Caro Diario, giovedì scorso con Giuseppe Jepis Rivello abbiamo incontrato un centinaio di studentesse e studenti di terza dell’I.I.S. Giovanni Paolo II di Maratea. Il progetto, nato per iniziativa del Consiglio Regionale della Basilicata in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, nell’ambito dell’Anno dell’educazione alla cittadinanza digitale, si chiama “Connessi al futuro” ed è coordinato da Vito Verrastro, giornalista costruttivo e Digital UE Ambassador.

È stata una bellissima mattinata. Perché parlare con i ragazzi è sempre una bella occasione per ispirarsi e imparare delle cose. Perché il tema, Le Intelligenze Umane e l’Intelligenza Artificiale, è parte importante del presente e del futuro delle nostre vite. E perché abbiamo incontrato vecchi e nuovi amici, e amiche, da Vito al fantastico Francesco, 5 anni, che, per ovvie ragioni, ricordo qui solo con il nome, con il quale è stato bellissimo interagire prima, durante e dopo la discussione. (Nomi, cognomi e titoli di tutte/i i partecipanti li trovi per altrettanto ovvie ragioni nella sezione discussant).
Dato che ero l’umano più vecchio presente nell’Aula Magna, Vito ha pensato bene di affidare a me l’apertura della discussione con i protagonisti della giornata, le/i ragazze/i, e io me la sono cavata in due mosse.
Con la prima ho ricordato loro che la AI non dà risposte ma risultati, li ho invitati a pensare alla differenza e per aiutarli ho fatto loro l’esempio proprio l’esempio di Francesco, al quale se chiedo qual è la sua squadra del cuore mi dà una risposta, la sua, nel caso specifico il Napoli, mentre l’AI mi può dare solo il risultato della ricerca che può fare su tutti i database chhe ha a disposizione per dirmi per chi tifano i ragazzi di 5 anni, e magari anche i ragazzi di 5 anni di nome Francesco, nel mondo, in Europa, in Italia, in Basilicata o a Maratea, e mi dà il risultato.
Con la seconda mossa ho proposto, naturalmente dopo averlo concordato con Giuseppe e Vito, di definire la AI con 3 parole. Grazie a un programma che si chiama Mentimeter.com i ragazzi hanno potuto inquadrare un qrcode su www.menti.com e dare le loro risposte, come puoi vedere nelle due foto che seguono.
È stato Giuseppe a commentare insieme a tutte/i noi le parole che sono venute fuori, soffermandosi saggiamente su alcune di quelle che in apparenza sono state scritte più per prendere in giro o provocare come “Bambinello” o “Canne, Fumo, Erba”. E se facessero pensare alla AI come divinità o come droga? si è chiesto e ha chiesto, e da lì si è messo in moto un primo pezzo di interazione con le/i ragazzi, con alcuni di loro che sono anche intervenuti, che non era per niente facile.
La discussione è continuata così, tra interazioni, storie, creatività, spunti trasversali di varia intelligenza e umanità. A un certo punto abbiamo fatto vedere una foto di Andrea Lagomarsini sdraiato per terra nel suo orto, e abbiamo raccontato un po’ chi è e che cosa fa Andrea, e perché sta sdraiato per terra, ma a te che puoi consiglio di vedere il video, si intitola Andrea, il cocomero e l’IA, che si capisce tutto di più e meglio di come lo posso raccontare io.
Ci siamo soffermati a più riprese anche sull’importanza delle parole, che come abbiamo imparato dal grande Ludwig Wittgestein ci permettono di accedere alle cose del mondo, e del perché bisogna averne cura, e utilizzarle in maniera appropriata.
Abbiamo ragionato dell’importanza della collaborazione, delle relazioni, e della capacità di costruire reti, di riscoprire l’ascolto e la condivisione, di rivolgere lo sguardo all’altro.
Abbiamo ragionato del cervello come muscolo che meno viene usato e meno si sviluppa, della prima volta che come genere umano siamo diventati un pochino più stupidi, dei signori degli algoritmi che investono nella AI per rendere le macchine sempre più intelligenti e gli umani più stupid, della ricchezza e del potere che ne viene a loro, dei rischi che si sono per noi. E poi anche del perché sono sempre più numerosi i ragazzi che si confidano con le Ai invece che con i genitori, e naturalmente ci siamo dati anche delle risposte, perché si percepisce maggiore disponibilità e ascolto, perché non si è giudicati, perché si ha meno paura di confessare le proprie debolezze.

Prima di terminare Vito ha proposto ai ragazzi un recap con 5 domande conclusive, spiegandole alle ragazze e ai ragazzi una alla volta e chiedendo loro di interagire, il risultato lo puoi vedere nelle 5 slide di seguito.
Sì, amico Diario, è stato bello, veramente, e la cosa più bella di tutte è stato vedere alla fine alcuni ragazzi e ragazze che si sono fermati per continuare a discutere, che, credimi, non è una cosa scontata. Abbiamo lasciato anche un po’ di riferimenti, spero davvero tanto che qualcuna/o di loro continui a interagire, questo spazio aperto ci può aiutare, incrociamo le dita.

COSA
Anno europeo dell’Educazione alla Cittadinanza Digitale
Teoria delle intelligenze multiple
Presidenza Consiglio regionale della Basilicata – Presidente Marcello Pittella
Struttura di Coordinamento Informazione, Comunicazione ed Eventi -Ufficio Stampa
Terzo Incontro
QUANDO E DOVE
16 Aprile 2026, I.I.S. Giovanni Paolo II di Maratea
DISCUSSANT
4 Terze Classi dell’I.I.S. Giovanni Paolo II di Maratea
Pierluigi Maulella Barrese, Coordinamento Informazione, Comunicazione ed Eventi – Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Basilicata
Carmela Cafasso, Dirigente Scolastica I.I.S. Giovanni Paolo II di Maratea
Giuseppe De Franco, Docente e Consigliere Comunale Maratea
Assunta Mitidieri, Presidente Corecom Basilicata
Giuseppe Jepis Rivello, Film-maker, autore e libraio indipendente
Vito Verrastro, Digital UE Ambassador
IL VIDEO DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA
GRADI DI CUORE PER LA DISPONIBILITÀ E LA COLLABORAZIONE A:
Nicoletta Altomonte, Ufficio Stampa Consiglio Regionale Basilicata
Simone Sabia, fotografo
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