Gianni Rodari Follonica | Il lavoro ben fatto in 3° A

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IL LAVORO BEN FATTO | LIBRO

PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza

SCUOLA
Scuola Primaria Gianni Rodari, Istituto Comprensivo Follonica 1, Dirigente Scolastica Elisa Ciaffone

3° A | DIARIO SCOLASTICO 2023 – 2024
26 Gennaio 2024 | 31 Gennaio 2024 | 1 Febbraio 2024 | 8 Febbraio 2024 | 20 Febbraio 2024

26 Gennaio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, eccoci pronti a ripartire, mi ritrovi con una bellissima compagnia, te li voglio ricordare tutti, Emily Bianca, Vittoria B., Mia, Vittoria G., Regina, Penelope, Micol, Samuele, Marc, Alice, Michelle, Filippo, Karol, Valerio, Michelangelo , Alessandro e Gaia.
Tu li hai conosciuti appena arrivati in prima, giusto il tempo di capire quanto fossero curiosi, vivaci, frizzanti. Poi purtroppo come talvolta succede alle persone, la vita mi ha portato in percorsi che non avrei mai voluto incontrare e nei quali ho dovuto impiegare tutte le mie energie, ma ora rieccomi qua, pronta a riprendere quel filo del discorso interrotto.
Nel frattempo loro sono cresciuti, sono diventati una meravigliosa squadra con la quale sicuramente ne faremo delle belle. Ognuno di loro avrà una storia incredibile da raccontarci, e nel raccontarla diventeranno sempre più consapevoli protagonisti della loro crescita. E che dici, forse proprio questo è il nostro obiettivo più importante, che queste bambine e bambini protagonisti della propria crescita siano, nel nostro futuro, cittadini consapevoli del mondo con tanta voglia di fare un lavoro ben fatto e con la volontà di cambiarlo, questo mondo.
Intanto abbiamo fatto il primo passo, abbiamo preparato le domande per una piccola intervista che faranno ai loro genitori, le puoi vedere nella foto.

Per la foto di copertina ti invio invece la foto alla Biblioteca della Ghisa, vedi, Biblioteca, Magma, i luoghi del cuore del Lavoro Ben Fatto, così ti fai un’idea di quanto sono cresciuti e di quali sono le nostre frequentazioni. Conto di tornare presto, giovedì prossimo verrà in classe il babbo di Valerio, che lavora in tipografia e ci ha fatto il timbro del lavoro ben fatto. Ci viene a parlare del suo lavoro, e così noi avremo altre cose da raccontare a te, le nostre lettrici e i nostri lettori.

31 Gennaio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo ho una novità che spero ti piaccia. Ricorderai che avevamo già pensato che lavoro ben fatto può diventare, per noi a scuola, un riconoscimento di valore equivalente all’ottimo, quando il lavoro è svolto tenendo insieme le mani, la testa e il cuore, come hai scritto nel Manifesto. La valutazione formativa è una parte importante del nostro lavoro di insegnanti, ne abbiamo parlato spesso, e l’idea è che i tanti elementi che la compongono, tutti essenziali e delicati, si possano armonizzare e sintonizzare nel lavoro ben fatto. Ecco perché abbiamo pensato di far realizzare il nostro timbro, “#lavorobenfatto”, secondo me è veramente bello, tutto di legno, importante, ma naturalmente poi dimmi anche tu che cosa ne pensi.

E le sorprese non finiscono qui, dato che da domani verranno a trovarci in Bottega 3° A i genitori, che ci racconteranno il loro lavoro, si faranno conoscere dai compagni dei loro bambini e potranno vedere come si lavora da noi. Il primo genitore che verrà a trovarci è Dario Semboloni, babbo di Valerio. Sorpresa nella sorpresa, Dario lavora in una storica tipografia di Follonica, la Poligrafica, ed è lui l’artigiano che ha disegnato e realizzato il nostro timbro. Ti prometto che torno presto per raccontare a te, alle nostre lettrici e ai nostri lettori come è andato questo primo incontro.

