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La blockchain del lavoro ben fatto

Caro Diario, sono davvero felice di condividere con te una piccola idea che se riusciamo a farla diventare prima un progetto e poi una possibilità farà fare un bel passo in avanti alla nostra comunità del lavoro ben fatto.
Sì amico Diario, bisogna che ci lavoriamo su, e quando dico «ci» intendo tu, io e tutte le amiche e gli amici che avranno voglia di contribuire, a partire da Michele Cignarale, Giuseppe Jepis Rivello e Luca Moretti che già lo stanno facendo.
campo
Idea
L’idea per ora si chiama «Campo del Lavoro Ben Fatto».
La colpa di questa definizione è di Carlo Rovelli, del quale sto leggendo un nuovo bellissimo volumetto, L’ordine del Tempo, Adelphi, in cui a un certo punto scrive che «i fisici chiamavano “campi” le sostanze che costituiscono, al meglio di quanto sappiamo oggi, la trama della realtà fisica del mondo.[…] I campi “di Dirac” sono il tessuto di cui sono fatti tavoli e stelle. Il campo “elettromagnetico” è la trama di cui è fatta la luce e insieme l’origine delle forze che fanno girare motori elettrici e ruotano l’ago della bussola verso il Nord. Ma c’è anche il campo “gravitazionale”: è l’origine della forza di gravità, ma è anche la trama che tesse lo spazio e il tempo di Newton, sulla quale è disegnato il resto del mondo.»

Ipotesi di lavoro
Il «Campo del Lavoro Ben Fatto» come trama della realtà culturale, sociale ed economica su cui tessere i sistemi di relazione e di fiducia tra le persone, le organizzazioni, le comunità, i territori che amano quello che fanno, e lo fanno bene, qualunque cosa esse/i facciano.

Tecnologia Abilitante
Blockchain. La colpa in questo caso è di Michele Cignarale, con il quale ho avuto modo di condividere una giornata e più nel corso di BTO 2017.
Come dici amico Diario? Leggi Blockchain e pensi a Bitcoin? Sbagliato!
Leggi piuttosto un po’ delle domande che si è posto Michele nel corso del suo speech a BTO 2017:
Abbiamo davvero bisogno di un modello di gestione dei rapporti di relazione tra le persone che sia basato sulla garanzia fiduciaria di un soggetto terzo che debba necessariamente validare questi passaggi di valore? Oppure, dato il carattere di fondo della tecnologia che tanto ci piace, sarebbe meglio redistribuire questa capacità tra le persone che si aggregano intorno ad una serie di valori condivisi per generare una reale catena di valore condivisa? È possibile immaginare di disintermediare tutte le relazioni e gli scambi di valore economico e reputazionale che oggi condizionano le nostre attività commerciali o sociali? E di riorganizzazione il sistema di scambio economico e valoriale allo scopo di dare alla rete stessa ad avere la potenza computazionale per garantire i passaggi di valore?
Dopo averno ragionato con Michele, con Jepis e con Luca mi sono fatto l’idea che si può fare e mi sono dato un obiettivo, lo puoi leggere qui di seguito.

Obiettivo
Creare la blockchain del lavoro ben fatto che validi (certifichi) i passaggi di valore (culturale, sociale, economico) tra i soggetti, le organizzazioni, le comunità, i territori che compongono il campo del lavoro ben fatto.
Proprio così, amico Diario, contiamo di partire dalle domande per condividere idee, progetti e possibilità che ci permettano di trasformare l’obiettivo in risultato.
Come dici? In ogni caso sarà bello poter dire che ci abbiamo provato?
Non sono d’accordo, mi piace di più Maestro Yoda che dice al giovane Luke: «Fare o non fare. Non c’è provare.» Come avrebbe detto mio padre, il parlar chiaro è fatto per gli amici.

lb
11 Dicembre 2017
Caro Diario, mi sono guardato più volte un video di Marco Montemagno segnalato da Giancarlo Carniani – ti consiglio di guardarlo cliccando qui – e alla fine mi sono segnato questo appunto:
 «La blockchain è un megadatabase distribuito basato su un protocollo diverso dai precedenti. È decentralizzata, trasparente, tiene traccia di tutto quello che succede e può essere usata in una molteplicità di contesti.»
Aggiungo che 
Montemagno nel suo video dice un sacco di cose che ho trovato convincenti, e però alla fine mi è venuta una domanda e un po’ che voglio con te e con tutte le amiche e gli amici interessati al tema blockchain:

«Quando quelli grossi, importanti, ricchi, che sanno bene cosa sta succedendo e cercano di prendere tempo per prepararsi e venire fuori con la loro risposta al tema blockchain, una risposta che come sempre accade e come ricorda lo stesso Montemagno è finalizzata a mantenere nelle loro mani le leve del comando anche al tempo della blockchain, la suddetta blockchain potrà continuare a essere distribuita, decentralizzata, trasparente, disintermediata come pare sia adesso? O finirà come con Amazon, Facebook, Google, ecc. che potenzialmente tutti possiamo fare miliardi di cose con miliardi di persone mentre in realtà gli unici che fanno miliardi di cose con miliardi di persone continuano e continueranno a essere quelli grossi, importanti e ricchi? E se il finale come spero sarà diverso, perché sarà diverso?». 
Ecco, magari è un po’ lunga, ma la mia domanda e un po’ è questa.