviluppo, che non si accontenta dei casi di eccellenza, che si fa norma, che traduce gli obiettivi in risultati.
22. Lavoro ben fatto è intelligenza collettiva, bellezza che diventa ricchezza, cultura che diventa sviluppo, storia che diventa futuro.

23. Cogliere e moltiplicare le opportunità è lavoro ben fatto.
24.  Connettere maestria, creatività e bellezza è lavoro ben fatto.
25. Mettere a valore il sapere e il saper fare delle persone, la conoscenza esplicita e tacita delle organizzazioni, la cultura e la storia delle città e delle comunità è lavoro ben fatto.
26. Investire nella scuola, nella formazione, nella conoscenza, nell’innovazione, nella ricerca scientifica è  lavoro ben fatto.
27. Leggere le relazioni tra le persone e le organizzazioni, e i loro significati, dal punto di vista della conoscenza, è lavoro ben fatto.
28. Riconoscere il valore delle donne e degli uomini che ogni giorno con il proprio lavoro danno più significato alle proprie vite e più futuro al proprio Paese è lavoro ben fatto.

29. Il cambiamento riguarda tutti.

30. Le singole persone, senza le quali il lavoro ben fatto non può diventare modo di essere e di fare, senso comune, missione condivisa.

31. Le organizzazioni, destinate ad avere tanto più futuro quanto più riescono a connettere il fare con il pensare, ad affermare idee e modelli gestionali in grado di tradurre con più efficacia le idee in azioni e gli obiettivi in risultati.

32. Le classi dirigenti a ogni livello, alle quali tocca ricostruire il nesso tra potere, inteso come possibilità di disporre di risorse e di prendere decisioni, e responsabilità, intesa come necessità di operare nell’interesse generale delle istituzioni e dei cittadini che si rappresentano.


33. Non è tempo di piccoli aggiustamenti.
34. A partire dal lavoro e dal suo riconoscimento sociale va ridefinito il background, la tavola di valori, di riferimenti e di interpretazioni condivise necessari alle famiglie, alle comunità, ai paesi, al mondo, per pensare il proprio futuro in maniera più inclusiva e meno ingiusta.
35. Va ripensata la relazione esistente tra la capacità di innovare, di competere e di conquistare spazi di mercato e il riconoscimento sociale del valore del lavoro, la possibilità che chi lavora abbia una vita più ricca e consapevole.
36. Il sapere, il saper fare, l’apprendimento per tutto il corso della vita sono una componente essenziale non solo dei processi di emancipazione delle persone ma anche della capacità di attrarre e di competere delle imprese, delle PA, dei territori dei diversi Paesi.

37. Il lavoro ben fatto è il suo racconto.
38. Il racconto ha origini antiche come le montagne.
39. Ogni cosa che accade è un racconto.

40. Raccontando storie ci prendiamo cura di noi.
41. Connettiamo vite, fatti, eventi.
42. Diamo senso al trascorrere del tempo.
43. Ricostruiamo ciò che è successo a vantaggio del significato.
44. Istituiamo ambienti sensati.
45. Incrementiamo il valore sociale delle organizzazioni e delle comunità con le quali in vario modo interagiamo.
46. Attiviamo processi di innovazione e di cambiamento.

47. È tempo di nuovi Omero, di nuova epica, di nuovi eroi.
48. È tempo di donne e di uomini che ogni mattina mettono i piedi giù dal letto e fanno bene quello che devono fare, a prescindere, perché è così che si fa.
49. È tempo di persone normali.
50. È tempo di fare bene le cose perché è così che si fa.

51. Siamo quelli del lavoro ben fatto e vogliamo cambiare il mondo.
52. Nessuno si senta escluso.

MLBFa
THE WELL DONE WORK MANIFESTO
1. Any work makes sense, if you do it properly.
2. At work everything is easy and nothing is easy. It’s a matter of strong commitment, your head is where your hand is, your heart is where your head is.

3. What is nearly good, it’s not good.

4. Nothing is created nor destroyed but everything is transformed thanks to the hard work of women, men and of the machines.

5. The world is better when able to set a high value on work and on what we know and little value on money and on what we just have.
6. Work is identity, dignity, independence, self-respect and respect for others, community, development, future.

