Caro Diario, qualche giorno fa sono inciampato in una bella frase attribuita a Emily Dickinson, “Ogni libro è un viaggio, e ogni lettore un viaggiatore”, che mi ha fatto pensare che in fondo anche ogni autore è un viaggiatore. Il passo successivo è facile da immaginare, perciò eccomi qui per raccontare a te, alle nostre lettrici e ai nostri lettori il viaggio di Le mille e una Cip. Romanzo Visivo di Comunità, pensato e realizzato insieme a Giuseppe Jepis Rivello ed edito da Edizioni dell’Ippogrifo.
Perché romanzo visivo? Perché Le mille e una Cip è insieme un testo, il romanzo in senso classico, ventisei fotogrammi, una foto e cinque documentari inediti a cui si accede solo dal libro attraverso gli appositi QR Code posti alla fine di ciascun capitolo.
L’INDICE
1. Serena, Giuseppe e io | 2. A fine se vede d’o principio | 3. Cip, mia cara Cip | 4. I desideri dei bambini | 5. Incontri, parte prima | 6. Dieci, Cento, Mille e una Biblioteche
IL VIAGGIO
1. Serena, Giuseppe e io | L’intervista a Infocilento.it
Torna all’Indice
Caro Diario, per cominciare ti consiglio di guardare il racconto dell’incontro con Serena Vitolo che Giuseppe e io abbiamo fatto a inizio luglio negli studi di Infocilento.it, così potrai scoprire un po’ di cose sulla protagonista, Alùna, sul senso del nostro lavoro e tanto altro ancora. Buona visione.
2. A fine se vede d’o principio | La Feltrinelli Libri e Musica
Torna all’Indice
Caro Diario, se è vero, come diceva mio padre, che senza un buon inizio nessun progetto, o percorso, può avere un buon risultato, direi che il pricipio di Le mille e una Cip a Napoli, nella storica La Feltrinelli Libri e Musica di Piazza dei Martiri, con Pasquale Raicaldo, non poteva essere migliore.
In un post pubblicato sui social il giorno successivo Giuseppe ha scritto che vivere così la prima presentazione del nostro romanzo visivo di comunità è stato fantastico, che partire da Caselle in Pittari alla volta di Napoli e arrivare nella Feltrinelli di Piazza dei Martiri per raccontare questo ambizioso progetto editoriale è stata un’esperienza bellissima. “È un romanzo che intreccia parole, suoni, immagini stampate e in movimento, che mescola più linguaggi e ambisce a produrre un’esperienza di lettura unica” ha aggiunto dopo aver ringraziato l’editore, i nostri complici della serata, da Pasquale Raicaldo ai librai di Piazza De Martiri, da Mariantonietta Pisano alle amiche e agli amici che ci hanno raggiunti da Caselle in Pittari, da Napoli e da altri posti e ci hanno coccolato con il loro abbraccio. “Il nostro è un romanzo che si ispira a Cip, che ha lì le sue radici”, ha concluso”, “ma non sta fermo in questa nostra piccola comunità, si muove e incontra altre comunità, altre storie, altri mondi”.
Per quanto riguarda me dico solo che la libreria di Piazza dei Martiri l’ho vista nascere, crescere e diventare “casa”, e che ritornarci come autore dopo più di 10 anni è stato davvero emozionante, l’occasione per riabbracciare care amiche, e amici, che non vedevo da tempo. Ne cito uno per tutti, Tarcisio Tarquini, che è arrivato da Alatri, ed è stata una sorpresa così grande che all’inizio non ho creduto ai miei occhi.
3. Cip, mia cara Cip | Jepis Bottega
Torna all’Indice
Caro Diario eccoci a domenica scorsa e alla serata di presentazione in bottega.
Questa volta comincio da Silvia Chirico, l’artefice magica di Tenuta Chirico che è stata nostra complice, insieme al maestro Gerardo Bovi, per la serata: “Ci sono ‘prime volte’ che non rappresentano soltanto un’esperienza nuova, ma diventano un piccolo punto di svolta. Domenica sera è stata una di quelle. Per la prima volta ho avuto il privilegio di essere moderatrice, accompagnando la presentazione del romanzo visivo di comunità Le mille ed una Cip. Ho accettato questo invito con entusiasmo, ma anche con il rispetto che si deve alle parole, ai silenzi, alle storie. Perché moderare non significa semplicemente porre domande: significa creare uno spazio in cui il dialogo possa nascere, crescere e lasciare un segno.
A rendere tutto ancora più speciale è stata la possibilità di condividere questo percorso con due persone a cui sono profondamente legata, Giuseppe Rivello e Vincenzo Moretti. Con la loro sensibilità e la loro visione continuano a ricordarci che una comunità si costruisce attraverso le relazioni, l’ascolto, la cura e la capacità di immaginare insieme.
