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Il lavoro ben fatto alla Gianni Rodari di Follonica. Dalle elementari fino all’infinito e oltre

PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza

SCUOLA
Scuola Primaria Gianni Rodari, Istituto Comprensivo Follonica 1
Sezione A, 1° – 5° Elementare
Anni Scolastici 2016/2017, 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021

BOARD
Dirigente Scolastica: Elisa Ciaffone
Referente di Plesso: Silvia Stacchini
Maestre: Irene Costantini, Raffaella Barbato, Diana Bizzarri, Daniela Canapicchi, Monica Costalli, Mena Di Donato, Mary Fargnoli, Marzia Marruchi, Alessandra Martinelli
Maestro Aggiunto: Vincenzo Moretti
Custode: Grazia Bellucci
Custode Aggiunta 2020 – 2021: Colomba Parolisi

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DIARIO SCOLASTICO 2020 – 2021, 5° A
15 Settembre 2020; 16 Settembre 2020; 18 Settembre 2020; 24 Settembre 2020
17 Ottobre 2020; 24 Ottobre 2020; 8 Dicembre 2020; 18 Dicembre 2020; 8 Aprile 2021
31 Maggio 2021; 15 Giugno 2021; 19 Giugno 2021

Martedì 15 Settembre 2020
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Caro Diario, Irene Costantini l’altro giorno mi ha scritto questo messaggio in chat:
Buongiorno Vincenzo, come stai? Sempre in piena attività, vedo, e con tante cose belle. Figurati che avevo anche sperato, o anche sognato, che avrei avuto tempo ed energia per partecipare anche io alla costruzione del racconto in cerca d’autore, ma proprio non è ancora il mio momento. Eccoci, domani ci siamo! Sono frastornata, ma ci siamo. Non so se può essere utile, avevo scritto due righe.

Come puoi immaginare le ho risposto che sarei stato felice di leggerle, e lei mi ha mandato questo:
Caro Vincenzo, la tua 5° A Rodari domani, dopo davvero tanto tempo, torna a scuola!
In questi lunghi mesi, ho pensato tanto a come tornare, ma il mio pensiero era rimasto sempre lì, quando hai chiesto quale attività avrebbero voluto fare quest’anno e quasi tutti ti hanno risposto orto e/o giardino. Poi anche tu hai sentito i racconti della prof. Maria D’Ambrosio sul piantare scuole, io ho messo tutto insieme e alla fine, ad accogliere i bambini nel loro primo giorno di scuola, ci saranno piante e fiori! Cominciamo con poco, per sicurezza dati i tempi e poi perchè sarà compito dei bambini costruire il loro spazio – scuola quindi decideremo con loro come proseguire, ma per cominciare piante fiorite per i più piccoli, piante aromatiche per la classe quarta e piante officinali per noi!
Bene, questo è solo per cominciare, poi la nostra prima attività vera in classe sarà quella di seguire la Twins Class a Cip, con Dennis e Daniele. E poi, beh… ti aspettiamo! Non ho altre parole, ormai, solo la voglia di essere a domani subito!

Che ti devo dire amico Diario, leggere Irene che scrive “la tua 5° A Rodari”, mi ha commosso, perché ne ho colto il senso. E poi il filo che si riavvolge intorno all’orto, e i link con il lavoro che sta facendo Maria e con quello che stanno facendo Dennis e Daniele alla Twins School. ‘O fridd ‘ncuollo, che emozione, avrebbe detto mio padre. Ieri pomeriggio è toccato a me prendere l’iniziativa, le ho scritto e lo ho chiesto di mandarmi un suo racconto del primo giorno di scuola insieme a qualche foto, ed ecco il risultato:

Caro Vincenzo, avrai visto le nostre foto, la scuola, la nostra scuola, la nostra 5A è ripartita. Dopo tanto tempo, più di 6 mesi, ci siamo ritrovati, nello stesso posto ma con spazi, regole e tempi diversi. Non è facile, siamo frastornati e ho notato negli sguardi dei bambini, oltre alla gioia e all’allegria di essere insieme, un senso di spaesamento e a volte di paura o rabbia, ma credo che sia normale, anche noi adulti viviamo questa alternanza di sensazioni. Eppure le bambine e i bambini sono stati bravissimi a rispettare le distanze fisiche, a tenere la mascherina, ad adeguarsi alle nuove necessità.
Solo tre giorni fa la scuola sarebbe stata irriconoscibile, un cantiere vero e proprio, ma tutte le persone che ci hanno lavorato hanno fatto il possibile e l’impossibile perchè oggi tutto fosse a posto!
Nei due giorni trascorsi dentro la scuola con la ditta che completava i lavori ho avuto chiaro il senso delle tue parole, quando racconti di come doveva essere il muro per tuo padre, un lavoro ben fatto, pensando ai risultati e a chi di quei risultati avrebbe fruito; in questi giorni ho sentito spesso “Maestra, ma se facciamo così sarà meglio per i bambini”, il tutto ben oltre alle logiche degli appalti, e questo incoraggia! Insieme alla nostra assistente Grazia, ricordi che sa suonare benissimo la campanella, abbiamo quest’anno anche Colomba, e poi tante loro colleghe e colleghi hanno fatto miracoli, davvero nel senso letterale del termine, perchè le nostre scuole fossero disponibili ai nostri studenti e nel rispetto delle esigenze di noi insegnanti, e ti garantisco che non è stato facile.
Non so come andrà, purtroppo non posso prevederlo, ma l’inizio è stato bello, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza che ci sono state indicate, e così continueremo sperando di vincere noi!
Abbiamo cominciato a portare piante, piantiamo la scuola, forse dalla natura impareremo regole di sopravvivenza! La nostra 5° A è “Il giardino delle piante officinali”. Cominciando dall’inizio ci sono “Il girotondo dei fiori” per la classe 1°, ”Il girotondo dei colori” per la classe 2°, “Il giardino fiorito” per la classe 3°, e infine “Il giardino delle piante aromatiche” per la classe 4°. Sì amico mio, noi ripartiamo da qui per il nostro Lavoro Ben Fatto!

Te lo posso dire caro Diario? Dopo che ho letto Irene pure le foto delle bimbe e dei bimbi che mi ha mandato mi sono sembrate meno tristi, me li sono immaginati come guerriere/i ninja, anzi no, come guerriere/i del lavoro ben fatto, e anche se come ha scritto Irene nessuno lo sa come finirà questa storia, noi della 5° A ce la faremo, perché siamo allenati, perché abbiamo voglia, perché abbiamo fame, come direbbe Giuseppe Jepis Rivello. Alla prossima.