7. A well done work can’t leave the love for what we do and the pleasure to do it out of consideration.
8. A well done work can’t leave rights, dignity, satisfaction, respect and the social recognition of those who work hard out of consideration, regardless of the work they do.
9. A well done work can’t leave ethics, culture, approach, the way of being and of doing based on the need to do things well out of consideration, whatever the circumstances.
10. A well done work can’t leave the duties of those who work out of consideration, their strong commitment to implement in any time all their knowledge in order to do things well, along with their spirit of co-operation, as persons and as members of their respective organizations, regardless of the work they do.

11.
 Doing things well is satisfying.
12.
 Doing things well is fair.
13. Doing things well is worthwhile.

14.
 A well done work is not simply an ethical, cooperative and social way to do and think about things.
15. A well done work is primarily a reasonable, useful, worthwhile way to do and think about things.
16. It doesn’t matter what you do, how old you are, what your color, gender identity, language, religion are. What matters is doing things as if you were world’s number one. Number one. Not number two or number three. Then, as far as the result (not the approach) is concerned, you could also be the penultimate, it doesn’t matter, next time you’ll do better. But in the approach you just have one chance to do things right and to try to be the best.


17. A well done work is putting your heart into what you do.
18. A well done work is your effort of doing something well, anything you do, designing a bridge, cleaning the road or washing the floor of the cafè once you have lowered the shutter.

19. A well done work is self-respect, vision, self-confidence and the determination to never give up.

20. A well done work is satisfaction, knowledge, creativity, potential, intelligence, initiative, dedication, professionalism. Of people and of the organisations.
21. A well done work is the quality that makes move a nation, makes it start again, supports it during its paths of changes and development. It is not just satisfied with the excellence cases, it is the rule and achieves the goals.
22. A well done work is collective intelligence, is beauty turning into an asset, is culture becoming development, is history longing for the future.

23. A well done work is seizing and increasing opportunities.
24. A well done work is connecting skills, creativity and beauty.
25. A well done work is taking advantage of the people’s knowledge and know how, of the explicit and tacit knowledge of the organisations, of the culture and history of the cities and of the communities.
26. A well done work is investing in school and training, in knowledge, in innovation and in scientific research.

27. A well done work is understanding the relationships between people and organisations from the knowledge standpoint.
28. A well done work is acknowledging the women and men value, who give their lives meaning by working and their own nation a future every day.


29. Change concerns anyone.
30. A well done work concerns the single persons since without them no way of being and of doing, common sense and a shared mission are possible.
31. A well done work concerns the organisations which will live longer as long as they manage to connect the know how with the thought and to promote management models and concepts effectively in order to turn ideas into actions and goals into results.


32. A well done work concerns the political class at any level, who is entitled to rebuild the strong relationship between power, considered as possibility to allocate resources and to make decisions, and responsibility, considered as the need to act in the general interest of the institutions and citizens it represents.

33. It is no longer the moment for minor adjustments.

34. Starting from a well done work and its social recognition we must set once again the background, the shared values, reference points and interpretations which are necessary for families, the community, the countries and the whole world to think about the future in a more inclusive and less unfair way.
35. We must reconsider the existing relationship between the capacity to innovate, compete and conquer new market space and the social recognition of the well done work value so that those who work can have a richer and more aware life.
36. Knowledge, know how, education throughout our lives are cornerstones not only in the process of personal emancipation but also in the ability of the enterprises, of the Public Administration and of the different countries to attract and compete at a global level.

37. A well done work is its storytelling.
38. Storytelling is as old as mountains.
39. Anything that happens is a story to tell.

40. Storytelling is a way to take care of ourselves.
41. We connect lives, facts, events.
42. We give meaning to the passing of time.
43. We build once again what happened to learn from it.

44. We build meaningful environments.
45. We increase the social value of the organisations and of the communities we interact with.

46. We activate innovation and change processes.

47. It’s time to have new Homers, new epic legends, new heroes.
48. It’s time to have women and men who get up in the morning and do well what they have to because this is the right way to do things.
49. It’s time to have normal people.
50. It’s time to do things well because this is the right way to do things.

