A SCUOLA CON IL LAVORO BEN FATTO
APPUNTI PER UNA DIDATTICA ARTIGIANA
IL LAVORO BEN FATTO
IL PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza
LA SCUOLA
Istituto Comprensivo Follonica 1, Dirigente Scolastica Elisa Ciaffone
Scuola Primaria Cimarosa, 2° C
L’INDICE
9 Settembre 2026; 20 Settembre 2026; 4 Ottobre 2026; 18 Ottobre 2026; 19 Ottobre 2026;
IL RACCONTO
9 Settembre 2026 | Irene Costantini
Torna all’Indice
Caro Vincenzo, ieri mi è tornato alla mente uno dei post che hai condiviso di recente sui social, questo: “In 10 anni il Manifesto del nostro #lavorobenfatto, ispirato da tutte le persone di ogni età, genere, mestiere, ceto sociale che ogni mattina si alzano dal letto e fanno bene quello che devono fare, qualunque cosa debbano fare. Le persone normali come noi, quelle che fanno bene le cose non perché si aspettino un premio, ma perché è così che sono abituate a fare, perché è così che si fa. è stato letto 32.726 volte solo su Il Sole 24 ORE, senza contare chi lo ha condiviso, stampato, ripubblicato, affisso nelle bacheche e tanto altra ancora. Il lavoro ben fatto non invecchia mai, perciò continuiamo a leggerlo, firmarlo e condividerlo.”
L’ho riletto e non ho potuto fare a meno di ripensare al senso di tutto il nostro lavoro di questi anni, alle bambine, ai bambini, alle ragazze, ai ragazzi, alle famiglie, alla comunità, alle istituzioni che hanno condiviso con noi questa esperienza a scuola. Sì, perché il nostro Manifesto a scuola è entrato con energia, è stato accolto con tanto entusiasmo, lo abbiamo persino rielaborato in una versione sintetica, 10 articoli invece di 52, una versione, mi verrebbe da dire, più giovanile.
È un percorso che ha visto impegnato in prima persona noi dell’Istituto Comprensivo Follonica 1, non a caso fa parte anche del PTOF (Piano Triennale Offerta Formativa) ed è riconosciuto come elemento essenziale del curricolo di Educazione Civica. Mi convinco ogni anno che si può fare, ed è importante farlo, per dare nuove opportunità a tutti i giovani e giovanissimi per i quali la scuola è un importante punto di riferimento, in molti casi unico luogo di formazione. È vero, quello che facciamo è solo un piccolo seme, una goccia in un oceano, ma rappresenta per ogni bambina e bambino che andiamo ad incontrare una possibilità di cambiare le cose, di trovare la propria strada, di contribuire a costruire un mondo migliore.
Per questo, prima di riprendere il racconto delle esperienze dei nostri 20 bambini della II° C Cimarosa, cioè Cloe, Alessio, Tina, Antonio, Aurora C., Giorgia, Aurora F., Emma, Edoardo, Amira, Lorenzo, Alessandro N., Elia, Gioia, Alessandro R., Andrea, Nora, Raffaele, Gabriella e Leonardo, mi sono riproposta di rileggere con attenzione e cura gli Appunti per una Didattica Artigiana, documento dal quale si origina il progetto scolastico del nostro Istituto.
Voglio ricordare qui l’incipit, “Ogni corso è un racconto, ogni classe una bottega che apprende, ogni studente un autore.”, perché mi sembra importante e perché, magari, potrebbe richiamare l’attenzione di altri insegnanti presenti nella nostra comunità.
Con questo ti saluto, ti lascio con la foto della quinta con cui abbiamo lavorato fino a giugno e ti prometto che ritorno presto, qui non vediamo l’ora di cominciare a raccontare il lavoro di questo nuovo anno. Alla prossima.

20 Settembre 2026 | Irene Costantini
Torna all’Indice
Caro Vincenzo, oggi è domenica e ho un po’ più di tempo per mettere in fila i pensieri e scriverti. Il nuovo anno scolastico è finalmente iniziato, con tutte le aspettative che accompagnano ogni inizio. La fatica della ripresa del ritmo scolastico è compensata dalla gioia del ritrovarsi insieme, la classe è una piccola comunità chiamata a convivere per molte ore al giorno ed è molto importante che le bambine e i bambini si sentano tra “amici”, un clima sereno sappiamo ormai che è anche un grande alleato per l’apprendimento. L’entusiasmo dei bambini nel ritrovarsi, la scelta del compagno a cui sedersi accanto, la valanga di racconti da condividere sono quindi segnali positivi per ricominciare.
