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Bottega O

Università Suor Orsola Benincasa
Corso di Comunicazione e Cultura Digitale
Bottega O: Maria D’Ambrosio, Vincenzo Moretti, Giuseppe Jepis Rivello; Bruno Aiello, Roberta Avallone, Valeria Boccara, Riccardo Cerino, Nicola Chiacchio, Roberta Cicellin, Domenico Cimmino, Claudio De Benedetti, Alessandra Di Dio, Emanuela Di Pinto, Alfonso Di Stasio, Ferdinando Gagliotti, Arianna Giordano, Federico Guadagno, Nunzia Iengo, Adele Iorio, Lorenzo Lacala, Alessandra Martino, Maria Gabriella Mosca, Lorenzo Muto, Antonio Piscopo, Andrea Postiglione, Gabriele Punzo, Alessia Rondinella, Luisa Scherillo, Isabella Schiano di Cola, Adele Toscano

#lavorobenfatto

CALENDARIO
8 Ottobre 2020; 9 Ottobre 2020; 11 Ottobre 2020; 15 Ottobre 2020; 16 Ottobre 2020
21 Ottobre 2020; 23 Ottobre 2020; Made in Bottega

#lavorobenfatto

CARO DIARIO

Giovedì 8 Ottobre 2020
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Caro Diario, quest’anno ci sono diverse novità sotto le stelle del Corso di Cultura e Comunicazione Digitale a Unisob. Innazitutto è cambiato il luogo, non più l’aula fisica ma quella digitale, come puoi vedere dalla foto di copertina. Poi sono arrivati i rinforzi alla voce docenti, perché quest’anno assieme alla mitica Maria D’Ambrosio e a me ci stanno anche Giuseppe Jepis Rivello e la sua Jepis Bottega, che loro li conosci bene e non sto qui a ripeterti le cose.
Naturalmente sono cambiati anche le/i protagoniste/i, le studentesse e gli studenti del 2° anno, e anche i due ritorni, Nicola Chiacchio e Alessandra Martino sono particolari, perché sono ritorni nel senso vero della parola, sono della specialistica non della triennale, e chissà che quest’anno l’idea di avere dei tutor che ci affiancano nel nostro lavoro non possa realizzarsi concretamente.
Ora sarei un bugiardo se dicessi che non mi è mancata l’aula quella fisica, e anche l’entrée e la pasta da Maria, però ci sono anche dei vantaggi, soprattutto per lavorare come intendiamo lavorare Maria, Jepis e io, tenendo assieme pensare e fare, imparare e realizzare, non a caso quest’anno l’abbiamo chiamata Bottega O, o non zero, che pure è un numero straordinario, ma noi siamo innovatori anche perché abbiamo cura delle nostre radici e del nostro passato.

Come dici amico Diario? Vuoi sapere come è andata? Aspettare è un verbo che non ti piace, come se non lo sapessi che ti racconto tutto ma quasi tutto quello che facciamo.

Il titolo del primo episodio potrebbe essere “Piacere, mi presento”. Per cominciare Maria, poi io e Jepis, mentre alle ragazze e ai ragazzi abbiamo chiesto di raccontarsi per iscritto e inviare tutto via mail, mi piacerebbe molto pubblicare qualche loro bella storia anche quest’anno, ma vediamo, fino ad ora sono arrivate storie molto normali, niente che mi faccia vedere il sacro fuoco dell’ideazione, della creatività, dei sogni, della passione, della volontà di arrivare. Ma per ora sono poche/i, vediamo che succede.

