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La notte del lavoro narrato 2021

30 APRILE 2021 – OTTAVA EDIZIONE

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15 Aprile 2021
LA POESIA DI SABRINA LONGARI
Caro Diario, è dalla prima edizione che Antonio Fresa e il gruppo di amiche e amici del #lavoronarrato in Umbria sono protagonisti della nostra notte, e anche quest’anno sono con noi pieni di idee e di contenuti.
Questa poesia inedita dedicata alla nostra notte di Sabrina Longari l’ho incrociata ieri, e mi è piaciuta tanto, e ho deciso di condividerla con te. Mi raccomando, quando hai tempo fattelo anche tu un giro sul gruppo de La Notte del Lavoro Narrato in Umbria, ci troverai tante cose belle. Ecco la poesia si Sabrina.

Era una volta, eppure ancora oggi
la fatica non spaventa quando urlano
le bocche dei figli come uccelli nel
nido. E tu, figlio della terra e della luce
tieni stretto il coraggio per ricominciare
dopo i lutti le chiese vuote le opere orfane
di mani e ragione. Non aver paura, l’ulivo
fiorirà di nuovo, di nuovo torneranno
i raccolti le spose di Maggio e la speranza.
Sabrina Longari, 09/04/2021
Inedito per lanotte del #lavoronarrato 2021

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14 Aprile 2021
LO CHEF DI CARACOL
Caro Diario, ieri su Racconti dentro al Vulcano, il gruppo fondato e curato da Rosario Mattera, è arrivata la storia di Angelo Carannante, chef del ristorante Caracol. Allora, detto che dopo il 30 Aprile io lo contatto e vedo se ci vuole raccontare la sua storia, perché secondo me viene bella assai, ho deciso di fartene assaggiare un pezzettino, diciamo così, quello che ha condiviso Rosario ieri sul gruppo. Buona lettura amico mio, mammà che notte che ci aspetta.

Sono Angelo Carannante, classe ’79, chef del ristorante Caracol (Miseno – Bacoli), dal 2019 una stella Michelin.
La mia storia professionale, le basi del mio lavoro, nascono dalla mia voglia di essere cuoco. Alle mie spalle non ci sono storie di nonne, zie o mamme che cucinano.
Mamma napoletana e papà pescatore, puteolano doc, proveniente da una famiglia di pescatori, hanno fissato nei miei ricordi più le passeggiate sulla banchina la mattina presto, con i pescatori intenti a vendere il pescato giornaliero, che le cucina di casa.
Abito da sempre a Quarto con la mia famiglia, e al momento di indirizzare il mio percorso formativo, dopo le scuole medie, ho compiuto una scelta professionale iscrivendomi all’istituto alberghiero di Monteruscello, ai tempi succursale dell’Alberghiero di Bagnoli.
Quando ti metti ai fornelli, in un territorio come quello dei Campi Flegrei, pieno di attività ristorative, il lavoro vero arriva appena subito dopo il diploma. Come per molti le prime esperienze sono “sotto casa”, nei luoghi di battaglia, a farsi le ossa tra trattorie, ristoranti per cerimonie, infinite spicciolate. Siamo a fine anni ’90 e qui, tra Quarto, Bacoli, Pozzuoli, si parla soprattutto di questo.
Sono i periodi in cui non ti preoccupi se fai troppo tardi dopo lavoro per una birra con gli amici, o per una serata post servizio. Non fa niente se la mattina sei ancora un po’ assonnato e ti aspettano più di 10 ore di lavoro. Hai anche ancora il fisico per farlo.
È soprattutto per questo che i veri momenti formativi arrivano un po’ più tardi, verso i 25 anni, quando pensi meno allo svago e aumenti concentrazione sul lavoro e consapevolezza.
Di sicuro devo molto a tre esperienze che hanno delineato il mio modo di essere cuoco. La prima è sicuramente la Scuola Dolce&Salato con lo chef Giuseppe Daddio, che dal 2001 mi permette di formarmi in vari ristoranti e di realizzare tante esperienze diverse dalle realtà che avevo vissuto precedentemente.
In seguito approdo al ristorante Marennà (Sorbo Serpico – Avellino), all’interno della cantina di Feudi di San Gregorio, dove sono Sous-Chef di Paolo Barrale.
Dal 2012 al 2015 mi trasferisco al Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento come Sous-Chef di Luigi Tramontano.
Nel 2016, la proposta di un grande progetto mi riporta nei Campi Flegrei, ed è il coronamento di un sogno. Ad agosto del 2016 apre Caracol e torno finalmente a lavorare, a cucinare nel posto in cui sono nato.
Nel 2017 diventa mio partner di lavoro Ciro Sannino, Maître e Sommelier, insieme condividiamo i primi anni di una scommessa non facile. Insieme nel 2019 riceviamo il premio della Stella Michelin per il Caracol di Bacoli.
Ad oggi siamo ancora lì, anche in un periodo difficile per il nostro lavoro, e nonostante tutto, dopo una stagione che ha messo a dura prova tutto il nostro comparto, i nostri colleghi, nonostante tutto, con la nostra squadra tentiamo di migliorare la nostra proposta e il nostro lavoro. Il prossimo passo sarà quello di realizzare una vera rete di acquisto tra produttori per portare sulla tavola di Caracol un menù fortemente legato al territorio, che racconti questa terra, le sue storie, il suo lavoro.

