Il lavoro ben fatto in 3° A, Gianni Rodari, Follonica 1

A SCUOLA CON IL LAVORO BEN FATTO | LIBRO
APPUNTI PER UNA DIDATTICA ARTIGIANA | APPROCCIO
IL LAVORO BEN FATTO | LIBRO

PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza

SCUOLA
Scuola Primaria Gianni Rodari, Istituto Comprensivo Follonica 1, Dirigente Scolastica Elisa Ciaffone

3° A | DIARIO SCOLASTICO 2023 – 2024
26 Gennaio 2024 | 31 Gennaio 2024 | 1 Febbraio 2024 | 8 Febbraio 2024 | 20 Febbraio 2024 | 26 Febbraio 2024 | 4 Marzo 2024 | 10 Marzo 2024 | 18 Marzo 2024 | 23 Marzo 2024 | 13 Aprile 2024 | 20 Aprile 2024 | 2 Maggio 2024 | 6 Maggio 2024 | 14 Maggio 2024 | 26 Maggio 2024 | 3 Giugno 2024 | 13 Giugno 2024 | 17 Giugno 2024 | 18 Giugno 2024 | 20 Giugno 2024

L’ULTIMA PAGINA DEL DIARIO

20 Giugno 2024 | Vincenzo Moretti e Irene Costantini
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Cara Irene, approfitto dell’invito a “mettere in campo nuovi percorsi” contenuto nel tuo ultimo “rapporto” dalla 3°A per condividere anche qui il link agli Appunti che ci faranno da guida il prossimo anno, di certo in 4° A a Follonica e in Bottega O Unisob a Napoli e spero anche in qualche altra scuola o università in giro per l’Italia. Il senso di A scuola con il lavoro ben fatto è in fondo anche questo, connettere e moltiplicare le possibilità.
Detto ciò, aggiungo che sarebbe bello che tu scrivessi un po’ di righe a commento delle attività di quest’anno, non un bilancio, piuttosto qualche riflessione che ci farà da segnaposto per il lavoro in quarta. Mi dispiace chiederti ancora altro lavoro, ma la persona che può farlo nel modo migliore sei semplicemente tu. Resto in ascolto.
A scuola con il lavoro ben fatto | Appunti

Caro Vincenzo, a conclusione dell’anno scolastico metto in fila, come mi hai chiesto, qualche pensiero che penso ci possa aiutare a capire meglio il senso del lavoro che abbiamo fatto.
Per cominciare ci tengo a dire che il “giovedì dei genitori”, chiamamolo così, è stata per me un’esperienza emozionante in ogni sua puntata. E che ci ha permesso di concretizzare molte delle finalità e degli obiettivi che abbiamo strutturato nel progetto di Lavoro Ben Fatto a scuola. Penso per esempio alla sensibilizzazione e al rispetto per ogni attività lavorativa, alla individuazione della scuola come luogo di appartenenza condiviso con la comunità, alla consapevolezza della cittadinanza attiva a partire dal nucleo familiare, al rispetto del pensiero altrui, alla fortificazione di autostima.
Ritengo siano due gli aspetti più affascinanti del nostro lavoro: il primo riguarda la possibilità di rendere concreti  obiettivi e finalità che possono sembrare, o rischiano di rimanere, soltanto teorici, poco realistici o comunque poco connessi alla quotidianità; il secondo la semplicità, la possibilità di rendere accessibile a tutti quello che facciamo, che come sai per me non è solo un valore aggiunto ma fa la differenza, perché solo così le esperienze possono diventare significative e lasciare traccia nello spazio e nel tempo delle persone in generale e dei nostri bambini in particolare.
Detto ciò, aggiungo che a mio avviso è stata importante la condivisione con i genitori, sia per le bambine e i bambini orgogliose/i del protagonismo delle proprie mamme e dei propri papà, sia per i genitori che hanno avuto modo di condividere con i propri figli un’ora di quotidianità della classe. In più questa esperienza ha sicuramente rafforzato il rapporto di fiducia tra genitori e insegnanti, tra comunità genitori e comunità scuola.
Un altro aspetto molto rilevante è che i nostri ragazzi hanno potuto scoprire molte cose che non sapevano sul lavoro dei propri genitori, e così in vario modo si sono responsabilizzati, con conseguenze che sono destinate ad avere ricadute positive non solo sul benessere della vita familiare ma anche sul senso di serietà e impegno con il quale si affronta il lavoro scolastico.
Se mettiamo insieme queste considerazioni, penso che possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo di rendere la nostra 3° A protagonista, soddisfatta della propria esperienza, più consapevole dell’importanza e delle problematiche relative al lavoro.
Ma c’è di più. Perché le bambine e i bambini sono state coinvolte/i direttamente anche nell’organizzazione delle diverse giornate, in modo particolare attraverso le interviste. A questo propositto voglio sottolineare il lavoro che hanno fatto pe individuare, nella infinita varietà di domande che avrebbero voluto fare d’istinto, quelle definite “fondamentali”, laddove “fondamentale” si riferisce ad una qualche connessione con il tema del lavoro ben fatto dal loro punto di vista. Pur dovendo, per evidenti ragioni, guidare queste attività, abbiamo cercato comunque di garantire la possibilità di esprimersi liberamente ed anche di sbagliare, nella formulazione, nella ripetizione, nell’opportunità dell’intervento.
Aggiungo ancora che le attività correlate al “giovedì dei genitori” non si sono esaurite esclusivamente nel tempo dell’incontro vero e proprio ma hanno comportato un esercizio costante e più specificatamente didattico di osservazione, analisi, lettura, narrazione a carattere multidisciplinare.
Un ulteriroe esercizio utile, per molti versi importante, nato in maniera spontanea ma coltivato con cura ed esteso a ogni altro campo possibile di applicazione, è stato quello di trovare le connessioni tra i diversi lavori che ci sono stati presentati, in un esercizio costante di ricerca di una rete di bisogni condivisi, risposte e soluzioni che sono quasi sempre impossibili da trovare in sistemi isolati, individuali, chiusi.
Come ci siamo detti più volte, anche nel nostro libro, individuare le connessioni è un utile esercizio estremamente utile per il pensiero critico, l’osservazione, l’autonomia e la condivisione consapevole, la soluzione dei problemi.
In questo contesto, ogni bambina/o ha trovato in autonomia il modo di raccontare gli incontri, prendendo appunti, disegnando, iniziando a creare mappe, sviluppando competenze anche in questo caso multidisciplinari.
Per concludere direi che, come sempre accade, tante cose sono state fatte e tante altre potevano essere fatte o essere fatte meglio. Su questo lavoreremo a partire dal prossimo anno con la consapevolezza però che andare a scuola con il lavoro ben fatto diventa ogni anno di più non solo possibile, ma anche necessario. Ci sentiamo presto.