Il secondo episodio potremmo invece chiamarlo “Bottega O”, le linee guida del nostro approccio, cosa vogliamo fare, come lo vogliamo fare e perché. Abbiamo anche spiegato perché è fondamentale che ciascuna/o di loro studi due libri adesso, non alla fine del corso, perché serve condividere da subito l’approccio, il background culturale a partire dal quale studiamo e lavorare, insomma in che senso e perché siamo una Bottega e quali saranno i vantaggi che avranno lavorando e studiando in questa maniera.
Che ti devo dire, io spero tanto che ci siamo spiegati, in ogni caso ieri pomeriggio con Maria e Jepis abbiamo deciso che ci devono inviare entro Domenica 18 alle ore 20:00 un loro contenuto (testo, audio, video, segnali di fumo) nel quale raccontano i due testi che hanno studiato. Domani lo ribadiamo in Bottega, ma intanto glielo abbiamo detto.

Infine un titolo del terzo episodio potrebbe essere “Da consumatori a produttori”, naturalmente di contenuti. Naturalmente in 36 ore non è che riusciamo a costruire un palazzo, ma possiamo gettare le fondamenta, e tirare su i muri maestri, quelli che come dice il grande Wittgenstein sorreggono l’intera casa.
Su questo punto ci siamo scambiati un po’ di contenuti, un po’ di ragionamenti e un po’ di suggerimenti, sia in Bottega che dopo sul gruppo social, per esempio Emanuela Di Pinto ha racocntato del suo lavoro di critica culturale, teatrale e cinematografica a periodicodaily.com, nel pomeriggio ho guardato alcune cose che fa e mi sono piaciute, mi devo ricordare di dirle di mettere una sua foto nel profilo e di raccontarci perché ci sono 80 suoi articoli e nemmeno un commento, se i commenti non sono disattivati.

Cosa aggiungere ancora? Per esempio che i tre episodi come accadrà spesso sono stati molto circolari, nel senso che non sono statici, a camera stagna, si passa da una cosa all’altra, ci si ritorna su, si approfondisce, per certi versi si gestisce il caos, che alla fine funziona così nella vita vera, la quiete nell’universo non esiste. O anche che ci dobbiamo abituare a interagire di più è meglio, ad essere attori più che spettatori, consapevoli della fatica e della preparazione che ci vuole per stare al centro del palcoscenico. O infine che conto sulla Bottega per recuperare le cose che non ti ho raccontato, volutamente o perché me le sono dimenticate, chiederò a tutte/i di interagire e di completare il racconto della prima giornata, vediamo cosa succede.

Ecco, per ora direi che è tutto, non escludo di ritornare, in ogni caso domani la Bottega riapre e spero nel pomeriggio di ritornare.

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Venerdì 9 Ottobre 2020
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Caro Diario, come ti avevo accennato un po’ di bio/racconti erano già arrivati ieri mattina, altri sono arrivati tra ieri pomeriggio e stamattina e altri ancora arriveranno, comunque nella lezione di oggi siamo partiti proprio dai bio/racconti e da alcuni messaggi nella bottiglia che ci hanno suggerito, eccoli:

1. Non riducetevi all’ultimo momento, insieme al tempo vostro c’è il tempo nostro. Non vale solo per il corso o per le prove di esame, vale nella vita.
2. Quando scrivete una mail mettete sempre l’oggetto.
3. Nella presentazione non ripetete quello che abbiamo chiesto, ve lo abbiamo chiesto, lo sappiamo già.
4.Creare un proprio modo di raccontare, il mio è caro Diario ma voi fate venire furoi il vostro.
5. L’importanza di rileggere e correggere i refusi.
6. Scintilla è una bellissima parola, alimentatele sempre le vostre scintille, non fatele mai morire.
7. Chi siete mettetelo nell’oggetto (presentazione di …) o nella mail di accompagno, non nel racconto.
8. Il giornalista non dà voce agli altri, dà voce ai fatti e, attraverso i fatti, contribuisce a formare l’opinione pubblica.
9. Bisogna navigare in mari aperto, tra sogni e realtà.
10. Nella scrittura la capacità di essere brevi è quasi sempre un pregio. A patto però di non essere frettolosi e di scrivere tutto quello che serve.
11. È stato sempre difficile essere giovani, in qualunque epoca, in altre più di adesso, perciò niente lamenti.
12. Raccontarsi è giusto sempre, e serve, a qualunque età.
13. È importante usare le parole nel modo giusto.
14. Cambiare il mondo è bello. E si può. A patto di lasciare le finestre aperte per fare entrare quello che fanno gli altri. Quello che aspirano a riuscirci solo con le loro idee e le loro azioni sono i dittatori.
15. Essere o sentirsi distaccati da questa società e fare il giornalista è difficile. Per il giornalista sportivo ancora di più. Lo sport è dominato dal dio denaro e vi imperversano alcune delle logiche e delle regole peggiori che governano il mondo.
16. In una presentazione è utile ci sia chi siete, cosa volete fare, come volete farlo, perché volete farlo.
17. Per scrivere bisogna leggere. Per scrivere bene bisogna leggere tantissimo.