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13 Aprile 2021
IL LAVORO NARRATO A GARGALLO

Caro Diario, ieri sera tardi mi ha scritto la nostra amica Silva Giromini, e sono troppo contento. Come dici? Ma no, che non tengo preferenze, per me sono tutte/i uguali, quelle/i che ci sono state/i, quelle/i che ci sono e quelle/i che ci saranno. No, è che so Silva come lavora, e come ci farà conoscere la sua comunità, Gargallo, che io neanche sapevo che esistesse prima di incontrare lei. E poi insomma sono un essere umano anche io, non faccio preferenze ma posso essere contento come “mi” piace a me, ecco.
Dai, leggi cosa mi ha scritto Silva e poi mi dici cosa ne pensi.

Ciao Vincenzo, sto realizzando quello che avevo in mente, mettici anche me e il mio blog tra i partecipanti, a La Notte del Lavoro Narrato di quest’anno. Da Gargallo. Il mio paese.
Che poi magari partecipo durante il giorno, e la sera me ne sto a guardare.
Ma per il 30 (e forse anche prima) sto scrivendo la mia storia con la mia comunità e ne ho altre due che sto costruendo con i protagonisti artigiani che hanno un’attività qui a Gargallo.
Sono troppo contenta. Anche se un po’ stanca.
Il nostro amico Raffaele Gaito nel suo libro dice che scrivere fa bene, è vero, io mi sto rilassando.
Buona notte amico mio. Racconto storie belle perché sono contagiose.
Silva

12 Aprile 2021
MARCELLO E ‘A PUTECA
Caro Diario, questo bellissimo racconto lo ha scritto Marcello Aversa nel gruppo social Una Notte Artigiana, leggi che bellezza.