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26 Gennaio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, eccoci pronti a ripartire, mi ritrovi con una bellissima compagnia, te li voglio ricordare tutti, Emily Bianca, Vittoria B., Mia, Vittoria G., Regina, Penelope, Micol, Samuele, Marc, Alice, Michelle, Filippo, Karol, Valerio, Michelangelo , Alessandro e Gaia.
Tu li hai conosciuti appena arrivati in prima, giusto il tempo di capire quanto fossero curiosi, vivaci, frizzanti. Poi purtroppo come talvolta succede alle persone, la vita mi ha portato in percorsi che non avrei mai voluto incontrare e nei quali ho dovuto impiegare tutte le mie energie, ma ora rieccomi qua, pronta a riprendere quel filo del discorso interrotto.
Nel frattempo loro sono cresciuti, sono diventati una meravigliosa squadra con la quale sicuramente ne faremo delle belle. Ognuno di loro avrà una storia incredibile da raccontarci, e nel raccontarla diventeranno sempre più consapevoli protagonisti della loro crescita. E che dici, forse proprio questo è il nostro obiettivo più importante, che queste bambine e bambini protagonisti della propria crescita siano, nel nostro futuro, cittadini consapevoli del mondo con tanta voglia di fare un lavoro ben fatto e con la volontà di cambiarlo, questo mondo.
Intanto abbiamo fatto il primo passo, abbiamo preparato le domande per una piccola intervista che faranno ai loro genitori, le puoi vedere nella foto.

Per la foto di copertina ti invio invece la foto alla Biblioteca della Ghisa, vedi, Biblioteca, Magma, i luoghi del cuore del Lavoro Ben Fatto, così ti fai un’idea di quanto sono cresciuti e di quali sono le nostre frequentazioni. Conto di tornare presto, giovedì prossimo verrà in classe il babbo di Valerio, che lavora in tipografia e ci ha fatto il timbro del lavoro ben fatto. Ci viene a parlare del suo lavoro, e così noi avremo altre cose da raccontare a te, le nostre lettrici e i nostri lettori.

31 Gennaio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo ho una novità che spero ti piaccia. Ricorderai che avevamo già pensato che lavoro ben fatto può diventare, per noi a scuola, un riconoscimento di valore equivalente all’ottimo, quando il lavoro è svolto tenendo insieme le mani, la testa e il cuore, come hai scritto nel Manifesto. La valutazione formativa è una parte importante del nostro lavoro di insegnanti, ne abbiamo parlato spesso, e l’idea è che i tanti elementi che la compongono, tutti essenziali e delicati, si possano armonizzare e sintonizzare nel lavoro ben fatto. Ecco perché abbiamo pensato di far realizzare il nostro timbro, “#lavorobenfatto”, secondo me è veramente bello, tutto di legno, importante, ma naturalmente poi dimmi anche tu che cosa ne pensi.

E le sorprese non finiscono qui, dato che da domani verranno a trovarci in Bottega 3° A i genitori, che ci racconteranno il loro lavoro, si faranno conoscere dai compagni dei loro bambini e potranno vedere come si lavora da noi. Il primo genitore che verrà a trovarci è Dario Semboloni, babbo di Valerio. Sorpresa nella sorpresa, Dario lavora in una storica tipografia di Follonica, la Poligrafica, ed è lui l’artigiano che ha disegnato e realizzato il nostro timbro. Ti prometto che torno presto per raccontare a te, alle nostre lettrici e ai nostri lettori come è andato questo primo incontro.

1 Febbraio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, oggi è stata una mattinata bellissima, almeno così hanno scritto i bimbi; “oggi è andata molto bene” hanno detto tutti. All’inizio, ti dico la verità, c’è stata un po’ di emozione per tutti, grandi e piccoli! Ma una volta che Dario, il babbo di Valerio, ha iniziato a raccontare, non ci siamo fermati più. Credo che abbiamo sforato le ore di permesso e gli abbiamo fatto fare tardi al lavoro.
Dario, che da piccolo voleva fare il calciatore e così si è accattivato l’interesse di tutti, ha fatto belle esperienze lavorative, fino ad arrivare a fare il grafico. La Poligrafica ora è una grande, innovativa e interessante realtà nella zona industriale che andremo presto a visitare. È una azienda storica di Follonica e oggi ho ricordato improvvisamente tanti dettagli, come l’armadio pieno di piccole bottigliette di china colorata che, quando ero piccola, andavamo a comprare per colorare i nostri quaderni.
Così, dalla stampa dei libri alla china, siamo arrivati ai tempi moderni con le stampe di libri. Uno molto bello su Follonica e la Ghisa La Poligrafica ce lo ha regalato, ma anche stampe su tessuto, vetro, plastica, auto e quant’altro.
Dopo questo racconto, è stato il momento delle domande delle nostre bambine e dei nostri bambini, che sono state davvero tante. E tante altre anche sul Lavoro Ben Fatto, mentre Valerio era molto orgoglioso del suo babbo.
Ecco, per ora mi fermo qui, ribadisco che siamo felici di questo nostro primo incontro, del resto lo hai visto anche tu come era contenta la Bottega 3° A quando ti sei collegato.
Ti mando anche qualche foto e il link al podcast di 3 minuti che abbiamo registrato, perché sì, qui cerchiamo tutte/i di imparare e fare sempre cose nuove. Ti saluto, conto di tornare tra qualche giorno, ho ancora un sacco di cose da raccontarti della giornata di oggi.