A questo punto prima la prof. Maria D’Amrosio, e poi Lorenzo Lacala, Alfonso Di Stasio, Valeria Boccara, e … sono intervenute/i ed è venuta fuori una gran bella discussione che ha coinvolto, tra le altre cose, i giovani e quello che hanno da raccontare, zio Paperone, il lavoro di farmacista, il tiro con l’arco, Don Chisciotte della Mancia e Miguel de Cervantes, per ora non ti dico di più perché non voglio spoilerare alcune belle storie che arriveranno nei prossimi giorni.

L’ultima cosa che devo dire a te è che causa grande successo del libro e-Learning – la casa editrice lo sta redistribuendo – abbiamo spezzettato la data della verifica, rimane Domenica 18 Dicembre alle 20:00 per il libro Il lavoro ben fatto e appena possibile decidiamo la data per e-Learning.

L’ultima cosa che dello dire alle ragazze e ai ragazzi è che frequentare Bottega O non funziona come per le lucine sull’albero di Natale, che quelle si accendono e si spengono. Chi viene in Bottega è tenuto a esserci sempre, con la tolleranza di una volta per causa di forza maggiore, chi non viene non viene e amici come prima; venire a volte sì e a volte no, farsi vedere ecc. non solo non si può fare ma è controproducente. Come ci siamo detti durante la scorsa lezione, astenersi perditempo. Alla prossima.

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Domenica 11 Ottobre 2020
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Caro Diario, Nicola Chiacchio ha deciso di dare dignità alla parola tutor e ha scritto un bellissimo commento a Il mestiere di scrivere di Raymond Carver, lo puoi leggere qui. Quello che penso io lo trovi alla fine del suo racconto, ti lascio perciò il commento di Maria D’Ambrosio: Grazie Nicola! Hai colto il senso dello studente senior e hai preparato le basi di un lavoro e di una metodologia comune per tutta Bottega O. Mercoledì in bottega ci sarà un bel lavoro da fare.
Detto ciò, aggiungo che il testo di Nicola è un ottimo punto di riferimento per il lavoro che bisogna fare con Il lavoro ben fatto e E-Learning.

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Giovedì 15 Ottobre 2020
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Caro Diario in Bottega O si comincia a lavorare sul serio. Le 3 ore che abbiamo a disposizione il Mercoledì ci permettono di approfondire un po’ di più le questioni e anche la partecipazione dell’insieme della bottega comincia a farsi più interessante. Oltre a Nicola Chiacchio anche Valeria Boccara ha scritto la bella storia che ho condiviso con te – a proposito, alla fine del post c’è una nuova sezione, Made in Bottega – qualcuno ha cominciato ha raccontare i propri progetti, in particolare quello di Lorenzo Muto è stato interessante da discutere, e con un’attività di brainstorming abbiamo anche individuato 10 parole/idee guida/hashtag utili per mettere su un progetto, eccole:
1. Idea; 2 Relazioni; 3 Risorse (economiche e organizzative); 4. Contesto: 5. Costanza;
6. Strategia; 7. Attrattività; 8. Comunicazione; 9. Fame; 10. Metodo.
Per la verità insieme a queste sono arrivate anche altre belle parole, ma insomma queste ci sono sembrate quelle più adatte. Tra gli altri argomenti che abbiamo discusso il mestiere di giornalista, un evergreen, l’importanza di leggere molto per scrivere bene, il concetto di verità con particolare riferimento all’informazione, l’importanza di raccontare i fatti e di tenerli separati dalle opinioni, il lavoro di inchiesta, la verifica delle fonti.
Domani abbiamo lezione dalle 10:30 alle 12:00, nel pomeriggio ritorno.

