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BTO Serendipity Lab

L’IDEA
Bto Serendipity Lab

L’APPUNTAMENTO
#BTO2017 | TEN
29 Novembre – 30 Novembre 2017, Fortezza da Basso, Firenze

IL DIARIO
@18 Novembre 2017 @21 Novembre 2017 @25 Novembre 2017 @29 Novembre 2017

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18 Novembre 2017 Torna al Diario
Caro Diario, ormai ci siamo, l’edizione più bella di sempre di BTO – Buy Tourism Online sta per arrivare, il 29 e 30 Novembre a Fortezza da Basso, Firenze, e anche quest’anno ne approfitto per raccontarti un po’ di cose.
Come dici? Il report dello scorso anno ti è piaciuto? Mi fa piacere assai, ma quest’anno vorrei pensare e fare qualcosa di diverso, anche se non so ancora bene cosa, ma come sempre sono fiducioso, BTO è un luogo sociocognitivo straordinariamente serendipitoso, per genio e per caso vedrai che di cose da raccontare ce ne saranno tante.
Per cominciare mi fa piacere condividere con te un paio di novità che mi riguardano, una bella e una invece no.

Quella bella, direi un sacco bella, è che il mio amico Giancarlo Carniani, che come sai è il direttore scientifico di BTO, quest’anno ha voluto coinvolgermi nel comitato di programma che ha ideato BTOTEN, e questo ha significato per me la possibilità di ritrovare un po’ di amiche e amici, e di conoscerne di nuove/i, tutte gran belle cape con gran belle storie, e insomma lo sai come funziona, sto imparando un sacco di cose nuove, e ti assicuro che anche alla mia età il verbo imparare occupa uno dei primi tre posti nella graduatoria dei verbi che mi piacciono di più, assieme ad amare e capire, e insomma per questa cosa (opportunità) qua Giancarlo tiene il caffè pagato per tutta questa vita e almeno quella prossima.

Quella invece no riguarda il piccolo senso di colpa che mi porto appresso perché a un certo punto volevo proporre una cosa e poi non l’ho fatto. Come dici? Chi nun tene curaggio nun se cocca cu ‘e femmene belle? Lo so, lo diceva sempre pure mio padre, il muratore – operaio elettrico che ti ho raccontato qui, però non so se è stata proprio una mancanza di coraggio, perché insomma io ho cercato di non allargarmi troppo, nel senso di non andare oltre le righe, e poi bisogna considerare che quando ci ho pensato era un po’ tardi, che magari se era all’inizio mi sarei buttato di più.

Come dici amico Diario? In tutto questo non ti ho detto qual è la proposta che volevo fare?
Hai ragione, eccola: allungare #BTOTEN  di mezza giornata con un anteprima da tenere a Napoli, un po’ come era accaduto nel 2011 con il Festival dell’Economia di Trento che per l’appunto aveva avuto l’anteprima – in quel caso di un’intera giornata – al Rione Sanità.

Il tema te lo puoi immaginare, la bellezza che moltiplica lo sviluppo, che da quando avevo scritto quel post nel luglio 2014, Elogio della bellezza, poi mi ci sono messo a lavorare sul serio, e poi abbiamo messo su un ticket con una testa del calibro di Rodolfo Baggio e sono venute un po’ di altre cose carine assai, pubblicate su Nòva e su Scienze e Ricerche nella versione italiana e di prossima pubblicazione su Tourism Review nella versione inglese.

Come dici caro Diario? Ti immagini anche le ragioni? Ma sì, quelle sono più facili, l’amore per la mia città, l’idea di portare BTO al Sud, la possibilità di connettere talento, organizzazione e contesto territoriale a partire da un grande evento come BTO, pensa che avevo in mente anche il posto dove farlo, all’Università di Napoli a San Giovanni a Teduccio, sì, proprio dove sta la IOS Accademy.

Ciò detto, nel mentre che ci apprestiamo a vivere e a raccontare questa bellissima storia chiamata #BTOTEN, non è detto che non possiamo continuare a pensarci su che magari a un certo punto ci viene l’idea giusta.
Alla prossima.

21 Novembre 2017 Torna al Diario
Caro Diario, ieri mattina di buon ora Michele Cignarale, uno dei 190 speaker chiamati a scrutare i segni del tempo e a raccontare storie nei due giorni di BTO | TEN, ha postato su un social la foto che vedi sotto accompagnandola con questo messaggio: «Una grande pietra in un’isola lontana. Mia nonna. La Blockchain. Quale relazione lega questi elementi? Lo scopriremo solo alla BTO – Buy Tourism Online il 29 novembre a partire dalle 11 e 45.»
Ora tu lo sai che a me le cose così piacciono assai, però questa qui di più, al punto che ho pensato di scrivere a Michele di non alzare troppo il livello di aspettativa, che poi bisogna reggerlo, però non credo che lo faccio, sono convinto che lui sappia bene quello che fa e dunque non c’è bisogno che io gli dica niente.

