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Lavoro ben fatto, tecnologia e consapevolezza: stazione Follonica

IL PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza

LA SCUOLA E LA CLASSE
Istituto Comprensivo Follonica 1, Plesso Rodari, Follonica, Grosseto
Prima A, Scuola Elementare

IL DIARIO DI CLASSE
6 Ottobre 2016; 13 Novembre 2016; 28 Novembre 2016; 29 Novembre 2016; 4 Dicembre 2016; 20 Dicembre 2016; 23 Gennaio 2017; 7 Febbraio 2017; 21 Febbraio 2017; 23 Febbraio 2017; 5 Aprile 2017; 12 Aprile 2017; 22 Maggio 2017; 7 Giugno 2017;

6 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, mi ha scritto Irene Costantini, vive a Follonica e nella vita non è che ha fatto sempre la maestra, ma adesso si, e lo fa con la passione e con l’impegno che si conviene.
 Dalle sue parole ho capito che ha partecipato alla presentazione de «Il Coltello e la rete» al Magma, il suo messaggio è questo: «Grazie per la bella serata al Magma. Però le posso assicurare che anche in Giappone ogni tanto le macchinette per i biglietti della metro non funzionano! Sarebbe bello poter approfondire quello che ci ha fatto pregustare soprattutto per i nostri bambini, ma intanto grazie!».
Il rifermento al Giappone è perché avevo raccontato quanto è importante la manutenzione per il lavoro ben fatto, ma insomma registro volentieri il suo messaggio e auspico di rimanere in contatto e di riuscire a mettere su qualcosa assieme.
La sua risposta è stata incoraggiante: «Certo. Sarebbe davvero interessante. Quest’anno ho giusto cominciato un nuovo ciclo con la classe prima della primaria non sarebbe male insegnare a far bene!!! Buon lavoro.»

13 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, è tornata la maestra Irene. Saluti, accenno ai tempi un po’ dilatati, una giusta considerazione sulla necessità di seguire e di comprendere pian piano le cose che fa nelle scuole dopo di che scrive che ha una classe prima delle elementari al I. C. Follonica 1, plesso Rodari, una piccolissima scuola vicino al mare senza tempo pieno, con un solo rientro settimanale, ribadisce che sta cercando di seguire le mie attività e le cose che scrivo nel diario per capire che cosa si può fare con questi piccoli.
Lo posso dire, amico Diario?, sono contento assai di questo nuovo contatto, la maestra Irene ha i suoi tempi ma sta sul punto, e sarebbe molto importante avere un’altra esperienza dopo quella di Francesca Di Ciaula a Modugno che parte in autonomia, con il mio contributo certo, ma in autonomia. 
Così le dico del lavoro che stiamo facendo a Porchiano, dell’esperienza appena partita di Francesca, del progetto dal quale partiamo per le nostre attività.
Aggiungo qualche altra piccola considerazione, sottolineando che cominciamo con cose molto semplici, che scriviamo noi alla lavagna (le/i bimbe/i non sanno ancora scrivere) una cosa che sanno fare bene e una che non sanno fare, che chiediamo dei lavori che fanno i genitori e di quali strumenti e utensili usano per farlo, che facciamo fare qualche disegno del lavoro del papà, della mamma e degli attrezzi di lavoro che usano, che poi a partire da qui parliamo del lavoro delle loro maestre, troviamo assieme le parole per definirlo, poi ci chiediamo se a loro piace fare quel lavoro, se da piccole volevano fare un altro lavoro, e altre cosse così.
La maestra Irene con i suoi modi gentili mi ringrazia del «riassunto», mi scrive che leggerà il progetto e cercherà di capire cosa posso fare e che lei ha bisogno di rendere le cose semplici per farle.
Te lo posso dire amico Diario? A me come funziona la maestra Irene piace assai, cerco solo di non essere troppo invadente, di lasciarle il tempo che le serve per valutare le cose e decidere come procedere.