Quest’anno sarà ancora dedicato alle lettere, alla loro storia e al loro compito di formare parole, parole che vorremmo gentili per costruire un mondo migliore, un mondo di pace e in pace, parole che condivideremo con le maestre Monica e Marianna e ognuna di noi declinerà secondo le sue esigenze didattiche. Ma prima di entrare nel vivo della nostra storia, abbiamo voluto dedicare una particolare attenzione agli spazi, gli spazi che abitiamo, al chiuso o all’aperto, come ci insegna la nostra prof. e amica Maria D’Ambrosio e che sono un elemento fondamentale per noi.
La nostra aula, quest’anno, si trova al primo piano ed è molto grande e spaziosa. Abbiamo cercato quindi di renderla più accogliente possibile, con tanto colore, un po’ di spazio per il movimento e un po’ per la lettura, insieme o individuale, abbiamo appeso il nostro manifesto del lavoro ben fatto, che è anche quello tutto bello colorato e che ormai i nostri bambini possono cominciare a leggere e a rifletterci su, mentre la maestra Monica ha completato il tutto riportando a nuovo e fresco il grande albero del lavoro ben fatto. Una volta predisposto il nostro spazio, abbiamo voluto dedicare questi primi giorni di scuola al suo uso e alle regole che ci servono per poterlo vivere bene, considerando anche il percorso di scale e corridoi che dobbiamo percorrere. Saper usare gli spazi comuni, rispettandone le regole e rispettando tutti coloro che li utilizzano insieme a noi, è molto importante e necessario per bambini e adulti; se tutti, o almeno molti, fossero educati in questo il mondo sarebbe migliore. Se tu ci avessi potuto vedere in questi primi giorni, avresti visto una fila per uno, non tanto ordinata ma migliorerà, di bambine e bambini di seconda primaria che girellano per la scuola e osservano scale, corridoi e ingressi per imparare a muoversi in sicurezza. Anche questo è un lavoro ben fatto che ricorderanno, speriamo, dei primi giorni di scuola.
Intanto la curiosità di scoprire che cosa faremo comincia a serpeggiare tra i banchi, anche grazie alle carte disegnate dalla maestra Monica che ognuno ha trovato sul suo banco e che anche tu puoi vedere insieme a qualche altra foto dei nostri primi giorni di scuola.
A presto dalla classe II C Cimarosa.
4 Ottobre 2026 | Irene Costantini
Torna all’Indice
Caro Vincenzo, questa cosa di scriverti la domenica mi piace, sto pensando di farla diventare un’abitudine.
Allora, finalmente la nostra classe si è animata, sta diventando uno spazio abitato e vissuto, una bottega artigiana dove ogni mattina ci prepariamo a scoprire cose nuove.
La nostra giornata inizia con una lettura (quest’anno possiamo, l’orario lo permette!); tra i tanti bellissimi albi a nostra disposizione, uno ha come protagonisti i folletti Kodama (per la precisione spiriti degli alberi, giapponesi) e il loro racconto si intreccia, mese per mese, tra i rami di una foresta misteriosa per svelarci i segreti delle stagioni.
Ora devi sapere che le bambine e i bambini sono molto affezionati ai folletti, ma anche un po’ timorosi e preferiscono tenerseli amici rispondendo ai loro suggerimenti, se possibile. Che dici, condividi?
Comunque la si voglia mettere, nei racconti di settembre i Kodama ci hanno descritto il bosco invitandoci a creare un’opera d’arte con foglie alberi e animaletti del bosco. Anche questa è una narrazione che dà forma ai nostri pensieri, e così, dopo aver molto parlato del bosco, con foglie, rami e tanto altro proveniente dal bosco della Marroneta, abbiamo creato questi 4 cartelloni che puoi ammirare nelle foto.
L’ambiente è uno dei temi più discussi, tra sostenitori della crisi e negazionisti, e comunque dall’ambiente non possiamo prescindere, quindi tanto da dire, tanto da pensare e tanto lavoro da fare, con la classe lavorerà in particolare la maestra Marianna Graziano!
Ma se poi scriviamo e traduciamo i nostri pensieri in parole, l’inciampo dei suoni difficili, delle letterine simili, delle doppie non possiamo non affrontarlo. E così dedichiamo una buona parte del nostro tempo anche all’esercizio di ripasso delle difficoltà grammaticali, secondo un percorso tutto nostro alla scoperta di cose importanti.
Del resto, prima di tutto, le bambine e i bambini devono affinare la loro competenza nella lettura, strumento indispensabile per loro per interpretare tante cose del mondo, e necessario a noi per affrontare lavori più complessi.
Per ultimo, ma non per importanza, il fatto che in questi giorni abbiamo molto lavorato in gruppi, che non mai è facile. Siamo agli inizi, il lavoro collaborativo, in qualunque forma, è complesso, richiede molto esercizio, molta pratica e anche convinzione, ma è quello che ci convince di più. Per noi che vorremmo un mondo migliore in cui vivere della collaborazione e del rispetto non possiamo proprio fare a meno!
Come vedi caro Vincenzo, raccontando il lavoro quotidiano e ordinario della bottega entraimo anche in un altro campo, quello di programmazione, scelta di contenuti, approccio metodologico che riconduce al #lavorobenfatto.