Il lavoro ben fatto di Dario Semboloni, Tipografo | Podcast

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8 Febbraio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, eccoci di nuovo con tante belle novità. Oggi è venuto a trovarci il babbo di Michelangelo, Pierluigi, e subito è accaduta la prima cosa bella della mattinata, i bambini hanno voluto spiegare da soli i motivi per i quali stiamo invitando i genitori in classe. A parole loro, gli hanno detto che sono felici di conoscere i genitori dei compagni, vogliono prendere ispirazione per il loro lavoro, vogliono farsi conoscere e, cosa molto importante, vogliono capire meglio il lavoro dei propri genitori perché non è che ne sappiano poi così tanto.
Credo e spero che a Pierluigi sia piaciuta molto questa presentazione, e poi siamo rimasti tutti a bocca aperta ad ascoltarlo parlare di lettura, scrittura, parole, notizie e giornali. Abbiamo imparato davvero tante cose. Pierluigi lavora a Il Tirreno, il giornale del nostro territorio, ci ha spiegato come nasce un giornale parlando di notizie quotidiane molto vicine a noi e alla nostra realtà, ci ha raccontato come abbia cominciato a scrivere da giovane e non abbia più pensato ad altri lavori possibili. E ci ha portato i suoi strumenti di lavoro, in particolare il taccuino e la penna che ormai, è vero, sono un po’ in disuso tra i giornalisti più giovani, ma non perdono mai il loro fascino.
Tantissime le domande, ti racconto per ora solo le due più curiose, “Come si diventa e che cosa fa un inviato di guerra?” e “Che effetto ti fa essere intervistato da noi, visto che di solito sei tu che intervisti?”.
Ti confesso che anche io avrei voluto fare il giornalista, da piccola e da giovane, e ascoltando i racconti di Pierluigi, l’ho invidiato molto! Per concludere, abbiamo pensato di ideare un diploma di partecipazione che consegneremo a tutti i genitori che verranno a trovarci. Te lo posso dire? La sensazione è che anche oggi un nuovo mattoncino di consapevolezza lo abbiamo posato. Alla prossima.

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20 Febbraio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, ripensando all’incontro di giovedì scorso con il babbo di Michelangelo, mi entusiasma sempre di più il fatto che i bimbi abbiano chiesto di  spiegare loro stessi il motivo dell’invito in classe. E sicuramente per  loro l’elemento più importante è la presenza del genitore in classe e la  possibilità di conoscere, o comprendere meglio, il lavoro del proprio babbo e della propria mamma.
Una cosa sorprendente è stata anche che sono stati sempre loro, le bambine e i bambini della 3A, a definire  “domande fondamentali” le tre domande sulle quali stiamo lavorando da tempo: “Quale lavoro volevi fare da piccolo?” “Che lavoro fai?” “Ti  piace il lavoro che fai?”.
L’incontro in classe non può prescindere, nel  loro format, da queste domande. La naturalezza con la quale i bimbi si approcciano all’esperienza che stiamo vivendo è già da sola una risposta al senso che intendiamo dare a questo percorso. Non possiamo pensare ad una classe come bottega artigiana nella quale ognuno porta il suo contributo e il suo lavoro senza che ci sia consapevolezza del lavoro stesso. Spesso noi adulti e insegnanti in particolare, ci rivolgiamo agli studenti invitandoli a fare seriamente il loro lavoro, ma a queste parole, perché siano più significative, dobbiamo dare un senso. È questo che stiamo provando a fare nel piccolo della nostra 3A.

26 Febbraio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, che divertimento l’incontro di giovedì scorso con la mamma di Emily, Emanuela Pecorella, ci ha fatto volare con la fantasia, lasciando che le nostre bambine e i nostri bambini creassero il loro ristorante del cuore. Non ti racconterò ora tutti i dettagli, stiamo pensando a cosa potremo realizzare con tutte le loro idee. Ma intanto ti sorprenderai per il nome che hanno scelto per questo bel ristorante sul mare,  “L’artigiano sul mare”, un locale aperto tutto l’anno.
La fantasia e la creatività dei bambini è stata sapientemente guidata dalla mamma di Emily, Emanuela, che di lavoro fa la manager nella progettazione di attività commerciali, un lavoro molto complesso il suo, ma lo abbiamo riassunto così. Dall’ora e mezzo di chiacchiere, appunti e correzioni il risultato è stato la creazione di un locale molto raffinato e allo stesso tempo con molti spazi dedicati ai bambini e agli animali. E quanti collegamenti abbiamo trovato anche con i genitori che l’hanno preceduta, perché il ristorante ha bisogno di un logo, che potrebbe fare Dario il babbo di Valerio, e ha bisogno di essere pubblicizzato, ed ecco apparire il nome di Pierluigi, babbo di Michelangelo, che potrebbe scriverlo sul giornale. Anche così può prendere forma e concretezza l’idea di rete e connessioni all’interno di una comunità!
Vedrai dalle foto l’impegno nel lavoro da parte di tutti, delle bambine e dei bambini nel prendere appunti e fare mappe e schizzi, e della mamma che non si è certo risparmiata nel regalare questa possibilità disognare. E poi, come sembra diventato ormai essenziale, potrai ascoltare alcune delle “domande fondamentali” sul lavoro ben fatto. Che dire, ogni incontro lascia bellissime sensazioni ed emozioni a grandi e piccini!

