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Lavoro ben fatto, tecnologia e consapevolezza: stazione università, star wars station

PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza

CORSO
Comunicazione e Culture Digitali, Scienze della Comunicazione
Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli

BOARD
Maria D’Ambrosio, Stefano Bonora, Antonio D’Amore, Luigi Maiello, Luca Moretti, Roberto Paura, Vincenzo Moretti

AULA O
Antonio Anacleria, Dionigi Andreano, Maria Baldares, Chiara Barbati, Flavia Cantiello, Lorenza Caramanna, Ada Cotugno, Enrico Esente, Claudia Esposito, Edoardo Esposito, Valentina Fruttauro, Francesco Gala, Emmanuel Guida, Chiara Iannello, Dora Lombardo, Antonio Marra, Laura Massaro, Martina Miragliotta, Giovanni Pisano, Simone Porfido, Antonella Pugliese, Loredana Pugliese, Filomena Romano, Roberta Salvati, Fiorella Varcaccio Garofalo, Giovanni Visone

TITOLO
Racconti Stellari EP. 7+1

STORIE PUBBLICATE
Racconti Stellari 2.0 Storia Collaborativa Editata su Intertwine
Racconti Stellari Ep. 7+1 Storia Collaborativa Editata PDF Format
Racconti Stellari Ep. 7+1 Storia Collaborativa
Racconti Stellari Storie Singole su Intertwine
Racconti Stellari Facebook Fan Page
Racconti Stellari su RunRadio. Podcast 1
Racconti Stellari su RunRadio. Podcast 2
Racconti Stellari su RunRadio. Podcast 3
Indice Storie Singole

QUESTO LO ABBIAMO DETTO NOI
Roberto Paura

DIARIO
14 Giugno – 17 Ottobre 2016; 20 Ottobre 2016; 29 Ottobre 2016; 30 Ottobre 2016; 1 Novembre 2016; 2 Novembre 2016; 4 Novembre 2016; 5 Novembre 2016; 8 Novembre 2016; 9 Novembre 2016; 11 Novembre 2016; 15 Novembre 2016; 16 Novembre 2016; 19 Novembre 2016; 25 Novembre 2016; 27 Novembre 2016; 30 Novembre 2016; 6 Dicembre 2016; 15 Dicembre 2016; 17 Dicembre 2016;

AURORA HAWK O BY STEFANO BONORA
clicca e ingrandisci l'astronave

20 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, i primi due giorni di lezione con le ragazze e i ragazzi dell’Aula O, al quinto piano del Suor Orsola Benincasa dove pare ci abbiano sistemato, sono andati.
Vuoi sapere come mi sento? Contento. Direi anche contento assai, ma per l’assai è meglio aspettare settimana prossima, capire un po’ di più «cosa» e «come» abbiamo seminato. Ieri sera ero distrutto, alle 10.00 p.m. sono andato a dormire, ma stamattina alle 4.20 quando mi sono svegliato ero contento e così ho deciso di scriverti prima di rimettermi in viaggio, che anche oggi sarà una giornata niente male.
Lo sai, io penso che quando si comincia una cosa è un po’ come quando nasce un amore, «è come un bambino che ha bisogno di cure, devi stargli vicino, devi dargli calore, preparargli il cammino, il terreno migliore» e questo è quello che in pratica abbiamo cercato di fare Maria D’Ambrosio, Luigi Maiello e io in questi primi due giorni.
Come dici? Sono esagerato? Niente affatto! Alla mia età e con quello che tengo da fare o una cosa la faccio così o non ha senso farla, mi resterebbe solo la fatica, che non pensare sia facile tenere botta con due classi di bambini della prima elementare la mattina e con una trentina di studentesse e studenti universitari il primo pomeriggio, e invece li dovevi vedere come sono stati contenti le/i bimbe/i di rivedermi, e anche il fatto che il secondo giorno nell’Aula O siano arrivate/i più studentesse e studenti del primo suggerisce qualcosa di significativo.
Come dici? E’ la squadra che abbiamo messo su tra aula e online a essere molto forte? ‘O saccio, lo so, come ricorda il grande Totò «è la somma che fa il totale».
Tornando al punto, che se continui a fare domande non la finiamo più, in estrema sintesi in questi primi due giorni abbiamo:
1. chiesto alle/ai ragazze/i di raccontarci cosa vogliono fare da grandi, e così abbiamo saputo un po’ delle loro aspettative e un po’ dei loro sogni;
2. raccontato «cosa» vogliamo fare, «come» vogliamo farlo, «perché» vogliamo farlo, insistendo in particolare sulla necessità che persone come loro che aspirano a diventare giornaliste/i, scrittrici, scrittori, ecc. comincino a pensarsi come «autori» e non più soltanto come «consumatori» di contenuti;
3. ricordato i libri che devono leggere – studiare durante il corso;
4. mostrato questo blog e spiegato che qui troveranno le tue pagine sempre aggiornate;
5. illustrato le principali caratteristiche della piattaforma Intertwine sulla quale come sai le/i ragazze/i si registreranno e poi scriveranno le storie singole con il racconto dei 7 minuti di film a partire da una delle 4 sliding doors e la storia collettiva con i 7 minuti di sceneggiatura;
6. aperto un gruppo chiuso su Facebook che ci servirà come pagina di lavoro condivisa;
7. illustrata la possibilità di avere un breve programma settimanale sulle attività del corso su Runradio, la radio del Suor Orsola;
8. raccontato di libri, della Carta dei Diritti in Internet (LINK), di motivazioni, di regole da seguire (la principale è una sola: chi segue il corso lo segue per davvero, niente una volta si e un’altra no, si lavora molto in classe, assieme, con impegno, per acquisire un metodo, per imparare a pensare in ogni circostanza, per imparare a fare, da sole/i e insieme alle/agli altre/i);
9. ribadito che se faremo un buon lavoro l’ultimo giorno di lezione proveremo a illustrare a un po’ di amiche e amici giornalisti le cose che hanno imparato e hanno fatto, un po’ degli output insomma, che se te li sei scordati li puoi andare a leggere più sotto nella tua pagina del 2 Ottobre.

Questo è tutto, anzi no, perché ti devo dire ancora tre cose:
La prima è che l’altra sera Maria mi ha inviato in chat una lettera aperta agli studenti che ha intitolato «Epiche del tempo a venire» chiedendomi cosa ne pensassi e se secondo me poteva essere utile pubblicarla sul suo blog. Naturalmente l’ho letta, le ho scritto che mi sembrava una buona idea, e che però mi sarebbe piaciuto pubblicarla anche qui e visto che lei non ha fatto obiezioni eccola qua:
«Care ragazze e cari ragazzi, il corso di Comunicazione e culture digitali – per il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli – è per noi l’occasione per lavorare con voi per aiutarvi a sperimentarvi già in contesto didattico come autore, e nello specifico come narratori, ideatori e produttori di storie. 
Il pretesto del lavoro di quest’anno viene dall’ultimo episodio della saga di Star Wars dal quale partiamo per immaginare quello che accadrà nell’episodio VIII che sarà presentato al pubblico l’anno prossimo. L’idea come vi abbiamo detto è quella di lavorare alla sceneggiatura per il prossimo episodio progettando e creando la storia, i personaggi e persino le nuove astronavi, magari il nuovo Millenium Falcon. La fantascienza ci aiuta a enfatizzare la dimensione finzionale dello storytelling, basata sulla capacità del narratore di creare mondi e di rendere esplorabili territori remoti e ancora sconosciuti. La fantascienza, il viaggio nello spazio-tempo cosmico e intergalattico, esalta la potenza creatrice dell’immaginario e attualizza la forma epica che ha chiesto, in ogni tempo, agli eroi e alle loro gesta di incarnare un sistema simbolico da emulare, per dare un ordine e un senso alle cose. 
Per questo mi piace pensare ad un corso che si trasforma in un laboratorio di industria culturale 4.0, dove, grazie anche al blog #Lavorobenfatto Nòva Il Sole 24 Ore e alla piattaforma web di Intertwine si connettono logiche e pratiche di produzione insieme a quelle di consumo, dove i novelli Omero condividono saperi, esperienze, competenze, generando nuove visioni capaci di produrre altro immaginario sociale intorno alle tecnologie, all’innovazione possibile, alle mutazioni auspicabili, alla capacità di pensare e alla consapevolezza di cui tutto ciò ha bisogno. E mi piace che questo possa accadere nell’ordinario di una didattica curriculare che si apre alle incursioni extraterrestri per rafforzare il senso di una formazione, quella universitaria, che deve porre al centro proprio la capacità di visione come competenza necessaria al comunicatore del futuro perché possa spingersi oltre la superficie delle cose, verso una profondità che non segue più solo la legge di gravità e la linearità universale, ma anche le infinite traiettorie dei multiversi, nella costruzione di un racconto che crea nuove comunità e nuove visioni del mondo.».

La seconda cosa è che anche questo spazio è aperto alle idee e alle considerazioni di Luigi Maiello, Roberto Paura, Stefano Bonora, Giovanni Di Vito, Irene Casa, Emanuele Esposito, delle/dei docenti che nelle diverse scuole partecipano al progetto «A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia, di consapevolezza» e soprattutto delle studentesse e degli studenti.

La terza è che ieri in diretta mentre eravamo in Aula O mi ha scritto in chat Stefano Bonora dicendo che era arrivato alla bozza definitiva della sua astronave e che mi inviava i bozzetti che puoi vedere qua.
Come dici? Sono fortunato? Confermo! Però non ti scordare mai che io le mie rughe me le sono guadagnate tutte. A presto.


Rieccomi, amico Diario. Come ti avevo accennato, ho chiesto alle/ai ragazzi di «raccontare le loro considerazioni, molto libere e franche: che cosa ne pensate, cosa vi aspettate, cosa vi è piaciuto, cosa no. Bastano anche poche righe ho aggiunto – l’importante è che siano sincere, dirette, insomma quello che davvero pensate». Sono arrivati già alcuni commenti, il primo da un ultras, ma tu naturalmente non prenderli alla lettera, siamo all’inizio, è importante che comincino a scrivere, non è facile essere distaccati e obiettivi in faccende di questo tipo. diciamo che anche questo è un modo per cominciare a conoscersi, poi man mano proveremo insieme a crescere e a migliorare, insomma pensa quello che vuoi tu basta che non pensi che te lo dico per farti vedere come siamo bravi, perché noi siamo bravi veramente, e quelli bravi veramente non hanno bisogno di dirlo eheheh.