Mercoledì 16 Settembre 2020
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Caro Diario, ieri sera all’Urmu, mentre chiacchieravo con il mio amico Michele Croccia, sì, proprio lui, il pizzaiolo contadino del mio cuore, è venuta fuori un’idea che mi è piaciuta un sacco, stamattina ne ho parlato con Irene Costantini e anche a lei è piaciuta molto, il tempo che ci organizziamo e isieme alle bimbe e ai bimbi la facciamo diventare un fatto.
Come dici amico Diario? Non ti ho ancora detto qual è l’idea? E dammi il tempo, che diamine.
Eccola, è semplice ma secondo noi può funzionare:
Le bimbe e i bimbi prendono una mascherina, del coloro che vogliono, e sopra ci disegnano occhi, naso e bocca, ognuna/o con l’espressione che la/lo rappresenta, e uno dei due filmaker che abbiamo in 5° A, o anche tutti e due, fa un breve video che riprende il lavoro della classe, che sarà sicuramente ben fatto.
Naturalmente la mascherina la personalizzeranno anche le maestre, e io, e poi ognuna/o racconta la sua opera, e ci facciamo anche una foto mascherati tutti assieme, e pubblichiamo tutto.
P. S.
Se mi prometti di non prendermi in giro, ti faccio vedere la foto che mi sono fatto fare come prova, il disegno l’ho fatto io, che sono una frana, è tutto storto, ma non importa, un maestro deve dare l’esempio, poi ci penseranno le bimbe e i bimbi a fare le loro opere d’arte. A proposito, ma siamo proprio sicuri che vogliono ancora essere chiamate/i bimbe e bimbi o invece non preferiscano ragazze e ragazzi, adesso hanno 10 anni e il dubbio mi viene, magari chiedo alla maestra Irene di far fare una votazione per alzata di mano, vediamo che esce fuori.

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Venerdì 18 Settembre 2020
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Caro Diario, oggi primo incontro gioioso e fischiettante con la 5° A.
No, non scherzo affatto, la gioia è stata davvero tanta, e anche l’emozione nel rivedere la classe, il fischio invece è stato un incubo, mi ha tormentato per tutto il collegamento quando parlavano le ragazze e i ragazzi, ma naturalmente questo non ci ha impedito di fare quello che dovevamo fare, e di farlo al meglio possibile.

Come avrebbe detto mio padre, il succo, in italiano l’esenziale del lavoro che abbiamo deciso di fare lo puoi vedere in questo video girato al volo da Michele Croccia, il mio amico pizzaiolo contadino, che è venuto a salutare la classe e a confermare che appena le condizioni lo permetteranno andiamo su per fare la pizza e mangiarla tutte/i assieme. Il resto te lo racconto più tardi con le parole, dura poco più di un minuto non te lo perdere, a dopo.

Rieccomi caro Diario, ci siamo scritti con la maestra Irene e abbiamo abbozzato un possibile percorso da portare avanti insieme alla classe, te lo riassumo per punti:
1. ogni ragazza e ragazzo (sì, hanno votato per alzata di mano e hanno deciso che questo nuovo status sostituisce quello precedente, bimbe e bimbi) dopo aver disegnato la mascherina le scrive una lettera e le dice quello che tiene in corpo, se le vuole bene perché protegge, se non la sopporta perché dà fastidio, perché l’ha disegnata in quelo modo.
2. naturalmente si lavora in classe, pensandoci su, facendo dei bozzetti, una sorta di brutta copia, per avere più tempo di pensare e acquisire consapevolezza.
3. chiediamo ai nostri 2 filmaker / registi di fare le riprese anche del lavoro dei bozzetti, della classe al lavoro.
4. martedì potrebbero fare la brutta copia e giovedì la bella.

Come dici amico Diario? Sì, è una bella idea, del resto come dice Irene noi la classe la conosciamo, sappiamo come hanno reagito a suo tempo e sarà interessante vedere se e come sono cambiate le emozioni, e anche i ricordi, adesso. Ti tengo informato.

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Giovedì 24 Settembre 2020
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Caro Diario, Irene mi ha inviato una foto, un video e un messaggio, la foto l’ho pubblicata in copertina, il video sto decidendo se caricarlo su Youtube o farlo diventare una galleria fotografica e il messaggio è questo:
Buongiorno Vincenzo, siamo tutti qui in giardino e ti pensiamo. Abbiamo iniziato ad esercitarci con i disegni delle espressioni con la maestra Monica che è una pittrice nata!
Mattia e Filippo hanno fatto le prime riprese che ti mandiamo. Se sarà possibile domani faremo il lavoro definitivo. Un saluto dalla 5° Z!
Come dici amico Diario? Devo dire alla maestra Irene che è la 5° A non la 5° Z? Vedi che sei tu che cominci ad avere problemi con la memoria, perché nei nostri racconti dell’anno scorso la 4° A l’abbiamo fatta divetare la 4° Z e di conseguenza quest’anno, quando ci piace stare nel clima del racconto, la chiamiamo 5° Z. Vedo che fare con il video, a dopo.

Rieccomi caro Diario, ho caricato un bel può di foto su lavorobenfatto.org, quando vuoi le puoi vedere cliccando qui o sulla foto. Buona visione.

Sabato 17 Ottobre 2020
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Caro Diario, stamattina ci siamo video parlati con la maestra Irene e abbiamo definito un po’ di cose, te le riassumo in maniera schematica, tanto poi ci torneremo su punto per punto:
1. Per quanto riguarda le mascherine la classe sta facendo un lavoro fatto bene, i nostri giovani youtubber hanno già girato diversi video e insomma anche se ci si impiega più tempo del previsto date le condizioni generali siamo felicissimi, prima o poi facciamo tutto.
2. Per quanto riguarda il percorso di quest’anno, non ci limiteremo a fare delle cose ben fatte – tra quelle che bollono in pentola ce ne sono almeno un paio che sono fortissime – ma riprenderemo il filo del nostro percorso dalla prima elementare a oggi. Perché sì amico Diario, adesso siamo in quinta, non possiamo più accontentarci del cosa fare e del come farlo, bisogna cominciare a ragionare del perché, e per farlo bene il primo passo è fare un viaggio a ritroso nel tempo, ritornare in 1° A e poi andare avanti fino alla 5°, ragionare sul senso di quello che abbiamo fatto per avere più chiaro il senso di quello che faremo negli anni a venire. Quando siamo arrivati qua mi è venuta un’idea che quando l’ho detta alla maestra Irene è stata felice assai: la prossima primavera vado a Follonica e porto in regalo a ogni ragazza e ogni ragazzo della 5° A una copia del libro sul lavoro ben fatto che ho scritto insieme a Luca e scrivo anche una dedica/augurio per ognuna/o di loro.
Sì, mi devi credere, la maestra è stata così contenta che voleva dividere con me la spesa, ma io glielo ho detto che non si può fare, altrimenti non è più un regalo, naturalmente decidono loro che farne, ma io avrei piacere che lo tenessero con loro e ogni tanto ne leggessero qualche pagina.
3. Il percorso a ritroso ci aiuterà anche a riflettere sulle cose che sono cambiate e su quelle sono rimaste uguali. E poi anche sul valore della diversità, dell’andare avanti, del progredire, del costruire rapporti e relazioni con gli altri.
4. Riprenderemo anche la didattica a distanza con la maestra Monica che ci aiuterà a inventare altri mondi ben fatti con la matematica e la creatività, perché noi della classe del Lavoro Ben Fatto non possiamo rinunciare, in questo ultimo tratto di strada che ci resta alla Scuola Elementare, alla nostra Maestra Monica, che ci dà tanti numeri espressioni problemi colori tratti musiche e scenografia! Tanto lavoro ben fatto come intendiamo noi. E allora, se lei a scuola non può venire, la tecnologia amica ci aiuterà a farla entrare dalla lavagna, e continueremo così il nostro lavoro.
5. Prima della chiusura dell’anno ogni ragazza/o della 5° A deve realizzare qualcosa che racconta la sua esperienza in questi 5 anni, qualunque cosa, purché sia fatto con la testa, con le mani e con il cuore.
Per ora mi sembra tutto, a presto.