51. We support the well done work and we want to change the world.

52. Noone should feel left out.

MLBFEa

EL MANIFIESTO DEL TRABAJO BIEN HECHO
Para firmar el manifiesto enviar un mail a partecipa@lavorobenfatto.org

1. Cualquier trabajo, si se hace bien, tiene sentido.
2. En el trabajo, todo es fácil y nada es fácil, es una cuestión de enfoque, ahí donde está tu mano también tiene que estar tu mente, y donde está tu mente también tiene que estar tu corazón.
3. Lo que está casi bien, no está bien.

4. Nada se crea, ni se destruye, todo se transforma gracias al trabajo de mujeres, hombres y máquinas.
5. Un mundo que sabe valorar más el trabajo y menos el dinero, menos lo que tenemos y más lo que sabemos y lo que sabemos hacer, es un mundo mejor.
6. El trabajo es identidad, dignidad, autonomía, respeto para sí mismos y para los demás, comunidad, desarrollo, futuro.

7. El trabajo bien hecho no puede estar desvinculado del amor para lo que se hace y del placer de hacerlo.
8. El trabajo bien hecho no puede estar desvinculado de los derechos, de la dignidad, de la satisfacción, del respeto y del reconocimiento social de los que trabajan, independientemente del trabajo que hagan.
9. El trabajo bien hecho no puede estar desvinculado de la ética, de la cultura, de la perspectiva que se adopta, de un modo de ser y de actuar que se basan en la necesidad de hacer las cosas bien siempre, en cualquier contexto o situación.
10. El trabajo bien hecho no puede estar desvinculado del deber de quien trabaja, de su comprometerse en ofrecer en cada momento todo lo que sabe y lo que sabe hacer para hacer bien su trabajo, como persona y como parte de las estructuras de las que forma parte, con espíritu de colaboración, independientemente del trabajo que haga.

11. Hacer bien las cosas es bonito.
12. Hacer bien las cosas es justo.
13. Hacer bien las cosas conviene.

14. El trabajo bien hecho no es solo una manera ética, cooperativa, social de pensar en las cosas y de hacerlas.
15. El trabajo bien hecho es primeramente una manera racional, útil, conveniente de pensar en las cosas y de hacerlas.
16. No importa qué haces, los años que tengas, no importa el color de tu piel o de qué sexo, lengua o religión eres. Lo que importa, cuando haces algo, es llevarlo a cabo como si fueras el número uno en el mundo. El número uno, no el número dos o el tres. Luego puede que seas el penúltimo, no importa, la próxima vez te irá mejor, pero esto tiene que ver con el resultado, no con la manera de ponerse con respecto a lo que haces, allí solo tienes una posibilidad, intentar ser el mejor.

17. Trabajo bien hecho es poner siempre una parte de ti en lo que haces.
18. Trabajo bien hecho es el calor que consigues cuando haces algo bien, cualquier cosa hayas hecho, diseñar el proyecto de un puente, limpiar una calle, fregar el suelo del bar después de cerrar la puerta.
19. Trabajo bien hecho es respetarse a sí mismos, tener visión, confianza y ganas de no rendirse.
20. Trabajo bien hecho es satisfacción, conocimiento, creatividad, potencial, inteligencia, intrepidez, conexión, autonomía, innovación, dedición, profesionalidad. En las personas y en las organizaciones.
21. Trabajo bien hecho es la calidad que mueve un País, que le consiente reactivarse, que le sostiene en sus momentos de cambio y de desarrollo, que no se queda solo con los casos de excelencia, que se convierte en la norma, que transforma los objetivos en resultados.
22. Trabajo bien hecho es inteligencia colectiva, belleza que se transforma en riqueza, cultura que se transforma en desarrollo, historia que se convierte en futuro.

23. Aprovechar y multiplicar las oportunidades es trabajo bien hecho.
24. Conectar maestría, creatividad y belleza es trabajo bien hecho.
25. Otorgarle valor a lo que las personas saben y saben hacer, a los conocimientos explícitos e implícitos de las organizaciones, a la cultura y a la historia de las ciudades y de las comunidades es trabajo bien hecho.
26. Invertir en la educación, en la formación, en el conocimiento, en la innovación, en la investigación científica es trabajo bien hecho.
27. Leer desde el punto de vista del conocimiento las relaciones entre personas y organizaciones, y sus significados, es trabajo bien hecho.
28. Reconocer el valor de las mujeres y de los hombres que cada día con su trabajo hacen que sus vidas tengan más significado y garantizan más futuro a su propio País es trabajo bien hecho.