Le mille ed una Cip non è soltanto un libro, è un invito a guardare oltre le pagine, a riconoscere il valore delle connessioni, a credere che ogni storia acquisti forza quando incontra quella degli altri.
Porto con me l’emozione di quella sera, gli sguardi, le parole condivise e la fiducia che mi è stata donata. Perché ogni occasione che ci chiede di uscire dalla nostra zona di comfort è anche un’opportunità per scoprire una parte nuova di noi stessi. Grazie a Giuseppe e Vincenzo per avermi voluta accanto in questo momento così significativo, a Edizioni dell’Ippogrifo che sono stati bravissimi nel sostenere tutto ciò e a tutte le persone presenti che con il loro ascolto hanno trasformato una presentazione in un autentico incontro. Le prime volte fanno sempre un po’ paura. Ma, a volte, sono proprio quelle che aprono le strade più belle. Ora tutti a leggere Le mille ed una Cip, e fateci sapere cosa ne pensate”.
Questo la scritto invece Marianna Vallone, direttrice del Giornale del Cilento: “C’è qualcosa di profondamente affascinante nei progetti che nascono dall’amicizia e da una visione comune. Le mille e una CIP, il romanzo visivo di Jepis e Vincenzo, richiama l’eco delle grandi raccolte orientali: storie che si moltiplicano, si rincorrono, si aprono l’una dentro l’altra”.
Questo infine il commento di Teresa Rivello, la sorella di Giuseppe, un commento molto intimo, personale, familiare: “Lei è Teresa la sorella di Jepis. È con questa frase che molto spesso mi presentano, e stamattina mi hanno chiesto “ma ti dà fastidio che vieni presentata così?’ Ho risposto: ‘Fastidio?, io ne vado fiera! Sì, Jepis è mio Fratello. E poi Vincenzo, il grande prof che ormai per tutti noi è un grande amico.”.
Come dici amico Diario? E Giuseppe? Giuseppe il giorno dopo ha scritto “solo” questo: “Ho visto tanti occhi belli ieri sera, ma quelli che mi hanno emozionato di più sono stati quelli di Nonna Teresa. Grazie a tutte e a tutti!”.
4. I desideri dei bambini | Le mille e una Cip
Torna all’Indice
Caro Diario, il primo capitolo, o anche il primo libro se vogliamo seguire l’ispirazione de “Le mille e una notte”, è dedicato al Desiderio. Di seguito puoi leggere quelli delle bambine e dei bambini, spero ti piacciano, poi caso mai fammi sapere.
«Voglio imparare a seminare. Voglio avere i capelli biondi. Voglio giocare con tutti i dinosauri del mondo. Voglio fare la maestra di ginnastica. Voglio fare l’ingegnere perché lui può disegnare le case. Voglio essere una principessa. Voglio incontrare il Piccolo Principe. Voglio fare il calciatore. Voglio salire sulle nuvole e sull’arcobaleno. Voglio tanti pesciolini e un giardino in campagna tutto per me. Voglio giocare nella nazionale di pallavolo. Voglio essere una pittrice. Voglio avere un’azienda agricola perché amo la campagna e gli animali. Voglio vivere a Disney. Voglio che il mio compagno di banco non tiri i capelli a Matteo. Voglio comprare la macchina perché mi piace guidare. Voglio mangiare sempre pasticcini al cioccolato. Voglio un cane e un coniglio. Voglio che la mia mamma non faccia sempre i servizi di casa e si riposi un poco guardando la televisione. Voglio imparare a guidare il trattore come mio nonno. Voglio che nessuno prenda in giro mia sorella perché è grande e non sa parlare e scrivere bene. Voglio essere una sirena. Voglio che mio padre non torni tardi da lavoro e giochi con mia nonna e mia sorella. Voglio avere un cane o un gatto. Voglio che il mio papà non dia le botte alla mia mamma. Voglio andare a Salerno. Voglio imparare a ballare come mio nonno. Voglio vedere un unicorno. Voglio essere un mostro marino. Voglio guarire le persone malate. Voglio andare alle olimpiadi di ginnastica ritmica. Voglio fare il lavoro di papà perché mi piace molto. Voglio suonare la tromba nella banda. Voglio avere un sacco di amici. Voglio fare tanti sport. Voglio imparare a suonare l’organetto. Voglio che la mia sorellina non rompa i miei giocattoli. Voglio che i miei genitori capiscano che quando litigano ho paura. Voglio fare il pane come mi ha insegnato mia nonna, perché oggi il pane non è che tutti lo sanno fare e invece io quando divento vecchia lo voglio insegnare alle mie nipoti».