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Sabato 24 Ottobre 2020
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Caro Diario, ieri sera verso le 23:30 la maestra Irene Costantini mi ha mandato le foto che ancora mancavano per il lavoro sulle mascherine, le puoi vedere qui, i video che ho raccolto nella playlist e questo messaggio: “Caro Vincenzo, inutile che ti dica che la vita qui è complicata, con una così alta media di assenze ogni giorno, a rotazione, è un’impresa completare un lavoro. Preferisco dirti che nella nostra bottega – ci è piaciuta tanto la parola bottega che a tanti di noi ha ricordato i nonni, che vi abbiamo voluto copiare – abbiamo lavorato sodo per produrre i nostri contenuti, in particolare i video. Non era affatto semplice come pensavamo e di cose ne abbiamo imparate. L’unica cosa certa, però, è che a tutti noi questa mascherina infastidisce, molto, anche se ne comprendiamo la necessità! Anche le ragazze e i ragazzi più piccoli sono più o meno spaventati, rattristati, disorientati! Solo insieme possiamo trovare la leggerezza del gioco per guardare oltre! Queste sono state le nostre conclusioni per oggi. Mi resta da aggiungere soltanto che i video sono stati realizzati da Filippo Agresti, Mattia Bongini e Gabriele Pellegrini e che alle foto ha collaborato Ginevra Ferro, come vedi abbiamo fatto tutto in bottega, e ti vorrei dire che ne siamo orgogliose/i”.

Come dici amico Diario? La maestra Irene lavora fino alle 23:30 di sera? Si e no. Si perché comunque impegna del tempo e del lavoro che riguardano la scuola. No, ma un no grande, perché Irene tiene la stessa fortuna che tengo io, facciamo quello che amiamo, e anche quando siamo stanche/i la colpa non la diamo al lavoro, la diamo all’amore.
A proposito, ho cambiato il titolo della storia, la 5° A diventa ufficialmente Bottega, non hanno rubato nulla, il titolo se lo sono guadagnato sul campo.

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Martedì 8 Dicembre 2020
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Caro Diario, oggi è ritornata la maestra Irene, che come sai questo anche per lei e per la nostra 5° A – Z è un anno tribolato assai.
Comunque quando arriva per me è sempre una festa, so che con lei arriva tutta la classe, e anche questa volta è stato così, leggi e poi vedi se non mi dai ragione.

“Caro Vincenzo, non ci sentiamo da qualche settimana, quest’anno è tutto un po’ così, ma finalmente possiamo darti la grande notizia che funzioniamo, il computer funziona, la rete pure, quindi quando avrai tempo potremo incontrarci!
Poi ci tenevamo a dirti che abbiamo voluto continuare nell’esperienza che ci avevi proposto, quella di cimentarci come videomakers! Come forse sai, ogni anno i bambini dell’ultimo anno di scuola materna vengono a visitare le scuole primarie per poter scegliere dove iscriversi, e questa è una delle cose che quest’anno non si può fare per le restrizioni note. Allora le scuole si sono organizzate per fare dei video da mostrare ai bambini di 5 anni che a settembre inizieranno la loro avventura alla primaria.
Nella nostra scuola ci siamo proposti per progettare direttamente noi, ragazze e ragazzi della 5° A/Z, un video, organizzando regia, testi, riprese, attori, tutto made in quinta, con l’insegnante Mary solo come accompagnatrice tutor. Videomaker sempre Gabriele, Filippo e Mattia, gli altri autori, redattori, registi, attori!
Ci abbiamo dedicato un bel po’ di tempo, e siamo davvero ansiosi di sapere cosa ne pensate, tu e Jepis (i suoi video li guardiamo in classe, sono bellissimi)! Ti aspettiamo presto per parlarne e salutarti! Con affetto la tua 5° A/Z di Follonica!
P. S.
Vedi Vincenzo, scusa se lo ripeto, ma questo video la nostra 5° lo ha realizzato tutto da sola, idee, testi, regia, attrici e attori, era la sorpresa delle ragazze e dei ragazzi per te. Mi raccomando, dillo anche Jepis.”

Come dici amico Diario, tutto questo è troppo bello? Concordo. Corro subito a dirlo a Jepis.

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Venerdì 18 Dicembre 2020
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Caro Diario, stamattina, come puoi vedere dalla foto, sono tornato in 5° A con la maestra Irene Costantini. Naturalmente sono tornato in 5° A come si può fare di questi tempi, a distanza, con 6 tentativi prima di approdare su una piattaofrma che ci ha permesso in maniera tribolata, come tutto di questi tempi, di salutarci, di farci gli auguri e di scambiare qualche chiacchiera sullo stato dell’arte.
In estrema sintesi le cose principali delle quali abbiamo parlato sono due:
1. L’importanza delle regole, sempre e comunque. Non ho capito bene se ci sono state delle difficoltà rispetto alle video interviste che la classe ha realizzato, ma in ogni caso su questo punto qui non si può molto girarci intorno, per fare un lavoro ben fatto bisogna rispettare le regole, quelle interne e quelle esterne.
2. Il lavoro di rilettura che sta facendo la classe sul lavoro ben fatto di questi 5 anni, a partire dalla prima elementare. Nella definizione delle 7 caratteristiche del sensemaking il grande Weick ha messo questo tipo di attività, che ha definito “retrospezione”, al secondo posto, subito dopo l’identità, a sottolineare la sua importanza nei processi di creazione di senso e significato, che anche se naturalmente con parole loro è esattamente quello che stanno facendo le ragazze e i ragazzi della 5° A.
Sì, direi che le principali sono questo, mi rimane da aggiungere solo che mi è preso il magone quando ho pensato che il prossimo anno la classe passerà alle medie e dovremo mettere un punto a questa fantastica esperienza. Però mi sono ripreso subito, non appena Irene ha detto “Vincenzo, chissà la prima del prossimo anno come sarà”. Certo che mi sono ripreso, perché il prossimo anno si ricomincia dall’inizio, però con l’esperienza di questi 5 anni, secondo me verrà bene, ma c’è tempo, intanto abbiamo un gran bel lavoro da completare.