Martina Miragliotta: Il corso di comunicazione e culture digitali si è sin dal primo giorno distinto rispetto a qualsiasi altro corso, presentandosi all’interno dell’universo sconfinato ed indefinito di Star Wars. I professori ci hanno sin da subito messo a nostro agio chiedendoci di raccontarci davanti a tutti, cosa non facile da fare, a mio parere, e incitandoci a partecipare al corso e al progetto basato su Guerre Stellari. Tramite questo progetto abbiamo la possibilità di viaggiare con la fantasia e di far vedere di cosa siamo capaci scrivendo o disegnando; ci viene data così l’occasione di comunicare in maniera creativa nel campo a noi più congeniale. È importante tener presente che collaboreremo e ci confronteremo: due attività fondamentali nella vita di tutti i giorni, perché è solo in questo modo che si può arrivare ad un “lavoro ben fatto”, accettando il confronto e cooperando con altre persone, il cui parere può arricchirci. La nostra cassetta degli attrezzi immaginaria si riempirà di utili strumenti lezione dopo lezione, e impareremo ad usarla man mano non solo nel percorso universitario, ma anche nella nostra vita. Non vedo l’ora di muovere i miei primi passi nello spazio, magari proprio a bordo del mitico Millennium Falcon.
Chiara Iannello: Per me è stato come sfiorare il futuro per qualche ora e non ad occhi chiusi come si è soliti fare; come se questo con le parole della passione si svelasse per la meraviglia che puo’ nascondere. E d’un tratto il sogno non è più solo fiabesca magia e “l’aula O” non è più una semplice classe ma il laboratorio dei miei desideri. Certo il cammino è lungo, ma questa volta la strada mi è stata indicata con maestria, con un entusiasmo contagioso e parole semplici ma intense come la bellezza di ciò che le muove.
Milena Romano: Credo che il corso di Comunicazione e culture digitali sia molto interessante e stimolante. Inanzitutto perchè mira a motivarci non solo in ambito accademico, ma proprio come persone che devono affrontare la vita. Ci insegna a credere in noi stessi e a non demordere. Sono felice di entrare a far parte di una squadra come questa e sono sicura che mi aiuterà molto a migliorare la mia autostima e farà crescere il mio spirito di gruppo. Con questo progetto entriamo a far parte di qualcosa di diverso e la cosa più bella è che siamo tutti liberi di esprimere le nostre passioni.
Giovanni Pisano: Stiamo svolgendo un lavoro diverso dalla solita routine universitaria, in questo corso guidato da persone che fanno dell’umiltà la loro punta di diamante, stiamo interagendo con un metodo infallibile, quello del dare-avere. Noi studenti riceviamo ma abbiamo anche la possibilità di dare ai professori, così facendo si cresce entrambi e si imparano ben volentieri tantissime cose. Tutto ciò è la prova che anche un bambino è capace di insegnare ad un adulto ma sopratutto che nella vita non si finisce mai di apprendere.
Loredana Pugliese: Secondo il mio modesto parere il corso di Comunicazione e culture digitali è il più interessante, intenso e travolgente all’interno del programma di quest’anno. La cosa che più mi ha colpita è stata la disponibilità e la gentilezza dei professori, grazie al quale ho avuto un ottima impressione, dal momento che si evince che amano il proprio lavoro e lo fanno con passione.
Il mio sogno piu grande è diventare una giornalista professionista e sono sicura che grazie ai professori di questo corso riuscirò ad ampliare i miei orizzonti e ad approfondire l’arte della comunicazione.
Sono molto fiduciosa per quanto riguarda il progetto e sono sicura che andrà tutto secondo i nostri piani. Inizialmente, per quanto riguarda il film, ero un po’ scettica ma dopo la visione in Aula O mi sono ricreduta. Penso che nei prossimi giorni vedrò anche quelli precedenti perché questa saga cinematografica merita un sacco.
Fiorella Varcaccio Garofalo: Amante della Terra di Mezzo, non ho mai alzato gli occhi al cielo, o meglio allo spazio. Almeno fino a martedì scorso quando è cominciato il corso di comunicazione e culture digitali al Suor Orsola Benicasa. I professori ci hanno proiettato nello spazio e hanno dato via libera alla nostra immaginazione. Siamo stati spinti e incoraggiati a fare qualcosa di concreto che non sia il solito immettere nozioni nel cervello, che per quanto utili rimangono sterili. Pronti per questa avventura spaziale, ci vedremo all’atterraggio della nostra navicella su Jakku.
Flavia E. Cantiello: Durante il corso in Scienze della Comunicazione, abbiamo avuto modo di venire a contatto con nuovi mondi. La teoria e le scienze che abbiamo appreso ci hanno fornito nuove conoscenze e spunti di riflessione. Tuttavia è la pratica, la tecnica e l’esperienza sul campo che, con l’adeguata base teorica, ci forma, ci fa crescere e ci rende migliori. Mi è sembrato questo l’obiettivo del corso. Farci crescere, cominciare da studiosi e terminare con un bagaglio in più, un po’ più concreto degli altri. Concreto, anche perché nel lavoro, come nella vita, la prima necessità è quella di sapersi rapportare con gli altri, fare team e crescere grazie alle idee e alle opinioni altrui. I professori hanno saputo trasmetterci la passione per il lavoro che fanno, elemento che rende la lezione piacevole e stimolante. Un particolare che ho notato è che il professor Moretti si rivolge sia con il maschile che con il femminile, può sembrare una cosa banale, che invece secondo me dice tanto. Mi è sembrato un dettaglio che aiuta a coinvolgere tutti, un po’ di più. Tra le cose che preferisco del mettermi alla prova ci sono la maturazione di nuove idee e fare squadra, una squadra nel quale ogni individuo conta. Un aspetto del corso che da un lato mi spaventa e dall’altro mi sprona è proprio quello della tecnologia. Non ho mai avuto un buon rapporto con il mondo virtuale, spero al riguardo di maturare una visione più fresca e “moderna”. Nel frattempo, da grande amante del cinema, mi preparo a gustare una serata in compagnia della seconda parte di Star Wars VII.
#lavorobenfatto #usoancheioglihashtag #passiavanti
Claudia Esposito: Le mie considerazioni sono sicuramente positive. Ho avuto un’ottima impressione dei professori e del progetto che ci hanno proposto. In primis, ció che più mi ha colpito è che per la prima volta ci siamo presentati, raccontati, abbiamo detto chi siamo e quali sono i nostri progetti futuri! Mi sono sentita parte di un gruppo, tutti con la stessa passione e propensi a dare il meglio, in questo progetto di lavoro che ci accomuna e dove c’è un confronto immediato anche con l’altro, collega o professore, per la buona riuscita di tutto il gruppo.
Dora Lombardo: Nel mio piccolo e alla mia giovane età, insegno. Ho sempre creduto che sia alla portata di tutti riuscire a scambiare informazioni,impartirle a qualcuno che ne sa meno di te ma la passione, beh, quella é un’altra cosa.
Far appassionare è una dote innata ma, soprattutto, rara ed è quello che mi è successo in poche ore di corso. Grazie a chi cerca ancora di trasmettere entusiasmo e passione. Grazie Prof.!
Dionigi Andreano: Ritengo che il corso sia una piacevole e interessante nota stonata all’interno del programma didattico universitario. È un’occasione imperdibile per chi nella vita intende comunicare, attraverso attività che mirano ad esaltare l’arte in ogni sua forma: dal cinema al disegno, arrivando fino alla musica ma soprattutto alla scrittura. Secondo il mio modesto parere è impossibile realizzare una comunicazione efficace senza la libertà di esprimerci, attraverso il mezzo che ognuno di noi predilige. E questo corso è l’esempio di chi intende andare oltre lo studio passivo, mettendo in moto la propria creatività e la propria voglia di rapportarsi al mondo che ci circonda attraverso l’arte del comunicare.
Valentina Fruttauro: Credo che il corso di comunicazione e culture digitali sia interessante sopratutto per chi non ama studiare attendendosi a “una paginetta” di libro ma pensa oltre. Se dovessi scrivere delle parole chiavi, sarebbero sicuramente: motivazione, relazioni e lavoro.
Roberta Salvati: prof., trovo stimolante poter riuscire a lavorare in gruppo cercando di far combaciare quante più idee possibili; è bello che ognuno dia il suo contributo attraverso il tipo di arte che preferisce. È meraviglioso per me poter buttare giù storie o racconti di getto, ancor di più quando questi hanno le caratteristiche giuste per poter diventare una sceneggiatura. Ci vuole prima di tutto fantasia. Mi dia una penna in mano e io sono felice, il resto viene da se, sembra quasi che il foglio bianco sia curioso di sapere cosa abbiamo da dirgli.
Giovanni Visone: per me il corso di comunicazione e culture digitali è il più interessante che abbia mai seguito, quello più bello a cui abbia mai partecipato. Prima parola chiave: partecipare. Ecco voi ci rendete partecipi della lezione, non spiegate concetti assurdi o tentate di inculcarci stupidi assiomi. Voi ci spiegate il metodo, il meccanismo, il modo di pensare per capire. La presentazione iniziale, fatta da ognuno di noi studenti ne è una prova. Non mi sono perso una singola parola delle lezioni sin’ora svolte, sono letteralmente incantato dalle stesse. E badate bene, non lo scrivo per piacere al prof. o alla prof., ma solo perché è quello che davvero penso. Continuiamo così, forza AULA O.

bonora9a

Post Scriptum
Ieri nel nostro gruppo riservato Giovanni Di Vito ha postato un disegno del figlio Luigi, di 8 anni, con questo commento: «Caro Vincenzo l’altro giorno mio figlio ha fatto questo disegno. Naturalmente non è sostitutivo rispetto a quello che sto preparando io!». Io non so a te caro Diario, ma a me tutto questo prima mi sembra incredibile e poi mi piace da impazzire. Per quanto mi riguarda vale a prescindere, però tu guarda come è bella l’astronave di Luigi e poi mi dici.
ldv

Post Post Scriptum
Quando Irene e io abbiamo pronunciato la parola «università» abbiamo avuto l’impressione che nessuna/o deelle/dei bimbe/i della Prima A sapesse cosa significasse, però quando ho detto loro che sono studenti dell’età di Irene hanno capito, e poi lei si è seduta in un banchetto vuoto vicino a loro, e poi io ho chiesto se volevano disegnare delle astronavi per i ragazzi più grandi e vi assicuro che il loro siiiiii non finiva più. Le splendide maestre Assunta, Amalia e Lina i disegni me li stanno inviando man mano e naturalmente li pubblicheremo tutti, dunque considerate questi 3 di Matteo, di Fiorella e di Pasquale come una sorta di anteprima, perché poi con tutti i disegni potremo costruire un ponte dalla prima elementare fino all’università. Sono sicuro che l’idea piace anche a Stefano, e pure i disegni delle bimbe e dei bimbi.

29 Ottobre 2016 Torna al Diario
caro Diario,
seconda settimana di corso molto intensa, perciò ti racconto un po’ delle cose che abbiamo combinato e un po’ delle considerazioni che abbiamo cominciato a fare Maria e io, però non ti aspettare un resoconto tutto bello ordinato, che alla mia età proprio non ce la faccio a fare il compitino.
Allora, Martedì abbiamo cominciato leggendo e commentando in classe le opinioni delle ragazze e dei ragazzi sul corso. Grazie ai loro lavori – naturalmente ciascuno con caratteristiche e qualità sue proprie – abbiamo potuto ragionare di differenze tra saggio e racconto, della necessità di non perdere di vista equilibrio nei giudizi e capacità di senso critico, dell’esigenza di non dare per scontato che chi legge sappia di cosa stiamo parlando e così via discorrendo. Con Maria poi ci siamo detti che è stato un esercizio utile da molti punti di vista e che però ha il limite di interessare solo una parte, diciamo pure una buona metà, delle/dei ragazze/i che partecipa al corso. Si, per ora la soglia di interesse effettivo, di e impegno partecipato alla discussione e a quello che ne deriva è questo. Guarda, te lo dico subito così mi tolgo il dente: nonostante sia Maria che io abbiamo insistito più volte sul fatto che gli studenti segnaposto in questo tipo di corso non servono, una buona metà della classe finora ha fatto solo presenza, senza sforzarsi di dare qualcosa di più, di contribuire con un’idea, di avere un approccio proattivo verso il lavoro che stiamo facendo.
Come dici? Cosa pensiamo di fare? Contiamo di fare di più per coinvolgerli, appassionarli, accompagnarli meglio in questo cammino assieme, però poi tocca a loro, che proprio martedì gli ho letto questo sul rapporto tra maestro e allievo: «Lo dirige, ma non lo trascina di forza; lo spinge allo sforzo, ma non lo costringe; gli mostra la via, ma non lo conduce a destinazione.» (Xueji, 3, cit. in Jullien, Essere o vivere, Feltrinelli, pag. 80)
Come dici? E se anche questo non dovesse bastare? Se anche questo non dovesse bastare purtroppo molto presto dovranno lasciare il corso e fare l’esame come il resto degli studenti che non frequentano.
Finita questa parte la prof. D’Ambrosio, si, sempre lei, Maria, ha raccontato una bellissima storia di stelle, di cieli, di spazio e di blu partendo dalla splendida Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto su incarico di Enrico degli Scrovegni. Ti assicuro caro Diario che lo spazio visto così è ancora più bello, che a volte penso che di fronte a tanta bellezza anche i «cattivi» del Primo Ordine potrebbero convertirsi come Lodovico/Fra Cristoforo nei Promessi Sposi.
Infine abbiamo definito un po’ di tappe e di scadenze ma non è chi devo raccontare proprio tutto e dunque passo al giorno dopo, non prima di averti fatto vedere il disegno di Edoardo Esposito.

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Mercoledì abbiamo avuto ospiti in classe. Il primo è stato il prof. Antonio D’Amore, Direttore di Run Radio, la web radio dell’università, che ci ha spiegato quali devono essere le caratteristiche della striscia di 3 minuti che dovrebbe andare in onda ogni venerdì fino alla fine del corso.
Te le dico senza giri di parole, a me Antonio è piaciuto assai, ha parlato di professionalità, di opportunità, di necessità di fare bene le cose, tutti concetti che stanno pienamente nel lavoro che stiamo cercando di fare in classe. E poi ci ha dato delle nuove idee, ci ha indicati nuovi possibili output, ad esempio la possibilità di fare dei video con lo storytelling delle trasmissioni radio, e insomma una cosa fatta così non poteva che piacermi assai, spero che come classe riusciremo ad essere all’altezza, perché il tempo per prepararsi è un po’ poco e ci vorrebbero ragazza/i super motivati e fin qui, ti dico la verità, non li ho visti.
Come dici? Ti fa piacere che ti racconto anche dei problemi, delle difficoltà, dei possibili fallimenti? Sono contento. La necessità di non omettere limiti, problemi, errori per raccontare il reale andamento dell’attività scientifica fa parte del mio Dna, da quando inciampai tanti anni fa nella prolusione di Richard Feynman in occasione della cerimonia di consegna del Premio Nobel ancora di più.
Salutato Antonio è venuto il momento di Luca Moretti, come ha ricordato Maria in qualità di esperto e cultore della materia, che io su questo punto – causa imbarazzo dato il rapporto di parentela – ero stato un po’ troppo sbrigativo. 
Luca si è presentato brevemente  ha appena accennato alla sua storia che tanto si può leggere come tutte le altre su Intertwine, ha raccontato un po’ di cose su Star Wars, George Lucas e la Walt Disney, e poi ha introdotto un paio di possibili vie intorno alle quali costruire prima il racconto e poi la sceneggiatura dei 7 minuti dell’episodio VIII.
Come dici? Perché prima il racconto e poi la sceneggiatura? Dovevi venire anche tu ad ascoltarlo, comunque per farla breve la risposta è perché se non sei uno specialista è complicato assai scrivere direttamente una sceneggiatura, difatti abbiamo previsto un’altra lezione dove spiegheremo più nel dettaglio le differenze sulla base di un esempio realizzato da Luca.
Come dici? Non ti ho detto quali sono le proposte che ha fatto? E’ vero, ma non perché me ne sono dimenticato, perché che te le dico in un post apposito nei prossimi giorni, perché dopo Luca anche le altre ragazze e gli altri ragazzi che hanno già scritto la loro storia singola la hanno illustrata, e dalla discussione sono venute fuori altre possibilità, alcune molto interessanti, e insomma mi fa piacere raccontartele tutte assieme e dare a tutte lo spazio che meritano.
Per finire abbiamo allargato l’area dei possibili outuput, dalle foto al reportage giornalistico, dalle app a 3 o 4 schermate di un videogioco.
Come dici? Troppe cose? Niente affatto, le possibilità non sono mai troppe, poi naturalmente starà alle/ai ragazzi scegliere se coglierle e quali cogliere, ma che ne abbiano tante a disposizione è una ricchezza non un problema, non ti dimenticare che si tratta di persone che intendono imparare e sperimentare cosa può voler dire essere autrici e autori al tempo di Internet. Alla prossima.

30 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, non so se ti ho accennato del mio amico Giovanni Di Vito, di Vitruvio Design e del progetto Il Milione, realizzato in collaborazione per la parte web e grafica con Suriglia Studio, ma insomma Giovanni aveva letto dell’astronave e mi aveva detto che se gli veniva l’idea giusta avrebbe provato a fare qualcosa che tenesse assieme il suo e il nostro progetto. Ecco, stasera mi ha scritto e mi ha mandato il pdf con la sua idea, devo dire che questa idea di un segnalibro che viaggia già mi era piaciuta un sacco in sé, ma adesso che ha pensato di portarla nello spazio mi piace ancora di più. Dacci un’occhiata e fammi sapere. A presto.
P.S.
Mi sono fatto inviare anche la versione light del .pdf – la puoi vedere cliccando qui – così puoi seguire meglio in tutte e tre le fasi lo sviluppo del progetto di Giovanni Di Vito.