29. El cambio nos atañe a todos.
30. A los individuos, porque sin ellos el trabajo bien hecho no puede llegar a ser una manera de ser y de hacer, sentido común, misión compartida.
31. A las organizaciones, cuyo futuro dependerá de su capacidad de conjugar el hacer con el pensar, y de promover ideas y modelos de gestión que puedan convertir con mayor eficacia las ideas en acciones y los objetivos en resultados.
32. A las clases dirigentes de todos los niveles, a las que les toca reconstruir la relación entre poder, es decir la posibilidad de disponer de recursos y de tomar decisiones, y responsabilidad, es decir necesidad de actuar en nombre de los intereses generales de las instituciones y de los ciudadanos que se representan.

33. No es tiempo para pequeños ajustes.
34. Partiendo del trabajo y de su reconocimiento social hay que redefinir el telón de fondo y los valores, los puntos de referencia y las interpretaciones compartidas necesarias para que las familias, las comunidades, los países, el mundo puedan pensar en su futuro en términos más inclusivos y más justos.
35. Hay que redefinir la relación que existe entre la capacidad de innovar, de competir y de conquistar espacios en el mercado y el reconocimiento social del valor del trabajo, la posibilidad de que quien trabaja tenga una vida más rica y una mayor autoconciencia.
36. El saber y el saber hacer, junto con una formación constante que dure toda la vida, son un elemento esencial no solo en los procesos de emancipación de las personas, sino también en la capacidad de competir y de atraer talentos de las empresas, de las administraciones públicas y de los territorios de los distintos países.

37. El trabajo bien hecho es el hecho de contarlo.
38. El arte de contar tiene orígenes antiguos como las mismas montañas.
39. Todo lo que ocurre es un cuento.

40. Contando historias aprendemos a cuidarnos.
41. Contando historias conectamos vidas, hechos, eventos.
42. Contando historias le damos sentido al tiempo que pasa.
43. Contando historias reconstruimos lo que ha pasado y entendemos su significado.
44. Contando historias construimos entornos con sentido.
45. Contando historias ensalzamos el valor social de las organizaciones y de las comunidades con las que interactuamos en múltiples formas.
46. Contando historias activamos procesos de innovación y de cambio.

47. Es tiempo para nuevos Homeros, para nuevas épicas, para nuevos héroes.
48. Es tiempo para hombres y mujeres que cada mañana se levantan de la cama, ponen los pies en el suelo y hacen bien lo que tienen que hacer, sin más, porque es así como se hace.
49. Es tiempo para personas normales.
50. Es tiempo de hacer bien las cosas porque es así como se hace.

51. Somos los del trabajo bien hecho y queremos cambiar el mundo.
52. Que nadie se sienta excluido.
MLBFESa

LE MANIFESTE DU TRAVAIL BIEN FAIT
Pour signer le manifeste envoyez un email à partecipa@lavorobenfatto.org

1. Tout travail a un sens, s’il est bien fait.
2. Dans le travail tout est facile même si rien n’est facile, c’est une question d’application, là où est ta main est ton esprit, là où est ton esprit doit être ton coeur.
3. Ce qui est «presque» bien n’est pas bien.

4. Rien ne se crée, rien ne se détruit, tout se transforme grâce au travail des femmes, des hommes et des machines.
5. Un monde meilleur est un monde qui sait donner plus de valeur au travail et moins de valeur à l’argent, plus de valeur à ce que nous savons et savons faire et moins de valeur à ce que nous avons.
6. Le travail est identité, dignité, autonomie, le respect de soi-même et des autres, communauté, développement, futur.