28 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, mi ha riscritto la maestra Irene. Questo:
«Buonasera. Allora, sono quasi orgogliosa di me perché leggendo il blog, ho notato che alcune idee sono state anche le mie, tipo mettere la giacca al contrario per cercare di spiegare l’idea di lavoro ben fatto. Per me è motivo di orgoglio perché io, nonostante l’età anagrafica, non sono una insegnante con tanta esperienza. La mia attività lavorativa è legata ad altro, molto interessante ma diverso e magari ne parleremo. Per questo ho molto bisogno di confrontarmi! Comunque penso di realizzare con i bambini un albero delle cose di cui sono capaci, che credo serva molto anche al rispetto reciproco e al rafforzamento della propria autostima (ho seguito con convinzione corsi di formazione sulle lifeskills), quindi passare al lavoro dei genitori e agli strumenti usati. Quando riprenderò le lettere per affrontare il corsivo penso di utilizzare qualche riferimento alla storia delle lettere che mi pare molto interessante, e quindi una elaborazione grafica della lettera della loro iniziale. Un obiettivo potrebbe essere quello di riuscire a convincere i bambini che un lavoro ben fatto è quello di utilizzare bene il tempo di lavoro, a scuola e a casa, Che ne dice? C’è qualcosa di più specifico che possiamo progettare?»

Si, amico Diario, è stato qui che le ho detto che avrei avuto piacere a raccontare il suo lavoro qui, ho chiesto se potevo procedere, e lei ha risposto «direi di sì, sono certa che questo percorso sia molto utile per i bambini. Facciamo così, prima di ufficializzare comunico il tutto alla Preside, che peraltro l’ha conosciuta, c’era anche lei al suo incontro al Magma. Intanto approfitto per ribadirle che per me il confronto con lei è essenziale.»

29 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, oggi ho scritto alla maestra Irene per ribadirle che il percorso che sta portando avanti mi sembra eccellente. «Aggiungerei soltanto – ma magari anche questo lo sta facendo già – di utilizzare ogni occasione per sottolineare anche a livello di lessico la nuova prospettiva, così ad esempio un pupazzetto di neve diventa un pupazzetto di neve ben fatto, un disegno diventa un disegno ben fatto, un nodo diventa un nodo ben fatto ecc. Fatto come gioco, senza appesantimenti inutili, dopo poco tempo diventa il loro modo di pensare e di parlare.
Un’altra cosa che può servire è collegare il lavoro ben fatto e la cura che si ha per i propri strumenti di lavoro. A Napoli si dice «i ferri fanno il maestro» (italianizzato, nella lingua originale è più efficace) per dire che è il modo in cui usi e ti prendi cura degli attrezzi che fa la differenza, e naturalmente vale anche per la matita, per la penna, per il quaderno. Questo aspetto potrà aiutarla a passare senza salti dal lavoro ben fatto alle tecnologie (gli attrezzi sono tecnologie ma i bimbi non ci pensano, e per la verità spesso neanche gli adulti). In questo quadro la consapevolezza diventerà ciò che sta in mezzo tra il lavoro ben fatto e l’uso delle tecnologie. Insomma complimenti vivissimi per quello che sta facendo, aspetto la sua conferma a procedere e non dimentichi di mandarmi qualche foto.»
Come dici? Vuoi sapere cosa mi ha risposto la maestra Irene? Questo: «Grazie mille per le indicazioni. Credo e spero di cominciare a capire meglio. Oggi ne ho parlato con la collega Monica Paggetti e domani aggiorniamo la preside, cosi da poter mettere on line il blog.»