La “Puteca”, la bottega, è stata un elemento essenziale nella mia vita artigiana.
È soprattutto a lei che devo, se posso permettermi, il mio piccolo successo personale.
È lei, infatti, che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione di un mio sogno, quello di trasformare una mia “passione” in lavoro.
Forse perché sin dall’inizio ho considerato la mia bottega non un luogo di lavoro ma un luogo d’incontro, nel quale curare più che i rapporti commerciali, quelli umani.
È avvenuto tutto con naturalezza, perché in me non si è mai spento il ricordo di mio padre che, da bambino, mi portava nelle botteghe del mio piccolo borgo, quando, anche lui artigiano, andava a trovare i suoi “colleghi”.
In quei luoghi, polverosi, confusionari, spesso un po’ cupi, durante quelle visite, le produzioni si fermavano, e si dava inizio a discussioni interminabili, alle quali via via si aggiungevano altri avventori.
Si dibatteva sui più svariati argomenti, dal lavoro, allo sport, alla politica, a quello che si era “appurato” dal barbiere.
A volte, vista la mia presenza, si usava un linguaggio più o meno cifrato, per parlare anche di donne, magari di quelle immortalate nei calendari e nei poster appesi, senza pudicizia, ai muri dei laboratori.
Che bei momenti, il tempo sembrava fermarsi e quegli uomini dalle mani rugose, callose e annerite, spesso molto anziani, sembravano ritornare bambini.
Non mancavano le discussioni, ma massimo una settimana e tutto tornava come prima.
Mastu Peppe, mast’Alduccio, mastu Peppe e Mastu Cicc, Naniell ‘o barbiere, mast’Andulin o stagnaro, mastu Bruno, Ndunuccio o scarpar, non dimenticherò mai quei volti e le loro gesta.
Non dimenticherò neanche l’odore della colla di pesce tenuta in caldo a bagnomaria, quello della colla vinicola, nella quale inzuppavo le dita, perché una volta secca mi piaceva rimuoverla come fosse una pellicina, il battere del martello sulle suole di cuoio, il calendario profumato custodito in una bustina in pergamena che Naniell ‘o barbiere dava a mio padre nel periodo natalizio.
È in una di quelle riunioni “artigianali” che ho assaggiato il mio primo sorso di vino, l’occasione era una festa di san Giuseppe al quale ognuno di loro era devoto, anche se non tutti erano ferventi cristiani. È stata, forse, la prima volta che mi sono sentito al centro dell’attenzione, attorniato dal ghigno beffardo di quegli uomini che aspettavano di vedere la mia reazione.
È soprattutto il fascino di quei momenti che mi ha condizionato nell’impostare la mia bottega, quella aperta circa vent’anni fa nel centro storico di Sorrento.
Nel mio laboratorio non ci sono macchine e nemmeno calendari di donne nude, ma un piccolo banco da lavoro, un forno per trasformare le mie argille in terrecotte e qualche mobiletto dove spesso “accatasto” tutto per dare una parvenza di pulizia.
Di “sedute”, quelle per accogliere i miei amici, però, ce ne sono abbastanza e se non bastassero, ci si affida alla “creatività” artigiana, anzi, ci si affidava, perché da oltre un anno, non riusciamo ad incontrarci più e tutto questo mi manca tanto.
Sarà perché, dagli amici e dai colleghi che ho incontrato tra queste mura, ho carpito tante cose che hanno contribuito alla mia crescita umana ed artistica, perché, è nell’altro che, spesso, si trova lo stimolo per andare avanti e migliorare, basta saper ascoltare.
Quante idee hanno varcato le porte di questa bottega, mostre, collaborazioni, finanche solidarietà.
Quanti personaggi ho conosciuto ed ascoltato in questa mia seconda casa, ognuno con una caratteristica diversa, ognuno con il suo bagaglio di esperienze.
Pasquale, uno degli ultimi traforatori di tarsia sorrentina che, nonostante l’età, continua a progettare “futuro” come fosse all’inizio delle sua carriera.
Mastu Peppe, che passati gli ottanta non ce la fa a lasciare il suo “banco”, sul quale, curvo, ancora, incolla intarsi su cofanetti e tavole.
Alessandro, un ceramista che fonde le sue idee e le sue visioni negli smalti delle sue ceramiche.
Salvatore, un orafo che da anni mi sopporta accontentando le mie richieste sempre più complicate.
Ernesto, un “poliglotta” dell’artigianato, che nato orafo, oggi costruisce mandolini e chitarre di grande pregio.
Claudia, una giovane stilista, che con coraggio ha aperto il suo atelier nel borgo di Maiano, dove da anni sogno di creare un centro di artigianato di eccellenza.
Wolf, Tonino, Joshep, Anna, Lucia, tanti, troppi, per poterli menzionare tutti.
Con tanti di loro si sono instaurati rapporti di vera amicizia.
In questi mesi, rispettando tutti i protocolli, sono riuscito ad incontrarne uno, massimo due alla volta, ma le emozioni non sono mancate. Per esempio ho condiviso dall’inizio un progetto del mio amico Franco, che col fratello Roberto è stato scelto dalla Fendi tra gli artigiani più talentuosi d’Italia, per produrre una FendiBaguette in intarsio sorrentino. È stato vivendo le sue gioie e i suoi momenti di euforia, i suoi dubbi e il suo scoraggiamento, che mi sono sentito partecipe del suo successo e ciò mi ha reso molto felice.
Ho continuato ad incontrare Tonino, con il quale continuo a progettare cose che all’apparenza sembrano impossibili.
Durante la Settimana Santa, mi sono visto con Antonio, un mio giovane amico amante dell’arte e delle tradizioni di questa Terra, è anche la sua passione che mi spinge ad andare avanti, nonostante tutto.
È venuto anche Nicola, mi ha parlato dei suoi problemi, abbiamo cercato assieme di trovare delle soluzioni, speriamo che riesca a risolverli.
Rino l’ho incontrato qualche giorno fa, mi ha detto che Tonino non ce l’ha fatta, che brutto colpo, era un uomo d’altri tempi.
Gioie, dolori, passione, scoraggiamenti, progetti, tutto questo circola libero nelle nostre botteghe.
Spero con tutto il cuore che gli artigiani che “vivono” queste botteghe possano continuare
ad accogliere di nuovo clienti ed amici, perché senza la bottega un artigiano non si sente tale.