Come dici amico Diario? La faccenda della pietra, della nonna di Michele e della Blockchain incuriosice anche te? Sono contento, prometto che ti tengo informato, però quello che voglio dirti adesso non riguarda tanto Michele quanto BTO come luogo nel quale in due giorni n sacco di persone che hanno idee, sanno cose, hanno fatto e fanno cose, hanno idee e progetti per farne altre nel futuro prossimo venturo si incontrano, si raccontano, rinsaldano amicizie e relazioni e ne stabiliscono di nuove, naturalmente non solo tra loro ma con tutte/i quelle/i che in diversi modi e per variegate ragioni entrano in contatto.

Mi segui fin qui, caro Diario? Bene! Ora non aspettarti che io abbia una cosa precisa da dirti, perché non ce l’ho, diciamo che per adesso ho una domanda, un’idea e una possibilità.
La domanda è: come si fa a fare una cosa di questo tipo?
L’idea è in realtà un tentativo di rispondere alla domanda indicando un percorso che potrebbe partire proprio da un luogo dove persone che hanno approcci, punti di vista, background e culture diverse si incontrano per fare scoperte e trovare risposte per genio e per caso, un luogo sociocognivo serendipitoso come ha scritto il grande Merton, un serendipity lab come piace dire al piccolo Moretti.
La possibilità è che l’idea della bellezza che moltiplica lo sviluppo possa generare un luogo sociocognivo serendipitoso, un serendipity lab come ti dicevo, che magari nel tempo può diventare una fabbrica di general intellect, un cantiere nel quale il sapere sociale può essere codificato, può generare una coda lunga, può essere condiviso e continuare a propogare i suoi effetti ben al di là dei singoli eventi.

Come dici amico mio? Hai capito cosa vorrei fare? Sono contento. Perché riuscire a trovare un modo per connettere e mettere in campo idee e processi che agiscano per 365 giorni all’anno può fare la differenza.
Lo so, capisco, hai ragione, è estremamente difficile, però non è detto che sia impossibile. Di più: il modello BTO può rappresentare un caso di studio che può aiutare a fare qualche passo nella giusta direzione? A me viene di dire di sì, anche perché a livello delle persone accade già, ma come si fa a farlo accade al livello delle organizzazioni e delle comunità? Non lo so, ho bisogno di ragionarci su, naturalmente non da solo. Ecco, per adesso direi che mi fermo qui e mi metto a cercare un po’ di complici.

25 Novembre 2017 Torna al Diario
Caro Diario, l’altro giorno ci siamo lasciati con due necessità, quella di pensarci su e quella di trovare dei complici, perché il serendipity lab solitario nel migliore dei casi non funziona e nel peggiore ti manda al manicomio, e nella storia della scienza abbiamo testimonianze eccellenti a queesto proposito.
Ora tu lo sai io come lavoro, i complici un po’ aspetto che mi capitino e un po’ di più li vado a sfruculaiare, me li vado a cercare, e come puoi immaginare il primo che ho sfruculiato è Rodolfo Baggio che oggi mi ha inviato queste righe:

«Caro Vincenzo, come sai bene, e come ti scrissi un po’ di tempo fa, uno dei miei sogni nel cassetto è molto simile a quella tua idea di serendipitylab della quale vai parlando da tempo.
Come me lo immagino non è facile da spiegare in poche parole, ma ci provo. Immagino un luogo fisico dove radunare persone di diverse estrazioni, competenze e storie, che però abbiano in comune due cose: una inguaribile curiosità, che faccia loro vedere il mondo con mente aperta, e che li spinga a nuove avventure mentali senza timore di essere contraddetti, smentiti o sconfessati. E una certa forma di “pigrizia” mentale che li spinga a trovare soluzioni “semplici” a problemi di varia natura.
Un luogo fisico dove far incontrare queste persone, a turno, per periodi brevi, durante i quali mettere in campo tutte le loro conoscenze e capacità per cercare di contribuire all’evoluzione sociale (e perché no, economica) di “qualcosa”. Esempi in giro per il mondo ce ne sono parecchi e tu ne conosci.
Un luogo fisico, non virtuale. O meglio anche una controparte virtuale, che può essere di aiuto, supporto o di appoggio per mantenere contatti e sviluppare dettagli, o per diffondere quel che si riesce a mettere insieme, ma che, per la mia (parziale se vuoi) esperienza difficilmente può sostituire discussioni reali, anche accese, e magari davanti a un buon bicchiere. E, ovviamente, un luogo “bello”, che come entrambi ben sappiamo (e come ricordi ne abbiamo detto) la bellezza è elemento fondamentale.
Dici che BTO può essere un buon punto di partenza. Concordo, ma per le sue caratteristiche e per il suo formato non può prendere il posto del tuo serendipitylab. Ne può ispirare contenuti e idee, sicuramente, ma poi serve il tempo giusto per la riflessione e la discussione, e questo richiede, come detto sopra, spazi e strutture acconce, e gruppi non troppo numerosi di individui ben motivati.
So che tutto questo è ancora un po’ vago, ma se continuiamo a discuterne e magari organizziamo un primo momento di riflessione comune, o magari meglio un primo momento operativo, sono certo che qualcosa riusciamo ad accrocchiare.»

