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Storie dal futuro, il mio tempo, Cip 2035

LA STORIA
Caro Diario, questa storia nasce come esperimento di narrazione nell’ambito delle attività della Piccola Scuola Jepis Bottega, l’ultima creatura di Giuseppe Rivello. È una storia come le cipolle, ha più strati, e io così te la racconto, a sfoglie, senza un inizio e una fine, anche perché davvero vorrei che questa storia non finisse mai. Sei pronto? Allora seguimi.

IL RACCONTO
Il vecchio e il bambino
È il mio racconto, la storia che ho scritto, il mio output. Scrivere racconti è quello che so fare meglio o comunque quello che sono abituato a fare di più, ma stavolta è anche quello che non volevo fare, ma di questo ti dico tra poco. Per adesso aggiungo soltanto che la storia che è venuta fuori mi piace, e per come si era messa non era scontato.

IL PERCORSO E IL PROCESSO

L’esperimento di narrazione
Tra le attività della Piccola Scuola ci stanno gli “Esperimenti di narrazione”. Quello da cui è nata la mia storia si intitola “Raccontare una persona”. Ora ti devo dire una cosa che mi crea un profondo imbarazzo amico Diario, perché riguarda Jepis, con il quale ho un rapporto di complicità umana e professionale che non uguali, perciò te lo dico adesso e non lo ripeto più, io un Maestro che ti porta per mano come fa lui alla sua età, se me lo raccontavano non ci avrei mai creduto.
Ci scrive ogni settimana una mail, ci dice la durata dell’esperimento, nel caso specifico dal 1 al 30 Novembre 2020, ci spiega le modalità di lavoro e ci dà le indicazioni sulle piattaforme che utilizzeremo, con i link alle suddette piattaforme, il tool, la timeline di lavoro e i contenuti che di volta in volta vengono condivisi, e poi anche l’indicazione della specifica attività e del suo contenuto, che naturalmente cambia settimana dopo settimana.
In più ci sono le dirette, le discussioni che portiamo avanti nel gruppo, gli incontri settimanali dove ciascuna/o non solo fa il punto sullo stato dell’arte, ma collabora e chiede e offre aiuto, sulla base delle proprie competenze e del proprio tempo e tanto altro ancora. Credimi, è una meraviglia. Per darti un’idea almeno visiva ti metto uno screenshoot della piattaforma che utilizziamo per tenere assieme tutte le attività, con la timeline e il resto, tutto facile da usare e da condividere.

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La storia del racconto
Al principio avevo pensato di raccontare il mio amico Mario Greco, il Barbiere De Giulio, e sono andato avanti convinto di riuscirci per tutta la prima settimana. L’idea era di registare una conversazione con lui e di realizzare un podcast, senza scrivere niente. Dopo di che, proprio come accade nella vita vera, all’ultimo momento non ci siamo combinati, e così mi sono ritrovato senza storia. Naturalmente ho esplicito questa mia difficoltà durante il secondo tavolo di lavoro, quello in cui bisognava presentare lo stato di avanzamento, e, proprio mentre ne parlavamo, è venuta fuori l’idea di raccontare la storia che poi ho scritto, non dico niente sul contenuto altrimenti faccio un altro guaio.
Facciamo così, tra un paio di settimane, quando tutte/i quelle/i che avranno voluto farlo avranno letto la storia, ritorno e ti racconto perché ho pensato di raccontare propria questa storia, e delle difficoltà che ho avuto, e anche perché poi alla fine mi è piaciuta. Intanto la voce la aggiungo, poi la riempiamo tra un paio di settimane.

Il perché
Vedi sopra.