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6 Aprile 2021
ANTONIO, IL LAVORO NARRATO E IL FUTURO
Caro Diario, di Antonio Fresa ti ho parlato tante volte, prof., giornalista, scrittore ma prima di tutto amico di una vita, di quelli che pure se non ti senti per mesi interi quando ti acchiappi riprendi da dove ti eri lasciato, normale, naturale, perché con gli amici veri funziona così, almeno per me. Antonio insieme a un gruppo di amiche e di amici sono anni che anima una bellissima comunità culturale in Umbria, la regione dove vive, e insomma anche quest’anno contribuiranno a rendere più bella la nostra notte con i loro racconti e le loro storie.
Antonio l’altro giorno mi ha mandato un messaggio con un brevissimo video per annunciare la partecipazione all’edizione 2021.
Questo il messaggio: “Carissimo Vincenzo, nei momenti più bui della storia ci sono stati uomini che hanno progettato il futuro e hanno visto lontano. Penso ad esempio alle tante opere che sono state scritte da chi era in carcere o al confino. Anche il manifesto di Ventotene di Spinelli, Rossi e Colorni fu scritto mentre erano al confino ma da quel testo prese le mosse il sogno europeo.
Ecco, il tema di questa ottava edizione potrebbe essere non tanto quanti problemi avete avuto ma quante innovazioni avete visto, quali soluzioni avete trovato e come sognate che possa essere il vostro lavoro domani.”
Il video invece lo puoi vedere qui.

Come dici? Sì, l’idea di Antonio e della sua comunità è molto bella, però adesso non ti entusiasmare troppo, pensa piuttosto che è il 30 Aprile è vicino, abbiamo bisogno di 10, 100, 1000 Antonio Fresa, insomma è il momento di darci dentro, di passare parola, di allargare il giro.

Jamme, Andiamo, Let’s go, Adelante.
‘Sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.

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27 Marzo 2021
LE CANZONI DEL LAVORO NARRATO
Caro Diario, mio padre avrebbe detto che è venuto il momento di “Vuttà ‘e mmane”, insomma di darsi da fare sul serio. Se ognuno ci mette il suo mattoncino – storia il 30 Aprile vivremo, raccontando il lavoro, la notte più bella che abbiamo mai vissuto. Per portarti nel clima, nel mood come direbbe Jepis, condivido la playlist che Giancarlo Carniani ha creato lo scorso anno con le canzoni del lavoro. È bellissima, io adesso tengo da scrivere, me la metto come sottofondo.

26 Marzo 2021
VILLA FERNANDES – BENE COMUNE
Caro Diario, qualche minuto fa mi è arrivato questa mail dal mio amico Vincenzo Bonadies:
Ciao Vincenzo, come va? Mi auguro bene come nella norma attuale.
Ti scrivo perché stamane volevo aderire come
Villa Fernandes – Bene Comune, rete di 23 associazioni di Portici, all’ottava edizione della Notte del Lavoro Narrato, il 30 Aprile 2021.
Come facciamo per aderire?
Ciao e a presto.
Vincenzo Bonadies
Come puoi immaginare sono stato contento assai caro Diario, ho inserito la rete di associazioni tra e partecipanti e gli ho scritto che nei giorni che verranno ci sentiamo così racconta a me e a voi come intendono procedere. Evvai!