7. Un travail bien fait ne peut faire abstraction de l’amour que nous portons à ce que nous faisons et du plaisir de le faire.
8. Un travail bien fait ne peut se passer des droits, de la dignité, de la satisfaction, du respect et de la reconnaissance sociale de celui ou celle qui travaille, indépendamment du travail qui est fait.
9. Un travail bien fait ne peut faire abstraction de l’éthique, de la culture, de l’approche, de la façon d’être et de faire fondés sur la nécessité de bien faire les choses peut importe le contexte ou la situation.
10. Un travail bien fait ne peut faire abstraction des devoirs de celui ou celle qui travaille, de son investissement à mettre sur le terrain tout se dont il/elle sait faire pour bien faire son travail à tout moment, en tant que personne et membre de la structure dont il/elle fait partie, avec un esprit collaboratif, indépendamment du travail fait.

11. Bien faire les choses c’est beau.
12. Bien faire les choses c’est juste.
13. Il convient bien faire les choses.

14. Un travail bien fait n’est pas seulement une façon éthique, coopérative, sociale de penser et de faire les choses.
15. Un travail bien fait c’est avant tout une façon rationnelle, utile, intéressante de penser et de faire les choses.
16. Peut importe ce que nous faisons, l’âge que nous avons, le couleur, le sexe, la langue, la religion que nous avons. Ce qui importe, quand nous faisons quelque chose, c’est de la faire comme si nous devions être le numéro un au monde. Le numéro un, non le deux ou le trois. Nous pouvons même être l’avant dernier, peut importe, la prochaine fois nous ferons mieux encore. Ceci concerne le résultat, non pas l’approche car dans l’approche il n’y a qu’une seule possibilité, celle d’essayer pour être le meilleur.

17. Un travail bien fait c’est de toujours mettre une partie de soi dans ce que nous faisons.
18. Un travail bien fait c’est la chaleur que nous provoquons quand nous faisons bien les choses, peut importe ce qui est fait: concevoir un pont, nettoyer une rue, laver les sols d’un café après avoir fermé.
19. Un travail bien fait c’est le respect de soi, la vision, la confiance, l’envie de ne pas baisser les bras.
20. Un travail bien fait c’est de la satisfaction, de la conscience, de la la créativité, du potentiel, de l’intelligence, de l’initiative, de la connexion, de l’autonomie, de l’innovation, de l’application, du professionnalisme. Des personnes et des organisations.
21. Un travail bien fait c’est la qualité qui fait bouger un pays, qui le fait repartir, qui le soutient dans ses parcours de changements et de développement. Celui-ci ne se contente pas des cas d’excellence, mais des normes et des résultats des objectifs.
22. Un travail bien fait c’est l’intelligence collective, la beauté qui devient richesse, la culture qui devient développement, l’histoire qui devient le futur.

23. Un travail bien fait c’est cueillir et multiplier les opportunités.
24. Un travail bien fait c’est connaître la maestria, la créativité et la beauté.
25. Un travail bien fait c’est mettre en valeur le savoir et le savoir faire des personnes,
la connaissance explicite et tacite des organisations, la culture et l’histoire des
villes et des communautés.
26. Un travail bien fait c’est investir dans l’école, la formation, la connaissance,
l’innovation et dans la recherche scientifique.
27. Un travail bien fait c’est savoir lire les relations entre les personnes et les
organisations, ainsi que leurs sens du point de vue de la connaissance.
28. Un travail bien fait c’est reconnaître la valeur des femmes et des hommes qui,
chaque jour, donnent plus de sens à leurs vies et plus de futur à leurs pays grâce
à leur travail.

29. Le changement concerne tout le monde.
30. Un travail bien fait concerne les personnes individuelles sans qui le travail ne peut devenir une façon d’être et de faire, un sens commun, une mission partagée.
31. Un travail bien fait concerne les organisations destinées à avoir autant de futur qu’elles réussissent à avoir en connectant le savoir faire avec la pensée, en affirmant des idées et des modèles capables de transformer de façon efficace les idées en action et les objectifs en résultats.
32. Les classes dirigeantes qui doivent reconstruire le lien entre le pouvoir, entendu comme la possibilité de disposer de ressources et de prendre des décisions, et la responsabilité, entendue comme nécessité d’opérer dans l’intérêt général des institutions et des citoyens qui se représentent.