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Giovedì 8 Aprile 2021
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Caro Diario, questi messaggi della 5° A, 5° Z per quelli come noi a cui piace raccontare, me li aveva mandati via chattarella (Messenger nel mondo social) la maestra Irene, per un attimo li avevo visti, ma poi mi sono passati di mente e li ho recuperati solo oggi. Direi che sono arrivati al momento giusto, mi hanno dato una botta di adrenalina che mi ha fatto sentire di meno pure il dolore che tengo al piede, causa gotta.
Che ti devo dire, ho già scritto a Irene, nei prossimi giorni faccio un’immagine per ogni frase che mi hanno mandato e scrivo anche io a loro, mi hanno fatto un regalo bellissimo, e sento che qualcosa la devo ritornare. Prima di lasciarti vorrei chiederti di non fossilizzarti sul fatto che il destinatario di questi messaggi sono io, in realtà siamo tutti quelli che ogni giorno mettono i piedi giù dal letto e fanno bene il loro lavoro, e siamo tanti, tantissimi, a partire dalla maestra Irene, senza la quale tutto questo non sarebbe mai accaduto.
Se ci pensi, il messaggio davvero bello che viene da questi pensieri è che il lavoro ben fatto si capisce già da bambine/i, e non solo si capisce, ma resta dentro, orienta. Viene da commuoversi per la bellezza di questi pensieri e per le possibilità che abbiamo di cambiarlo veramente questo nostro mondo. Tocca a noi grandi, nel senso di adulti, non dimenticarlo. Buona lettura.

FILIPPO AGRESTI
Ciao Vincenzo, speriamo che ci rivedremo al più presto come abbiamo fatto in prima e ti ringrazio per quello che hai fatto per noi.

IRENE BERNARDINI
Ciao Vincenzo, volevo dire che il lavoro ben fatto è come cucinare una buonissima pasta e fagioli. Speriamo che il covid passi presto.

LEONARDO FELLI
Ciao Vincenzo, grazie per il manifesto del lavoro ben fatto e del lavoro che ci hai fatto fare.

ANITA SABA
Ciao Vincenzo! Sono qui per salutarti e dirti grazie per essere sempre stato con noi ed averci insegnato tante cose e regole di vita grazie al lavoro ben fatto, penso che il lavoro ben fatto serva per qualsiasi cosa perché SE FAI BENE UN LAVORO HA SENSO! Grazie di cuore, spero di vederti il prima possibile.

CESARE CELLINI
Grazie Vincenzo, perché ci hai fatto scoprire cos’è il lavoro ben fatto, all’inizio eravamo a bocca aperta speriamo di rivederti al più presto. Grazie a te ora siamo la 5 Z, cordiali saluti.

GINEVRA FERRO
Caro Vincenzo ti ringrazio per il percorso meraviglioso che dall’inizio ci hai fatto intraprendere ma soprattutto ti ringrazio per averci fatto sognare!

GABRIELE PELLEGRINI
Buongiorno Vincenzo, noi siamo molto grati delle cose che ci hai insegnato e spero che ci rivedremo anche alle medie e spero che compri un uovo buonissimo al cioccolato.

CHIARA GALDI
Il Lavoro ben fatto è qualcosa che devi fare con la testa e col cuore, con attenzione e pazienza.

DANIELE LEONE
Ciao Vincenzo, ti volevo ringraziare per tutti gli aiuti che ci hai dato fino ad oggi e per essere stato sempre felice di stare con noi.

RICCARDO BERTI
Ciao Vincenzo, se non ci avresti aiutato in prima elementare a capire che cosa è il lavoro ben fatto non l’avremo mai capito. Grazie per questi cinque anni indimenticabili.

PIETRO BALLANTINI
Se ognuno di noi si impegnasse a dare il meglio di se stesso il mondo sarebbe migliore. Ciao Vincenzo, spero che tornerai presto qui a trovarci porta anche Michele che facciamo la pizza!

GAIA TURRINI
Ciao Vincenzo, grazie per tutte le cose che ci hai insegnato, che il lavoro ben fatto va fatto sempre, con impegno e amore perchè fare le cose bene conviene come hai detto tu. Speriamo tutti di rivederti presto!

FRANCESCO PAPINI
Un lavoro ben fatto è quando ti impegni e non ti arrendi se non riesci a farlo continui finché non ce la fai.

BENJAMIN DATTERONI
Ciao Vincenzo, grazie per tutto il viaggio che ci hai fatto fare, spero di tornare a scuola il più presto per fare altre bellissimi lavori.

ANNA
Ciao Vincenzo, grazie per tutto quello che hai fatto per noi e la nostra scuola, ti auguro buona giornata siamo molto felici e sei stato gentilissimo.

MELISSA MERCANTELLI
Il lavoro ben fatto va fatto sempre ma soprattutto in un momento difficile come questo.

MARCO MASTROCOLA
Grazie Vincenzo per averci insegnato a fare sempre il lavoro ben fatto ed a impegnarci sempre sulle cose da fare e questo per me è importantissimo.

SAMUEL DATTERONI
Il lavoro ben fatto non va fatto solo quando te lo chiedono, il lavoro ben fatto va fatto sempre.

BENEDETTA BUA
Grazie di averci fatto capire il vero significato di fare bene le cose e il perché conviene.

MATTIA BONGINI
Ciao Vincenzo, spero di rivederti presto, mi sono divertito tanto con te. La cosa piu bella è stata la bottega del nonno, anche in dad io mi diverto con te.

CARLOTTA NOEMI BIAGIONI
Ciao Vincenzo, ti volevo ringraziare per tutto quello che ci hai insegnato e per avermi fatto capire che il lavoro ben fatto ti fa stare bene e ti da soddisfazione.

ISMAELE ZUCCHELLI
Ciao Vincenzo, dalla prima elementare mi hai insegnato tante parole nuove e mi sono divertito tanto anche con i progetti che ci hai fatto fare.

NOEMI SPADI
Ciao Vincenzo, mi sono sempre divertita con te e il lavoro ben fatto. Sapevo dalla prima che con te avremmo fatto cose meravigliose. Anche se il prossimo anno io non sarò più nella 5 Z ti ricorderò sempre.

VIOLA ROSELLINI
Ciao Vincenzo, spero di rivederti presto insieme a Michele. Grazie per averci insegnato il significato del lavoro ben fatto, non mi dimenticherò mai il significato del lavoro ben fatto. Un abbraccio grandissimo, ti voglio tanto bene.