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19 Marzo 2021
L’ORAFO DEL LEGNO
Caro Diario, un paio di giorni fa ti ho raccontato del nuovo gruppo Una Notte Artigiana, fondato da PeninsulArt, oggi sono andato a “rubare” una storia, lo farò di tanto in tanto, non solo con loro, ma con tutti i gruppi che partecipano alla nostra meravigliosa notte. Niente, mi fermo qui, anzi no, aggiungo prima che nel frattempo le/i partecipanti al gruppo sono diventati quasi 700.

Mi chiamo Antonino Guarracino e sono originario di Massa Lubrense. Mi definisco un “orafo del legno“. Fin da bambino sono stato attratto da tutto quello che era il mondo del legno, soprattutto dall’intarsio sorrentino. Passeggiando per le stradine del centro storico di Sorrento, restavo incantato nel guardare all’opera gli intarsiatori, veri e propri artisti. Un interesse divenuto vera passione, che mi ha portato a frequentare l’Istituto Statale D’arte F. Grandi di Sorrento, dove ho imparato l’arte dell’intarsio del legno. Subito dopo ho avuto il piacere di lavorare in questo particolare ambito applicato all’arredamento, poi le vicissitudini della vita hanno fatto sì che per un lunghissimo periodo lavorassi il legno nel campo della nautica.
Circa una ventina di anni fa mia moglie, che allora era la mia fidanzata, mi chiese di realizzare per lei uno spillone per capelli, quella è stata la molla che mi ha spinto a cimentarmi nell’esecuzione di gioielli ed accessori in legno intarsiato. Un esperimento riuscito! Adesso, unendo l’esperienza nautica e quella fatta nel settore dell’intarsio, ho aperto un laboratorio nel centro storico di Sorrento, proprio in quei luoghi dove i grandi artisti- artigiani, fin dall’Ottocento, realizzavano le loro opere.
Il mio obbiettivo principale è quello di dar vita a gioielli e accessori contemporanei, usando le antiche tecniche della tarsia lignea. Una nuova idea di artigianato che unisce tradizione, innovazione ed ecosostenibilità.
#lavoronarrato

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18 Marzo 2021
LE MANI DI VINCENZO
Caro Diario, ieri sera su Instagram è comparsa la foto che vedi sotto, che ha vederla qui è bellissima ma a vederla nella risoluzione sua è una meraviglia, scattata da Giuseppe Cacetta Pellegrino, mio compagno di avventura in questo sogno chioamato Scritte.blog.
Insieme alla foto, questo commento, sempre di Giuseppe naturalmente: “Tagliare a mano é una pratica che viene effettuata da persone esperte, che munite di pazienza e trincetto incidono sulla pelle con la giusta pressione per avere un taglio netto e preciso. L’esperto in questione é Vincenzo Benevento, artigiano del calzaturificio Patrizio Dolci. Le scarpe che ha tra le sue mani sono le prossime #scarpescritte. E sono le mie.”
Sì, questo è quello che ha scritto Cacetta, e secondo me basta, non c’è altro da aggiungere.

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17 Marzo 2021
UNA NOTTE ARTIGIANA
Caro Diario, quando dico che aprire una modalità “facile” ma straordinariamente coinvolgente, se gestita bene, per partecipare alla nostra notte sono i gruppi social certe volte sembre un matto, e invece è la pura verità. Ne avevamo avuto esperienza già lo scorso anno, che non a caso Antonio Fresa, Rosario Mattera, Colomba Punzo, Maria D’AMbrosio, Simone Bigongiari e Laura Ressa con i loro splendidi gruppi saranno con noi anche per l’edizione 2021, ne stiamo avendo la riprova anche quest’anno, con il primo nuovo gruppo, Una Notte Artigiana, fondato da PeninsulArt e coordinato dai mitici Marcello Aversa e Assunta Vanacore.
Aperto lunedì scorso, due giorni fa, ha già quasi 400 partecipanti, persone che amano quello che fanno, e lo raccontano, e lo continueranno a fare fino e oltre il 30 Aprile.
Carlo Rovelli dice che siamo ciò che raccontiamo, capisci allora quanto è importante tutto questo, quanto è importante rimettere al centro della narrazione dell’Italia e del mondo intero il lavoro, con le sue mille sfaccettature e le sue mille possibilità.
Dai, dai, dai, aiutami a passare parola amico Diario, che adesso è il momento di darci dentro, sarà l’ottava edizione della nostra meravigliosa notte, la seconda al tempo del covid, ma sarà la più bella di sempre, ci puoi contare. Forza, diamoci da fare.