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4 Marzo 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, che il lavoro ben fatto fosse un approccio multidisciplinare nell’attività didattica ce lo siamo sempre detto, e lo abbiamo detto anche al nostro amico Vito Verrastro nella bellissima intervista che ci ha dato l’opportunità di fare insieme. Ma quello che è successo in classe giovedì scorso con il babbo di Mia, Marco Chiti, ne è la conferma più chiara e desidero veramente ringraziarlo per la disponibilità a seguire con attenzione e con tanto garbo lo strano percorso sul quale ci hanno portato, questa volta le domande del “pubblico” di intervistatori.
Dal fascino di scoprire come è nato e come si fa il formaggio, al provare a capire le differenze di sapori e consistenze, ai problemi del lavoro, fino ai temi della gestione delle emozioni e della collaborazione e solidarietà all’interno del gruppo, è stato un vero turbinio di domande impegnative, oltre a quelle “fondamentali” e il nostro babbo non si è mai tirato indietro.
Ecco raccolti con senso e semplicità storia, tecnologia, educazione alimentare, scienze e soft skills. E se qualcuno vorrà poi ascoltare il nostro audio, ci sarà davvero da sorridere. Perché sì, abbiamo fatto tutte queste cose, ma ci siamo divertiti molto e il finale è simpaticissimo. E poi, Vincenzo, io sono davvero convinta che il nostro mondo sia una rete dove tutto si interseca, pensa il babbo di Mia, Marco, lavora al caseificio del babbo della nostra Noemi della 5Z, il Caseificio di Spadi Fortunato, che ci riporta alla memoria tanti ricordi bellissimi. Quante belle sorprese nel giovedì dei genitori!

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10 Marzo 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, sono sicura che sarai curiosissimo di sapere che cosa è successo nel nostro ultimo incontro con i genitori, infatti ogni settimana cose belle! Giovedì scorso sono stati nostri ospiti il babbo e la mamma di Filippo, dentista e assistente. L’arrivo del dottore, con la sua divisa bianca e celeste, e dell’assistente, sempre con la divisa bianca ma la giacca rosa, anche se babbo e mamma di Filippo, ha in un primo momento intimorito tutti, ma è stato solo un attimo. La loro emozione e la nostra contentezza hanno subito travolto tutti e tutto, e siamo stati protagonisti di una lezione di scienze ed educazione sanitaria davvero interessante e coinvolgente. Il nostro dottore, aiutato dalle immagini alla lim, ci ha spiegato bene come è fatto un dente, la funzione di ogni parte della nostra dentatura e, sorprendendoli, con una immagine dell’arcata dentaria ha fatto vedere loro cosa sta succedendo nelle loro bocche, tra denti permanenti che spingono per venire fuori e denti di latte che se ne vanno. Enrica invece ha fatto vedere come prenderci cura dei nostri denti e mantenere in salute e ben pulita la nostra bocca, e addirittura le bambine e i bambini hanno potuto anche provare, con una simulazione ben fatta, a pulire e curare qualche dente cariato.
Speriamo che questo incontro sia servito anche a sfatare il mito della paura del dentista che purtroppo ancora qualcuno ha. Dopo la loro sperimentazione sul campo, tutti hanno ricevuto anche un graditissimo regalo, una clessidra e uno spazzolino di bambù, e dato che sai che io cerco sempre le relazioni puoi immaginare quante ne ho trovate in questi due elementi!
È stata una giornata davvero speciale anche per un altro motivo; dopo poco che Michele ed Enrica erano arrivati nella nostra bottega, nove piccoli amici, la classe 1 Rodari, sono venuti a bussare alla porta chiedendo di potersi unire a noi. Puoi immaginare l’entusiasmo con cui li abbiamo accolti, a noi piace molto lavorare insieme e, nel plesso in cui siamo provvisoriamente ospitati, noi della 3A siamo i più grandi quindi siamo molto impegnati a prenderci cura dei più piccoli. Hanno partecipato con entusiasmo alla conversazione, nell’audio della giornata si riconosce anche qualche loro intervento.
A proposito di audio, caro Vincenzo, grazie a Michelangelo che è uno dei più acuti intervistatori, troverai anche uno spunto di riflessione sul lavoro molto importante, di quelli che sicuramente ti piacciono tanto, ma che ti racconterò in un’altra occasione.
Grazie alla mamma e al babbo di Filippo, Enrica è anche la nostra grande rappresentante di classe, e il suo lavoro ben fatto in questo campo è molto molto importante per la nostra bottega! Ti saluto, al prossimo giovedì!