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Venerdì 16 Ottobre 2020
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Caro Diario, oggi in Bottega che alla fine della lezione a turno, un’artigiano o un artigiano la racconta, e così abbiamo fatto. Per ora non aggiungo altro, buona lettura.

SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMA
di Alessandra Martino

“Certi dubbi ti rendono la vita chiara … Discutere, confrontare, dialogare, affrontare i problemi, ammettere le colpe non condannare … questo vuol dire avere la giusta maturità per crescere e migliorarsi …”
Cara Aula O, anzi, Bottega O, prima o poi mi abituerò a chiamarti così, come ben sai, io e il professor Moretti non amiamo particolarmente gli inglesismi ma oggi c’è stata un’eccezione, a volte, sono necessari ai fini di utilizzare una terminologia corretta. Oggi, grazie ad un intervento di Jepis abbiamo fatto caso ad un tema veramente importante, e per niente banale, la “Reason why”, ovvero, tutto quello che esprime l’essenza del tuo lavoro.
Tutti sanno cosa fanno, alcuni come, pochissimi perché. Anche inconsciamente, la scelta di un prodotto piuttosto che di un altro non è condizionata dal prodotto stesso, ma dal perché.
I perché possono essere tanti: “Perché mi piace”, “Perché mi serve”, “Perché mi è utile”. Ecco, questa è la vera domanda. Ciò per cui ogni comunicatore si strugge.
Succede per l’abbigliamento, per il cibo, per un prodotto specifico. Che sia il rivolgersi al rivenditore di fiducia, oppure al marchio in particolare, quando la gente acquista, non compra solo un prodotto o un servizio. Compra “l’azienda”, ne abbraccia la filosofia, entra nel suo “mondo possibile”. Le persone ne vogliono fare parte.
A volte può essere il mero prezzo, ma, credimi, nel 99% delle volte è proprio la tua essenza ciò che ti rende preferibile. La Reason why è la risposta.
Nonché, l’unica via possibile per implementare un corretto flusso comunicativo tra te e il tuo target. Questo è ciò che devi comunicare. E non devi mai perderla di vista. Ogni strategia, campagna, comunicazione deve svilupparsi da questa. È il tuo principio primo.
Come trovare la propria Reason Why? Semplice, come ricorda il prof. Moretti, sempre per fare “un lavoro ben fatto” bisogna trovare il proprio posto nel mondo e differenziarsi.
Non sono qualcosa di sconnesso ed indipendente. Anzi, il primo è visceralmente collegato e conseguenza del secondo.
Bisogna essere differenti, posizionarsi in modo differente, comunicare in modo differente. E proprio per questo non dobbiamo dimenticare come abbiamo precisato oggi ad inizio lezione io e Nicola Chiacchio, un bravo comunicatore come ci ha insegnato Rovelli “In sette lezioni di fisica” è colui che guarda oltre, e riesce a comunicare in modo chiaro e semplice la cosa più difficile, come può essere la fisica, ed inoltre che l’uomo è l’unica specie ad essere curioso per natura e non contro natura perché si pone continuamente domande. Ciascuno di noi ha delle grandi capacità, delle grandi risorse, di cui non si è mai accorto. C’è bisogno di guardare nella profondità della nostra persona. Conoscerle queste risorse, per poi, investirle. Se tu hai del danaro da investire in borsa ci pensi. Vuoi fare un buon investimento. Vuoi trarne un buon guadagno. Ma, ora, c’è da chiedersi: perché non ti preoccupi per fare un buon investimento della vita e per la vita? Questa è una operazione complessa ma, nello stesso tempo, una operazione affascinante. Se hai fatto un investimento finanziario ed i mercati vanno male tu perdi i tuoi soldi che sono il frutto del tuo lavoro e del tuo sudore. Ma se non fai un buon investimento delle qualità che hai, tu perdi la vita. Tu perdi la bellezza della vita.
Ah, quasi dimenticavo cara Aula O – Bottega O. Verso fine lezione la prof. D’Ambrosio ha sollevato anche una questione sul mestiere di giornalista. In pratica, ha detto che dovremmo provare a svestirlo per vestire i panni del comunicatore/narratore. Per gli obiettivi che ci siamo prefissati, quello del giornalista potrebbe essere un ruolo per certi versi limitante. Ma questa cosa la approfondiamo la prossima volta, torniamo mercoledì prossimo.