1 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, nei giorni scorsi Flavia E. Cantiello e Chiara Iannello hanno lanciato i loro sassolini nello stagno delle possibili startup da collegare al mondo Star Wars, che come sai è uno dei possibili output ipotizzati fin dall’inizio. Come dici? E’ difficile immaginare cose nuove in quel mercato visti i pezzi da novanta che lo controllano? Certo che si, però adesso non metterti a fare il saputello perché è importante che qualcuna ci abbia pensato e ci abbia provato, e adesso che ti spiego il percorso vedrai che pure tu sarai d’accordo.
Cominciamo con Flavia che ha scritto questo: «Grazie al discorso di Luca Moretti riguardo i gadget della saga, mi è venuta in mente una cosa guardando il video delle sneaker Nike de “Ritorno al futuro” da poco messe in vendita. Ho pensato subito che sarebbero meravigliose come prodotto a brand Star Wars e sto provando a fare una bozza della scarpa con il logo della saga (a cui magari aggiungere uno slogan d’acquisto, proprio come se fosse stato messo in vendita dall’impero di G. Lucas). Che ne pensate di quest’idea?». E poi ha realizzato il disegno che puoi vedere qui:

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Dopo di che un po’ di colleghi hanno interagito con i like, mentre Nino Anacleria non si è fermato lì come puoi leggere dall’inizio del lorodialogo:
Nino: Basta battezzarle “Nike Force 1″ e tutto viene da sé; Flavia: Nome stupendo! Ma non esistono già con questo nome? … Esistono anche le Nike Falcon, le Nike Millenium e le Adidas Millenium Falcon! ahahah, che fregatura; Nino: Ok, dobbiamo solo decidere quale tra Nike e Adidas è il lato oscuro.
Il resto non te lo dico altrimenti non la finiamo più e passo direttamente a Chiara che invece ha scritto: «Questa notte, nel terrificante buio della camera (ebbene sì, ho paura del buio) ho pensato che potrebbe essere utile e carino per i più piccoli, o per i “paurosi” come me, una lampada che riproduce un illuminazione “cosmica”. In realtà ne esistono eccome di lampade che proiettano stelle sul tetto o luci colorate; ma, qualora non fosse stata inventata, potrebbe non essere male per bimbi e appassionati una lampada (la cui forma è da discutere) magari come BB8 o come il ‘casco’ di Darth Vader che proietta luci (soft) con colori galattici e che magari in accensione, spegnimento, programmazione di un timer (per farla spegnere durante la notte una volta ritrovato il sonno e accantonata la paura) riproduce i suoni di BB8 o di R2-D2 o quant’altro che rimanda a suoni tipici del film. Che ne pensate? Queste che vedete allegate sotto sono gli unici tipi di illuminazione relativa a star wars che ho trovato online, per il momento. La quarta foto poi, lo “star proiettore”, è la forma classica dell’idea a cui mi sono ispirata. Insomma si tratterebbe di “fondere” gli elementi in foto.»
Come dici? Non sono delle vere idee di impresa? Allora sei fissato caro Diario, certo che non lo sono, non è che una/o si inventa una startup dal nulla. L’aspetto a mio avviso rilevante è un altro, viene dal fatto che queste ragazze cominciano a connettere il mondo che hanno intorno e anche quello che hanno dentro di sé – come nel caso della paura del buio – con quello che stanno facendo, è così che ti accorgi dei centimetri che hai intorno, che sei più pronta/o a vedere le opportunità e a coglierle.
Dai, magari poi ci torniamo su, adesso devo lasciarti.
P. S.
Antonella Pugliese mi ha inviato un messaggio con su scritto Fashion Wars e una foto. Mi ha spiegato che i disegni sono stati fatti da Francesco Emiliano e che lei tra qualche oretta mi mianda un mini articolo dove spiega ispirazione, colori e tutto il resto. Intanto che arriva il mini articolo ecco i disegni.
antonia1
2 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, ieri sera sono successe altre due cose che mi stanotte mi hanno aiutato a dormire contento le mie 5 ore di sonno.
La prima è che è arrivato Luca che mi ha portato la prima parte della sceneggiatura del suo racconto, mi ha detto «pà, la seconda parte la scriviamo assieme martedì 8 Novembre in classe, mi sembra il modo migliore per raccontare come bisogna procedere».
Come dici? Sei d’accordo con Luca? Pure io, perciò ti metto qui la foto e passo alla seconda cosa, che per la verità ti avevo preannunciato già nel post di ieri.
lucasws
Come ti dicevo erano trascorse da non molto le 10:00 p.m. quando mi ha riscritto Antonia Pugliese, leggi qua che meraviglia: «Cavalieri, armi, galassie , oscurità: è il risveglio di una forza nata tanto tempo fa in una galassia molto lontana; è la lotta tra il bene e il male, il buio e la luce, la scoperta e l’innovazione; è un mix di elementi che incontrano la passerella, pronti per una nuova fashion Battle.
Tagli netti (dalle spade laser), dall’aspetto unico, quasi scenografico, prendono vita dalle mani di Francesco Emiliano, due corpi che sono pronti ad abbandonare la realtà per lasciar spazio alla fantasia, pronti a rispettare i codici intergalattici.
Futuro, scoperta e innovazione incontrano i materiali, pensati per un look a misura di “Space”: tessuti termoregolatori, pressurizzati, in nylon e gomma artificiale alternati al poliestere e tessuti Gore Tex, hanno assorbito in questa collezione il fascino dei colori dei corpi presenti lì dove i nostri occhi non arrivano: dal caldo rosso di Marte al grigio roccioso dei meteoriti, dal giallo accecante delle eruzioni solari al nero misterioso e inquietante dello spazio. È questa la mia idea, prof., fondata su una messa in scena urbana di una trilogia senza tempo: Fashion Wars!»
Come dici? Un gran bel lavoro? Sono ancora una volta d’accordo con te. E non hai visto ancora i disegni nella versione definitiva, che penso che anche Stefano Bonora farà i complimenti a questi due ragazzi.
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4 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, stiamo entrando nella fase calda e accadono così tante cose che a volte faccio fatica a tenerle assieme. Allora, procediamo con ordine, partendo da ieri sera, quando ho pubblicato la storia di Stefano Bonora, che a me è piaciuta un sacco, spero piaccia anche a te. Intanto, qualche ora prima, mi ha scritto Antonia Pugliese chiedendomi se poteva ancora mandarmi le sue impressioni sul corso, naturalmente le ho detto di sì e lei mi ha inviato questo: «18-10-2016 ore 10:30, aula O, 5° piano: inizia il corso di comunicazione e culture digitali, ha inizio la nostra avvenuta spaziale verso un universo parallelo! Un universo piccolo, ma pieno di proposte, condivisione, interazione, talento e tanta voglia di fare. Avevamo bisogno di un corso in cui le parole coincidono coi fatti, il singolo si identifica col team. Si parte da se stessi, dal proprio talento, dalla propria creatività per rapportarla a quella degli altri. Non vale più il detto “chi fa da sé fa per tre”, ma “ciò che vale è più bello insieme”. È da qui che nasce un lavoro ben fatto! Ciò che conta siamo “noi”, protagonisti del futuro che dobbiamo saper progettare ed esprimere tutta la nostra creatività, proponendo una nuova chiave di lettura del mondo. Ci stiamo allenando ad essere menti innovative e ad esercitare il nostro cervello al diverso, alla crescita e alla libertà. #Lavorobenfatto racchiude un mix di espressioni e contenuti che ci aiutano non solo a una crescita e a un miglioramento nella vita professionale ma anche privata. Tutto ciò avviene anche grazie alle nostre guide che sono fonti di ispirazione e riescono a lasciare il segno trasmettendoci entusiasmo, passione attraverso le loro esperienze di vita. Siamo pronti a tirar fuori le nostre capacità e tutto il nostro impegno per realizzare un #lavorobenfatto e creare la nostra opera d’arte. #tobecontinued #solocosebelle».
Mentre tutto questo accade continuano ad arrivare nuove storie su Intertwine e anche questa mi pare un’ottima notizia. Infine il lavoro in classe, che come sai questa settimana ci ha impegnato solo mercoledì causa festa di Ognissanti. Ha cominciato la prof. D’Ambrosio ribadendo il nesso indissolubile tra pensare e fare, tra lo studio dei testi e l’attività che facciamo in classe, perché come sai il contesto culturale nel quale si collocano gli avvenimenti è fondamentale per dare profondità ai nostri pensieri, e insomma mi pare che almeno un po’ ci siamo capiti, anche se queste/i ragazze/i sono sempre assai assillate/i dall’esame, da come si svolgono le prove, ma alla fine non è neanche colpa loro, è l’istituzione che li spinge in quella direzione, si comincia alle elementari con l’assillo di finire il programma e si finisce all’università che ci si scopre cacciatori di crediti invece di studenti.
Dopo che pure io, come avrebbe detto mio padre, sul punto «ho messo altra carne a cuocere», abbiamo chiesto alle/ai ragazze/i di illustrare le storie che hanno pubblicato su Intertwine, invitandole/i non a fare il riassunto ma a spiegarci il perché avevano scelto quella determinata sliding doors e perché l’avevano raccontato in quel determinato modo.
Come dici, amico Dario? Vuoi sapere come è andata? Direi nel complesso bene, all’inizio con qualche difficoltà in più, poi quelle/i che vengono dopo si fanno l’idea più precisa da quelli di prima e pian piano la discussione si focalizza meglio. Nel merito secondo me queste/i ragazze/i, nel complesso, sono molto condizionate/i dai modelli familiari e sociali, che presi in sé sono naturalmente anche positivi, però li frenano nella loro capacità di «role taking», di assumere il ruolo di autrici e autori, di non rimanere ad esempio imprigionati nel clichè che è brutto che il figlio uccide il padre.
Per ultimo ci siamo dedicati alla parte più creativa, cioè alla definizione del punto da cui partire per scrivere prima la storia collettiva e poi la sceneggiatura dei 7 minuti di Star Wars Episodio VIII.
Qui gli spunti interessanti che sono venuti sono proprio tanti, ti riporto la sintesi scritta da Flavia E. Cantiello: «1. Opzione creativa, secondo la quale: Han Solo si sveglia all’interno del Millenium Falcon al fianco di Chewbecca rendendosi conto che il settimo episodio (se non tutta la saga) era solo un sogno;
oppure: Rey si sveglia in una capanna di Jakku e si rende conto che tutto l’episodio 7 di Star Wars era un sogno (ciascuno può proporre da che parte del settimo film potrebbe iniziare il sogno, se dalla prima scena o da quella in cui è prigioniera del Primo Ordine e perde i sensi dopo essere torturata da Kylo Ren (come proposto ad esempio da Dionigi Andreano). 2. Opzione interpretativa, della previsione, secondo la quale cerchiamo di immaginare le scene che ci presenteranno gli sceneggiatori e gli autori dell’episodio VIII nei primi minuti del film.»
Come dici? Vuoi sapere come andrà a finire? Preciso preciso non lo so neppure io, ne discuteremo con le/i ragazze/i martedì prossimo, però ho un orientamento abbastanza consolidato che secondo me tiene assieme il meglio delle due opzioni, è l’ipotesi proposta da Dionigi un po’ modificata, cioè che Rey quando viene imprigionata subisce il condizionamento mentale da parte di Kylo Ren e dunque tutto quello che vive successivamente è una sorta di viaggio profetico nel quale  immagina come sarebbero realmente potute andare le cose fino all’arrivo dull’isola dove Luke se ne è andato in esilio. Se decideremo di fare così, l’episodio VIII potrebbe cominciare con Kylo Ren che va da Snoke e gli dice una cosa tipo: «sappiamo dove è nascosto l’ultimo Jedi.»
Come dici? Frena la tua curiosità; settimana prossima definiamo e saprai tutto.

5 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, ieri sera Edoardo Esposito ha postato nel nostro gruppo Aula O queste righe e il video che puoi vedere alla fine. Io non aggiungo niente, ti dico solo che sono molto contento. Ecco Edoardo: «Buonasera, ho pensato di condividere con ‘Aula O’ questo meraviglioso video perché è ricco di tematiche trattate nel corso e nei libri e perché pone problemi relativi proprio alla ‘consapevolezza’ digitale (inoltre l’ho letto in pieno capitolo finale di Rovelli, qualche giorno fa, generando in me suggestioni e inquietudini).
Mi chiedo – e lo chiedo ai prof, chiamandoli in soccorso: il padre del video ha usato la tecnologia per tagliare il pane o per fare del male, anche senza volerlo? Insomma lo scienziato che consapevolezza ha? Penso sia una domanda che al professore Moretti piacerà sicuramente ahahah. Spero che il video vi piaccia, buona visione!
PS. Madeon e Porter Robinson sono due nuove icone della musica elettronica.
PPS. Sto continuando a disegnare freneticamente.»
Come dici? Cosa vuol dire «ha usato la tecnologia per tagliare il pane»? Cominci a perdere colpi, amico daiario, il riferimento è al nostro libro, Il coltello e la rete, e la metafora del coltello – che puoi usare per tagliare il pane o per fare del male a una persona – è quella che abbiamo utilizzato per dire che le tecnologie non sono né buone né cattive, né intelligenti e né stupide, dipende da come le usi. Guardati il video va, che è meglio.

8 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, anche oggi sono accadute belle cose in Aula O.
Luca ci ha spiegato le diverse caratteristiche di una sceneggiatura surfando tra le due che ho già pubblicato qui – quella originale di Star Wars e quella realizzata da lui a partire dalla storia che ha pubblicato su Intertwine – e un sito americano davvero molto ben fatto dedicato interamente alla sceneggiatura. Il tema non era semplice, il rischio di annoiarsi c’era tutto, e invece ti devo dire che la lezione è scivolata via una meraviglia con tanti esempi tra cinema, letteratura, fumetti, serie tv grazie anche alla voglia e alla capacità di interazione della classe.
Come dici? No, no, te l’ho detto, non si è parlato solo di Star Wars, anche de Il Signore degli Anelli, de Il Trono di Spade, di Espiazione, delle differenze, delle interazioni e delle sovrapposizioni tra i vari generi e i vari media, insomma se ti dico che ha funzionato ha funzionato. Sono davvero curioso di vedere il lavoro che le/i ragazze/ faranno con la trasformazione del loro racconto in una sceneggiatura. Possono farla tutta o soltanto una parte, quello che non può mancare è: titolo, nome, ambientazione, descrizione, dialogo.