4 Dicembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, Irene è tornata con questo messaggio:
«Buonasera. Tempi non rapidissimi, i miei ultimamente, mi dispiace. Ma con la collega Diana abbiamo fatto un piccolo passo in avanti. La maestra Diana è molto brava a disegnare e abbiamo fatto vedere con disegni e immagini cose ben fatte e no e ci abbiamo ragionato un po’. Il prossimo passo sarà l’albero delle cose che so fare. 
Ho anche parlato con la dirigente, Elisa Ciaffone, e la vice Monica Paggetti, le ha conosciute entrambe al Magma. Condividono naturalmente il percorso, anzi mi parlavano di un laboratorio che sta per iniziare alle scuole medie e che potrebbe essere nella stessa direzione. Magari mi faccio spiegare meglio di cosa si tratta e poi le dico.»
Come dici, amico Diario? Magari a Follonica le classi passano a due? Magari! Però intanto ti dico che sono già felice così, che aspetto che la maestra Irene mi invii delle foto e che se l’albero delle cose che so fare dovesse arrivare per Natale ti prometto che mi faccio inviare una foto, me la stampo e la piazzo vicino al Presepio. A presto.

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20 Dicembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, ieri sera sul tardi mi ha scritto la maestra Irene, che per fortuna ero già andato a dormire perché stamattina quando ho letto le sue righe sono stato contento assai di cominciare la giornata in un modo così bello.
Come dici? Cosa mi ha scritto mai? A parte che così mi sembri Topo Gigio quando diceva «Ma cosa mi dici mai», leggilo da te cosa mi ha scritto e guarda anche le foto e poi vedi se non ho ragione:
«Buonasera Vincenzo. Altri piccoli passi, e anche qualche foto. Abbiamo pensato che, visto che vogliamo costruire l’albero delle cose che sappiamo fare, potevamo intanto guardarci intorno e scoprire che cosa si sapeva fare bene dalle nostre parti.
Siamo stati ospiti del Museo Magma e, grazie al laboratorio Neri come il carbone, abbiamo scoperto il mestiere di tanti nostri lontani parenti, il carbonaio. Abbiamo guardato tante foto interessanti, abbiamo scoperto tanti segreti del nostro territorio, e alla fine abbiamo toccato il carbone e ci siamo sporcati a volontà!

E poi lo sai cosa abbiamo pensato Vincenzo? Che quando lavoriamo bene potremmo anche premiarci con un bel “Lavoro ben fatto” che può valere anche più di ottimo.»

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Hai visto amico Diario che bel regalo di Natale ha fatto la maestra Irene atutte/i coloro che credono nella possibilità di fare bene le cose? Si, si, mi riferisco alla possibilità di inserire anche nella valutazione il concetto di lavoro ben fatto.

23 Gennaio 2017 Torna al Diario
Caro Diario, ieri mi ha scritto la maestra Irene, è un piccolo aggiornamento, ma credo sia utile per dare il senso di come si sta procedendo.
«Buonasera Vincenzo, ti volevo dire che procedo con i miei tempi, ma procedo.
Questi primi giorni dell’anno li abbiamo dedicati ad alcuni esperimenti per capire meglio i nostri cinque sensi. Terriccio, polvere di caffè, farina, borotalco, sale, zucchero, acqua calda, acqua fredda, tutto da guardare, toccare, annusare, ascoltare e se possibile assaggiare! Abbiamo sperimentato anche il tempo, per studiare la parolina «mentre» e la contemporaneità. Siamo andati in giro per la nostra scuola a vedere cosa succedeva mentre noi studiavamo. Tra poco «l’Albero delle cose che so fare» sarà pronto, chissà quante cose curiose ci scriveremo. Stiamo anche per cominciare a studiare le letterine in corsivo. Ovviamente incuriosita, mi sono letta I misteri dell’Alfabeto che non conoscevo, ed è stato bellissimo. Penso quindi di proporre anche io qualcosa di molto semplice e di leggere ai bambini le storie che hai pubblicato. Intanto ti mando alcune foto del nostro esperimento di scienze, e poi spero prestissimo, anche quelle del nostro Albero.

7 Febbraio 2017 Torna al Diario
Caro Diario, la maestra Irene è ritornata, con un messaggio e una foto, eccoli:
«Buongiorno Vincenzo, oggi iniziano a venire i genitori a parlare del loro lavoro e dei loro strumenti – attrezzi di lavoro. L’albero delle cose che so fare ha iniziato a prendere forma, appena possibile ti mando le foto. In questo modo ci prepariamo anche alla notte del lavoro narrato.