Come dici amico Diario? Le righe di Baggio contengono molti spunti utili per continuare a discutere? Sono d’accordo con te, del resto alla mia età o hai imparato a sceglierli bene i complici o è meglio che ti metti a fare un’altro mestiere.
Per quanto riguarda il merito per ora mi viene da dire soltanto che come sempre le righe di Rodolfo aiutano un sacco e che per ora mi vengono da dire soltanto due cose:
1. concordo così tanto con la necessità che il Serendipity Lab sia un luogo fisico che, come Rodolfo sa, ne abbiamo ragionato più volte assieme, sto cercando di crearlo a Napoli, non è facile ma ci sono già diversi contatti in corso, quelli più avanti con amici della Federico II e con Colomba Punzo, Dirigente Scolastica del i.c. 83 Porchiano Bordiga, nell’area Est di Napoli, quella dove ci sono tanti problemi ma anche tante opportunità, non solo la Ios Accademy e l’Università Federico II;
2. mi convince molto anche il fatto che Bto non può prendere il posto del serendipity lab, come ho cercato di dirti nei giorni scorsi e come ha scritto meglio di me Rodolfo il BTO può ispirarne contenuti e idee e anche qui aggiungo che dalla riflessione e dall’approfondimento che di questi contenuti possono avvenire nel serendipity lab quest’ultimo può essere in grado di restituire idee, progetti, possibilità, che per la sua natura di evento BTO non può assicurare.
Mi fermo qui, in primo luogo perché ho bisogno di pensarci su, e poi perché bisogna che mi metta a cercare altri complici. Conto di tornare presto, BTO | TEN si avvicina sempre di più e l’adrenalina sale, mamma mia come sale.

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29 Novembre 2017 Torna al Diario
Caro Diario, qui a BTO | TEN sta funzionando proprio come avevo immaginato.
Sai che faccio? Comincio il mio racconto con tre foto:
Questa racconta i lavori in corso del pomeriggio prima dell’inizio con la mitica Sara Morucci perennemente indaffarata, la foto è di Antonio Pezzano:

pezzano2a Questo è uno scorcio della sala di Palazzo Pucci dove ieri sera abbiamo cenato, la foto è ancora di Antonio:
pezzano1a Questa invece l’ho fatta io e ritrae Giancarlo Carniani nello speech di apertura con il robot Paolo Pepper.
moretti1a Come dici amico Diario? Questa cosa delle foto ti piace? E allora ti faccio vedere anche un video, è il teasere che mi ha inviato Giuseppe Jepis Rivello stamattina:

Però adesso non pensare che abbiamo finito perché adesso c’è la foto che hanno fatto a Michele Cignarale durante il suo speech sulla blockchain.

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Come dici caro Diario? Ma quante cose stanno succedendo a BTO? Più di quante la nostra fantasia ne riesca a immaginare, e non riguardano soltanto il programma, che è ricchissimo, ma riguardano le persone e le idee che incontri e che scambi per genio e per caso, perché nei luoghi sociocognitivi serendipitosi funziona proprio così, uno più uno fa tre, e non dirmi che sono fissato perché è soltanto quello che penso.
Nei prossimi giorni ti racconto di Michele e della sua Blockchain for dummies, questo il titolo del suo speech, intanto ti dico soltanto che tra lui ed Edoardo Colombo hanno portato un sacco di spunti alla discussione, mentre io mi sono limitato a fare il provocatore, ma anche su questo avremo modo di ritornare.
Per ora ti lascio perché domani sarà un’altra giornata bella ricca di storie. Per quanto riguarda me la mattina interagisco con Mario Cardone e Massimo Saccarelli che raccontano di innovazione umana, nel primo pomeriggio invece sono con Silvia Badriotto, Stefano Fascetti, Sara Lubrano e Simona De Martino che raccontano le loro belle storie, che come tutte le storie vere hanno avuto anche momenti complicati dai quali però loro sono riuscite/i a venir fuori più ricchi e più forti di prima. 
Come dici caro Diario? Einstein diceva che le crisi portano progressi? Esatto!
«È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. […] Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. […] È nella crisi che emerge il meglio di ognuno. […] L’unico pericolo della crisi è la tragedia che può conseguire al non voler lottare per superarla.»
A proposito di storie, quelle di Riccardo Russo, Giuseppe Rivello e di mastro Giancarlo Carniani nela sala Gong non me le perdo per nessuna ragione al mondo. Per il resto mi farò guidare dall’istinto, vedrai che mi troverò bene, comunque domani ti dico.

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