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I segni e i sogni di Stefano Bonora

Caro Diario, debbo la scoperta di Stefano Bonora alla congiunzione di un link e di un’astronave. Il link allietava il commento su un social network di una comune amica, Anna Gatti. L’astronave era quella che volevo attraversasse gli universi di Star Wars Episodio WIII, quello che uscirà nell’inverno del 2017. Il corso di Comunicazione e Culture Digitali al Suor Orsola Benincasa sarebbe iniziato da lì a qualche settimana, ma io intanto avevo lanciato l’idea chiedendo a un po’ di amici di passare la voce, di provare a immaginarla e magari a disegnarla questa astronave che ancora non c’era. Ho cliccato su quel nome, ho visto che si trattava di un disegnatore, ho curiosato un bel po’ in giro e poi sono venuto via, senza troppa speranza perché i suoi disegni mi piacevano un sacco e mi sono detto «questo qui è un professionista, sarà impicciato da morire, difficile che abbia tempo e voglia di darci una mano».
 Quello che è successo qualche giorno dopo l‘ho raccontato qui, con Stefano che mi chiede di saperne di più, io che mi preoccupo di spiegargli che il nostro progetto non ha budget, lui che mi dice che questo l’ha capito da solo,  e insomma si avvia un percorso che attraverso schizzi e disegni e chat porta alla bellissima astronave che puoi vedere qui e se ci clicchi sopra e la ingrandisci vedi che meraviglia.
Ora io è un po’ di anni che mi sono interrogato sulle differenze tra amici e @mici al tempo dei social network, però un poco mi meraviglio sempre quando tocco con mano la miriade di nuovi mondi che entrano nelle nostre vite grazie alla Rete, che prima mica era possibile che da un link, una chat, un social network e tanta umanità venisse fuori un’astronave e un’amicizia. Si amicizia, non solo @micizia, anche se io e Stefano ancora non ci siamo mai incontrati. È accaduto quando ho letto «nonostante le tante ore di lavoro la sera me ne vado a dormire pensando all’astronave» in risposta al mio messaggio dove mi dicevo preoccupato per il fatto che non mi mandava più gli schizzi sui quali stava lavorando, è stato lì che l’ho sentito vicino, complice, mi è sembrato quasi di toccarlo, è stato lì che l’@mico è diventato amico, è stato lì che mi sono detto che uno così lo dovevo raccontare.
Il resto è venuto da solo: gli ho spedito le mie solite tre o quattro domande, il giorno dopo mi ha risposto e insomma eccolo qua.

bonora2 «Vincenzo, che mi chiamo Stefano Bonora ormai lo sai, lavoro nel campo della grafica – illustrazione come freelance e lavoro come fonico per sbarcare il lunario. Sono appassionato di cinema, mi piacciono i film di fantascienza ma non disdegno altri generi, dai thriller a un buon horror di tanto in tanto. Stesso discorso vale per la musica, mi piace ascoltare dall’hip-hop al metal; la musica in generale è una fonte di ispirazione, per cui cerco di apprezzarla in ogni sfaccettatura. Ho anche un gruppo, si chiama Filth in my Garage, sono il cantante. 
Amo le persone che vivono a modo loro nel rispetto degli altri, che hanno una passione e la coltivano, non a caso è ciò che cerco di fare anche io.
Nella mia vita ho fatto molti lavori, dal giardiniere al commesso, dal grafico al pizzaman, proprio lui, quello che porta le pizze; ho lavorato anche come magutt, termine milanese che indica il manovale – muratore. Che cosa penso di tutte queste esperienze? Che mi hanno aiutato ad apprezzare la fatica e anche l’agio, che sono fiero di aver condiviso gioie e difficoltà di diversi mestieri e ambiti, che le considero per l’appunto tutte esperienze di vita.
La passione per il disegno mi è nata da piccolo, mi divertivo e mi perdevo nelle mie creazioni anche se non sapevo ancora bene cosa rappresentavo sui fogli con i pennarelli. Ciò detto, aggiungo che fin qui il lavoro di disegnatore non mi permette di campare, infatti come ho detto prima faccio anche il fonico, ma insomma se dovessi raccontarti la mia giornata tipo direi che inizia e finisce cercando di incastrare impegni, lavoro e passioni per far quadrare tutto nel migliore dei modi.
Ho sempre in testa i lavori più urgenti – infatti ti ho scritto che nell’ultimo periodo la sera mi addormentavo pensando alle astronavi – che siano remunerati o no; cerco di portare avanti soprattutto progetti che mi appassionano, e quando questo mi porta ad avere a che fare con persone valide e di cuore, lo considero tutto guadagnato, come quando riesco a lavorare (sempre più spesso, ormai) con mio fratello Mattia, che studia calligrafia, che se hai qualche minuto ti consiglio di guardare anche i suoi lavori sul sito di behance.
Vincenzo, direi che questo è tutto, anzi no, nel senso che un po’ di altre cose che ho fatto le puoi trovare sul mio profilo Instagram
Ecco amico Diario, questo è un poco ma solo un poco di Stefano Bonora, un uomo generoso a cui piace giocare più con i segni che con le parole. Conto di incontrarlo presto, ma comunque la prossima volta che vado a Milano una guantiera di sfogliatelle ricce e frolle non gliela toglie nessuno. Promesso.
bonora1
Post Scriptum del 8 Maggio 2017
A proposito di segni, se lo incontri non glielo dire che te l’ho detto, ma Stefano nel 2014 ha dovuto smettere di disegnare per qualche mese perché si è fatto un taglio di coltello che gli ha passato la mano destra da parte a parte, ma naturalmente non si è fermato, guarda per esempio cosa ha combinato ieri sui Navigli durante il live painting, si chiama Space tea, che come vedi lui ci tiene proprio di suo allo spazio, agli infiniti mondi che lo abitano e alle infinite possibilità che lo animano. Alla prossima.
bonora88 Aggiornamento del 24 Agosto 2017
Caro Diario, ora tu sei molto giovane e non lo so se a te PFM Premiata Forneria Marconi dice proprio le stesse cose che dice a me, spero per te di sì, ma insomma ieri quando ho letto che Stefano Bonora ha disegnato la cover di Emotional Tattoos, il loro nuovo disco, sono stato troppo contento.
Ti riporto il suo post che lo so che ti fa piacere: «Finalmente posso annunciare e mostrare la nuova copertina del disco Emotional Tattoos della PFM Premiata Forneria Marconi realizzata da me, con lettering di mio fratello Mattia Bonora, in collaborazione con Artkademy
Come dici amico mio? Perché non ti faccio vedere la copertina invece di continuare a scrivere? Giusto, eccola:
bonora99
Lo so che te l’ho gia detto, ma sono contento perché Stefano ha un grande talento e un grande cuore, e insomma in questo mondo non sempre i buoni conquistano lo spazio che meritano, e quando accade non bisogna avere timore di mostrare il proprio entusiasmo. Ecco, per ora è tutto, ma vedrai che mi rifaccio vivo presto.