POST SCRIPTUM DEL 9 APRILE 2021
Caro Diario, ieri sera Simona Rossi, commentando questo post condiviso da Irene Costantini, ha scritto questo: “Un percorso che resta e orienta, per davvero! Come rappresentante di 25 famiglie voglio ringraziare in maniera speciale Vincenzo Moretti e la nostra grandiosa Irene Costantini. Il #lavorobenfatto non rimarrà solo ai ragazzi, ma anche alle famiglie, fratelli, sorelle e genitori. Grazie a voi abbiamo tutti una consapevolezza in più, che qualunque lavoro, se è fatto bene, ha senso.”
Non aggiungo niente, però te lo volevo dire.

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Lunedì 31 Maggio 2021
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Caro Diario, è dalla Notte del Lavoro Narrato del 30 Aprile che con la maestra Irene ci inseguiamo, ci abbiamo messo quasi un mese ma Venerdì scorso ce l’abbiamo fatta, sono tornato in classe, e con la “mia” 5° Z è come una magia, una questione di feeling, non so come dirti, perché veramente con loro riusciamo a capirci bene bene bene, e come dice il mio amico Dino Salamone quando lo incontro qui a Cip, “non è facile”.
Allora, per prima cosa abbiamo scherzato per la mia maglietta de “Il Piccolo Principe”, quella con il serpente che ha mangiato l’elefante che tutti lo prendono per un cappello. Dopo di che mi sono accorto del bellissimo colore dei capelli di Melissa e allora la maestra Irene si è come ingelosita e ha fatto notare che pure lei si era fatto il colore, direi un rosso ramato.
Finita la ricreazione, come si diceva una volta, la prima bella notizia: per la Notte del Lavoro Narrato del prossimo anno, il 30 Aprile 2022, queste/i ragazze/i ci saranno ancora, si sono impegnati alla presenza del sindaco di Follonica, e non puoi immaginare come sono felice, anche perché Irene ha avuto una bellissima idea che però te la dico più avanti.
Dopo di che Irene mi ha detto che prima di collegarsi con me aveva letto insieme alla classe la storia di Andrea e di Fortnite, e a questo punto come puoi immaginare mi sono incuriosito e ho voluto saperne di più.
Ecco quello che è venuto fuori dalle mie domande alla classe: su 16 presenti, 13 giocano abitualmente a Fortnite; 5 – 6 hanno vinto un torneo; 2 hanno fatto una Vittoria Reale; 1 ha vinto uno squad.
Nei prossimi giorni mi scriveranno per dirmi qual è l’aspetto che trovano più entusiasmante di Fortnite, a parte vincere qualcosa, che quello è abbastanzo scontato.
A questo punto siamo ritornati sul percorso di 5 anni che hanno fatto con il lavoro ben fatto e ho chiesto loro quale seme vorrebbero lasciare per le bimbe e i bimbi della prima che arriveranno il prossimo anno, e anche qui sono venute delle bellissime risposte, te ne trascrivo qualcuna tanto poi ti lascio la registrazione audio di tutto il nostro incontro: il seme del lavoro ben fatto è come un impegno, non si deve demordere mai; non dobbiamo scoraggiarci se non riesce la prima volta; il lavoro ben fatto va fatto sempre e ovunque non solo nelle occasioni speciali.
Un altro tema che abbiamo toccato sono i desideri e i sogni e anche qui, come sentirai, le cose belle sono state un sacco, cose come andare al parco nazionale di Yelloestone, giocare, visitare grandi città come Londra e Parigi, mangiare il sushi, fare il ball painting, diventare giocatori di calcio o di basket famosi, diventare attrice ma anche eliminare l’inquinamento, vivere per un anno in una villa insieme agli amici, eliminare il bullismo e il razzismo, viaggiare in tutto il mondo per far conoscere il lavoro ben fatto e far finire le guerre.
A questo punto è toccato alla maestra Irene che ha detto che il suo sogno è fare incontrare la prima del prossimo anno con questa quinta, e poi ha aggiunto che queste bimbe e questi bimbi le hanno insegnato tanto, che ha imparato molto su quello che non ha fatto o ha sbagliato, e che grazie a loro a partire dal prossimo anno con la nuova prima andrà sicuramente meglio perché lei non farà gli stessi errori.
Qui mi sono inserito io che ho ringraziato a mia volte la classe con tutto il cuore per quello che mi hanno dato e insegnato. E poi ho aggiunto anche che auguro loro di non rinunciare mai a inseguire i loro sogni, a farne di grandi e anche di impossibili, perché qualunque sogno, con un po’ di fortuna e tanto impegno, può diventare realtà. Insieme a questo però, ho aggiunto, vi auguro anche di imparare a far diventare sogni anche le piccole cose, le piccole conquiste, quelle che realizziamo ogni giorno, perché così possiamo vivere più felici e soddisfatti, diventare più forti ed essere più determinati a perseguire i sogni più grandi, compresi quelli che ci dicono che sono impossibili ma impossibili non sono.
Ecco, questo è tutto quello che mi sono segnato amico Diario, per il resto c’è la registrazione. NO, aspetta, ho dimenticato una cosa importante, con la maestra Irene e la classe ho preso l’impegno ad andare a Follonica insieme al mio amico pizzaiolo contadino Michele Croccia per fare la pizza e mangiarla tutti assieme, anche se saranno in prima media non importa, non l’abbiamo potuto fare prima per colpa della pandemia ma non siamo certamente i tipi che si scoraggiano per questo. Nella seconda metà di Ottobre andiamo su, se vuoi venire anche tu amico Diario faccelo sapere. Alla prossima.

Ascolta il podcast su Spreaker

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Martedì 15 Giugno 2021
Torna al diario

Caro Diario, ci sono momenti in cui bisogna stare zitti e ascoltare, o come in questo caso leggere.

IRENE COSTANTINI
E così questo pezzo di strada con la 5z è arrivato alla sua conclusione, Vincenzo. Non vuol dire che non ci vedremo più, anzi, ma quella quotidiana confidenza, condivisione e complicità non ci sarà più, e mi mancherà molto, perché è stata una classe speciale! Ma è anche questa una sfida, abbiamo detto tutti insieme spesso “siamo quelli del lavoro ben fatto e vogliamo cambiare il mondo”!
Le emozioni sono ancora troppo forti per poterti raccontare di più, ma se “leggerai” la nostra festa capirai che tu oggi sei davvero stato con noi.

ACCOGLIENZA
Benvenuti a tutti, bambine e bambini della nostra bellissima scuola Rodari, benvenuti genitori, nonni zii zie amici che ci guardate da dietro le sbarre per rispettare le distanze. È una cosa molto brutta, senza dubbio, eppure dobbiamo sentirci fortunati ripensando ai nostri compagni dello scorso anno, che così, all’improvviso, hanno dovuto rinunciare alla bellissima conclusione che avrebbero preparato, loro così abituati ai recital e ai canti, per chiudere in bellezza il loro anno, e invece si sono dovuti salutare a distanza, ricordate anche noi facemmo un piccolo e velocissimo saluto in dad. Noi invece quest’anno abbiamo la possibilità, anche se distanziati e con le mascherine, di salutarci così, con tanta allegria e bella musica.
Grazie e grazie davvero a Luciana e Sabrina, e al comitato Senzuno, questo quartiere che ci ospita e ci coccola, che hanno dedicato tanto del loro tempo a prepararci, a mettere in musical le riflessioni e i pensieri su questo nostro lungo cammino, la storia della mitica 5z. Nel nostro progetto di lavoro ben fatto, questo ultimo anno è stato dedicato alla riflessione sul lavoro svolto, per esserne del tutto consapevoli ed interiorizzarlo, perchè i frutti possano essere duraturi. E Luciana e Sabrina ci hanno aiutato, con grande bravura, a mettere tutto questo in musical. Ma tutto questo è stato possibile solo grazie alla maestra Monica, e alla maestra Mary, uniche ed eccezionali, e al grande affetto che hanno per voi.
Ma ora godiamoci la vostra performance.