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Intanto nei giorni scorsi la classe non se ne è stata con le mani in mano, c’è un buon livello di interazione – partecipazione, spero che con qualcuna/o di queste/i ragazze/i si possa continuare a fare delle cose assieme, sta continuando il lavoro di preparazione per le puntate radiofoniche e una delle ragazze si è sbizzarita anche a fare un BB-DOG te la metto qui così la vedi.
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Infine domani, con il ritorno di Luigi Maiello e l’avvio della storia collaborativa su Intertwine. Che pensiamo di scrivere 7 minuti dell’episodio VIII e poi di trasformarlo in una sceneggiatura te l’ho detto già, ma comunque faccio un riepilogo, che serve a te, a me e a chi ci legge:
Titolo: «Star Wars Episodio VIII»
Incipit: «Nel corso dell’Episodio VII, Rey viene catturata sul Pianeta Takodana e condotta alla base Starkiller. Kylo Ren, con l’aiuto a distanza di Snoke, condiziona lo stato psichico della ragazza facendole vivere gli eventi successivi in una dimensione nella quale Rey si libera e vive tutta la parte successiva della storia, dall’attacco della Resistenza alla base Starkiller alla morte di Ian Solo, dal ferimento di Finn da parte di Kylo Ren all’arrivo nel pianeta dove Luke si è ritirato in esilio. La fine degli Jedi è ormai prossima, perché anche in questa dimensione le vibrazioni della Forza attraverso Rey giungono da Luke a Kylo Ren.
E’ un Sith trionfante quello che si presenta al cospetto del Leader Supremo per dirgli che conosce il nascondiglio dell’ultimo Jedi.»
Ecco, amico Diario, domani si ricomincia da qui. Ci sentiamo presto.

9 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, quando qualche ora fa ti ho detto «ci sentiamo presto» non intendevo così presto, ma stamattina sono andato sul gruppo e ho trovato questo post di Antonella Pugliese che sta coordinando il lavoro per RunRadio – si, è la producer – che mi ha fatto particolarmente felice perché a un certo punto ho pensato che questa parte qui non ce l’avremmo fatta a farla: «Aggiornamento Programma Radio: Ci siamo divisi in tre gruppi: AUTORI: Chiara Iannello, Martina Miragliotta, Fiorella Varcaccio Garofalo, Loredana Pugliese, Lorenza Caramanna, Claudia Esposito, Dora Lombardo, Ada Cotugno seguiti da Valentina Fruttauro, Dionigi Andreano, Francesco Gala e Roberta Salvati. SPEAKER: Valentina, Ada e Chiara seguiti dagli speaker della radio. SOCIAL-FOTO/VIDEO: Edoardo Esposito, Maria Baldares, Laura Massaro, Antonella Pugliese.
Le dirette saranno tre e saranno strutturate nel seguente modo: 1º diretta (inizio) : 30s di parlato con Maria D’Ambrosio che ci spiegherà il progetto ed il perché di tutto questo, inoltre sarà intervistato un ragazzo/a del corso; 2º diretta (corpo centrale): 30s di parlato con Luigi Maiello che ci parlerà della piattaforma INTERTWINE, inoltre ci piacerebbe avere come ospite insieme al ragazzo/a intervistata/o anche Luca Moretti; 3º diretta (conclusione): 30s di parlato con Vincenzo Moretti che ci parlerà delle conclusioni del progetto, inoltre ci sarà un gruppetto che sarà intervistato per illustrare ciò che abbiamo creato. Il tutto andrà in onda ogni venerdì per 3 minuti dalle 10.00 alle 11.00 all’interno del programma radiofonico uniworld. Per questo fine settimana sarà tutto pronto, nel senso che sarà registrata la sigla, saranno scritti gli articoli e sarà fatto il resto.» Per ora è tutto, ci sentiamo stasera.

Eccomi caro Diario, anche oggi se venivi ti sarebbe piaciuto assai.
La storia collaborarativa su Intertwine è avviata. Per ora ha una cover, un titolo – Racconti Stellari Ep. 7+1 e un sottotitolo, ma molto presto arriveranno i racconti dell’Aula O, perché oggi ci siamo organizzati, abbiamo 7 gruppi, che Antonella Pugliese, ancora lei, la nostra efficientissima producer, ha sintetizzato così: Gruppi “Storia collaborativa dell’Aula O” RACCONTI STELLARI EP. 7+1: 1º gruppo (consegna venerdì alle 9.00): Antonella Pugliese, Loredana Pugliese, Roberta Salvati, Fiorella Varcaccio Garofalo; 2º gruppo (consegna sabato alle 9.00): Maria Baldares, Dionigi Andreano, Chiara Iannello, Antonio Marra; 3° gruppo (consegna domenica alle 9.00): Valentina Fruttauro, Enrico Eko Esente, Edoardo Esposito, Francesco Gala; 4º gruppo (consegna lunedì alle 9.00): Emmanuel Guida, Dora Lombardo, Laura Massaro, Martina Miragliotta; 5º gruppo ( consegna martedì alle 9.00): Giovanni Pisano, Simone Porfido, Ada Cotugno, Lorenza Caramanna; 6° gruppo (consegna mercoledì alle9.00): Flavia E. Cantiello, Chiara Barbati, Giovanni Visone, Claudia Esposito; 7º gruppo ( consegna giovedì alle 9.00): Milena Stefano Romano, Nino Anacleria.
Come dici? Cosa devono fare questi gruppi? Se hai un’attimo di pazienza te lo racconto: ogni componente del gruppo dovrà, nei tempi stabiliti, contribuire alla scrittura della nostra storia collaborativa con un testo di almeno 2000 caratteri spazi compresi, dopo di che toccherà a me selezionare di volta in volta il contributo che ritengo più adatto al prosieguo della storia.
Perché solo testo? Perché scopo di questa parte del nostro lavoro è avere il testo da cui trarre la sceneggiatura.
I contributi che step by step non saranno selezionati andranno persi? Niente affatto. Innanzitutto perché la piattaforma Intertwine li indirizza di difault nel profilo di ciascun autore, e poi perché io li raccoglierò tutti e ne farò un .pdf che sarà disponibile qui.
Ma se qualcuna/o vuole contribuire con una propria proposta anche in un’altra parte della storia lo può fare? Certo che si, fermo restando naturalmente che è tenuta/o a contribuire alla produzione di contenuti del gruppo al quale è stato assegnata/o.
Per il resto Luigi Maiello ci ha spiegato le funzionalità della piattaforma e le caratteristiche peculiari della storia collaborativa, ci ha raccontato un po’ di più di cose su Intertwine e sui suoi progetti futuri, ha risposto a un bel po’ di domande, comprese le mie, che alla fine le cose se non le faccio materialmente non le imparo mai davvero fino in fondo. E poi Maria, che anche oggi ha trovato il modo di connettere diversi piani e contenuti, di sottolineare l’importanza del lavoro che viene prima dell’atto creativo, quell’attività di ricerca e di scavo senza la quale è davvero difficile immaginare di poter ideare e prosurre contenuti culturali, di ampliare le prospettive e i punti di vista a partire dai quali leggere il lavoro che stiamo facendo.
Ecco, direi che per ora è quasi tutto, ci sentiamo presto. Ricordati che per seguire la costruzione della nostra storia devi cliccare qui.

11 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, ormai a Aula O il lavoro procede spedito. Ieri sono arrivate le quattro proposte della prima parte della storia e sul tardi anche la proposta di Dionigi Andreano per la seconda parte, puoi seguire tutto su Intertwine cercando la storia collaborativa Racconti Stellari Ep. 7+1.
Come puoi vedere dalla foto continua anche il lavoro per RunRadio, venerdì prossimo ci dovremmo essere per la prima puntata, naturalmente appena so qualche cosa di più preciso ti informo, così ci dai una mano a farlo sapere in giro.

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Mentre tutto questo accade stiamo procedendo anche – come si fa nelle case di produzione serie come la nostra – a immaginare il lavoro di editing sui testi che ci permetterà di tirare fuori qualche minuto di sceneggiatura davvero degna di questo nome. Sappi che in Aula O – fermo restando i limiti e le difficoltà, in parte delle/dei ragazze/i e in parte del sistema università – tutte/i stanno cercando di dare il meglio, e di questo ti devo dire siamo molto contenti, perché non è mai una cosa scontata. Adesso ti saluto, mi rifaccio vivo presto.

15 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, innanzitutto ti ricordo che domani sarà in Aula O Roberto Paura, Dipartimento di Fisica Università di Perugia e Presidente di Italian Institute for the Future. Ora non dico io e Maria che Roberto lo conosciamo e sappiamo come funziona, ma che domani ci sarà da divertirsi lo puoi capire anche tu già dal titolo della sua talk, che puoi vedere qui sotto la slide.

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Come dici? Ai letto che ci sono anche altre novità? E certo, si può lavorare da profesisonisti anche essendo ancora studenti e questo le/i ragazze/i di Aula O lo hanno capito bene. Si, si, anche alla voce RunRadio con l’aiuto di Antonio D’Amore hanno fatto un bel passo avanti, proprio oggi la nostra producer Antonella Pugliese ci ha ricordato che i giorni di diretta saranno il 18 Novembre, il 25 Novembre e il 2 Dicembre, che il programma dedicato al nostro lavoro farà parte del programma «Uniworld» e andrà in onda nella fascia d’orario tra le 10:00 e le 11:00. Ieri invece era stata Roberta Salvati a condividere tutta la scaletta che anche se sono solo 3 minuti a puntata il lavoro di redazione da fare è tanto, tra domande per le interviste, pezzo da scrivere per il web, video,eccetera.
Infine oggi la lezione è servita a fare il punto del lavoro fatto fin qui, a individuare i punti sui quali dobbiamo migliorare, a specificare come sta procedendo il lavoro di editing, a organizzare il lavoro che rimane da fare fino alla fine del corso, il 6 Dicembre. Ecco, direi che per oggi è tutto, ci sentiamo domani che ti racconto come è andata con Roberto.

16 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, te lo dico subito così mi tolgo il pensiero: sono troppo contento. Perché si, io lo sapevo che la lezione di Roberto Paura avrebbe funzionato alla grande, però te l’ho detto mille volte come funziona, «una cosa è fatta quando è fatta», vale per me, vale per Roberto e vale per chiunque, e ti assicura che questa qui è fatta, è stata fatta, in maniera eccellente. Facciamo così, per prima cosa ti metto il link da dove puoi vedere o scaricare il .pdf con tutte le slide che Roberto ha utilizzato. Poi ti dico che Roberto ha parlato e ci ha fatto parlare – si si, come dici tu, ci ha coinvolto nella discussione, non è che ci ha minacciato per farci parlare, anche perché come sai non ce n’è bisogno –  di divulgazione scientifica, di fisica, di cinema, di libri, di filosofia, di Cina, di arte, di giornalismo, di contaminazione, naturalmente di futuro, di scrittura, di Hollywood, di codice, del lavoro che Aula O sta facendo e di tanto altro ancora.
Come dici amico Diario? Non devo farti il riassunto perché vuoi andarti a guardare la presentazione con calma? Non puoi immaginare come ti capisco, pensa che io finisco qui con te, faccio un’altro paio di cose e poi me la rivedo pure io con calma, che ci sono almeno 3-4 titoli di libri che mi devo segnare, 1 video che mi devo rivedere e un paio di trame di film che mi devo rileggere.

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Due cose ancora però te le devo dire, che secondo me sono quelle che fanno la differenza, spero e credo che lo abbiano colto anche le/i ragazze/i, ma tanto poi glielo chiedo.
La prima è la bellezza, la bellezza della scienza, della fantascienza, dei libri, del sapere, dell’arte, della cultura, una bellezza che sa essere coinvolgente, niente affatto noiosa, quando è raccontata bene.
La seconda è la profondità, in questo mondo sempre più orizzontale e interconnesso se vuoi fare davvero un lavoro ben fatto devi essere non solo un esploratore ma anche uno scavatore, nel senso che devi essere capace di andare in profondità, di dare radici alle tue conoscenze e competenze, di imparare a conoscere e a usare benissimo i ferri del mestiere, gli utensili, le tecnologie di cui puoi disporre.
Si, direi che Roberto ci ha trasmesso una sensazione di bellezza e di profondità che sa essere leggera, della leggerezza tanto cara a Italo Calvino, che insomma tu ritorni a casa e ti dici «ma si, allora studiare, imparare, ragionare, approfondire non sono verbi inutili». Come dici? Dopo poco magari ti passa? Vero, ma non sempre, e se magari poi ne incontri altri come Roberto ti prende il vizio e va a finire che non smetti più.
Ecco, ho finito, ti devo dire solo che venerdì c’è la prima puntata della nostra striscia radiofonica e che la pagina fan di Aula O è stata realizzata, si chiama Racconti Stellari, ci trovi video e foto, la trovi qui. A presto.

19 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, che le cose stiano cominciando a procedere per il verso giusto lo vedi da tante cose, piccole e meno piccole, cose come una foto o la prima puntata di Racconti Stellari su Run Radio.

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La foto è questa che vedi qui, Valentina Fruttauro con Chiara iannello e BB-8, l’ha postata Valentina Fruttauro sul nostro gruppo con questo commento:«abbiamo rapito BB-8». La puntata di Racconti Stellari la puoi vedere cliccando qui, dal punto di vista tecnico si può fare sicuramente meglio, dal punto di vista dei contenuti sono decisamente contento, le ragazze e i ragazzi di Aula O da questo punto di vista hanno fatto tutto da sole/i, hanno preparato le domande, organizzato il palinsesto, definito i diversi ruoli e poi la risposta finale di Martina Miragliotta alla domanda di Chiara, sì, ancora lei, è da manuale.
Come dici? Cosa ha detto di così importante? Non è questione di importanza, è questione di motivazioni e di obiettivi condivisi, fai una cosa, leggi e poi vedi se non è come dico io, intanto ti saluto, che oggi ti trovo insopportabile.
Domanda: «Cosa ti lascia questa esperienza dal punto di vista personale e didattico?»
Risposta: «Mi lascia un nuovo approccio, per ogni cosa, basato su tre punti: cogliere le opportunità, risolvere problemi e soprattutto realizzare un lavoro ben fatto».