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18 Marzo 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, eccomi a raccontarti un altro giovedì di emozioni, con Fabio, babbo di Alice, un fisioterapista dalle mani d’oro, mani grandi che sanno come muoversi per aiutare ad alleviare il dolore, a massaggiare e curare tutti noi, grandi, piccoli, anziani, giovani, feriti nel corpo ma anche provati psicologicamente dal dolore. E Fabio è stato bravissimo a presentarci i tanti aspetti del suo lavoro con leggerezza, attenzione e sensibilità, portando tanti strumenti con i quali le nostre bambine e i nostri bambini hanno giocato, divertendosi ma comprendendo, pian piano,la loro importanza per le persone che soffrono.
A proposito, a momenti dimenticavo un dettaglio importante, Fabio non è venuto solo, si è fatto accompagnare dal suo scheletro, un simpatico scheletro snodatissimo e dinoccolato, che ha conquistato subito tutti. Quando i nostri giovani
studenti hanno saputo che non aveva ancora un nome, hanno fatto delle proposte e alla fine, all’unanimità, è stato scelto “Scimmione” (chissà che non ci entri qualcosa il fatto che stiamo affrontando lo studio dell’origine dell’uomo). Così, ora, nel Laboratorio di Fisioterapia Serafini, dove lavora il babbo di Alice, Scimmione, oltre a far capire bene ai pazienti gli interventi di fisioterapia che dovranno affrontare, potrà anche “raccontare” la sua esperienza scolastica!
Dopo aver incerottato tutti con uno speciale cerotto verde, aver fatto fare i pesi, il gioco di equilibrio, il nastro da tirare e la palla per verificare i riflessi, a me è sembrato anche un pochino commosso nel raccontare il senso del suo lavoro ai piccoli intervistatori. Ma questo lo capirà meglio chi ascolterà il nostro podcast.
Grazie a Fabio e a tutto quello che fa nel suo lavoro! Il prossimo giovedì non sarà con i genitori, andiamo in gita con il nostro esperto Mario Matteucci a visitare una grotta residenza dell’uomo primitivo sulle colline qui intorno a noi, sarà una esperienza fantastica di sicuro, te la racconteremo e ti assicuro che Mario di lavoro ben fatto ne sa molto.
Alla prossima.

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23 Marzo 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, dopo aver tanto ospitato giovedì scorso siamo stati ospiti del nostro grande amico Mario Matteucci, che ci ha condotto in quella che ormai è una meta tanto attesa dalle bambine e dai bambini che si apprestano a muovere i primi passi nella storia dell’uomo, la grotta preistorica dell’Artofago, un vero gioiello del nostro territorio.
Questa volta però non è della grotta che voglio raccontarti, ma di Mario e del suo lavoro ben fatto.
Mario Matteucci lo abbiamo ricordato anche nel nostro libro, lui è una guida ambientale che da decenni ormai dedica la sua attività alle giovani generazioni, cercando di trasmettere conoscenza, rispetto e amore per l’ambiente che ci circonda, comprese le nostre colline e il nostro mare. Lo fa con quelle modalità essenziali del lavoro ben fatto, mettendoci le mani, la testa e il cuore. La sua esperienza e l’entusiasmo con il quale affronta ogni attività dedicata a grandi e piccoli coinvolgono ogni volta noi che lo seguiamo, e ci lasciano non solo ricordi preziosi ma soprattutto un modo diverso e attento di vivere il nostro ambiente, questa nostra casa comune, questo tesoro prezioso del quale dobbiamo urgentemente prenderci sempre più cura.
L’educazione ambientale, il rispetto e la consapevolezza della natura in cui siamo immersi sono le nuove frontiere verso le quali deve dirigersi la nostra scuola con maggiore impegno e coerenza, e in questo non facile percorso Mario ci aiuta con la sua grande professionalità e disponibilità.
La verità Vincenzo è che siamo davvero fortunati ad avere amici ed esperti come lui che ci affiancano nel nostro lavoro e arricchiscono con le cose che sanno e che sanno fare la nostra comunità educante.

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13 Aprile 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, i “giovedì” continuano ad arricchire la nostra esperienza di “lavoro” e “cura del nostro lavoro”, la scorsa settimana è stato nostro ospite Cristiano Marzocchi, babbo di Samuele. Con lui abbiamo affrontato aspetti in parte nuovi, che conserviamo con cura perché ci saranno preziosi nel nostro percorso di riflessioni.
Cristiano è un artigiano, e questo per noi conta molto, con un suo amico ha fondato molti anni fa una azienda, bottega altamente specializzata, la Fi.Ma. dove si costruiscono porte e finestre in alluminio. Mentre ci raccontava con tanta passione del suo lavoro, mi sono ritrovata a pensarti, Vincenzo, quando racconti del tuo babbo che ti spiegava “perché chi fa bene il proprio lavoro, la sera, quando mette la testa sopra al cuscino, è contento”.
L’entusiasmo con cui ci ha raccontato la cura e l’attenzione dei particolari, l’importanza della precisione a partire dalle cose più semplici, l’affetto che lo lega al metro, il suo strumento principale, ha coinvolto tantissimo tutti noi, portandoci a riflettere con molta serietà su come ogni cosa che abbiamo intorno e che spesso diamo per scontata, come ad esempio porte e finestre, sia in realtà risultato di impegno e fatica.
Nella sua azienda, oltre al metro, ci sono macchine enormi e rumorosissime, fondamentali per costruire e che hanno alleviato tanto la fatica dell’artigiano, ce le ha fatte vedere alla lim. E il suo racconto è stato così bello che abbiamo chiesto di poterlo andare a trovare nella sua bottega, e, ovviamente, Cristiano ha accettato, appena possibile andremo! Pensa, poi, che Marc ha raccontato che il portone della casa di suo nonno è uno dei più antichi di Follonica, e ci ha portato anche la foto che ti mando. Insomma, a conclusione dell’incontro con il babbo di Samuele abbiamo deciso che, a storia, faremo anche qualche approfondimento su porte e finestre e sull’evoluzione del loro uso! Al prossimo appuntamento!