MUSICAL

PRIMA PARTE
“Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando era iniziato il cammino”. Luis Sepulveda (Irene)

Abbiamo compiuto un viaggio lungo 5 anni e abbiamo fatto viaggi corti, lontani e vicini con il naso in su a guardare il cielo e i suoi misteri e a vedere il tempo che fa, con il naso in giù per scoprire cosa succede in una zolla di terra oppure osservare un albero che, senza muoversi, si trasforma in un viaggio lungo quattro stagioni. (Riccardo)
Ogni viaggio ha richiesto cura e preparazione perciò una valigia sarà il simbolo del nostro partire e ritornare. La destinazione? La scuola, l’ambiente, il mondo. Abbiamo scoperto l’altro e ci siamo arricchiti nelle differenze, il vero viaggio è avvenuto dentro di noi! (Carlotta)
Ricordate il Piccolo Principe? Quel viaggio ideale alla ricerca di se stessi! Avete mai letto Il Piccolo Principe? Contiene lezioni di vita inaspettate. Infatti, al suo interno, possiamo trovare messaggi diversi e per tutte le età! (Mattia)
Abbiamo scelto alcuni messaggi: le azioni sono più importanti delle parole, il tempo è alla base dell’amicizia e del tempo che dedichiamo agli altri, dobbiamo esprimere i nostri sentimenti; e questo è il nostro! (Pietro)
Si, è il nostro messaggio! Vorremmo sempre vicine le persone che amiamo, ma per il loro bene dobbiamo lasciarle andare via oppure dobbiamo imparare a lasciarle libere.
Sarà difficile per le nostre maestre lasciarci andare, ma loro sanno tutto e sanno che: “la libertà è il dono più grande”!(Benedetta)
E questo che cos’è? Una scheggia lavorata! Ti ricordi il piccolo viaggio agli Albori tra le civiltà antiche? La Maremma nella Preistoria. E questa? Questa è una foto … mmmm, mi ricorda il museo! Si, il museo di storia naturale presso la Certosa di Pisa a Calci; è un museo che espone collezioni di fossili, minerali, scheletri e animali imbalsamati.(Cesare)
Che strano questo disegno, chi l’ha fatto? Daniele! Dove eravamo? Ora ricordo, al museo archeologico di arte in Maremma, a Grosseto! Mmmm, abbiamo fatto attività di laboratorio e tutti abbiamo fatto dei meravigliosi disegni! Questa foto ricorda quel momento.(Leonardo)

Il viaggio più lontano ci porta alle Gru.
Le mille gru stanno unite insieme e la leggenda narra che solo allora il proprio desiderio potrà essere esaudito. Abbiamo realizzato le Gru ed abbiamo espresso i nostri desideri .(Irene 2)
PRIMA CANZONE E BALLETTO

SECONDA PARTE
Ragazzi ho trovato un biglietto, cosa c’è scritto? Follonica-Pisa! Ahhh, mi ricordo! Siamo andati a visitare la mostra di René Magritte, per scoprire le meraviglie del surrealismo che ha mutato l’arte del ventesimo secolo. (Anna)
Il mondo è visto con gli occhi di un bambino! Si, proprio come lo vediamo noi! Non lo dimentichiamo:la libertà è il dono più grande! L’uomo, l’artista, è libero di esprimersi!(Benjamin)
Ohhh, che foto emozionante! Sì, ero veramente emozionata quando ho accarezzato il corpo degli asini di Scarlino…l’asino era così docile! Io mi sono occupata del maneggio. (Viola 1)
Noi abbiamo fatto un laboratorio ludico didattico!(Marco e Viola 2 )
Noi invece abbiamo fatto una camminata in groppa al nostro asinello!(Samuel 1 e Daniele 1)
E questo? Ahhh, ci ricorda il viaggio più bello intorno a noi, con il nostro Rione!
Brividi, emozione, colori giallo e verde! Che bella festa, in occasione della quale tante sorprese; e il “gioco della campana” che ci fa divertire ogni giorno!(Samuel 2)
Vi ricordate il flash mob davanti al cinema? Che fredda serata ma ci siamo riscaldati cantando insieme ai compagni più grandi che ritroveremo alla Scuola Media. We are the champions!!! (Daniele 2)
Un viaggio nella cultura inglese con le pancake races. È stato divertente correre con la padella in mano facendo saltare il pancake. Pensate che a Londra tra la house of Parliament e il Big Ben anche i giornalisti e i politici corrono con il cappello da chef. (Marco 2)
Questo è uno dei nastri colorati che legati intorno al palo ci permetteva di creare degli intrecci cantando e danzando, io ero la Spring Queen e mi divertivo a tirare i petali colorati durante il Mayday, la festa di primavera.(Viola 3)
Guardate! Questo mi ricorda l’evento “Io leggo perché”; ogni volta gioia ed emozioni!
Puoi leggere, leggere, leggere…che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quella esperienza speciale che è la cultura.
“Pier Paolo Pasolini”.(Melissa)
Questo buffo naso rosso mi ricorda la Festa dei nasi rossi. Un’ altra esperienza che ci arricchisce dentro. Puoi donare,donare, donare un sorriso perché colora la vita a chi ne ha bisogno. Ricordiamo!!! Aiutare gli altri ci rende felici !( Benjomin 2 )
E questo? Questo è un oggetto che ricorda Alice nel Paese delle Meraviglie! Alice in the Wonderland, il viaggio fantastico che tutti vorremmo fare, popolato da strane creature antropomorfe. (Marco 3)
“Che roba! Roba dell’altro mondo! Tutto il mondo oggi è roba dell’altro mondo;e pensare che fino a ieri le cose avevano un capo è una coda! E se a me mi avessero scambiato stavolta? Vediamo un po’….stamattina mi sono svegliato ero proprio lo stesso! Mi sembra di ricordare che un po’ diverso mi sentivo…..”(Filippo)
Beh, tutti noi (indicando i compagni) ci sentiamo un po’ diversi dai primi giorni di scuola, stiamo diventando adolescenti e vogliamo scoprire le meraviglie di questo viaggio che ci attende!Melissa 2
SECONDA CANZONE E BALLETTO