5. Incontri | Parte Prima
Torna all’Indice
Caro Diario, nel mese di agosto abbiamo fatto tre presentazioni, alla Certosa di Padula per iniziativa di Monaci Digitali, ad Aquara grazie al Ristorante La Rosa Bianca e a Tortorella su invito della Pro Loco, un po’ di scatti li puoi vedere, insieme a tutti gli altri, qui.
Come puoi immaginare per me e Giuseppe raccontare il senso della nostra piccola opera è assai bello e stimolante, e ancora di più rispondere alle domande del pubblico, conversare con le persone che hanno una domanda, una curiosità, un pensiero da dedicare a “Le mille e una Cip”.
Spesso non ci si pensa, ma non è facile, c’è un’asimmetria oggettiva tra l’autore, nel nostro caso gli autori, e il pubblico, che nella maggior parte dei casi il libro non lo conosce, e in un certo qual modo deve “fidarsi” di quello che raccontano gli autori. Noi siamo anche fortunati, perhé le amiche e gli amici che hanno converstao con noi sono state/i molto brave/i, ma secondo me il punto resta, parlo in generale naturalmente, non solo del nostro libro. Ti dico la verità, prima o poi mi piacerebbe fare un’esperienza con un cirolo di lettura, incontrare persone che hanno già letto il libro e ascoltarle, e fare noi delle domande a loro, ne devo parlare con Giuseppe, magari primo o poi ci riusciamo a fare un incontro così, anche con poche persone, non importa.
Tornando a “Le mille e una Cip”, andare in giro per presentazioni mi aiuta anche a “vedere” meglio quello che ho contribuito a fare, e a capirlo meglio. Nei processi di senso accade spesso così, funziona come la bambina di cui parla Weick nel suo libro “Senso e Significato nell’Organizzazione” che a precisa domanda risponde “come faccio a sapere quello che penso se non vedo quello che dico”. Sì, direi che proprio “vedendo quello che dico” ho capito meglio in che senso e perché “Le mille e una Cip” è un romanzo visivo ed è di comunità, non di una comunità, magari nei prossimi giorni ti riscrivo e ci torniamo su. Intanto ti mando un caro saluto, alla prossima.
P. S.
In questi giorni si parla di pregi e difetti dei cosiddetti “borghi”, e nel paese dei guelfi e dei ghibellini si fa, a mio modesto avviso, con troppa voglia di asserire e troppa poca voglia di specificare. Giusto per buttare la mia pietruzza nello stagno dico che forse bisognerebbe mettere al centro più “le storie” che “i boghi, le città o le metropoli”. Sì, “le storie” che vogliamo raccontare, e come e perché vogliamo farlo. Forse.
6. Dieci, Cento, Mille e una Biblioteche | Gavorrano
Torna all’Indice
Caro Diario, “Le Mille e una Cip” è arrivato nella Biblioteca Comunale di Gavorrano. Sono contento assai, amico mio, e grato alla nostra amica Irene Costantini che l’ha proposto.
Ti ricordi?, Marguerite Yourcenar ha paragonato le biblioteche ai granai pubblici, luoghi in cui accatastiamo riserve contro l’inverno dello spirito. Proprio così, caro Diario, le biblioteche sono importanti, piene di segreti che attendono di essere svelati, ogni libro mille possibilità, ogni storia un giardino di parole, di immagini e di senso a disposizione di un’intera comunità.
Prima la Biblioteca di Caselle in Pittari, com’è normale che fosse, poi la Biblioteca Comunale di Gavorrano, spero sia solo l’inizio, come ho scritto nel titolo sogno dieci, cento mille biblioteche che seguano il suo esempio. Stare sullo scaffale di una biblioteca è importante per qualunque libro, per quelli come il nostro penso ancora di più.
Come dici? Stai pensando di darci una mano con il passa parola? Ti ringrazio molto, ogni biblioteca che adotta un libro, compreso il nostro naturalmente, moltiplica le sue possibilità di essere letto, e di questo Giuseppe e io non possiamo che essere grati. Sì, amico Diario, grazie, penso che chiederò anche ad altre amiche e altri amici di aiutarci con il passa parola, vediamo che succede, per intanto ti lascio con il post e la foto pubblicati qualche giorno fa dalla Biblioteca Comunale di Gavorrano e dal Comune Di Gavorrano, Rete delle biblioteche di Maremma: “Inauguriamo settembre con le foto delle letture che ci avete mandato durante l’estate per il nostro #summercontest! Tanti ottimi consigli di lettura di autori e generi diversi. Vi aspettiamo in Biblioteca per prendere in prestito o prenotare i vostri preferiti!”

Gli scatti
Caro Diario, qui trovi un po’ delle le immagini che raccontano il nostro viaggio con Le mille e una Cip. Buona visione.
Anche questi li abbiamo scritti noi
Parole Forgiate
Alfabeta
About Us
Jepis Bottega
Le storie siamo noi