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20 Aprile 2024 | Raffaella Barbato
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Caro Vincenzo, sono Raffaella, la collega di Irene, e ti scrivo per raccontarti cosa è successo in terza: ci è venuto a trovare un nonno speciale, il mio babbo Raffaele.
Lui è un maresciallo dell’aeronautica in pensione e alla nostra proposta di venire a raccontare la sua passione per gli aerei, ha risposto con molta emozione.
I bimbi lo hanno accolto con entusiasmo, anche perché è venuto vestito da aviatore e con tanti modellini di aeroplani, strumenti e fotografie che loro hanno guardato a bocca aperta.
Il mio babbo ha raccontato che lavorava alla torre di controllo del 4° Stormo di Grosseto, ci ha spiegato come la sua passione sia continuata anche dopo la pensione, tanto che si è preso anche il brevetto per guidare i piccoli aerei e che spesso organizza manifestazioni in giro per l’Italia e nella nostra bella Maremma.
Questo mi è sembrato davvero importante, perché quando si ama quello che si fa, si continua ad amarlo sempre! E mi sembra proprio che i bimbi e le bimbe lo abbiano potuto leggere nei suoi occhi e nella passione dei suoi racconti.
Alla prossima, Vincenzo, e speriamo di poter organizzare una bella gita all’aeroporto di Grosseto, dove sei ovviamente invitato.

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2 Maggio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, questo periodo è stato veramente speciale, perché abbiamo avuto più ospiti del solito. Oltre al giovedì, c’è stato anche il martedì dei genitori con la mamma di Valerio, Kety Falchi, che ci ha affascinato con il suo lavoro, la logopedista.
L’emozione con cui ci ha detto di amare il suo lavoro rimarrà uno dei ricordi più belli di questo nostro percorso. Sin dall’ età di otto anni aveva pensato di diventare logopedista, per lei quindi essere riuscita a raggiungere il suo obiettivo è una grande soddisfazione personale, ma continua a formarsi con aggiornamenti e specializzazioni soprattutto nel campo che più la interessa, il funzionamento del nostro cervello.
Abbiamo scoperto che ci sono moltissimi casi nei quali è necessario l’intervento del logopedista, non solo disturbi nel parlare o nel deglutire. Kety è stata molto coinvolgente nel far capire bene alle nostre bambine e ai nostri bambini il suo approccio ai pazienti, hanno pensato e poi anche svolto, per gioco, alcuni esercizi di logica per loro divertenti.
Chi vorrà dedicare qualche minuto all’ascolto del podcast potrà rendersi conto dell’atmosfera che si è creata nella classe.
Infine vuoi sapere quali sono gli strumenti di lavoro preferiti di Kety? Penna foglio e creatività! Alla prossima.

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6 Maggio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, in questa nostra settimana così intensa, il giovedì dei genitori ci ha portato in classe Massimiliano Petri, babbo di Michelle. E con lui siamo ritornati a trattare uno dei temi più importanti dei nostri tempi, un tema sul quale la scuola è chiamata ad intervenire con ogni suo strumento e che il nostro plesso Rodari ha racchiuso nel hashtag #rodari2030, la salvaguardia dell’ambiente.
La sua azienda, infatti, ha brevettato un prodotto a base di mais in grado di sostituire la plastica per imballaggi, e ce lo ha fatto proprio provare e verificare con il suo cellulare dentro, lo ha imballato e lasciato cadere senza nessuna conseguenza.
L’obiettivo primario della sua azienda è “coniugare il benessere economico con il rispetto per l’ambiente”. Noi l’abbiamo trovata una soluzione eccezionale! Di educazione ambientale, del resto, abbiamo parlato anche con la nostra amica prof. Maria D’Ambrosio nelle recenti giornate napoletane, è una urgenza formativa per le giovani generazioni, a partire dai nostri più piccoli. E, per finire, una buonissima sorpresa, popcorn per tutti!!!
Comunque, Vincenzo, su questo tema avremo occasione di ritornare ancora con altri genitori, e penso che sia sempre così interessante! Alla prossima.

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14 Maggio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, oggi ti racconterò di due persone che conosciamo già molto bene, sono vecchi amici, i genitori di Vittoria, la sorellina di Carlotta della mitica 5z ai quali siamo molto affezionati e che hanno vissuto e condiviso con noi tante esperienze e tanto lavoro ben fatto, nella loro vita familiare e in quella professionale.
La mamma, Chiara Lorenzoni, è una insegnante della scuola secondaria di primo grado, e posso con certezza dirti che ogni giorno nelle sue classi, con grande professionalità e passione, realizza una “scuola con il lavoro ben
fatto”! Ma in questa occasione è venuta per accompagnare il racconto di Massimiliano Biagioni, il babbo, ingegnere meccanico, che dopo aver completato gli studi ha deciso, come attività lavorativa, di continuare a condurre la “bottega” di famiglia, “La Capannina del Pescatore”, luogo della sua infanzia dove andava ad aiutare i nonni.
Vincenzo credimi, Massimiliano ha affascinato le nostre bambine e i nostri bambini con nodi, esche e strumenti per la pesca, sicuramente molti di loro avranno chiesto di andare a pescare ai loro genitori, dopo quest’incontro. La sua bottega è un punto di riferimento importante e attivo nella vita del quartiere nel quale sai che la nostra Rodari si trova, il Senzuno! Quanti bei nodi colorati stanno riempiendo la nostra aula, tutti fatti con le loro mani, una bella lezione per le nostre bambine e i nostri bambini!
Del lavoro di Chiara parleremo più avanti, quando saranno più vicini al grande passo verso le scuole medie, anche
il nostro podcast questa volta racconta un simpatico colloquio di Massimiliano con la classe su esche e ami.
Ti anticipo che la narrazione del mare ritornerà ancora, a testimoniare come sia forte il legame che si crea con l’ambiente in cui viviamo! Un saluto in attesa del prossimo appuntamento.