TERZA PARTE
Il lavoro ben fatto è stato il nostro filo conduttore di questi 5 anni.
Eravamo molto piccoli quando abbiamo incontrato per la prima volta Vincenzo, che ci è sembrato un omone tanto grande. Ma in realtà grande era il suo progetto. ricordate quanto ci abbiamo lavorato, pensato, giocato? Certo non immaginavamo che il lavoro ben fatto sarebbe cresciuto con noi, e se ci sforziamo, riusciremo a portarcelo dietro come il frutto più bello di questi anni passati nella nostra scuolina!Abbiamo cominciato da lì (e indica l’albero): “ALBERO DELLE COSE CHE SO FARE”. Come è bello, e con quanto entusiasmo e gentilezza la mamma di Mattia ce lo ha regalato.Ci sembrava tanto grande quando eravamo in prima e i nostri genitori dovevano prenderci in braccio per attaccare il nostro post-it con scritta la cosa che pensavamo di saper fare meglio. E’ stata un’esperienza bellissima quella di essere presi in braccio dai nostri genitori nella nostra classe, ci ha aiutato a capire che anche la scuola era la nostra “casa”, uno spazio sicuro, protettivo, divertente. (Ginevra)

“GLI ATTREZZI DEI GENITORI”
Ecco, i nostri genitori sono stati in classe con noi, abbiamo condiviso lo stesso spazio di scuola e questo è stato molto bello, ci hanno resi orgogliosi del loro lavoro, abbiamo potuto conoscere subitoanche i genitori degli altri compagni ed insieme a tutta la classe abbiamo potuto capire meglio il loro lavoro.Certo, noi sapevamo che lavoro facevano, ma sentirlo raccontare a tutti ci ha aiutato a capire meglio.Qui abbiamo incontrato per la prima volta la parola “tecnologia”, abbiamo capito cosa è e che gli strumenti di lavoro dei nostri genitori sono la loro tecnologia. (Gaia)

“I NOSTRI ATTREZZI: LE PENNE DEL PICCOLO PRINCIPE”
Se abbiamo capito l’importanza degli strumenti di lavoro dei nostri genitori, poi abbiamo cercato di capire quali sono i nostri strumenti di lavoro, la tecnologia che serve a noi. Il nostro astuccio, la nostra matita, la nostra penna per scrivere, e quanto ci hanno fatto scrivere le maestre, da subito, storie su storie, racconti su racconti, pensieri su pensieri. Ha chiesto addirittura a Simone, il maestrocon tutta quella barba che veniva da Arezzo, di insegnarci a scrivere meglio, e poi hanno continuato
Vincenzo e Jepis. Abbiamo riscritto la fine del piccolo principe, alla luce delle nuove tecnologie, e ci ha regalato anche la sua versione il nostro amico scrittore Flavio.(Anita)

“IL TEMPO: LA MAGLIETTA DI ALICE”
Poi abbiamo affrontato il tema del tempo, abbiamo addirittura letto in maniera semplificata “L’ordine del tempo” di Rovelli , “ascolto lo scorrere del tempo, lo abitiamo come i pesci l’acqua, il Temposcorre più veloce in montagna e più lento in pianura.” (Gabriele)

E poi, qui c’è la pasta e fagioli di Vincenzo, ce lo racconta sempre, per fare pasta e fagioli insapore ci vuole lo stesso tempo che per farla buona. Abbiamo inventato il nostro saluto ufficiale:
TUTTI: “Grazie del tempo che ci hai dedicato”
(Canzone TIC TOC)

“USO CONSAPEVOLE DELLE TECNOLOGIE”
Ma crescendo impariamo anche che ci sono tecnologie più complesse, le usiamo quotidianamente e pensiamo di conoscerle, invece, possono essere pericolose se non sappiamo come usarle. Vincenzo ci ha fatto l’esempio del coltello, se lo usi per il verso giusto puoi tagliare benissimo, al contrario ti farai male. Il coltello e la rete è uno dei libri di Vincenzo, e la rete è Internet.(Ismaele)

“LA DAD”
Grazie ad Internet questo grande nemico covid19 non è riuscito ad isolarci del tutto.Ed ecco che un bel giorno dello scorso marzo inizia la dad.Mentre fino a quel giorno il tempo allo smartphone era limitato e mal visto dai nostri genitori, improvvisamente diventa il nostro unico modo per restare in contatto con amici, compagni e mondoesterno. Nel lockdown tutto quello che è fuori dalle nostre case si immobilizza. (Francesco)

“LA BOTTEGA DEL NONNO”
Cominciano le nostre lezioni a distanza, accendi il video, spengi il microfono, non sento, non vedo,
sono caduto, posso andare in bagno?
Chissà come sarebbe andata a finire se non fosse venuto in nostro aiuto Vincenzo a farci raccontare e scrivere una storia condivisa, ed ecco che viene fuori la Bottega del Nonno dove raccontiamo come sarà la nostra città e la nostra scuola del futuro.(Chiara)

“LE MASCHERINE”
Il primo atto del nostro ultimo anno di scuola comincia con le mascherine disegnate con le nostre espressioni. Rappresentiamo lo spirito con il quale vogliamo affrontare gli ostacoli che covid-19 ci mette davanti per impedirci di stare insieme, ostacoli che supereremo perchè quest’anno vogliamo dedicarlo a rivivere e rivedere la nostra esperienza di lavoro ben fatto.
E’ stata una strada lunga, iniziata tanto tempo fa’, abbiamo cercato di capire che il lavoro ben fatto è un approccio quotidiano a tutto quello che noi facciamo, con un piede nel passato, la testa nel presente e l’altro piede nel futuro.(Noemi)
Tutti: “ Non è la destinazione, ma il viaggio che conta”. Jack Sparrow
TERZA CANZONE E BALLETTO