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21 Febbraio 2017 Torna al Diario
Caro Diario, riecco ancora, che come puoi leggere dice che le sembra incredibile che non riesce a mandare le foto. Riesce incredibile a lei, figurati a noi, proverò a dirle che a volte a voler fare le cose tutte perfette non è un lavoro ben fatto, perché insomma noi almeno una foto di questo albero la vogliamo vedere, che poi arriveranno anche le altre e le pubblichiamo, ma comunque sono ottimista, vedrai che questa volta ce la facciamo.
Intanto leggiti il suo nuovo messaggio:
«Buonasera Vincenzo, ti aggiorno poco ma noi stiamo lavorando molto. L’albero delle cose che sappiamo fare ormai è la nostra istituzione, regna in classe e tanti vengono a vederlo e ad aggiungere foglie ma tante energie le stiamo investendo nel lavoro ben fatto nella nostra classe: i genitori raccontano quante cose hanno da raccontarci i genitori sul lavoro e quante idee in cantiere.
L’albero delle cose che so fare e il lavoro ben fatto nella nostra classe, genitori raccontano saranno sicuramente il filo conduttore del nostro giorno del lavoro narrato, il 28 aprile! Anche noi narreremo! E anche i nostri compagni più grandi, della nostra scuola media Pacioli, IC Follonica 1 stanno preparando una bella sorpresa per la notte del lavoro narrato, insomma Follonica ci sarà!
So che mancano le foto, sembra incredibile non avere tempo per scaricarle, selezionarle e spedirle ma ci sono e lo farò presto. Promesso!

23 Febbraio 2017 Torna al Diario
Caro Diario, le foto dell’albero delle cose che so fare sono arrivate. Si, si, poi ne arriveranno delle altre, però intanto pubblichiamo queste due, e inviamo assieme un bell’abbraccio alla maestra Irene per il lavoro che sta facendo.

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5 Aprile 2017 Torna al Diario
Caro Diario, oggi la maestra Irene mi ha scritto per dirmi di avvisarti che non si è scordata di noi e che stanno lavorando con passione e impegno per il 28 Aprile quando come sai ci sarà la notte del lavoro narrato. Ha aggiunto anche le due foto che ti allego, si riferiscono all’albero del lavoro ben fatto e all’albero del lavoro mal fatto.

12 Aprile 2017 Torna al Diario
Caro Diario, la maestra Irene mi ha inviato ancora un altro po’ di foto, questa volta riguardano le cose che sanno fare meglio sia i bambini che i genitori, come la volta scorsa te ne metto un paio qui così le condividiamo con le nostre lettrici e nostri lettori.


La maestra mi ha raccontato anche che in molte/i hanno scritto dei loro sport, oppure che sanno disegnare, cantare, fare ritratti e curarsi degli animali. «Sai Vincenzo – ha aggiunto – la nostra assistente Grazia suona benissimo la campanella, la maestra Diana sa fare bene la crostata di ciliegie, la maestra Monica il clown per far divertire i bambini che aspettano in ospedale, e anche i genitori dei nostri bimbi sanno fare tante cose, ad esempio cantare sotto la doccia, cucinare, inventare giochi, occuparsi dei cuccioli. Ti dirò, adesso che abbiamo ascoltato quasi tutti i nostri genitori parlare dei loro lavori stiamo cominciando a pensare di cambiare qualcosa di quello che abbiamo scritto sulle nostre foglie. Il nostro prossimo obiettivo è cercare di chiarirci bene le idee sul perché il lavoro ben fatto non è solo bello e giusto ma conviene! Facciamo così, questo te lo diciamo il 28 Aprile!».
Ecco caro Diario, per ora questo è tutto, spero settimana prossima di riuscire ad andare a Follonica, adesso ne parlo con la maestra e ti faccio sapere.