1 Febbraio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, oggi è stata una mattinata bellissima, almeno così hanno scritto i bimbi; “oggi è andata molto bene” hanno detto tutti. All’inizio, ti dico la verità, c’è stata un po’ di emozione per tutti, grandi e piccoli! Ma una volta che Dario, il babbo di Valerio, ha iniziato a raccontare, non ci siamo fermati più. Credo che abbiamo sforato le ore di permesso e gli abbiamo fatto fare tardi al lavoro.
Dario, che da piccolo voleva fare il calciatore e così si è accattivato l’interesse di tutti, ha fatto belle esperienze lavorative, fino ad arrivare a fare il grafico. La Poligrafica ora è una grande, innovativa e interessante realtà nella zona industriale che andremo presto a visitare. È una azienda storica di Follonica e oggi ho ricordato improvvisamente tanti dettagli, come l’armadio pieno di piccole bottigliette di china colorata che, quando ero piccola, andavamo a comprare per colorare i nostri quaderni.
Così, dalla stampa dei libri alla china, siamo arrivati ai tempi moderni con le stampe di libri. Uno molto bello su Follonica e la Ghisa La Poligrafica ce lo ha regalato, ma anche stampe su tessuto, vetro, plastica, auto e quant’altro.
Dopo questo racconto, è stato il momento delle domande delle nostre bambine e dei nostri bambini, che sono state davvero tante. E tante altre anche sul Lavoro Ben Fatto, mentre Valerio era molto orgoglioso del suo babbo.
Ecco, per ora mi fermo qui, ribadisco che siamo felici di questo nostro primo incontro, del resto lo hai visto anche tu come era contenta la Bottega 3° A quando ti sei collegato.
Ti mando anche qualche foto e il link al podcast di 3 minuti che abbiamo registrato, perché sì, qui cerchiamo tutte/i di imparare e fare sempre cose nuove. Ti saluto, conto di tornare tra qualche giorno, ho ancora un sacco di cose da raccontarti della giornata di oggi.

Il lavoro ben fatto di Dario Semboloni, Tipografo | Podcast

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8 Febbraio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, eccoci di nuovo con tante belle novità. Oggi è venuto a trovarci il babbo di Michelangelo, Pierluigi, e subito è accaduta la prima cosa bella della mattinata, i bambini hanno voluto spiegare da soli i motivi per i quali stiamo invitando i genitori in classe. A parole loro, gli hanno detto che sono felici di conoscere i genitori dei compagni, vogliono prendere ispirazione per il loro lavoro, vogliono farsi conoscere e, cosa molto importante, vogliono capire meglio il lavoro dei propri genitori perché non è che ne sappiano poi così tanto.
Credo e spero che a Pierluigi sia piaciuta molto questa presentazione, e poi siamo rimasti tutti a bocca aperta ad ascoltarlo parlare di lettura, scrittura, parole, notizie e giornali. Abbiamo imparato davvero tante cose. Pierluigi lavora a Il Tirreno, il giornale del nostro territorio, ci ha spiegato come nasce un giornale parlando di notizie quotidiane molto vicine a noi e alla nostra realtà, ci ha raccontato come abbia cominciato a scrivere da giovane e non abbia più pensato ad altri lavori possibili. E ci ha portato i suoi strumenti di lavoro, in particolare il taccuino e la penna che ormai, è vero, sono un po’ in disuso tra i giornalisti più giovani, ma non perdono mai il loro fascino.
Tantissime le domande, ti racconto per ora solo le due più curiose, “Come si diventa e che cosa fa un inviato di guerra?” e “Che effetto ti fa essere intervistato da noi, visto che di solito sei tu che intervisti?”.
Ti confesso che anche io avrei voluto fare il giornalista, da piccola e da giovane, e ascoltando i racconti di Pierluigi, l’ho invidiato molto! Per concludere, abbiamo pensato di ideare un diploma di partecipazione che consegneremo a tutti i genitori che verranno a trovarci. Te lo posso dire? La sensazione è che anche oggi un nuovo mattoncino di consapevolezza lo abbiamo posato. Alla prossima.

Il lavoro ben fatto di Pierluigi Sposato, Giornalista | Podcast

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20 Febbraio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, ripensando all’incontro di giovedì scorso con il babbo di Michelangelo, mi entusiasma sempre di più il fatto che i bimbi abbiano chiesto di  spiegare loro stessi il motivo dell’invito in classe. E sicuramente per  loro l’elemento più importante è la presenza del genitore in classe e la  possibilità di conoscere, o comprendere meglio, il lavoro del proprio babbo e della propria mamma.
Una cosa sorprendente è stata anche che sono stati sempre loro, le bambine e i bambini della 3A, a definire  “domande fondamentali” le tre domande sulle quali stiamo lavorando da tempo: “Quale lavoro volevi fare da piccolo?” “Che lavoro fai?” “Ti  piace il lavoro che fai?”.
L’incontro in classe non può prescindere, nel  loro format, da queste domande. La naturalezza con la quale i bimbi si approcciano all’esperienza che stiamo vivendo è già da sola una risposta al senso che intendiamo dare a questo percorso. Non possiamo pensare ad una classe come bottega artigiana nella quale ognuno porta il suo contributo e il suo lavoro senza che ci sia consapevolezza del lavoro stesso. Spesso noi adulti e insegnanti in particolare, ci rivolgiamo agli studenti invitandoli a fare seriamente il loro lavoro, ma a queste parole, perché siano più significative, dobbiamo dare un senso. È questo che stiamo provando a fare nel piccolo della nostra 3A.