25 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, sono un poco poco triste, martedì e mercoledì scorso sono state le ultime due lezioni di quest’anno in Aula O e insomma un pizzico di tristezza ci sta.
Come dici? Dovrei essere triste di più di poco poco? Ma no, vedi anche i lati positivi della faccenda.
Innanzitutto, è finito il lavoro in classe, ma le/i ragazze/i sono impegnate ancora in due puntate per Run Radio, una la stanno facendo in questi minuti – la foto postata da Emmanuel Guida alle 9.57 avverte per l’appunto che «è tutto pronto per la seconda puntata di Radio on Stars in compagnia di Valentina Fruttauro e Nino Anacleria! Seguiteci su www.runradio.it» – l’altra la faranno venerdì prossimo, e poi ci rivediamo tutte/i assieme Martedì 6 Dicembre per fare il punto su quello che hanno imparato, tra libri e lavoro in classe, tra pensare e fare, che alla fine torniamo sempre là, al fatto che fare è pensare.

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In secondo luogo, come diceva mio padre, «solo quello che non incomincia non finisce», che secondo i fratelli Wachowski che poi sono diventate sorelle a papà hanno copiato per il claim di «Matrix Revolution», penso che te lo ricordi, «Tutto ciò che ha un inizio, ha una fine». Infine – potrei sbagliarmi ma non penso – credo che qualcuna/o di queste/i ragazze/i continuerà a gironzolare nei nostri mondi, perché insomma si stanno appassionando davvero, lo vedi dalle cose che postano sui social network, che ormai non ce la fanno a passare di fianco a una vetrina con un pupazzo di Star Wars e a non fotografarlo. (la foto è di Antonella Pugliese, che è anche un’eccellente producer del programma radio).
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Come dici? È venuto il momento di fare un bilancio? Non correre, come ti ho appena detto abbiamo ancora tante cose da fare, ti racconto piuttosto quello che abbiamo fatto nei giorni scorsi.
Allora, Martedì è tornato Luca, che ha fatto un’analisi del testo editato suddiviso anche per scene, e devo dire che mi è sembrata un’altra parte molte interessante del nostro lavoro di apprendisti, scrittori, soggetisti, sceneggiatori. Alla fine abbiamo scoperto che le/i ragazze/i hanno scritto una quarantina di scene parie a quasi un’ora di film, che naturalmente ha diversi difetti e limiti, ma ciò nonostante rimane un ottimo e non semplice lavoro collaborativo ideato, scritto e dunque realizzato da Aula 0, e scusa se è poco.
Mercoledì invece Maria e io l’abbiamo dedicato alle istruzioni per l’uso in funzione dell’esame. Non so se le/i ragazze/i sono rimaste/i sorprese/i, magari glielo chiediamo e ce lo facciamo dire da loro, ma insomma gli abbiamo detto che all’esame non vogliamo sentire i riassuntini delle cose che hanno studiato, vogliamo che loro utilizzino le cose che hanno studiato per eleborare loro idee, proposte, progetti.
Come dici? Io e Maria abbiamo sorpreso anche te? Vuoi che ti faccia qualche esmepio? Non c’è problema. Facciamo finta che tu – si si, proprio tu, amico Diario – abbia studiato «Il coltello e la rete», «Sette brevi lezioni di fisica» e «Dall’alfabeto a internet» mi devi dire sulla base di quello che hai imparato dai libri e che hai fatto in Aula O come organizzeresti una lezione su #lavorobenfatto, #tecnlogia e #consapevolezza con una classe di bambini di scuola primaria, o di scuola media, o del liceo. Cominciamo da qui e tu mi fai capire che sai e cosa sai fare, che ulteriori conoscenze e competenze hai, se le hai, su questi temi, qual è il tuo approccio, come conti di sviluppare ulteriormente in quanto autore e produttore di contenuti le cose che hai imparato e hai imaprato a fare.
Ecco, abbiamo parlato di questo, e dunque di parole, di alfabeti, di Wittgenstein, di Eduardo De Filippo, di Pablo Neruda, di bertolt Brecht e poi Edoardo Esposito ci ha fatto vedere il bel video del canale «The Scool of Life» che puoi vedere qui.

Nella parte finale della lezione abbiamo parlato del lavoro che stanno facendo in radio e così ci è venuta l’idea di salutarci con il video live di Freddy Mercury che a Londra canta «Radio on Gaga».
Come dici? Ieri è stato il 25esimo anniversario della sua morte? Si si, me ne sono accorto, ma mentre eravamo in classe non ci ho pensato e neanche me ne sarei mai ricordato, è che sono fortunato, ma questo già te l’ho detto tante volte.

27 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, guarda cosa ha scritto ieri Chiara Iannello sul nostro gruppo: «Questa è la sceneggiatura della mia parte di storia. Sono un po’ “smemorina” e non ricordavo dove andasse pubblicata. Lascio il file qui, così che sia visionato anche da Luca Moretti che ne sa sicuramente molto più di me e potrà correggermi. Poi volevo essere utile ai ragazzi che lo leggeranno e indicargli alcune cose fondamentali che ho appreso da diversi siti:
1. I margini sono:  3,5 (sinistra) 2 (destra) nel caso delle parti scritte; 6.35 (sinistra) nel caso dei nomi dei personaggi chiamati a dialogare; 3.5 (sinistra) e 4.5 (destra) i dialoghi. I margini superiori e inferiori del foglio 3.
2. Le parole che troverete puntate sono rispettivamente:
C.M.: campo di ripresa medio (ambiente presente ma la figura umana, presa interamente, è protagonista);
TOT.: campo di ripresa totale (è l’azione ad avere maggiore importanza, la figura umana è interamente visibile, l’ambiente invece è limitato alla zona in cui si svolge l’azione);
SOGG.: soggettiva (ripresa dalla prospettiva del sog. che guarda)
P.P.: primo piano (inquadrato l’attore dalle spalle in su)
DETT.: dettaglio.
P.M.: piano medio (attore/i inquadrato/i dalla vita in su … riempie la scena).
Fatte queste precisazioni, buona lettura.»
Come dici amico Diario? La vita è fatta anche di soddisfazioni? Certo che si! E per capire fino in fondo la qualità del lavoro che ha fatto Chiara clicca qui e leggi il pdf. A presto.

30 Novembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, come avrai visto ieri sera ho pubblicato il link al podcast della seconda puntata della trasmissione a Run Radio, oggi invece ti scrivo per dirti che cominciano ad arrivare le sceneggiature delle ragazze e dei ragazzi e io sono molto contento.
Per ora hanno completato questa parte del lavoro, oltre a Chiara Iannello, Flavia Cantiello, Antonio Anacleria, Ada Cotugno e Laura Massaro, non ho ancora avuto modo di leggere, ma l’approccio è sicuramente quello giusto.
Come dici? Come faccio ad affermarlo? Lo vedo dai commenti che accompagnano la pubblicazione, dalle richieste di avere un feedback da Luca, da Laura che dopo aver inviato la sceneggiatura si cimenta anche – parole sue – nella riscrittura della storia di Star Wars questa volta raccontata da Rey, da Flavia che a un certo punto scrive «riguardando il file mi sono ritrovata sorpresa del lavoro svolto; ho imparato a fare una cosa nuova, parte di quel bagaglio, di quei mattoncini di cui si parlava tanto nelle prime lezioni», dal costante riferimento a parole come #lavorobenfatto, layout, canoni, parametri, testardaggine, impegno. Si, caro Diario, sono contento, speriamo che queste ragazze e ragazzi studino con lo stesso impegno anche i libri perché così martedi prossimo, quando ci vedremo per fare il punto della situazione, concluderemo nel migliore dei modi questa prima fase del nostro lavoro.
Come dici? In che senso prima fase? Nel senso che magari qualcuna/o di loro avrà piacere a voglia di continuare a interagire, o che magari qualcuna/o di loro biennalizzerà l’esame, ma insomma a questo c’è tempo per pensarci, io adesso ti devo lasciare, che tra poco comincia #BTO2016. A presto.

6 Dicembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, come si dice qui a Napoli le chiacchiere stanno a zero, la verità è che Aula O mi mancherà, perché si, alla fine è così che funziona quando nelle cose che fai ci metti la testa, le mani e il cuore. Oggi come sai facciamo la prova finale, spero davvero che arrivino tutte/i preparati, in questi mesi hanno preso sul serio il percorso che abbiamo ideato per far loro toccare con mano almeno un po’ della differenza che c’è tra essere cacciatori di crediti e studenti, tra consumatori e autori di contenuti, e sarebbe un peccato sciupare tutto sul filo del traguardo. Ti devo dire che sono molto fiducioso, loro sono ragazze/i in gamba e intelligenti e noi l’abbiamo ripetuto in tutto le salse che teoria e prassi vanno insieme, che lo studio dei testi è fondamentale, che leggere e studiare è importante per tutte/i ma un pochino di più per chi «da grande» vuole essere scrittrice/scrittore, giornalista, autrice/autore teatrale o cinematografico. Si, si, certo che poi ti faccio sapere, però intanto che si fanno le 6.00 e scendo a prendere caffè e cornetto al bar Luciano volevo farti sapere che un po’ sto agitato pure io, e immagino anche Maria, ma che comunque siamo contenti, ce lo siamo detti settimana scorsa quando ci siamo visti per preparare la scheda di ogni ragazza/o, perché questa di quest’anno è stata proprio una bella storia. Per il resto vale quello che ti ho detto la volta scorsa, il lavoro non finisce qui, non solo per me e Maria, che sicuramente ci torneremo su, anche – se hanno voglia e tempo – per Stefano Bonora, Antonio D’Amore, Giovanni Di Vito, Luigi Maiello, Luca Moretti, Roberto Paura e le stesse ragazze e ragazzi del corso, che come in ogni organizzazione che apprende anche in Aula O tutte/i hanno contribuito al successo del corso e tutte/i possono continuare a farlo con le proprie idee, riflessioni, considerazioni, che non è detto che non mi invento 2-3 domande da inviare a tutte/i e vedere che risposte arrivano per ragionarci assieme su. Dai, poi ci penso, intanto si saluto, che se non mi piglio il caffè non è che riesco a ragionare proprio come si conviene.

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Rieccomi caro Diario, oggi è stata davvero una bella giornata perché le ragazze e i ragazzi sono state/i bravi assai, e questa è stata una gran bella soddisfazione, perché alla fine il lavoro paga, e anche se naturalmente sono ragazze/i credo che qualche cosa resterà, un po’ il loro approccio allo studio è cambiato, come ha detto una/o di loro oggi citando Rovelli, «il genio esita», e loro ne hanno tanto, anche se troppo spesso lo tengono a riposo.
Comunque basta chiacchiere, che questa parte qui della storia finisce con due bellissime foto, una di gruppo e l’altra con la bellissima torta che le/i ragazze/i hanno comprato e ci hanno invitato a mangiare sul terrazzo una volta finito l’esame. A presto, appena arriva il podcast della terza puntata dello speciale Runradio mi rifaccio vivo.


15 Dicembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, della serie «guarda che belle persone abbiamo imbarcato sulla navicella di Star Wars» stamattina Giorgio Bocchieri di Digital Magics leggi che scrive: «Intertwine – startup innovativa di Digital Magics Napoli, ha raccolto 1.035.000 Euro, tramite tre operazioni: un aumento di capitale di 400.000 Euro (investitori coinvolti: FI.R.A. – Finanziaria Regionale Abruzzese, TechinTouch, Hubcom, Eclettica, Nello Di Biase, Giovanni Marinaccio, Stefano Squillacciotti), il bando Smart&Start Italia (agevolazioni per complessivi 485.000 Euro di cui il 20% a fondo perduto) e un finanziamento dal Banco di Napoli di 150.000 Euro, sostenuto dal Fondo di Garanzia di Medio Credito Centrale, che ha garantito l’80% dell’affidamento concesso. Intertwine è il social network per lo storytelling – basato su creatività condivisa e su collaborazione tra scrittori, lettori e talenti – per creare, condividere e pubblicare opere editoriali multimediali collaborative. Intertwine si rivolge inoltre a scuole e università con progetti digital e di co-learning per gli studenti e alle aziende che vogliono raccontare la propria storia e i propri valori.»
E a un certo punto nel comunicato si legge testualmente: «Tra le numerose partnership con enti e aziende, quella con l’Università Suor Orsola Benincasa ha creato grande valore e ottenuto un ottimo riscontro: sono state realizzate più di 50 storie, tra singole e collaborative, da parte degli studenti del corso in Comunicazione e cultura digitale sul tema della saga di Star Wars, che porteranno anche alla realizzazione di una sceneggiatura collaborativa.»
Che ti devo dire, amico Diario, sono troppo felice. Come dici? Faccio così perché sono amici miei? Mi dispiace che tu dica questo, e comunque ti sbagli di grosso. Faccio così perché i ragazzi di Intertwine sono bravi. Perché le loro rughe se la stanno guadagnando una a una. Perché oltre a essere bravi e a faticare tanto sono anche generosi. Perché sono napoletani, lo ammetto, che questa mia città ha bisogno come il pane di esempi positivi. E lo faccio perché anche le/i ragazze/i di Aula O sono state/i brave/i, perché altrimenti non avrebbero parlato del loro lavoro, e non avrebbero avuto risultati così positivi. Comunque adesso ti saluto, che oggi un po’ mi hai fatto innevorsire, comunque ritorno presto, ci sono ancora tante cose da raccontare.

17 Dicembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, ieri sera intorno alle 10.00 p. m. ho trovato in chat un messaggio di Antonella Pugliese che mi ha riempito di gioia. Antonella è con Giovanni Pisano una delle/dei ragazze/i componenti di Aula O con cui ogni tanto ci scriviamo anche adesso che il nostro lavoro assieme è terminato, e magari poi altre/i ne arriveranno, perché spesso basta il tempo e l’occasione. Te lo dico con sincerità amico Diario, perché in certe occasioni la modestia non c’entra niente, io penso che non ci sia ricompensa più bella per il lavoro che Maria, Luigi, Roberto, Antonio, Luca e io abbiamo fatto. Tu comunque leggila, e poi casomai mi dici.

«Prof. le devo dire una cosa. Mercoledì sono andata alla Feltrinelli per comprare un CD della Callas per un amico ma non c’era, mi sono guardata attorno e mi sono messa a cercare un altro libro quando all’improvviso ho intravisto questo segnalibro.