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13 Marzo 2021
PERCHÈ È IMPORTANTE RACCONTARE IL LAVORO
Perché una vita senza lavoro è una vita senza significato, pure se tieni i soldi.
Perché siamo ciò che facciamo e ciò che pensiamo, non ciò che abbiamo.
Perché siamo ciò che raccontiamo.
Perché siamo quelli del lavoro ben fatto e vogliamo cambiare il mondo.

Funziona proprio così caro Diario, con i nostri racconti custodiamo ricordi, condividiamo credenze, coltiviamo speranze, immaginiamo futuri possibili, costruiamo comunità.
Le nostre storie di lavoro ci raccontano chi siamo. Chi siamo noi, chi sono le nostre famiglie, chi sono le nostre comunità. Ci raccontano cosa vogliamo. Cosa vogliamo per noi, per le nostre famiglie e per le nostre comunità. Ci raccontano il nostro futuro. Il futuro del mondo amico mio, perché abbiamo tutti un solo mondo e un solo destino.
Per questo è importanti esserci il 30 Aprile, esserci in uno dei mille modi possibili ma esserci, ancora una volta e più di ogni altra volta nessuno si senta escluso.

30 Aprile 2021. La Notte del Lavoro Narrato.
Jamme, Andiamo, Let’s go, Adelante.
‘Sta nuttata ‘e sentinmento nun è fatta pe’ durmì.

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4 Gennaio 2021
OTTAVA EDIZIONE
Caro Diario, come sai lo scorso anno a un certo punto mi sono visto perso, e invece alla fine è stata  La Notte del Lavoro Narrato più partecipata e condivisa di sempre, con una comunità assai vasta e attiva che si è incontrata, ritrovata,  raccontata perché crede nel lavoro e nel suo valore, nell’importanza di fare bene le cose, nella possibilità di vivere una vita migliore e di cambiare un pezzettino di mondo perché “qualsiasi lavoro, se lo fai bene, ha senso”, proprio come recita l’articolo 1 del nostro Manifesto.
Ti giuro amico mio, vorrei poterle ringraziare una a una tutte le persone che sono state protagoniste della nostra Notte, ma dato che non ce la faccio ricordo per tutte/i Simone Bigongiari, Giancarlo Carniani, Irene Costantini, Maria D’Ambrosio, Antonio Fresa, Cinzia Massa, Rosario Mattera, Colomba Punzo, Laura Ressa, Gigi Scuotto, Assunta Vanacore e Vito Verrastro, che insieme a me e a Giuseppe Jepis Rivello sono stati gli hub, i promotori, i catalizzatori della nostra notte.
Ora io non lo so come sarà quest’anno, se e come potremo incontrarci nelle nostre belle piazze, biblioteche, associazioni, aziende, scuole, bar, e naturalmente nella bottega di Jepis con la pizza di Michele, ovviamente stiamo sul punto, e non ci faremo certamente sfuggire la possibilità, se ci sarà, di realizzare iniziative dal vivo, abbracci e baci compresi.
Detto ciò, aggiungo che dell’esperienza che abbiamo fatto con i gruppi non intendo assolutamente fare a meno, per ora per l’ottava edizione siamo questi, ma sono certo che altri si aggiungeranno.

GRUPPI
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Una notte artigiana #lavoronarrato, fondato da Peninsulart
La notte del lavoro narrato, fondato da Vincenzo Moretti
La Notte del Lavoro Narrato in Umbria, fondato da Antonio Fresa
Racconti dentro al vulcano, fondato da Rosario Mattera
I. C. 83 Porchiano-Bordiga – Na “La notte del lavoro narrato”, fondato da Colomba Punzo
#Lavoronarrato con F2Lab e Embodied Education Lab, fondato da Maria D’Ambrosio
Ripensare il lavoro, fondato da Simone Bigongiari
La notte del lavoro narrato, fondato da Laura Ressa

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FORMAT
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Anche quest’anno ci accompagneranno i format che ci aiutano a coinvolgere persone, famiglie, associazioni, scuole, imprese e chiunque abbia voglia di partecipare alla nostra fantastica notte.