22 Maggio 2017 Torna al Diario
Caro Diario, a Follonica per quest’anno non sono riuscito ad andare, incastrare le agende di tante persone a volte riesce e a volte no, comunque ti dico la verità, a me un po’ è dispiaciuto. La buona notizia è che stamattina la maestra Irene mi ha mandato le due foto che vedi sotto e questo messaggio: «Noi andiamo avanti con gli amici inglesi!». Alla mia richiesta di maggiori dettagli mi ha spiegato che in questi giorni a scuola i bambini più grandi di quarta e quinta hanno sostenuto gli esami per la certificazione Trinity di inglese.
«La nostra scuola – ha aggiunto – è una piccola comunità, una classe per ogni grado dalla prima alla quinta (unica eccezione due quarte) che si aprono su un unico atrio quindi proprio tutto un comune. I piccoli si sono chiesti cosa stessero facendo i più grandi e da qui sono nate tante riflessioni sulla lingua inglese sul perché la studiamo e come e se possa essere collegata in qualche modo al lavoro ben fatto. Gli amici, l’ingegnere chimico Richard e la planning ingegnere Emma, sono venuti ad aiutarci a rispondere e, con l’aiuto dei più grandi si sono capiti e relazionati al meglio con i bambini. È stata una bella esperienza Vincenzo, e ci faceva piacere raccontartela.»
Ecco Diario, fin qui la maestra Irene. Posso dirti che sono stato contento? Alla prossima.

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7 Giugno 2017 Torna al Diario
Caro Diario, oggi la maestra Irene ha condiviso questa foto con questo commento: «La nostra conclusione prima della pausa estiva del Lavoro Ben Fatto: un Buon Lavoro Ben Fatto!
Anche questa una bella storia!»

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Allora io le ho scritto in chat chiedendo di saperne di più e così lei mi ha scritto questo e ha aggiunto la foto che puoi vedere in coda: «Una delle nostre mamme ha collaborato alla nascita di questa gelateria speciale, Melissa e Andrea hanno scelto di fare gelato artigianale solo con prodotti di stagione del nostro territorio, gelato a km 0 potremmo definirlo. Ne ha parlato in classe e quindi abbiamo deciso di andare a trovarli. Ci hanno spiegato tante cose, dalla storia del gelato alla sua produzione e poi naturalmente lo abbiamo assaggiato. Abbiamo fatto anche una verifica di lettura in gelateria, ognuno ha letto testi, spiegazioni e menù. Insomma una lezione completa. Pensavo di ripartire dai nomi delle apparecchiature usate per fare un confronto tra strumenti. La cosa che i bambini hanno gradito di più è stata naturalmente il gelato! Ti aspettiamo per fartelo assaggiare.»
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Dopo di che ha aggiunto questo: «Per quanto riguarda il nostro percorso per ora abbiamo chiuso con il primo diploma di eccellenza del lavoro ben fatto da conservare con cura insieme alla prima pagella! Abbiamo fatto una cerimonia ufficiale di consegna nel cortile della scuola davanti ai genitori. E naturalmente tutto questo è stato possibile grazie alla maestra di matematica Diana Bizzarri che come dicono i bimbi è giovane e bella e sa fare davvero tutto, e alla maestra di inglese Monica Costalli che con la matita e i colori sa fare miracoli!».
E la foto del diploma di eccellenza che puoi vedere di seguito.
Come dici caro Diario? Se sono felice? Di più, sono per molti ragioni tre passi sopra al cielo. Vuoi che te ne dica una? Queste cose qui le/i bimbe/i non le dimenticano, e neanche le famiglie, e tutto questo aiuta le scuole ad avere l’importanza e il rispetto che meritano e le comunità a riconoscersi nel lavoro e nel suo valore.
Proprio così amico mio, cambia la cultura, cambiano i modi di essere e di fare, le nostre vite hanno più senso e le nostre comunità hanno più futuro. Alla prossima.
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