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L’ho preso, ho letto questa frase, mi è scappato un sorriso e ho detto a me stessa: «#lavorobenfatto». Si, ho pensato e penso che sia proprio così, quando ci si cimenta e ci si apre a un nuovo modo di vedere e fare le cose è difficile uscirne, si finisce con l’entrare in un meccanismo – fare le cose in un determinato modo -, diventa uno stile di vita, ovviamente in senso positivo.
Ecco, volevo dirle che secondo me il lavorobenfatto è una cosa così, per questo dobbiamo non solo farne tesoro ma dobbiamo metterlo in pratica – ciascuno nel proprio piccolo – nella quotidianità, in modo da avere un risultato ed essere soddisfatti di noi stessi per ciò che abbiamo fatto e soprattutto per come lo abbiamo fatto! A mio giudizio il manifesto del lavoro ben fatto è stata un’ottima iniziativa perché rende ancora più isibile questa idea, aiuta a capirne ancora di più il senso (non so, mi fa pensare anche a un ricettario).
Penso che prima o poi si debba scrivere un manuale su questo non solo per far conoscere il tutto alle persone e far capire loro come a partire da semplici cose si può rivoluzionare la quotidianità, si può aiutare chi ha difficoltà nel fare determinate cose, si può avere un approccio diverso, si può essere più positivi.
Insomma volevo dirle che io ci sto riflettendo, che mentre sto rileggendo con attenzione il manifesto sto pensando a tutto ciò che abbiamo fatto in Aula O e sono soddisfatta, mi rendo conto che questo percorso ha cambiato il mio modo di vedere determinati aspetti sui quale ero un po’ chiusa.
La mia terza fase di vita si apre con il lavoro ben fatto e io ho intenzione di farne uno stile di vita perché anche la vita stessa è un lavoro ben fatto. E aggiungerei anche che il meglio deve ancora venire (come dice Liga) perchè con il lavoro ben fatto è cosi, si migliora di volta in volta e si ha sete ogni volta di fare un lavoro migliore della volta precedente.
Alla fine non mi resta che dire tutto torna, tutto segue un filo logico anche se a volte il filo diventa più sottile segue sempre un qualcosa per poi ritornare e migliorare. Si, anche Einstein pensava all’epoca a un lavoro ben fatto.
P.S. Prof. poi mi sono detto anche «guarda un po’ come una semplice parola analizzata nelle sue parti può cambiarti la vita». Alla fine ho comprato il segnalibro e l’ho appeso nel mio angolo del pensatore scrivendo dietro data e #lavorobenfatto.
Grazie. Alla prossima.
Antonella»

QUESTO LO ABBIAMO DETTO NOI
Roberto Paura
La più grande innovazione introdotta da George Lucas con Star Wars è l’idea della “giocabilità” del suo universo. Quando nel primo film del 1977 vediamo gli X-Wing sfrecciare nel canalone della Morte Nera per colpire con precisione chirurgica l’unico punto debole della super-arma dell’Impero, assistiamo di fatto allo scenario di un videogame: di lì a qualche mese, quello stesso scenario sbarcava nelle sale giochi di tutto il mondo occidentale con un fortunatissimo arcade. Non si trattava, tuttavia, della giocabilità intesa solo nel senso videoludico, ma della possibilità di interagire con l’universo della saga in molti modi diversi. Poco dopo la conclusione della trilogia originale, infatti, iniziava il grande boom dell’expanded universe, l’universo espanso frutto di centinaia di romanzi e fumetti “ufficiali” che proseguivano l’avventura immaginando nuovi episodi o raccontando storie di personaggi secondari, consentendo così all’appassionato di non restare relegato ai tre film, ma di continuare a vivere l’universo di Star Wars attraverso media diversi, non ultimo i videogame. Mi è sembrata pertanto azzeccatissima l’idea di Vincenzo Moretti e Maria D’Ambrosio di dedicare il corso di Comunicazione e Culture Digitali di quest’anno al Suor Orsola Benincasa proprio a questa peculiarità dell’universo di Star Wars. Gli autori che hanno firmato le storie dell’expanded universe erano quasi sempre già nomi affermati nella nicchia editoriale della fantascienza, ma la realizzazione di un romanzo o di un fumetto targato Star Wars ha rappresentato una svolta per le loro carriere, con vendite per milioni di copie. Comprendere allora questi meccanismi, la possibilità cioè di partire da un prodotto autoriale e modificarlo a proprio piacimento, pur seguendo una serie di paletti ben precisi, diventa un utilissimo esercizio per chi spera di poter un giorno intraprendere una carriera nella comunicazione multimediale. Sapere inventare e raccontare storie oggi non è più solo mestiere dei romanzieri; il termine storyteller, forse oggi un po’ troppo abusato, ritorna nel marketing, nel giornalismo, persino nella politica. Bisogna imparare a usare i ferri del mestiere del narratore se si vuole riuscire in uno di questi campi, e partire con il mettere le mani dentro uno dei franchise più noti al mondo per imprimergli la propria personale caratterizzazione può rappresentare un’ottima strategia. I risultati dei ragazzi del corso di Comunicazione e Culture Digitali fanno ben sperare e dimostrano che la direzione è quella giusta. Probabilmente nessuno finirà ingaggiato dalla Disney per scrivere le prossime sceneggiature di Star Wars, o il prossimo romanzo dell’expanded universe (qui le possibilità sono un po’ più alte), ma le tecniche imparate torneranno sicuramente utili. Qualche anno fa mi fu offerto di scrivere delle storie dell’universo di Geronimo Stilton, un altro fortunatissimo franchise tutto made in Italy, destinato ai più piccoli; declinai l’offerta, perché non sono tagliato per questo tipo di storie, ma altri miei colleghi oggi vivono grazie a questo lavoro. Geronimo Stilton è un altro universo “giocabile”, non solo per i giovanissimi lettori che ne vivono le avventure, ma anche per gli autori che possono continuamente a modificarlo, estenderlo, espanderlo. Una volta imparata la tecnica, la si può applicare a tantissimi casi; ed è questo, credo, il senso più importante del corso di Vincenzo e Maria: acquisire competenze nuove e ricercate, come quelle degli sceneggiatori e in generale degli storyteller, e comprendere il passaggio storico fondamentale che spinge oggi a parlare di prosumer, al tempo stesso consumatore e produttore. In questo caso, consumatori e produttori di storie e di veri e propri universi.

INTERTWINE STORIES
Star Wars Reloaded Anacleria
Star Wars Reloaded Andreano
Star Wars Reloaded Baldares
Star Wars Reloaded Barbati
Star Wars Reloaded Cantiello
Star Wars Reloaded Caramanna
Star Wars Reloaded Cotugno
Star Wars Reloaded Esente
Star Wars Reloaded Esposito C.
Star Wars Reloaded Esposito E.
Star Wars Reloated Fruttauro
Star Wars Reloaded Gala
Star Wars Reloaded Guida
Star Wars Reloaded Iannello
Star Wars Reloaded Lombardo
Star Wars Reloaded Marra
Star Wars Reloaded Massaro
Star Wars Reloaded Miragliotta
Star Wars Reloaded Moretti
Star Wars Reloaded Pisano
Star Wars Reloaded Porfido
Star Wars Reloaded Pugliese A.
Star Wars Reloaded Pugliese L.
Star Wars Reloaded Romano
Star Wars Reloaded Salvati
Star Wars Reloaded Varcaccio Garofalo
Star Wars Reloaded Visone

IL DIARIO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
14 Giugno 2016; 21 Giugno 2016; 22 Giugno 2016; 30 Giugno 2016; 11 Agosto 2016; 6 Settembre 2016; 17 Settembre 2016; 20 Settembre 2016; 2 Ottobre 2016; 8 Ottobre 2016; 9 Ottobre 2016; 10 Ottobre 2016; 13 Ottobre 2016; 14 Ottobre 2016; 17 Ottobre 2016;

14 Giugno 2016 Torna al Diario
Caro Diario,
nei giorni scorsi mi sono incontrato con Maria D’Ambrosio per ragionare un po’ sulle cose da fare, che se non stai sul punto, non ti organizzi, non studi, il lavoro non è che viene bene come deve venire. In collegamento skype con il FabLab Napoli abbiamo discusso con Antonio Grillo di robot, di design, di alternanza scuola lavoro e di altre sciocchezze e poi ho chiesto a Maria – sempre gentile e ospitale – se faceva un caffè, che poi lei ci ha messo assieme il gelato e tutti vissero felici e contenti.
Scusa, come dici? Questo più che un incontro di lavoro sembra la versione casalinga del Bar Luciano? Ti sbagli di grosso. Primo perché la pausa è durata in tutto non più di sette minuti e secondo perché dopo il caffè e il gelato abbiamo organizzato il corso di Comunicazione e Cultura Digitale del Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione più bello che esista al mondo.
Scusa, come dici? «Ogni scarrafone è bello alla mamma sua?». Non meriteresti nessuna risposta, ma dato che signori si nasce e io, modestamente, lo nacqui, ti racconto come sono andate esattamente le cose.

«Vincenzo, quest’anno vorrei che ci inventassimo qualcosa di speciale, un modo per catturare da subito l’attenzione dei ragazzi, per coinvolgerli nella realizzazione di qualcosa di materiale, qualcosa che si vede, che si tocca.»
«Maria, ogni anno facciamo qualcosa di speciale. Negli anni scorsi i ragazzi hanno prodotto video, sono stati co-autori di libri, hanno raccontato il futuro, dopo di che si può fare tutto, portarli nello spazio con Samantha Cristoforetti no. O forse si, almeno in parte.»
«Adesso non sfottere.»
«Non sto sfottendo, però procediamo con ordine, allo spazio ci arriviamo dopo. Per quanto riguarda i corsisti quali libri pensi di usare?»
«Direi di mantenere quello di de Kerckhove, «Dall’alfabeto a Internet. L’homme litéré: alfabetizzazione, cultura, tecnologia» e il nostro, «Il coltello e la rete. Per un uso civico delle tecnologie.» Il primo per l’inquadramento generale e il secondo perché ci permette di stare su questi due aspetti della consapevolezza e dell’apprendimento collaborativo che mi sembrano decisivi.»
«Concordo. E per il terzo?»
«Per il terzo mi piacerebbe proporre qualcosa di diverso, qualcosa che desse il segno di questo nostro approccio trasversale, oltre le discipline propriamente dette.»
«Che ne dici di «Sette brevi lezioni di fisica» di Carlo Revelli? E’ sicuramente un esempio di come si può comunicare la scienza e ci potrebbe aiutare a fare il salto nell’iperspazio che vorrei proporti.»
«Rieccoti. Vincè, quello di Revelli è un libro che adoro, mi sta benissimo. Però adesso dimmi qual è la tua idea.»
«Per la verità me l’hai suggerita tu quando hai detto che ti piacerebbe cominciare con un film. Star Wars
«Star Wars?»
«Si, Star Wars, il settimo episodio, Il risveglio della forza. Cominciamo da li e finiamo con i ragazzi che raccontano la fine dell’ottavo episodio, quello che dovrebbe uscire a fine 2017.»
«Vincenzo mi piace. Potremmo chiedere ai ragazzi di raccontare la battaglia finale, c’è sempre una battaglia finale in queste storie. E poi potrebbero preparare le schede delle astronavi e dei personaggi da presentare in una ipotetica conferenza stampa di presentazione, e insomma ci pensiamo su e magari ci vengono altre idee.»
«Certo che si, Maria. A me piacerebbe anche che la progettassero e la costruissero con la Lego o con una stampante 3D un’astronave, naturalmente bisogna pensare come fare, che non è facile, magari si possono coinvolgere studenti di altre università, o anche studenti di altri corsi che intendono collaborare a questo progetto, o anche il FabLab Napoli.»
«Si, bisogna pensarci bene e organizzare tutto al meglio, ma io sono fiduciosa, e credo che agli studenti piacerà, ci sta tutto dentro, il lavoro ben fatto, la creatività, la tecnologia, la cooperazione, la consapevolezza. Dai, dai, dai che anche quest’anno sarà bello.»
«Sarà bello assai. Intanto potremmo provare a far girare l’idea in rete e chiedere opinioni, consigli, disponibilità a partecipare. Che dici?»
«Dico che sono daccordo. Procediamo.»

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21 Giugno 2016 Torna al Diario
Caro Diario, sono contento assai, perché cominciano ad arrivare idee, appunti, spunti, suggestioni più e meno esplicite che rendono semplicemente più bello e interessante quello che abbiamo in mente di fare.

Francesco Merone – laurea triennale in ingegneria aerospaziale e studi in corso per chiudere la pratica università alla voce “specialistica” – scrive ad esempio: «A Dicembre 2016 esce Rogue One, lo spin-off ambientato prima di Episodio 4 e si sa che finisce con i ribelli che portano i piani segreti della Morte Nera alla loro base. Episodio 8 esce nel 2017 e visto l’andazzo del 7, finirà con Kylo Ren contro Rey e con la frase “io sono tuo fratello”.» A Francesco la considerazione non suggerisce sentimenti particolarmente favorevoli, e se posso essere sincero neanche a me, però forse l’idea di chiedere agli studenti del nostro corso di scrivere la sceneggiatura del duello finale tra Kylo Ren e Rey fino alla frase fatidica indicata da Francesco potrebbe funzionare; naturalmente ce ne possono essere altre, direi che con Maria ci daremo da fare perché ci siano altre, però intanto abbiamo una prima possibilità, e non mi sembra niente affatto male.

Riccardo Moretti invece – studente al secondo anno di ingegneria meccanica che come suggerisce il cognome tengo nello stato di famiglia – inciuciando sul fratello più grande, Luca – che invece di mestiere fa il libraio –  mi ha detto «pà, si è rivisto Il risveglio della forza e se n’è uscito con una cosa ridicola tipo Ian Solo che potrebbe non essere morto, che Kilo Ren con la spada laser l’ha infilzato nella parte destra, insomma sciocchezze così». Volete sapere cosa ha fatto quando ho detto che però anche questo potrebbe essere uno spunto buono per scrivere un altro pezzetto di sceneggiatura durante il nostro corso? Prima ha detto «pà, ma dai, fai ridere anche tu, se fanno resuscitare Ian Solo la gente veramente li manda a quel paese, c’è un limite a tutto» e poi se n’è andato quasi senza salutarmi, cosa che devo dire non fa (quasi) mai.