IL TITOLO DEL RACCONTO
“Il vecchio e il bambino” è stato il primo titolo che ho pensato, perciò anche il primo che ho scartato, mi era sembrato troppo scontato, ma sì, diciamolo, banale. I titoli successivi sono stati “Buon compleanno nonno”, “Vincenzo e Vincent”, “Vincent” e “La festa di compleanno”, la versione che ho pubblicato sulla piattaforma venerdì.
Stamattina “Il vecchio e il bambino” si è ripreso la scena, mi sono ricordato che a Giugno Francesco Guccini ha compiuto 80 anni, l’età del nonno del mio racconto, e così il titolo è diventato una dedica, ed è cambiato tutto.
Naturalmente ho anche riascoltato la canzone e mi sono andato a riprendere il testo, consiglio anche a te di farlo, soprattutto dopo che hai letto il racconto. Per ora non posso dire altro, altrimenti spoilero il racconto, tu ricordati soltanto che Radici, l’album che contiene il brano, è del 1972.

IL TITOLO DEL POST
Anche il titolo del post ha una sua piccola storia che va raccontata, perché all’inizio era lo stesso del racconto, però poi ne ho parlato con mastro Jepis e ho cominciato a pensarci su.
Il mio titolo del racconto è quello, mi sono detto a un certo punto, però posso cambiare il titolo del post, e così ho cominciato a buttare giù varie possibilità fino a che non sono arrivato a quello che mi piaceva e l’ho postato in chat a Jepis. Il mio era “I miei ottanta anni a Caselle, all’Urmu, Settembre 2035″, il suo “Storie dal futuro, il mio tempo, Cip 2035″, e naturalmente ha vinto il suo.
Come dici amico Diario? Così mi sono fatto dare l’aiutino? Niente affatto. In primo luogo, perché se così fosse, sarebbe un aiutone, non un aiutino. E poi, soprattutto, perché il senso degli esperimenti di bottega è anche questo, la voglia e la necessità di interagire, di condividere, di contaminare, è capitato anche a me durante i tavoli di lavoro di dire qualcosa che è stato utile per le altre storie. Te l’ho detto già un milione di volte, 4 occhi sono meglio di 2, 8 meglio di 4, 16 meglio di 8 e così via.

IL PODCAST
Qui forse un giorno ci sarà il podcast, in quattro episodi come la storia, perché al podcast ancora non ci ho rinunciato, e Jepis ha avuto una bellissima idea, perciò resto fiducioso, ma per ora non posso dire con certezza che registreremo la storia, perciò il forse ci sta bene.

IL DISEGNO DI COPERTINA
Ti giuro caro Diario, il disegno lo avevo fatto, sopra ho messo un cielo azzurro, un sole rosso e due rondini, sotto un vecchio e un bambino di spalle che camminavano tenendosi per mano, era orribile come disegno, ma ci ho lavorato due ore, dalle 4:30 alle 6:00 a. m. e mi piaceva un sacco, l’ho fatto su una piattaforma online, però poi invece di salvarlo l’ho cancellato, e non l’ho saputo più rifare. La cosa mi ha guastato la giornata ma questo è. Non lo so, magari ci riprovo, ma non me la sento di prendere impegni.
Ci ho riprovato amico Diario, ho chiesto aiuto alle amiche e agli amici della Piccola Scuola, da lì ti assicuro potrebbero venire copertine meravigliose, ma ci ho tenuto a farmi anche la mia.
La prima è stata questa, l’ho fatta con la penna rossa a mano su un foglio di carta e poi l’ho fotografata. Non fare commenti sulla bellezza del disegno che non è quello il punto, se non lo capisci è un problema tuo.

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Con il computer ho passato mezza mattinata a migliorare (?) il mio lavoro, sono venute fuori 3 versioni, una è quella che ho scelto come copertina, le altre due te le metto qui, non si vedono le gambe del nonno e del bambino, ma ci sono.

Ecco, per adesso direi che per quanto riguarda l’immagine di copertina è tutto, ma solo per adesso, spero.

ANTONIO, JEPIS, LAURA, LUCA E TONI
Qui, mano a mano che arrivano, trovi i link ai lavori di tutti gli altri partecipanti all’espiremento di narrazione, compreso Mastro Jepis. Come hai potuto vedere, noi della Piccola Scuola siamo una squadra, e le squadre si comportano così, uno per tutti e tutti per uno.

Luca Pellegrino

 
Laura Ressa
Artigiani dal passato: viaggio nel 2200 di tre moschettieri custodi del tempo