33. Ce n’est pas le temps des petits ajustements.
34. A partir du travail et de la reconnaissance sociale il faut redéfinir le background, les valeurs du travail, les références et les interprétations partagées nécessaires aux familles, à la communauté, aux pays et au monde afin de penser au futur de façon plus inclusive et moins injuste.
35. Doit être repensée da relation existante entre la capacité d’innover, de rivaliser et de conquérir des espaces de marché ainsi que la reconnaissance sociale de la valeur du travail, pour que ceux qui travaillent aient une vie plus riche et plus consciente.
36. Le savoir, le savoir faire, l’apprentissage de toute une vie sont une composante essentielle non seulement des procédés d’émancipation mais aussi de la capacité d’attirer des entreprises, des administrations publiques et des territoires des différents pays.

37. Un travail bien fait est une histoire.
38. L’histoire a des origines aussi anciennes que les montagnes.
39. Tout ce qui arrive est une histoire.

40. Quand nous nous racontons des histoires nous prenons soin de nous.
41. Nous connectons des vies, des faits, des évènements.
42. Nous donnons du sens au temps qui passe.
43. Nous reconstruisons ce qui est arrivé selon un sens.
44. Fondons des environnements censés.
45. Augmentons le travail social des organisations et des communautés avec lesquels nous interagissons de différentes façons.
46. Activons des procédés d’innovations et de changement.

47. Il est temps d’avoir de nouveaux Homère, de nouveaux récits épiques, de nouveaux héros.
48. Il est temps d’avoir des hommes et des femmes qui descendent du lit le matin et qui font bien ce qu’ils doivent faire car c’est ainsi qu’il faut faire.
49. Il est temps d’avoir des personnes normales.
50. Il est temps de bien faire les choses car c’est ainsi qu’il faut faire.

51. Nous soutenons le travail bien fait et nous voulons changer le monde.
52. Que personne ne se sente exclu.

Hanno firmato fin qui il Manifesto:
Vincenzo Moretti
Andrea Acquaderni, Agnese Addone, Angelo Albanese, Laura Alessandrini, Francesca Alfano, Laura Allegri, Antonio Amato, Nino Anacleria, Dario Anelli, Amico Antenucci, Fabio Antonelli, Giovanni Arata, Simonetta Ardissone, Matteo Arfanotti, Tiziano Arrigoni, Sandro Artioli

Stefania Bacchi, Rodolfo Baggio, Carolina Baioni, Leonardo Balletta, Anna Barberini, Cosimo Barbato, Fabrizio Barbato, Bruno Barbieri, Francesco Bargi, Angela Battelli, Massimo Belegni, Ernesto Belisario, Francesca Bellini, Daniela Bencivenga, Benedetta Bertellini, Laura Bertinotti, Mauro Bettini, Roberta Bianchini, Nicola Bianco, Simone Bigongiari, Gianni Bombaci, Ileana Bonadies, Irene Bonadies, Luca Bonfanti, Stefano Bonora, Valeria Bordonaro, Stefania Bottasso, Alessandro Brun, Tiziano Bruschetti, Sergio Bucci, Annateresa Buonpensiere, Carolina Bussadori

Mariarosaria Calace, Sergio Caggia, Elena Caiazza, Francesca Camera, Sara Cammarosano, Osvaldo Cammarota, Italo Candusso, Cristina Capitanio, Filomena Capobianco, Rosa Cappiello, Nino Carcione, Elisabetta Cardelli, Marisa Carletti, Gabriele Carloni, Giancarlo Carniani, Piero Carninci, Giuseppe Carotenuto, Luca Carrai, Assunta Carullo, Irene Casa, Nando Casa, Emilio Casalini, Elisabetta Casarin, Mirco Casoni, Franco Castellano, Teresa Castiello, Barbara Catalani, Lisa Cattaneo, Maria Chiara Cattaneo, Cinzia Celino, Alessia Cerantola, Dimitri Cerioli, Enrico Cerni, Angela Chiapponi, Massimo Chiriatti, Daniela Chiru, Elisa Ciaffone, Gennaro Cibelli, Michele Cignarale, Giovanna Cinquegrana, Cristina Cipriano, Elio Civiltà, Edoardo Colombo, Elisabetta Colombo, Michela Colombi, Alessandra Comparozzi, Emanuela Cordani, Irene Costantini, Ada Cotugno, Donatella Coviello, Stefano Coviello, Cristina Crippa, Piergiorgio Critelli, Giovanna Cupolo