Mercoledì 21 Ottobre 2020
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Caro Diario, per me altra bella giornata oggi in Bottega O, chissà cosa ne pensano le altre e gli altri.
Per il resoconto della giornata si è offerto spintaneo Lorenza Lacala, entro domani sera arriva. Oggi Jepis ha portato nella discussione due nuove possibilità, l’infografica e le word cloud, e sono stato contento quando ho visto la mail di Nicola Chiacchio, questa:
Oggetto: Sorpresa!
Contenuto: Prof., ho fatto l’infografica della lezione, gliela lascio sia in pdf che in png. Il programma che ho utilizzato è Canva, naturalmente va considerata un esperimento, per la prossima vediamo di lavorare per parole chiave e non per concetti, e poi mancano sicuramente tante cose, ma potrebbe funzionare da incentivo per i nostri studenti junior. A venerdì!
Questa l’incografica di Nicola, dai che cominciamo a metterci in moto.

Infonic

Rieccomi Caro Diario, ritorno a tarda ora per condividere l’immagine di Bottega O pubblicata da Jepis su Instagram, non per il suo valore in sé, in fondo è una semplice foto trasformata in vignetta, ma perché è un piccolo segnaposto di un concetto che tornato più volte nella lezione di oggi, e cioè “l’importanza di creare contenuti consapevoli e multi linguaggio”.

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Venerdì 23 Ottobre 2020
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Caro Diario, è tornato Nicola Chiacchio, ecco la sua mail: Caro prof., ero partito con l’idea di una word cloud, poco a poco ne è venuta fuori una sorta di mappa mentale. Ad ogni modo non saprei come definirla (influsso?). Fate voi. Al centro i nostri mantra: lavoro ben fatto, tecnologia e consapevolezza, che anche se non li nominiamo sappiamo che sono sempre lì. Ai lati autori, opere, parole chiave, con un minimo di filo logico (qualche parola, sottolineo, me l’ha suggerita Alessandra Martino, a cui come sempre ho chiesto consulto). Probabilmente mancheranno alcune cose, ma come sempre la nostra è umile sperimentazione. Spero piaccia. 😀
Come dici amico Diario? Non lo so, a me graficamnete la wordcloud piace di più, voglio pensare un poco di più sugli intrecci e sul filo logico, magari una piccola legenda sotto per guidarci per esempio tra i colori bianco, verde e rosso avrebbe aiutato, però il fatto che Nicola, con la complicità di Alessandra, abbia preso l’iniziativa e si sia assunto la responsabilità di proporre una sua mappa mentale, mi sembra a prescindere molto positivo. Quello che vedi nell’immagine è il lavoro che ha/hanno fatto.

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MADE IN BOTTEGA
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