CONCLUSIONI
Care ragazze e cari ragazzi della 5z,
Filippo, Pietro, Irene, Riccardo, Carlotta, Mattia, Benedetta, Anna, Cesare, Benjamin, Samuel, Leonardo, Ginevra, Chiara, Daniele, Marco, Melissa, Francesco, Gabriele, Viola, Anita, Noemi, Gaia, Ismaele, Franci, Lorenzo e Lorenzo, Emma che hanno condiviso con noi una parte di questo cammino e ora, in altre scuole, provano comunque la vostra stessa emozione.
Ora tocca proprio a me salutarvi, così come insieme alla maestra Monica, era stato nostro il compito di accogliervi, all’altro cancello, nel primo giorno di scuola elementare, accompagnati anche allora dai vostri genitori.
Avete ricordato tante delle nostre avventure, purtroppo abbiamo avuto solo 5 anni per viaggiare il mondo in tre anni ne abbiamo fatte davvero tante.
Abbiamo gironzolato in lungo e in largo nel nostro territorio, con Mario con la Forestale, siamo stati tante volte in Comune, a trovare il Sindaco ma anche negli uffici a vedere e capire quale è il loro lavoro, siamo stati accolti nei luoghi di lavoro di alcuni genitori, al caseificio di Noemi, abbiamo occupato gli spazi della libreria di Marco molte volte, abbamo accolto nel nostro spazio tante persone, oltre ai nostri genitori, e chissà quante ne avremmo potute fare se non fossimo stati così bruscamente bloccati.
Ma ci hanno solo impedito il movimento, perchè per il resto noi ne abbiamo inventate comunque delle belle. Siamo stati tra i primi a partecipare ad un concorso on line, a marzo dello scorso anno, senza che nessuno avesse idea di come sarebbe stato: certo dopo abbiamo imparato ed ora sarebbe stato più semplice, ma all’epoca siamo stati i pionieri, e certo nessuno, tanto meno gli organizzatori, sapeva come sarebbe andata e quali sarebbero stati i risultati.
Ringraziamo ancora oggi Marco e Ginevra, che hanno dato la loro disponibilità a mettersi in gioco in quella occasione con un bell’applauso.
Finalmente oggi che ci ritroviamo comunque tutti vorremmo ringraziare Noemi, che a nome di tutta la nostra scuola è stata disponibile a partecipare, con il nostro Sindaco e poche altre persone, agli auguri di Natale e al saluto di incoraggiamento che abbiamo portato ai nostri nonni anziani del Falusi in un momento di particolare bisogno, una esperienza che ha segnato profondamente tutti noi che abbiamo partecipato e che Noemi senz’altro non dimenticherà.
Anche la nostra “DAD” è stata una storia speciale, grazie a Vincenzo che ha saputo aiutarci a cogliere questa opportunità.
Oltre a studiare, abbiamo creato un capolavoro, Il laboratorio del nonno, una esperienza di scrittura collettiva riuscitissima, mi raccomando di tanto di rileggerla, ogni volta sarete sempre più consapevoli del lavoro che avete svolto e vi sorprenderete della vostra bravura.
E’stato un grosso impegno, ma la fatica ha dato comunque il suo frutto, regalandovi un tesoro che pian piano potrete scoprire sempre meglio.
E poi per fortuna a scuola ci siamo tornati, per il nostro ultimo anno, e il covid lo abbiamo affrontato con coraggio, lo abbiamo studiato con la maestra Monica, lo abbiamo disegnato con Vincenzo sulle nostre mascherine, lo abbiamo vissuto nelle nostre quarantene ma grazie alla dad siamo sempre rimasti uniti.
Nell’accogliervi a scuola in prima elementare con la maestra Monica avevamo scritto:
“Si può insegnare a uno studente una lezione al giorno; ma se gli si insegna la curiosità, egli continuerà il processo di apprendimento finché vive.
Un invito a considerare le nostre classi un ambiente per esperienze di apprendimento non frammentarie, fatte non solo di ore e di quaderni che si susseguono, ma di piacere di imparare in vista di uno scopo e di un senso a portata di mano”.
Abbiamo cercato di mantenere questa promessa, siamo partiti da voi e dai vostri genitori, i loro strumenti di lavoro, e poi i nostri strumenti, la fantasia, la tecnologia con il Piccolo Principe, e poi il tempo di Alice, con letture impegnative. E siamo arrivati fino a questo traguardo, prezioso per incominciare. Non finisce qui il nostro progetto del lavoro ben fatto, la nostra storia di questi anni, anzi questo per voi è proprio l’inizio, il bello viene ora, ora tocca a voi e Vincenzo qualche giorno fa’ vi ha proprio invitato a riflettere su come potrete portare con voi, ai nuovi compagni che incontrerete, questa vostra preziosa esperienza.
Ieri mi sono imbattuta in questo messaggio e ho pensato a voi:
“Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare”
Avremmo ancora tante cose da ricordare insieme, non basterebbe certo una giornata, ma ci auguriamo davvero che questi ricordi rimangano per sempre con voi e vi possiate attingere nel momento del bisogno.
Per questo abbiamo pensato di lasciarvi in dono ago e filo, perché possiate cucire e tenere insieme tutte le vostre esperienze senza farvele sfuggire, sempre nella vostra vita, perché i ricordi sono pilastri importanti nella nostra strada. Ricordate un piede nel passato di cui abbiamo parlato con Vincenzo?
Ma abbiamo anche imparato che questi ricordi, che le cose ben fatte, quelle fatte con la mente e con il cuore, perché diventino parte di noi e siano condivise, le esperienze devono essere narrate, ricordate il lavoro narrato.
Voi siete bravi a narrare, coltivate sempre questa vostra dote.
E allora vorremmo regalarvi una penna, perché con la narrazione renderete sempre vivi, concreti ed utili i vostri ricordi, quelli che avete cucito con ago e filo per non perderli mai.
Cari genitori, vi ringraziamo del vostro aiuto, siete stati sempre e nonostante disponibili e comprensivi, ci siete sempre stati! Noi ci siamo prese cura di questi esseri speciali che sono i vostri bambini accogliendoli da piccoli, e restituendoveli ragazze e ragazzi consapevoli. Ora è il momento per noi, e forse anche per voi, di vederli prendere il volo per andare lontano, ma perché non perdano mai l’orientamento, la bussola del lavoro ben fatto potrà aiutarli.

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Sabato 19 Giugno 2021
Torna al diario

Caro Diario, come mi ha suggerito la maestra Irene, queste storie qui non finiscono mai, le ragazze e i ragazzi della 5° A, che nel mondo del lavoro ben fatto è la 5° Z, hanno davanti a loro soltanto un nuovo inizio, un nuovo futuro, tante nuove possibilità. In attesa di nuovo aggiornamenti condivido una foto e una playlist di video.
La foto è questa che segue, e raffigura i regali che le maestre hanno fatto a ciascuna alunna e ciascun alunno, ago e filo, una penna e una bussola. L’ago e il filo serviranno alla 5 Z per tenere insieme le storie, la penna per narrare e la bussola del lavoro ben fatto per non perdersi nel futuro.

doni1

I video sono 10, sono brevi e li puoi vedere cliccando qui o sulla foto, sono il risultato di un lavoro durato 5 anni, uno di quei lavori che danno senso a una vita, compresa la mia, però non li devi vedere per me, li devi vedere per te, perché ciascuna di queste ragazze e ciascuno di questi ragazzi sono dei seminatori, e custodiscono un seme prezioso, quello del lavoro ben fatto. Per ora ti saluto, ma ritorno ancora, ti devo far vedere tutte le foto.

Screenshot

I LINK AL LAVORO DEGLI ANNI PRECEDENTI

4° A
Le mille e una storia, Il percorso
Le mille e una storia, Le possibilità
Le mille e una storia, Il mosaico
Le parole del lavoro ben fatto e i paladini della giustizia
Gli umani e le macchine

3° A
Raccontare il tempo

2° e 1° A
Lavoro ben fatto, tecnologia e consapevolezza