Caterina Dadà, Davide Dalla Valle, Alfonso D’Ambrosio, Maria D’Ambrosio, Mattia Danese, Luigi Danieli, Andrea Danielli, Osvaldo Danzi, Virginia Dara, Dino De Angelis, Valeria De Angelis, Luca De Biase, Marco de Carolis, Eva de Corso, Chiara De Stefanis, Nicole Dell’Orefice, Christian De Luca, Gaetano De Luca, Lauro De Maio, Simona De Martino, Luigi De Rosa, Pamela De Meo, Domenico De Vanna, Giancarlo Dell’Orco, Francesca Di Ciaula, Giuseppe Di Liddo, Raffaele Di Lorenzo, Angela Di Maggio, Giovanni Di Martino, Bianca Di Vito, Giovanni Di Vito, Tiziana Diso, Costanza Dolce, Giusy Dolce, Alessandro Donadio, Carlo Donnarumma, Chiara Donnarumma, Mariacarmela Donnarumma, Andrea D’Onofrio, Martina Dussin

Michael Elisei, Francesco Escalona, Emanuele Esposito

Francesca Facchetti, Luca Faieta, Domenico Famà, Adriana Farinazzo, Daniela Fasano, Emanuela Fato, Angelo Fedi, Andrea Fenoglio, Leonardo Feola, Amelia Feragnoli, Caterina Ferrara, Mirco Ferrari, Alessandro Fichera, Leonardo Filiani, Simone Filippini, Ilaria Fioravanti, Paola Fontana, Elena Foti, Orianna Fregosi, Antonio Fresa, Valentina Fruttauro, Alfonso Fuggetta,

Vincenzo Galietti, Valeria Gangemi, Andrea Garbin, Angela Gatti, Anna Gatti, Andrea Gatto, Francesco Gentili, Francesca Gerbasio, Laura Ghelli, Francesca Gianfranchi, Dario Giudici, Luigi Glielmo, Irene Gonzalez, Valeria Gonzalez, Zeno Govoni, Marco Graziano, Mario Graziano, Antonio Grillo, Lucia Guidoni, Cristian Guzzon

Franz Iandolo, Giulia Indorato, Chiara Iannello, Rosalba Iodice, Lucia Iovine, Stefano Iucci

Silvia Jazzarelli

Michele Kettmajer

Lina La Gatta, Fabio Labruna, Katia Lacerra, Tiziana Elena Laffi, Nino Larocca, Andrea Lagomarsini, Francesca Lagonia, Carla Lai, Mirko Lalli, Ferruccio Lambiase, Teodoro Lamonica, Nello Landi, Sara Landi, Romina Lardo, Giuseppe Laregina, Peppe Lauro, Diana Leo, Ida Leone, Sara Leonetti, Alessandro Leoni, Sabrina Lettieri, Antonio Lieto, Edoardo Lipari, Sergio Lo Sardo, Davide Locastro, Lucia Loffi, Giuseppina Loscalzo, Manuela Lozza, Sara Lubrano, Giulia Lucarelli, Elisa Lucatelli, Vito Lucia, Antonio Lucisano, Vincenzo Luise, Susanna Lusini

Alice Mado Proverbio, Tina Magenta, Isa Maggi, Rosa Maggiore, Francesco Magrini, Luigi Maiello, Marco Maiello, Maria Domenica Malagnino, Jessica Malfatto, Simona Malta, Paolo Malvaldi, Stefano Mambretti, Roberta Manfedrini, Virginia Manno, Giovanna Manzi, Vincenzo Marchese, Matteo Marino, Amalia Marotta, Roberta Martin, Francesca Martinelli, Monica Martinelli Remondina, Assunta Martone, Anna Masera, Cinzia Massa, Massimiliano Massaro, Monica Cristina Massola, Rosario Mattera, Marta Mazich, Alessandro Mazzocchi, Jacopo Guedado Mele, Mario Marius Mele, Marco Milone, Lorenza Minervini, Silvia Moggia, Nanni Molè, Giuseppe Monaco, Rita Mosca, Luca Moretti, Nunzia Moretti, Riccardo Moretti, Veronica Moretti, Walter Moretti, Patrizia Morrica, Stefano Morsut, Rita Mosca, Elisa Mottini, Francesco Mucciarelli, Amalia Muneghina

