L’aquila, il condor e l’umanità del Quetzal

Cara Irene ho appena finito di leggere un libro meraviglioso, Sopravvivere al XXI Secolo. È uscito nelle librerie lo scorso 19 Marzo, e il giorno stesso sono salito a prenderlo in Libreria Jepis Bottega, che da quando Giuseppe ha scoperto il libraio che alberga in lui insieme al filmaker, al narratore, al consulente, al formatore, al creativo e a tanto altro ancora, la mia vita a Caselle in Pittari è diventata ancora più bella.
Te lo ripeto amica mia, il libro è fantastico, Chomsky e Mujica sono fantastici, e pure Alvídrez, e non perché sei d’accordo ogni volta con quello che dicono, ma perché ogni volta ti mettono a pensare, persino quando mentre leggi pensi “questo è impossibile” o anche “questo sarebbe bello ma è troppo difficile da fare.” Proprio così, è più forte di te, ci pensi su, e pensandoci su accade che resti della tua opinione o anche che l’impossibile ti sembra possibile, il difficile diventa più facile. Perciò non intendo scrivere una recensione – per un libro così penso non abbia molto senso, bisogna leggerlo, tutte le donne e tutti gli uomini dai 15 – 16 anni in su dovrebbero leggerlo, secondo me – piuttosto provo a incuriosirti con qualche citazione rubata qua e là e un po’ di pensieri disordinati.

CITAZIONI RUBATE QUA E LÀ
Saúl Alvídrez, pagina 34
Per questo mi è impossibile rinunciare all’anelito a una vita straordinaria, una che segua ciò che mi detta il cuore, e vivere una vita così penso sia un diritto e una vocazione naturale di ogni essere umano. Questa è la strada del Quetzal. Infine […] voglio condividere qui due frasi che riassumono gli insegnamenti più preziosi che ho appreso dal saggio del Nord e dal saggio del Sud, e in cui ritrovo i valori essenziali che spiegano perché l’Aquila e il Condor dovrebbero volare insieme di nuovo.
“Pensa con la tua testa”, mi ha detto Noam Chomsky.
“Il vero trionfo è rialzarsi tutte le volte che si cade”, mi ha detto Pepe Mujica.

Pepe Mujica, pagina 71
Se si riesce a creare un mondo in cui l’unità sociale risiede in una coppia – tu e il tuo televisore e niente altro, tu e quel centro commerciale, tu e quel cellulare – se si riesce a fare questo, allora si possono controllare le persone, perché non collaborano più tra loro.

Saúl Alvídrez e Noam Chomsky, pagina 127
Professore, che cos’è per lei una vita ben vissuta?
Be’, potrei rispondere intanto con una frase di ‘Umar Khayyām: “Un pezzo di pane, una brocca di vino e quella persona [abbraccia Valeria, la moglie, e sorride]. A partire da questo si può pensare al resto.

Saúl Alvídrez e Pepe Mujica, pagine 128 – 129
Don Pepe, che significa dare un significato alla vita?
Mi sembra che la piccola differenza tra gli uomini e gli animali sia che, fino a un certo punto, l’essere umano può dare un senso e una direzione alla sua vita. […] Non bisogna aspettare di avere un mondo migliore: bisogna lottare per un mondo migliore, e un mondo migliore è possibile. Però ciascuno di noi ha un mondo migliore da costruire dentro sé stesso, e questo significa essere padroni della propria vita, non lasciare che sia guidata dall’esterno. […] Questo è possibile, ed è il messaggio più forte che bisogna trasmettere ai giovani: se non puoi cambiare il mondo, puoi cambiare te stesso, non lasciarti dominare. Questo è più che sufficiente.

Saúl Alvídrez, Pepe Mujica e Noam Chomsky, pagina 136
Don Pepe, com’è una vita ben vissuta?
Penso che sia quando dedichi la maggior parte del tuo tempo a ciò che ti piace, a ciò che ti motiva. E non può esserci felicità senza libertà.
E quando esiste questa libertà il lavoro può essere la parte più soddisfacente, o una delle parti più soddisfacenti della vita. Essere assorbiti da un lavoro creativo sotto il proprio controllo è un’esperienza incomparabile, e si deve agire perché le persone non ne siano più private.

Pepe Mujica, pagina 148
Democrazia significa, e deve significare, distribuzione del potere decisionale tra le persone.

Noam Chomsky, pagina 149
La democrazia nasce laddove c’è una popolazione informata, emancipata e propositiva che riconosce di poter agire, che è nella posizione di fare le cose in autonomia.

Pepe Mujica, pagina 155
Se non cambia la cultura, non cambia nulla.