Il terzo spunto mi è venuto direttamente da Luca Moretti, che quando gli ho detto che anche il mio amico Rodolfo Baggio è disponibile a dare una mano, ha pensato bene di suggerirmi un po’ di lavoro per lui, lui nel senso di Rodolfo, che immagino come sarà contento. «Dad – mi ha detto – perché non gli chiedi di raccontare un po’ dell’astrofisica che sta alla base dell’universo di Star Wars? Magari non è tantissima, ma c’è, e secondo me agli studenti piacerebbe assai.» Lo posso dire? Piace assai anche a me, chiedo a Rodolfo se piace anche a lui e poi vi faccio sapere.

Emanuele Esposito, studente dell’Università Suor Orsola Benicasa, terzo anno, gli mancano 5 esami per laurearsi in Comunicazione d’Impresa, nostro corsista dello scorso anno, scrive per dire che – come spesso gli è capitato di sentire tra colleghi di corso – ai ragazzi piace non solo studiare ma anche fare e concretizzare. Da qui la sua proposta: «perché non invitare alcuni dei corsisti a preparare una pitch che presenta una loro idea di start up collegata all’universo Star Wars?». Già. Perché no? Evvai.

22 Giugno 2016 Torna al Diario
Caro Diario,
Luigi Maiello è laureato in comunicazione d’impresa e tra i compiti che fanno parte del suo lavoro c’è quello di raccontare storie sulla piattaforma di storytelling Intertwine. Quando mi sono accorto che anche lui sta nella Big Band degli amanti di Guerre Stellari gli ho scritto per chiedergli se aveva voglia di far parte della nostra Little Band, leggi cosa mi ha risposto:
«Ciao Vincenzo, quando ho aperto il post e ho letto quello che intendete fare tu e Maria sono stato preso da un grande entusiasmo. Lo sai, con me se parli di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza hai colto nel segno. E poi Star Wars, il lato chiaro e quello oscuro della forza. Dai, chi vogliamo far vincere e come? È il caso di iniziare a pensarci, Ottobre arriva presto. Ah, credo si sia capito, ma consideratemi arruolato!».

30 Giugno 2016 Torna al Diario
Caro Diario,
tra ieri e oggi con un po’ di chiacchiere, un po’ di chat e un po’ di Skipe con Maria D’Ambrosio, Luigi Maiello e Luca Moretti abbiamo provato a mettere a fuoco un po’ di questioni che proverei a sintetizzare così:
1.ORGANIZING
1.1. lavorare in modalità blended (in presenza e a distanza, aula e online);
1.2. tenere assieme pensare (la teoria, i libri di testo, i contenuti, dal lavoro ben fatto all’uso consapevole delle tecnologie, cosa, come e perché) e fare (la realizzazione degli output, vedi il punto successivo);
1.3. valorizzare l’approccio collaborativo e di gruppo, pensare la classe come uno o più team di autori, ideatori, produttori di contenuti crossmediali.
1.4. organizzare e promuovere un evento conclusivo nel corso del quale presentare le idee, i contenuti e i manufatti realizzati.
2. POSSIBILI OUTPUT
2.1. Diario del corso da pubblicare qui;
2.2. Narrazione crossmediale (testi, foto, video, design, ecc.) di 7 minuti di Star Wars da pubblicare su Intertwine;
2.3. Scrittura della sceneggiatura di 5-7 minuti di Episodio VIII;
2.4. Ideazione e disegno di nuove astronavi (impero, ribelli, altro);
2.5. Progettazione e stampa 3D di 2-3 delle nuove astronavi di cui al punto precedente;
2.6. Pitch per idee di start up collegate all’universo Star Wars.

Naturalmente da qui all’inizio del corso ci sarà tempo e modo di migliorare, arricchiare, modificare, precisare meglio idee e contenuti, però intanto ci apre utile condividere queste primissime bozze, perché così chi vuole potrà esprimere con più facilità le proprie idee, opinioni, critiche, proposte.

11 Agosto 2016 Torna al Diario
Caro Diario, ieri nella chat ho trovato questa mail di Roberto Paura, Presidente presso Italian Institute for the Future, PhD Candidate in Comunicazione della Scienza all’Università di Perugia e soprattutto una gran bella capa:
«Carissimo, ho letto il programma del prossimo corso di Comunicazione e cultura digitale e il post che hai scritto, e mi fa molto piacere sapere che tu e Maria abbiate deciso di inserire anche il libro di Rovelli e un approfondimento sulla comunicazione della scienza. Se serve e vi interessa, potrei dare un contributo in merito alle opportunità professionali di questo settore, al modo in cui il digitale si applica a questo lavoro ecc., per cercare di dare ai partecipanti anche un orientamento al di là dei tradizionali stereotipi su quali siano poi gli sbocchi, che non sono solo marketing o social media. E poi mi fa ancora più piacere sapere che avete deciso di puntare su Star Wars! Penso proprio che verrò a seguire le lezioni!»
Come puoi immaginare sono stato felicissimo e gli ho risposto di considerarsi senza dubbio arruolato anche lui. Che ti devo dire? Una cosa è fatta quando è fatta, ma io e Maria sono proprio contento assai della piega che sta prendendo questa cosa.

6 Settembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, oggi mi ha scritto mio figlio Luca, che come sai sarà uno degli animatori del corso. Ecco il suo testo:
«Ciao, credo possa essere utile raccontare agli studenti – perché magari non tutti lo sanno – come si scrive una sceneggiatura cinematografica, che come dice la parola stessa, è molto diversa, ad esempio, da una sceneggiatura teatrale.
Come per ogni altro tipo di testo, anche per scrivere una sceneggiatura è necessario seguire determinate regole, in fondo troverai un’immagine che le sintetizza, con i caratteri e la formattazione giusti.
In classe naturalmente approfondiremo ma per ora mi pare utile sapere che prima di tutto si deve partire da un’idea di storia che andrà a formare il nostro soggetto, che come sappiamo è una cosa diversa dalla sceneggiatura.
Nel soggetto focalizziamo la nostra attenzione sui personaggi, le loro caratterizzazioni e la loro evoluzione. Quando avremo chiara la trama inizieremo a scrivere la sceneggiatura vera e propria.
Titolo e autore della sceneggiatura come prima cosa, una breve sinossi (massimo una decina di righe) per far capire l’argomento della nostra storia.
Oltre naturalmente ai dialoghi andranno inseriti dei riferimenti spaziali che renderanno chiaro lo svolgimento dell’azione (per esempio il luogo dove si svolge, se in interni o in esterni, se è giorno o notte).
Il tipo di scrittura più usato oggi è quello all’americana, l’esempio di cui ti dicevo è tratto naturalmente da Star Wars, il settimo episodio, Il Risveglio della Forza.»

sceneggiatura

17 Settembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, oggi è stato il turno di Luigi Maiello, della Band di Intertwine, che loro di narrazione condivisa come sai un po’ se ne intendono. Mi ha scritto questo:
«Ciao Vincenzo, stamattina mi sono svegliato e ho sistemato un po’ delle cose che ho in camera. Non lo dire in giro, ma io sono molto disordinato, per cui ogni tanto sfrutto il week end per fare un po’ di ordine, ma giusto un po’, non troppo. Così, tra i vecchi libri dell’università, sono sbucati quelli che ho usato per gli esami di “Storia del cinema” e di “Tecnica cinematografica”. Dopo di che ho guardato il calendario e ho visto che più o meno tra un mese saremo in aula a parlare proprio di cinema, di tecnologia consapevole e di storie.
Sai come succede, ti metti a pensare tra te e te, ripassi le cose che immagini tu possa fare per dare una mano e ti chiedi se e in che misura tutto questo possa essere interessante per chi segue il corso. Vuoi sapere cosa ho fatto giunto a questo punto? Mi sono rimesso la giacca da studente di «Scienze della comunicazione» – alla fine non è poi da tantissimo che sono un ex, e mi sono detto «si, approfondire le tematiche di come si racconta una storia, in altre parole studiare come si fa storytelling, può essere molto utile.»
Oggi ogni cosa e aspetto della realtà va narrato: tutto si comunica attraverso le storie. Si racconta per posizionare un prodotto, per dare significato commerciale a una marca, per creare e collocare l’identità di un politico in campagna elettorale. Si racconta una riforma importante (pensa ad esempio allo storytelling di Renzi sulla Riforma Costituzionale), e si racconta di se stessi per fare «personal branding”. Direi che è in atto una vera e propria “guerra tra storie” e dunque saperle (e sapersi) raccontare è fondamentale, soprattutto per ragazzi che vogliono diventare professionisti della comunicazione. Ecco Vincenzo, questo è quello che ho pensato stamattina e mi ha fatto piacere raccontarlo a te e a a loro che spero ci leggano, perché è vero che sono contento di partecipare a questa bella esperienza, ma io tutto questo lo penso veramente. Come dici tu, a prescindere.»

20 Settembre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, oggi ho postato in due gruppi di appassionati di Star Wars ai quali mi sono iscritto prima delle ferie le seguenti righe:
«L’obiettivo è scrivere qualche minuto di sceneggiatura del prossimo episodio di Star Wars, quello che sarà nelle sale a Novembre 2017. Il corso è quello di Comunicazione e Cultura Digitale. L’universita il Suor Orsola Benicasa di Napoli. Si comincia il 18 Ottobre. Assieme agli studenti che lavoreranno con noi in aula vorremmo costituire un gruppo di una quindicina di persone che a distanza possano contribuire, collaborare o anche, perché no, competere nella realizzazione del progetto (vorremmo anche disegnare un’astronave e costruirla, con la lego o con una stampante 3D). Per eventuali candidature scrivere a partecipa@lavorobenfatto.org Come si usa dire in questi casi, astenersi perditempo.»
Naturalmente alla fine ho aggiunto il link a questo articolo. Se succede qualcosa ti tengo informato.

2 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, qualche giorno fa, il 29 Settembre credo, ho ricordato agli studenti che tra poco più di 2 settimane si comincia, perché sai, è sempre meglio stare sul punto, che io li chiamo studenti ma loro assomigliano di più ai cacciatori di crediti, che adesso sono stanco e non ce la faccio a tornarci su, ma insomma qualche riga sulla questione un po’ di anni fa l’avevo scritta qui.
In ogni caso, ho colto l’occasione per ricordare anche cosa ci prefiggiamo di fare assieme allo studio dei libri di testo, insomma i possibili output, che sono i seguenti:
1. Diario del corso da pubblicare qui;
2. Narrazione crossmediale (testi, foto, video, design, ecc.) di parti (teaser, trailer, finale, inizio, battaglie varie, altro) del secondo episodio della nuova saga di Star Wars da pubblicare su Intertwine;
3. Scrittura di sceneggiatura di 5-7 minuti di Episodio VIII;
4. Ideazione e disegno di nuove astronavi (impero, ribelli, altro);
5. Progettazione e stampa 3D di 2-3 delle nuove astronavi di cui al punto precedente;
6. Pitch per idee di start up collegate all’universo Star Wars.
Ecco, mi pare tutto, anzi no, c’è ancora una cosa, nel senso che i disegnatori del punto 3. non ce li abbiamo ancora, li stiamo cercando, nel caso hai qualche suggerimento sai come fare. Ecco, adesso si, è tutto.

8 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, Giovedì scorso mi ha scritto in chat Stefano Bonora, stava nell’area quella nascosta delle persone con le quali non sei amico che io a volte quelli me li perdo, però a me il nome e cognome qualcosa mi diceva, me ne deve aver parlato qualche amica/o, insomma accetto la richiesta e leggo il messaggio, questo: «Ciao Vincenzo ho letto il post, mi interessa disegnare l’astronave, fammi sapere se è fattibile la cosa. Ste»
Vado a cercare in giro, trovo molte cose che raccontano di lui, in particolare mi metto a curiosare su Bēhance e quello che vedo conferma le mie sensazioni. Ecco la mia risposta, cauta e speranzosa:«Ciao Stefano, scusa ma non vedevo il tuo messaggio. Non so, vedo che tu sei un professionista, ma questo è un progetto nell’ambito di un corso universitario, non ci sono risorse economiche di alcun tipo.», lui conferma la mia speranza e mi risponde così: «Mi pareva di aver inteso già la situazione, però mi interessa comunque capire meglio di cosa si tratta. Mi puoi spiegare in due parole? Ti ringrazio.», dopo di che prendo coraggio e gli sintetizzo un po’ di cose e gli dico che naturalmente sarebbe bello che accettasse di darci una mano, e a questo punto discutiamo di tempi e insomma alla fine mi dice che per inizio novembre il suo disegno c’è. Evvai!
Caro Diario, fermo restando che una cosa è fatta quando è fatta ti devo dire che anche questa storia dei disegni sta prendendo una bella piega. Ieri l’ho detto anche ai ragazzi del Liceo Scientifico Carlo Cattaneo di Follonica dove sono stato ieri per raccontare di #lavorobenfatto, di #tecnologia e di #consapevolezza e anche quelli della Quarta A del Liceo Scientifico Enrico Mattei di Rosignano Solvay hanno detto che sicuramente faranno qualcosa. E poi ci stanno altre/i appassionati all’opera che per ora preferiscono non uscire alla scoperto, e poi naturalmente ci sarà il lavoro dal punto di vista didattico più importante di tutti, quello che faremo in classe, che come sai il 18 Ottobre si comicia, e poiché racconteremo tutto qui non è detto che le diverse idee non possano contaminarsi, influenzarsi a vicenda, perché alla fine il nostro non è un concorso e tanto meno una gara, tutti i disegni saranno pubblicati e valorizzati, il nostro è alla fine un laboratorio aperto di ideazione e di progettazione di contenuti, e insomma speriamo che vengano fuori belle cose, anzi non speriamo siamo sicuri che sarà così. Intanto ecco uno dei disegni che Stefano Bonora ha dedicato ai supereroi.

