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Le facce, le mani e la città della 5° A

PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza

SCUOLA
Scuola Primaria Buono Buozzi, I. C. Leopoldo II° di Lorena
Dirigente Scolastica: Paola Brunello
Maestre: Ilaria Scarpettini, Marta Vinciarelli
Classe: 5° A

CALENDARIO ATTIVITÀ
6 Ottobre 2020; 14 Ottobre 2020

#lavorobenfatto

CARO DIARIO

Martedì 6 Ottobre 2020
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Caro Diario, oggi comincia una nuova storia, ancora in una scuola primaria, ancora a Follonica, ancora in una quinta, ancora nella sezione A.
No amico Diario, non è tutto uguale all’altra storia, è diversa la scuola, la Bruno Buozzi, è diversa la Dirigente Scolastica, Paola Brunello, sono diverse le maestre, Ilaria Scarpettini e Marta Vinciarelli.
È già qualche anno che con la mia amica Paola Brunello, si proprio lei, la Preside, ci giriamo intorno, ma quest’anno è venuto il momento suo, e se la sperimentazione funziona magari continuiamo anche per i tre anni di scuola media, ma comunque una cosa alla volta, che lo sanno tutti che fine hanno fatto i poveri figli della gatta che andava sempre di fretta.

Allora, come faccio ogni volta quando comincia una nuova storia, ti faccio un breve riassunto delle puntate precedenti.
All’inizio ma proprio all’inizio c’è stata una bella e lunga telefonata tra la Preside e me durante la quale, come si dice di questi tempi, ci siamo allineati, nel senso che abbiamo definito le linee guida e l’idea di percorso da illustrare in una successiva riunione con le maestre Ilaria e Marta e anche con Irene Costantini, che lei la conosci bene, e la conoscono anche la Preside Paola e le maestre Ilaria e Marta, e insomma le ho chiesto di darmi una mano, sono 5 anni che lavoriamo assieme e la sua esperienza mi può essere di aiuto.
La foto che vedi di seguito dimostra che la riunione l’abbiamo fatta, dopo di che nei giorni successivi ci siamo parlati con la maestra Marta, ci siamo scritti con la maestra Ilaria, e abbiamo definito una prima ipotesi di percorso che le due maestre si sono gentilmente incaricate di mettere nero su bianco, ma di questo ti racconto la prossima volta, per oggi basta così, altrimenti poi dici che esagero.

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Mercoledì 14 Ottobre 2020
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Caro Diario, Giovedì scorso sono stato in classe insieme alle maestre Marta e Ilaria e alle ragazze e ai ragazzi della 5° A, è stato il primo incontro, ed è stato bello assai.
Nei giorni precedenti le maestre mi avevano scritto ma dato che non ti voglio dire tutto subito ti anticipo che il nostro percorso inizierà dall’autoritratto, dalla narrazione visiva che ogni componente della classe ha di se stessa/o, della propria faccia, della propria identità. Naturalmente potranno utilizzare tutte le tecniche e le modalità che ritengono più adatte a rappresentarsi, dal ritratto vero e proprio fino al disegno di oggetti o animali in cui pensano di riconoscersi, dopo di che racconteranno cosa hanno fatto, come lo hanno fatto, il perché lo hanno fatto cosi, e insomma poi te lo faremo vedere man mano che andremo avanti e sarà sicuramente meglio che dirtelo a parole come posso fare io.
Dall’autoritratto, dalle facce, passeremo alle mani, con la loro forma, le loro possibilità, il loro uso e significato, il loro rapporto con il lavoro e con gli attrezzi di lavoro, e a partire da qui ci collegheremo alle mani e al lavoro dei genitori e dei nonni, e chiederemo ai ragazzi di raccontare le loro esperienze di lavoro con le mani, e quelle dei loro familiari.
Fare le cose, costruire con la testa, con le mani e con il cuore, l’importanza di fare bene il proprio lavoro, la consapevolezza con cui occorre utilizzare le tecnologie vecchie e nuove, il martello e lo smartphone, il coltello e il web ci permetteranno di arrivare pian piano alla nostra idea di futuro, a come sarà secondo noi Follonica tra 10 anni, a cosa faranno gli uomini e a cosa faranno le macchine, i robot, l’intelligenza artificiale che sembra un concetto difficile e invece è facile come accendere la luce.
Questo cercheremo di fare, confrontandoci, mettendoci nei panni dedgli altri, ascoltando, immaginando possibilità. E questo ho raccontato io alla classe, con parole semplici, penso facendomi capire, attirando un pochino del loro interesse, spero.
Una cosa è certa, non gli sono stato antipatico, lo dico perché alla fine hanno fatto un sacco di domande su di me, sulla mia famiglia e su tanto altro ancora.
Con questo ti saluto, oggi mi ha riscritto la maestra Marta, dice che abbiamo iniziato il lavoro,
che le bimbe e i bimbi hanno realizzato il disegno libero, lo hanno presentato e raccontato ai compagni e hanno risposto a domande su come si sono sentiti e sugli stati d’animo che ha suscitato questa esperienza, e che tra domani e dopodomani mi manda i materiali e le foto che documentano il lavoro, sono troppo felice, appena mi arrivano ti riscrivo. A presto.