Saúl Alvídrez, pagine 186 – 187
Questa è la missione storica dei millennials e dei centennials: costruire una civiltà di adulti capace di superare per tempo l’immaturità che rischia di cancellare il futuro della specie umana. […]
Adesso noi giovani dobbiamo capire e far capire che il problema non è la nostra classe politica; il problema è che la politica è una classe. Ecco perché il paradigma ora deve essere quello di governare noi stessi e non di affidare il nostro destino ad altri. E con altri mi riferisco ancora a quella piccola élite di governanti e miliardari che entrerebbero tranquillamente in una sola sala cinematografica e che però controllano il destino di otto miliardi di essere umani.

Noam Chomsky, pagina 201
Una delle cose che ho imparato da Valeria è a prendere molto più sul serio il messaggio di Paulo Freire: non si insegna alle persone, si impara da loro. Penso che qualsiasi buon insegnante sarebbe d’accordo. Quando parliamo ai giovani, dobbiamo incoraggiarli a pensare con la loro testa e a dirci cosa pensano o vogliono fare, a lavorare insieme per scoprire cosa è giusto per il mondo in cui vivranno.

Pepe Mujica, pagina 207
Il valore della vita non sta nel trionfare: non c’è nessun trionfo, perché alla fine la morte ci aspetta sempre. Il vero trionfo è rialzarsi ogni volta che si cade e ricominciare daccapo, in tutti i modi che si possono immaginare. Ricominciare è innamorarsi di nuovo quando si è giovani e una storia è andata male, è riprendersi da una malattia e rimettersi in moto, è perdere un lavoro e trovarne un altro, è che un amico ti tradisce e tu continui a farti degli amici, è saper sconfiggere la disperazione e non che la disperazione sconfigga te. Hasta siempre.

PENSIERI DISORDINATI
Per quanto il giovane Saúl si muova, giustamente, in punta di piedi, rispetto ai vecchi saggi del Nord e del Sud, Noam e Pepe, la chiarezza, la forza e l’originalità delle sue idee tiene botta alla grande sia nell’introduzione che nel capitolo finale, oltre naturalmente che nelle domande, nella ideazione e nella regia dell’incontro.

Mi è venuta voglia di saperne di più sul pensiero di Julian Assange, a cui Saúl dice di ispirarsi e a cui dedica il libro.

Senza la capacità di leggere la Storia, la capacità di Chomsky e di Mujica, 96 e 89 anni, di leggere il futuro, sarebbe impossibile, e incredibile.

Su 207 pagine quelle in cui non ho messo nemmeno un segno con la matita non arrivano a 10, e ce ne sono tante che sono tutte segnate, che bellezza.

La bellezza sta nella semplicità. Se sei sincero e prima di parlare hai pensato, ripensato, scavato abbastanza, puoi dire con parole semplici qualsiasi cosa.

Ritrovare qua e là nelle parole di Mujica, Chomsky e Alvídrez alcune idee, valori, principi che mi guidano da una vita mi ha fatto molto piacere. Tiene ragione Eduardo, gli esami non finiscono mai, e quelli con sé stessi sono i più difficili da superare aggiungo io, ma magari mi sbaglio.

L’uso della parola “sinistra” come sinonimo di qualcosa di giusto, o di positivo, da contrapporre a “destra”, non mi convince più, lo trovo un uso che da troppo tempo non corrisponde più alla realtà. Ludwig Wittgenstein, nelle prime pagine delle sue Ricerche filosofiche, scrive che “[…] ogni parola ha un significato. Questo significato è associato alla parola. È l’oggetto per il quale la parola sta”. Ecco, quello che penso io è che “sinistra” non è più l’oggetto per il quale la parola sta. Forse, abbiamo bisogno di una parola nuova per definire i valori, le idee e le azioni che sono raccontate nel libro. Forse.

POST SCRIPTUM
Cara Irene, sono stato preso così preso dall’entusiasmo per il libro che mi sono dimenticato di raccontarti il piccolo aneddoto che mi lega al lavoro di Saúl Alvídrez e al suo incontro con Noam Chomsky e Pepe Mujica.
Siamo nell’autunno 2019 e con mio figlio Luca stiamo terminando il nostro libro quando mi imbatto nel trailer del documentario di Saúl Alvídrez, è il periodo in cui sta raccogliendo fondi per portarlo a termine.
Rimango così colpito che nel mio capitolo finale de Il lavoro ben fatto, aggiungo queste righe, le trovi a pagina 151: “Ci vuole un cambio di paradigma, per questo dobbiamo mettere insieme tutti i mattoncini possibili e immaginabili, da quello di una giovane ragazza come Greta a quelli di due grandi vecchi come Noam Chomsky e Pepe Mujica, che ho visto in un documentario che racconta di amore, vita, libertà, potere e tanto altro ancora diretto dal giovane regista messicano Saúl Alvídrez.”
Proprio così amica mia, parlando del documentario, che ancora non è uscito, di fatto ho parlato del libro di Saúl 4 anni prima che fosse pubblicato. Incredibile!
Ti saluto, purtroppo il trailer non l’ho trovato, però c’è un servizio di LA7 che ne parla, dura due minuti e mezzo, buona visione.