Per chiudere, due belle novità delle quali spero di poterti raccontare presto di più: ci hanno contattato due insegnanti da due realtà completamente diverse, da una piccola scuola di montagna una e dal centro di Roma l’altra e, se tutto va bene, potremmo anche programmare qualche iniziativa insieme! Comunque, già solo conoscersi e scambiarsi idee e contenuti è una gran bella cosa.
Adesso che stiamo ritrovando il nostro ritmo di lavoro, siamo pronti per andare a scoprire il perché delle carte che la maestra Monica Costalli ci ha lasciato sui nostri coloratissimi banchi. E cominceremo proprio dalla lettera A. A presto.
18 Ottobre 2026 | Irene Costantini
Torna all’Indice
Caro Vincenzo, la settimana scorsa mi è dispiaciuto molto saltare il nostro appuntamento, le cose da raccontare non mi mancavano certo, ma quella della vita mi hanno impedito di starci appresso.
La nostra bottega è ormai entrata in funzione a pieno ritmo. In queste due settimane, come ti avevo anticipato, ci siamo messi con grande impegno a leggere, a casa, a scuola, ad alta voce, da soli o in coppia. I bambini hanno anche provato a valutarsi a vicenda e ad autovalutarsi, è un compito molto importante e utile ma allo stesso tempo molto complesso, ci dovremo lavorare ancora per un bel po’. In ogni caso per noi leggere è indispensabile e ci attrezziamo per farlo nel migliore dei modi.
La notizia bellissima di questa settimana è che abbiamo ufficialmente i primi amici di penna, sono 20 bambine e bambini di una scuola elementare di Roma, con la mia collega è nata subito una bella complicità e condivisione che mi piace tanto. Perché mi piace l’idea di uno scambio epistolare lo puoi immaginare. Direi prima di tutto perché l’attesa della risposta richiede tempo, e si sa: la lentezza è una delle mie grandi passioni! Poi perché nella scrittura occorrono concentrazione e attenzione, in maniera che diventi una cosa utile che tutti fanno con passione. Ultima cosa, ma molto importante, l’emozione di conoscere una nuova amica, o amico e sperare segretamente nella possibilità di incontrarsi davvero, fa letteralmente brillare gli occhi delle nostre bambine e dei nostri bambini. Vedrai dalle foto l’impegno e la cura con cui si sono dedicati ad esercitarsi sul quaderno, e la prossima settimana faremo ancora di più sul serio: scriveremo, decoreremo e spediremo le lettere vere e proprie!
Nel frattempo, con la maestra Monica e la maestra Marianna, abbiamo completato il progetto di classe “Alfabeti dal protosinaitico all’intelligenza artificiale (“Alef, Beth, Ghimel… alfabeti storie e sogni”). Partendo dalle prime antichissime lettere e dal loro significato, ognuna di noi disegnerà il proprio percorso quest’anno, ma con la certezza che ci intrecceremo continuamente per costruire una vera e propria piccola rete di conoscenza. Niente gabbie o strutture rigide: siamo pronte a cogliere ogni sollecitazione e stimolo per lavorare insieme, perché imparare è un’avventura che ci coinvolge interamente, senza necessità di porre confini.
Per concludere, abbiamo terminato la nostra settimana nella Biblioteca della Ghisa di Follonica insieme alla 2° A, dove abbiamo assistito ad uno spettacolo veramente bello, emozionante e coinvolgente di Guglielmo Pepe, della Società della Civetta. Si intitola “Africana” ed è una narrazione poetica di mondi lontani e misteriosi che ha affascinato le nostre bambine e i nostri bambini e dalla quale contiamo di ricavare tanti momenti di riflessione nelle prossime settimane.
19 Ottobre 2026 | Vincenzo Moretti
Torna all’Indice
Cara Irene, ti scrivo per dirti che sono molto contento di venire in classe con te e di conoscere le bimbe e i bimbi della 2° C. Lo so che quando verrò di persona sarà ancora più bello, ma intanto usare le tecnologe come vanno usate aiuta, ci siamo parlate/i, ci siamo presentate/i, mi avete fatto vedere di un po’ delle cose belle che avete in classe (manifesto, biblioteca, l’albero dei mestieri e la borsa con il crea racconta ricrea che ti ha regalato Giuseppe quando sei venuta a Cip) e delle cose belle che state facendo. Ho trovato molto bella anche la presentazione con i nomi loro, quelli dei genitori, delle sorelle e dei fratelli, e con i lavori del papà e della mamma di ognuna/o.Approfitto per ringraziarti delle foto che mi hai mandato e che sono molto più belle delle mie. Ti saluto con un abbraccio forte per te e per tutte le bimbe e tutti i bimbi della 2 C. Spero con tutto il cuore di riuscire a venire presto.