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26 Maggio 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, in questo mese dedicato alla festa della mamma, noi ne abbiamo avute ospiti due e oggi ti racconto l’incontro con la mamma di Bianca, Nunzia Annoni, che, vedrai dalle foto, è venuta accompagnata dal fratellino di Bianca, che frequenta la scuola materna nella quale, come sai, in questo momento siamo ospitati.
Voglio segnalarti, per cominciare, una delle prime risposte che ascolterai nell’ intervista, quando, proprio alla sua Bianca, Nunzia dice di essere convinta che dobbiamo mettere amore in tutto quello che facciamo! Proprio come l’articolo 4 del Manifesto, uno di quelli che piace di più ai nostri ragazzi. La decisione e l’entusiasmo con cui lo ha detto sono incoraggianti per tutti noi!
Nunzia, come molte persone nel nostro territorio a vocazione prevalentemente turistica, ha scelto di dedicarsi nel periodo invernale al compito di casalinga, aggiungendo durante l’estate un lavoro graditissimo ai suoi clienti. Infatti ha una sua azienda a conduzione familiare e prepara, lungo la spiaggia, macedonia di frutta fresca tagliata sul momento per soddisfare i gusti di ogni persona! Ci ha fatto davvero venire l’acquolina in bocca e appena inizierà la stagione andremo ad assaggiarla. Dopo di che ci ha spiegato come riconoscere l’anguria (noi qui la
chiamiamo cocomero) migliore, la frutta più saporita e poi ci ha raccontato di quanto sia abile e veloce a tagliarla direttamente davanti al cliente.
Con lei poi abbiamo cominciato ad approcciare il problema del lavoro di una mamma, dei tanti impegni da conciliare e delle numerose difficoltà da superare. È un discorso molto impegnativo per le nostre bambine e i nostri bambini, ma importante nel percorso della consapevolezza.
Mentre auguriamo a Nunzia una buona stagione, consiglio ancora di ascoltare la sua chiacchierata con la classe! A presto.

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3 Giugno 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, ricorderai che il mese di maggio ci aveva portato alcune mamme ospiti del nostro giovedì, questa volta ti racconto Lucia Borrelli, mamma di Gaia.
Lucia, come tutte le nostre mamme, è molto presente e impegnata nella cura della sua famiglia, in particolare ovviamente di Gaia e del suo fratello maggiore, e deve conciliare questo grande impegno con il lavoro.
Affrontare in classe questo argomento è un modo per coinvolgere i bambini e renderli più consapevoli della loro quotidianità, e magari speriamo che la conseguenza sia una maggiore partecipazione attiva nella
gestione del tempo-spazio-casa.
Detto questo, la mamma di Lucia ha raccontato il suo lavoro, con sincera onestà ha detto che non era il lavoro dei suoi sogni, e questo le aveva creato anche il dubbio se venire a raccontarcelo o meno. Un tema difficile, anche questo, da affrontare con la classe, ma che pure fa parte del tema lavoro, e che Lucia ha saputo proporre con semplicità e delicata attenzione alle nostre bimbe e ai nostri bimbi.
Eppure, proseguendo nel racconto che potrai e potrete ascoltare, se vorrete, ci ha anche dimostrato come la nostra volontà, il nostro impegno possano modificare e migliorare le situazioni; lei, infatti, è diventata imprenditrice, ha collaborato a creare una ditta di pulizie, gestisce il personale e soprattutto, cerca di fare in modo che la sua ditta sia sempre preparata e pronta per affrontare le novità e gestire al meglio la clientela. E alcune soddisfazioni sicuramente ora le ha, a me, ad esempio, l’idea della creazione di un profumatore per ambienti personalizzato mi è sembrata proprio una grande idea, un segnale di una grande e importante cura verso il proprio lavoro!
Ci avviamo ormai verso la conclusione di questo anno scolastico e rimangono ancora solo due incontri con i nostri genitori, ma vedrai che saranno speciali. Al prossimo appuntamento!

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14 Giugno 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, eccomi a raccontarti il penultimo “giovedì dei genitori” di questo anno scolastico. È stato un incontro speciale, come sempre accade nella nostra classe, con il babbo di Alessandro, Andriy Synyshyn, che conosciamo da tempo perché la sorella di Alessandro, Sofia, era nella nostra quinta di quest’anno, la classe che ha appena concluso la primaria! Insomma, possiamo dire amici di famiglia!
Andriy viene dall’Ucraina, è qui a Follonica da alcuni anni, con lui e la sua famiglia abbiamo vissuto fin dal primo giorno il dramma della guerra in Ucraina, loro si trovavano in quel momento proprio lì a casa della nonna, insomma abbiamo condiviso momenti difficili che loro hanno saputo affrontare con molta forza, serietà e serenità. Andriy venendo in Italia, ha iniziato a lavorare come pescatore e ha scoperto presto la sua passione per il nostro mare, diventando sub esperto. Questa grande passione lo ha portato a conoscere Sandro Leonelli, un istruttore subacqueo esperto e grande conoscitore del mare davanti a noi, in particolare del tratto tra Piombino e l’isola d’Elba, dei suoi tesori e della sua ricchezza ittica. E quando il babbo di Alessandro è venuto in classe ha pensato di farsi accompagnare proprio da Sandro e da Daniele Bracciaferri, per poter raccontare meglio ai nostri bimbi le
meraviglie nascoste nelle profondità, le bellezze che popolano i fondali, i colori dei coralli e dei pesci.
È importante che i giovani e i più piccoli siano consapevoli della nostra ricchezza naturale ma anche e soprattutto dei problemi e dei rischi che il mare corre, per poter acquisire in maniera naturale e convinta comportamenti virtuosi che aiutino a salvaguardare il nostro ambiente.
Questi tre nostri amici hanno incantato i bambini non solo con i loro originali e affascinanti racconti subacquei ma anche con due video tratti da una grande mostra itinerante “Dentro il mare” prodotta da loro, approdata in questi giorni a Firenze.
Ora, purtroppo, devo però confessarti che in mezzo a tanta bellezza, qualcosa non ha tecnicamente funzionato e non potremo mettere a disposizione delle nostre lettrici e dei nostri lettori il nostro tradizionale podcast, l’audio è scomparso! Ma, fortunatamente, in questa occasione possiamo farci perdonare condividendo con voi i video di “Dentro il Mare” che Sandro Leonelli ci ha regalato, si possono vedere qui e qui.
Nell’ammirare le bellezze nascoste nelle profondità del mare che abbiamo qui davanti a noi, provate ad immaginare lo sguardo di stupore, curiosità e meraviglia delle nostre bambine e dei nostri bambini durante la visione in classe. Buona visione e al prossimo e ultimo, per quest’anno scolastico, appuntamento con i genitori.