Paola Naclerio, Mirella Nardini, Isabella Necci, Aldo Nicotra, Stefania Noacco, Emanuele Notarangelo

Vincenzo Orefice

Ada Pagano Zottola, Rosario Pagano, Monica Paggetti, Sergio Palazzi, Gennaro Palma, Sonia Parodi, Aldo Pasinelli, Roberto Paura, Emilia Peatini, Francesca Pellegrino, Rosaria Peluso, Caterina Pengo, Monica Penitenti, Domenico Pennone, Geremia Pepicelli, Flavio Perazzini, Gian Piero Perinu, Fabio Perrone, Chiara Petrazzuolo, Marina Petrillo, Libero Petringa,  Alba Pezone, Antonio Pezzano, Diego Piacentini, Robert Piattelli, Silvia Pierdicca, Marco Pippolini, Patrizia Piroli, Claudia Pisani, Rosanna Pisani, Giovanni Pisano, Gabriele Plotegher, Anna Politi, Stefano Pollini, Lucia Polo, Nadia Poltronieri, Alessandra Polverino, Pasquale Popolizio, Lara Porrini, Salvatore Porzio, Davide Potì, Nazzareno Prinzivalli, Giuliana Provenzale, Antonella Pugliese, Anna Pumpo, Colomba Punzo, Giovanni Putaturo

Alessandra Ragni, Paolo Rainone, Amodio Ranaldi, Fabrizio Ranaldi, Alessandra Rando, Cristian Maria Randon, Giovanni Re, Laura Ressa, Paola Ricca, Margherita Riccio, Daniele Righi, Giuseppe Jepis Rivello, Francesca Romana Mastrandrea, Antonella Rocchini, Antonella Romano, Gianfranco Romano, Maria Giovanna Romano, Marcela Alejandra Rosalez, Domenico Rosso, Giulia Rota, Ciro Russo, Marco Russo, Teresa Russo, Antonio Russolillo

Angela Saba, Maria Luisa Sabatini, Massimiliano Saccarelli, Cosimo Saccone, Mirella Sale, Roberto Salvato, Federico Samaden, Francesca Santagata, Anita Santalucia, Fabrizio Santini, Giorgio Santini, Tecla Saponaro, Simonetta Saprio, Leo Saro, Roberto Sartori, Fabio Scafoletti, Roberta Scarnecchia, Paolina Schiavone, Fabrizio Schirru, Massimo Scolaro, Antonello Scotti, Mirella Sebastiano, Marina Sereni, Marco Sgambati, Peppe Sirchia, Elisa Sirianni, Marina Soave, Albina Sodo, Grazia Solazzo, Graziano Soliani, Michele Somma, Ayuka Sonobe, Fabiana Sorrentino, Emanuela Sozio, Claudia Spinnato, Vladimiro Stamegna, Alessandra Stranges, Alessio Strazzullo

Manu Taberlet, Stefano Tagliabue, Gigi Tagliapietra, Tarcisio Tarquini, Emma Taveri, Vito Telesca, Annamaria Testa, Veronica Testa, Fabio Tierno, Concetta Tigano, Walter Tinganelli, Marco Tomasi, Serena Tommaselli, Gianni Tomo, Sondra Toraldo, Antonio Torre, Roberto Trevisan, Giovanni Trisolini, Eura Trivisonno, Silvia Trovato, Antonio Tubelli

Emiliano Vagnoni, Ana Varela, Fiorella Vecchia, Robi Veltroni, Angelo Ventriglia, Vito Verrastro, Caterina Vesta, Massimo Vicinanza, Mirella Vilardi, Fausto Villani, Giovanni Visone, Ilaria Vitellio, Monica Vitoloni, Andrea Volante, Anna Sara Vozza, Francesco Vulcano

Cristina Zagaria, Antonio Zambrano, Pietro Zanarini, Iacopo Zannini, Federico Zappini, Marcelo Zappoli, Francesco Zoino.
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