1. #CONLEMANI. Maestre/i artigiane/i realizzano in diretta una loro creazione dedicata al lavoro e la condividono sui social con l’hashtag #lavoronarrato.
2. #NOTTESOCIAL. Post, foto, video, messaggi dedicati al lavoro e al suo valore condivisi sui social con l’hashtag #lavoronarrato.
3. #PHOTOWORK. Fotografie dedicate al lavoro di ieri, di oggi e di domani condivise con l’hashtag #lavoronarrato.
4. #CINEWORK. Film e documentari online che raccontano il lavoro condivisi con l’hashtag #lavoronarrato.
5. #ALBUM. Il lavoro dei nostri genitori, dei nostri nonni, dei nostri figli, raccontato con l’hashtag #lavoronarrato.
6. #FLASHMOB. Per tutta la giornata del 30 Aprile 2021 basta scrivere su qualunque social #lavoronarrato, per me il lavoro vale e si partecipa al flashmob.

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PARTECIPANTI OTTAVA EDIZIONE
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51. Arci On Air, Stazione Radio, Cecina
50. Silva Giromini, Blogger, Gargallo
49. Azienda Agricola Vitivinicola Torre Rosano, Roccanova
48. Alfonso Tepedino, Fotografo e Videomaker, Buonabitacolo
47. Theodora, Centola
46. Arte Presepiale De Luca, Quadrelle
45. Gianfranco Montano Bespoke, Santarcangelo
44. Biblioteca Comunale Pinuccio Sala, Montoro
21. – 43. Villa Fernandes – Bene Comune, Rete di 23 Associazioni, Portici
20. Associazione Il Bucaneve, Avellino
19. Greeneed Intrecci, Caselle in Pittari
18. Antonio Monizzi – The Marketing Coach, Salerno
17. Gioiosa 4 Punto Zero, Gioiosa Marea
16. Pandomè, Madrid
15. Simox, Napoli
14. Malazè, Campi Flegrei
9. – 13. Comune di Follonica, Magma Follonica, I. C. Follonica 1, I. C. Leopoldo II di Morena, Gruppo Heos, Follonica
8. La Pietra Azzurra, Vallo di Diano, Sala Consilina
7. La Pietra Azzurra, Cilento, Cip, Caselle in Pittari
6. Istituto Comprensivo 83° Porchiano Bordiga, Napoli
5. Associazione PeninsulArt, Penisola Sorrentina
4. FrasiVolanti Blog, Bari
3. Lavoradio, Italia
2. Jepis Bottega, Cip, Caselle in Pittari
1. #LavoroBenFatto, Cip, Caselle in Pittari

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PERCHÈ
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Perché ci piace l’Italia che pensa lavoro, dunque sono, merito rispetto, considerazione. L’Italia che dà più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che le persone sanno, e sanno fare, e meno valore a ciò che hanno. L’Italia che crede nel lavoro come identità, dignità, diritti, responsabilità, autonomia, futuro e dunque non lo considera soltanto un mezzo, una necessità, ma anche un fine, una possibilità.
Perché siamo quelli del lavoro ben fatto e abbiamo ancora voglia di cambiare il mondo.

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CREDITS
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La Notte del Lavoro Narrato, da un’idea di Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo.
Attività di narrazione partecipata promossa e diretta da #LavoroBenFatto e Jepis Bottega.
Con la partecipazione di una fantastica comunità fatta di migliaia di donne e uomini che condividere la voglia di raccontare l’Italia attraverso il lavoro ben fatto di questa grande e bella comunità composta da donne e uomini accomunati dalla voglia di fare bene le cose, di trovare nel lavoro il senso di una vita più ricca e più degna di essere vissuta, di contribuire tutti assieme, portando ciascuno il proprio mattoncino, al Rinascimento dell’Italia.

https://vincenzomoretti.nova100.ilsole24ore.com/2021/01/04/la-notte-del-lavoro-narrato-2021/