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17 Giugno 2024 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, questo anno scolastico così intenso ormai è definitivamente concluso, le nostre bambine e i nostri bambini stanno già organizzandosi nel loro spazio – tempo – vacanza.
Il “giovedì dei genitori” si è chiuso alla grande con il babbo di Penelope, Matteo Guerra, potremmo dire per gioco, in quanto Matteo è il responsabile di uno dei negozi più grandi della catena Game Store a Grosseto e quindi puoi immaginare quanto questo destasse curiosità nei nostri giovani intervistatori.
Tutti hanno dimostrato grandi competenze nel settore, con domande tecniche e specifiche sugli ultimi aggiornamenti, prodotti e quant’altro ma, esaurite queste curiosità, Matteo ci ha guidato con molta professionalità e pazienza ad affrontare l’argomento che aveva pensato di discutere con noi, e ti assicuro che pur non avendolo concordato, è uno degli obiettivi più ambiziosi con i quali vorrei confrontarmi nel prossimo anno scolastico, il lavoro in team, il lavoro di squadra, gli ingredienti necessari, gli strumenti principali per lavorarci.
Il babbo di Penelope ritiene che la responsabilità della gestione di una attività che comporta anche la gestione di altre persone, non può essere una cosa ben fatta se non si svolge un lavoro di squadra in cui ognuno riesca a dare il meglio e sia responsabile del proprio operato.
Ad una della domande fondamentali “Qual è il tuo strumento di lavoro più importante?”, con nostro stupore, ha risposto “La voce perché mi serve per comunicare”. Per spiegare più chiaramente alle bambine e ai bambini il suo pensiero, ha consegnato a ciascuno di noi uno schema sul Team Work con alcune parole chiave sulle quali senz’altro torneremo per approfondire: comunicazione, collaborazione, obiettivo comune, dedizione, compromesso.
Matteo, che non esclude di poter fare un giorno quello che sognava da piccolo, lo scrittore, ci ha raccontato tanti modi e tante strategie per riuscire a lavorare insieme, per prevenire, per concordare e condividere, e da qui riprenderemo a settembre il nostro percorso sulle parole gentili e sulla comunicazione.
Con grande entusiasmo ed emozione ci siamo salutati, abbiamo figurativamente ringraziato tutti i babbi e le mamme che ci hanno accompagnato in questi giovedì e ci siamo dati appuntamento al prossimo anno scolastico.
E ora è già tempo di mettere in campo nuovi percorsi! Buona estate a tutte e tutti!

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18 Giugno 2024 | Un tuffo in V° A | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, siamo in pieno fermento per sognare e disegnare le attività del prossimo anno scolastico, ma vogliamo intanto salutare con grande affetto le ragazze e i ragazzi che hanno appena terminato la 5A e si preparano ad affrontare esperienze diverse alla scuola media!
Questa è stata una classe particolarmente legata, per varie ragioni, al quartiere Senzuno che ospita la scuola e le offre tante opportunità, come non ricordare le mamme scenografe e artiste del rione che da molto tempo ci aiutano nella realizzazione delle nostre performance e in particolare Sabrina Montomoli, la nostra mamma di Mattia e Iris, e Luciana.
E sono felicissima di essere riuscita a realizzare, per la fine dell’anno scolastico, un’idea che avevamo da moltissimo tempo, un laboratorio di “dolcineria” dalla nostra Pasticceria Peggi, un luogo accogliente di ritrovo, per un caffè o per assaggiare squisiti dolci di loro produzione, torte che rallegrano e impreziosiscono le nostre ricorrenze, insomma un punto di riferimento per tutto il quartiere che si trova proprio di fronte alla nostra scuola. Con tanta disponibilità ed entusiasmo, Stefano e la sua mamma Grazia hanno spiegato ai nostri bimbi gli strumenti di lavoro necessari per preparare tante delizie, poi li hanno rivestiti con coloratissimi grembiuli e un cappellino e hanno lasciato che mettessero le mani in pasta, da veri artigiani.
Che sorpresa per ragazze e ragazzi vedere e assaggiare i prodotti del loro lavoro! E quanto entusiasmo, e consapevolezza acquisita permettimi di aggiungere, a ritrovarsi per una volta non dalla parte del cliente ma dietro il bancone e addirittura nella sala operativa, la cucina!
Ringraziamo tanto la famiglia Peggi per averci dato l’ opportunità, tanto apprezzata dai ragazzi e dalle loro famiglie, di chiudere in dolcezza l’ultimo anno della scuola primaria!
Alle ragazze e ai ragazzi della 5A un augurio di buone vacanze, pronti ad affrontare nuove esperienze di lavoro sempre ben fatto!

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