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9 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, inizio settimana prossima si comincia, e dunque è utile sintetizzare un po’ del lavoro che ci aspetta a beneficio delle/dei corsiste/i, sono quelle cose che sembrano tecniche e invece serve sempre ribadirle, non fosse altro che uno le trova tutte da una parte, insomma eccole:

LIBRI DI TESTO
1. Derrick de Kerckhove, Dall’alfabeto a Internet. L’homme litéré: alfabetizzazione, cultura, tecnologia, Mimesis, 2008.
2. Vincenzo Moretti, Il coltello e la rete. Per un uso civico delle tecnologie, Ediesse, Roma, 2015.
3. Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Milano, Adelphi, 2014.

ORGANIZING
1. Lavorare in modalità blended (in presenza e a distanza, aula e online);
2. Tenere assieme pensare (la teoria, i libri di testo, i contenuti, dal lavoro ben fatto all’uso consapevole delle tecnologie, cosa, come e perché) e fare (la realizzazione degli output, vedi il punto successivo);
3. Valorizzare l’approccio collaborativo e di gruppo, pensare la classe come uno o più team di autori, ideatori, produttori di contenuti crossmediali.
4. Organizzare e promuovere un evento conclusivo nel corso del quale presentare le idee, i contenuti e i manufatti realizzati.

POSSIBILI OUTPUT
1. Diario del corso da pubblicare qui;
2. Narrazione di 7 minuti di Episodio VII di Star Wars su Intertwine;
3. Sceneggiatura di 7 minuti di Episodio VIII in uscita a Novembre 2017;
4. Ideazione e disegno di nuove astronavi;
5. Progettazione e stampa 3D di 2-3 astronavi;
6. Pitch per idee di start up collegate a universo Star Wars.

10 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, manca ormai solo una settimana all’inizio e dunque abituati a essere aggiornato più spesso.
Allora, ieri come sempre insieme a milel altre cose abbiamo trovato il modo di lavorare con Maria D’Ambrosio, Luigi Maiello e Irene Casa per definire il meglio possibile le cose da fare.
Cerco di essere ordinato e sintetico anche se non è semplice:
Con Maria abbiamo definito innanzitutto che una parte significativo del lavoro lo facciamo in aula, anche i corsisti dovranno naturalmente studiare i testi ma saranno giudicati soprattutto per la qualità – quantità di lavoro che faranno con noi, che in fondo per loro è una bella opportunità essere autori in una fabbrica di contenuti piuttosto che ascoltatori in un’aula universitaria.
Con Maria e Irene abbiamo definito che esploriamo la possibilità di creare connessioni tra il nostro corso e RunRadio, la radio dell’Università Suor Orsola Benincasa; che ci diamo da fare a pazzi per fare in modo che un po’ di studenti sappiano del corso e decidano di frequentarlo (al tempo dei cacciatori di crediti non è scontato, e senza studenti non andiamo da nessuna parte); che Irene comincerà a seguire con me le attività al 83° Circolo Porchiano Bordiga e un po’ di altre cose ancora.
Con Maria e Luigi abbiamo definito invece più precisamente come si svolgerà che la parte del corso che prevede l’utilizzo di Intertwine. In particolare ciascun studente potrà aprire un proprio profilo sulla suddetta piattaforma e scrivere il soggetto relativo a 7 minuti dell’Episodio VII di Star Wars sulla base di 4 possibilità, 4 Sliding Doors come si dice:
Che succede nei 7 minuti successivi del film se:
1. Rey vende BB-8 a Unkar Plutt, il mercante di rifiuti;
2. Kylo Ren (Ben Solo) non ammazza il padre Ian Solo;
3. Finn se ne va con i mercanti dopo l’invasione del pianeta Takodana;
4. Luke decide di seguire/non seguire Rey.

In un secondo momento scriveremo invece – questa volta in maniera collaborativa – 7 minuti dell’Episodio VIII, quello che uscirà a Novembre 2017, e poi dal soggetto passeremo alla sceneggiatura.
Per ora è tutto, anche se in realtà no, perché la mattina mi sono visto con Giovanni Di Vito ma insomma quello che ci siamo detti non ve lo posso dire, perché lui è peggio di me, della serie «una cosa è fatta quando è fatta», ma tu intanto incrocia le pagine.
P.S. In attesa dell’astronave ti ho spostato qui il secondo dei disegni di Stefano, quello di Iron Man, che tutte e due uno in fila all’altro second me non erano valorizzati come meritano.

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13 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, con Luigi e Maria abbiamo pensato di dare un titolo generale alle nostre attività su Intertwine, spero ti piaccia, è questo: Star Wars Reloaded.
L’atra bella novità è questa che ieri mi ha scritto sempre Luigi: «Buongiorno Vincenzo, oltre alla pubblicazione di tutte le storie delle/dei ragazze/i abbiamo pensato di fare anche un’altra cosa sul nostro sito, nel senso che le raccoglieremo tutte in una Collezione, con un nome apposito, quello che abbiamo definito, in maniera tale da avere un vero e proprio dominio di terzo livello dove potranno essere lette, ascoltate, guardate tutte le storie. Senza farla più testa del necessario ci tengo a segnalarti che l’inserimento delle storie nella collezione verrà fatta «a mano» dai programmatori, quasi come i lavori artigiani che tanto piacciono a te e anche a me. Un caro saluto.»
Che ti devo dire caro Diario, pure io non la voglia fare più tosta del necessario, ma il fatto che Luigi Maiello mi scriva queste cose, e Stefano Bonora mi chieda come è meglio che lui sviluppi il suo lavoro, se serve dare un’idea anche degli step intermedi che ci sono prima del prodotto finale, se preferiamo che disegni un’astronave dei «buoni» o dei «cattivi», beh, a me questa roba qui «mi» commuove. Perché si, è evidente che poi io dico a Stefano che è libero di procedere come meglio crede, però il fatto che lui si ponga un passo indietro rispetto al progetto, che non abbia l’atteggiamento di chi ti sta facendo un favore ma di chi si sente dentro una squadra, per me non è affatto scontato, come non è scontato che Luigi e tutta la band di Intertwine si pongano il problema di fare altro lavoro oltre a quello che abbiamo già stabilito, il tutto gratuitamente da parte di tutti, ecco, io lo trovo magnifico. Mi fermo qui perché mi devo fermare, ma sappi che tutto questo lo trovo magnifico.
P. S. Stefano Bonora si sta mettendo in moto, ecco alcuni dei suoi primi bozzetti:

14 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, ieri sera sul tardi ho conosciuto via social David Calzolari che ha scritto un pezzetto di soggetto partendo dalla sliding door nella quale Kylo Ren non uccide il padre Han Solo. Che ti devo dire, David poi ci ha tenuto a precisare che l’ha fatto di getto – è vero, sono testimone – che si può fare molto di meglio, che così rimangono un sacco di buchi, e anche che qualche giorno prima lui aveva provato a lanciare una cosa simile senza aver avuto grossi risultati – però che ti devo dire, io l’ho trovato fantastico nell’approccio – collaborativo quanto mai -, e nel merito un utilissimo punto di riferimento per il lavoro che abbiamo da fare in classe. Insomma ne venissero tanti altri di contribuiti come questi di David sarei felicissimo.
Come dici? Ancora non ti ho fatto leggere quello che ha scritto Calzolari? Eccolo, e che diamine, dammi il tempo, chi ti legge deve anche capire quello che sta succedendo, o no?.
«Ben – Kylo Ren consegna la sua spada laser a Han Solo che l’afferra, ma in quel momento scorge negli occhi del figlio uno strano lampo malefico, capisce cosa il figlio ha intenzione di fare e si butta a terra prima che la spada laser si accenda.
Han rotola sotto la pedana, sotto di lui lo strapiombo. Il figlio comincia a prendere a spadate il pavimento del ponte, Han a malapena riesce a trattenersi agganciato al ponte. Chewbecca cerca di aiutare Han Solo come può, e spara a Ben, il quale para con la sua spada laser i colpi della sua balestra, poi con un gesto della mano ferma alcuni colpi per aria. Anche Rey cerca dalla sua postazione in alto di aiutare Han, che nel frattempo è riuscito a rimanere sotto il ponte appeso a uno delle travi d’acciaio che lo sorreggono! Ancora frastornato e tremante – mentre sopra il ponte infuria la battaglia – riflette sul fatto che il figlio ha appena tentato di ucciderlo.
Alcuni soldati del Primo ordine cercano di difendere Ben – Kylo Ren. Ben indietreggia verso la fine del ponte, ancora intento a fermare quanti più colpi possibili che arrivano su di lui. Chewbecca sta oramai sparando in automatico, Han da sotto il ponte gli grida “Chewbe Fermati! Fermo Chewbe! Rey e Finn arrivati di corsa sul ponte cercano di aiutare Ian Solo, Rey stende il braccio verso Kylo-Ren e uno dei colpi che era riuscito a fermare lo colpisce sfiorandogli la tempia. Kylo Ren per poco non precipita nello strapiombo, ma riesce ad aggrapparsi a una sporgenza e contemporaneamente, con un solo gesto, spazza all’indietro Rey, Finn e Han Solo che nel frattempo era riuscito a rimettersi in piedi aiutato da Finn. Chewbecca li raggiunge e mentre continua a sparare a Ben cerca di proteggere il suo migliore amico! Han Solo è un’istintivo, urla il nome di suo figlio che lo osserva glaciale dall’altra parte del ponte!
Improvvisamente si sente un suono abbastanza riconoscibile che si sta facendo sempre più forte, Han, Rey, Finn e Chewbecca volgono lo sguardo in fondo al canyon tecnico e scorgono in lontananza migliaia di caccia della ribellione venuti per distruggere la Star killer. “Via Via allontaniamoci di qui, tra poco sarà l’inferno” – esclama Han Solo-. Anche Kylo Ren capisce che è venuto il momento di abbandonare quel posto troppo pericoloso e mentre i caccia della ribellione sfrecciano dentro il Canyon Tecnico, attorniato dalle sue truppe Kylo Ren si chiude dentro un gigantesco ascensore per il trasporto di materiale tecnico.
Poe Dameron è arrivato con la ribellione e mentre i caccia si levano per contrastare l’attacco in superficie arrivano Han Solo e i suoi amici che corrono nella neve mentre sopra di loro avviene il finimondo!
“Dove diavolo sta il Falcon?” – esclama Han -, ma poi gli viene un dubbio: non sarà mica precipitato giù dallo strapiombo dove avevano parcheggiato? Chewbe indica che sono usciti dalla parte sbagliata e che il Falcon si trova esattamente dalla parte opposta. “E adesso? – chiede Finn -.“ “Qui è troppo pericoloso andate nel bosco – risponde Han Solo -. Io e Chewbe intanto cercheremo di raggiungere il Falcon.”
Finn e Rey, sebbene a malincuore, si addentrano nel bosco. Han e Chewbe si dirigono verso il Falcon. Attorno a loro migliaia di esplosioni e sopra di loro il cielo illuminato da migliaia di colpi laser tra i caccia Ala X della ribellione e i caccia TE! La battaglia si fa sempre più lontana e per un attimo Rey e Finn hanno la sensazione di sentirsi al sicuro.
“Come farà a ritrovarci Han Solo in questa boscaglia? – chiede Finn mentre cerca di non inciampare nella neve -.” “Non lo so – risponde Rey – ma come se non bastasse sta cominciando a nevicare. Continua a correre Finn!”
Improvvisamente un piccolo pugnale laser si impianta nella corteccia dell’albero proprio di fronte a loro, sbarrandogli la strada. Kylo Ren è riuscito a trovarli. Richiama il suo pugnale con un semplice gesto della mano e accende la sua spada a croce!
“La Forza riconosce la presenza di altra Forza – esclama Kilo -, poi guarda Finn e aggiunge – “E’ venuto il momento di pareggiare tutti i conti Traditore!” 
Rey tenta di usare la Forza e per un attimo la spada laser di Kylo si piega verso di lui.” “Sei straordinaria – esclama Kilo – ma solo con un vero maestro potresti fare questo!”.
 Rey e Finn vengono sbattuti all’indietro, contro degli alberi. Il colpo è così forte che cadono tramortiti nella neve!»

17 Ottobre 2016 Torna al Diario
Caro Diario, che domani si comincia lo sai già, immagino che anche tu sia emozionato, comunque ti scrivo per condividere due cose che sono accadute oggi.
La prima me la ha segnalata Luigi Maiello, giocando sui social network ho scritto che stanno cominciando a copiarci, la verità è che stiamo sul pezzo, altrimenti Rolling Stone non avrebbe pubblicato le sue famosissime copertine in versione Star Wars.
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La seconda novità, adesso non vorrei sembrarti presuntuoso ma per me è quella più importante, è che stamattina ho scritto a Stefano Bonora di non abbandonarmi, lui giustamente mi ha risposto «perché, non avevamo detto che il mio disegno era pronto a Novembre?» e allora io mi sono scusato e gli ho scritto che aveva ragione, la dead line era Novembre, però lui l’altra volta mi aveva detto che era partito e allora io un po’ ci avevo sperato che potesse arrivare prima. Leggi un po’ che mi ha risposto, caro il mio Diario: «Vero, sono partito, ma non solo disegnando, mi ispiro e ragiono sulla direzione giusta da prendere. In questi giorni, dopo le ore di lavoro, molte, mi addormento pensando alle astronavi, che mi sono sempre piaciute, per cui non temere, a breve ti darò altri disegni».
Come dici? Almeno un po’ mi sarei dovuto vergognare? Fatto! Mi sono ancora scusato e ho spiegato che quella del rompiscatole un po’ è anche la parte che tocca a me in questa storia. Perciò mi sono vergognato poco e sono stato felice molto. No, te lo giuro, non per i disegni che ha mandato, che quelli sono venuti dopo, sono stato felice per quello che ha detto Stefano. Perché io lo so che l’Italia è piena di talenti generosi da ogni punto di vista, però capisci che uno che disegna per lavoro e che dopo tante ore di fatica se ne va a dormire pensando alle astronavi ti riempie il cuore, ti fa pensare «Viciè, dai che ce la devi fare per forza, vedrai che prima o poi queste persone qui l’Italia la cambiano davvero, e allora il nostro sarà un Paese bellissimo dove vivere e lavorare». Sì, amico Diario, ho pensato questo, e penso anche che prima o dopo compro una ventina di sfogliatelle riccie e frolle e le porto a Milano a Stefano.
Ciao, ti scrivo domani, così ti racconto come è andato il primo giorno di Corso.
bonora4a

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