A SCUOLA CON IL LAVORO BEN FATTO
APPUNTI PER UNA DIDATTICA ARTIGIANA
IL LAVORO BEN FATTO
IL PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza
LA SCUOLA
Istituto Comprensivo Follonica 1, Dirigente Scolastica Elisa Ciaffone
Prima C Scuola Primaria Cimarosa | Quinta A Scuola Primaria Rodari
L’INDICE
11 Febbraio 2026; 19 Maggio 2026;
IL RACCONTO
19 Maggio 2026 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, nella Notte del Lavoro Narrato 2026 le nostre due classi, la 5° A Rodari e la 1° C Cimarosa hanno condiviso la presenza al Museo Magma vivendo e facendoci vivere sensazioni ed emozioni all’apparenza opposte, in realtà complementari.
Le bambine e i bambini della 1°C Cimarosa ci hanno raccontato attraverso il linguaggio della musica e del movimento, il loro viaggio alla scoperta della scrittura e della lettura, un percorso fatto di parole “gentili”, parole della “cura”, del rispetto, dell’affetto, come puoi vedere dal video e leggere cliccando qui.
In una giornata dedicata in gran parte all’IA, la maestra Monica Costalli ha voluto dare risalto a quello che fino ad ora i modelli di linguaggio modali non possono avere, le emozioni. I bambini hanno interpretato in modo originale il ritornello di “Emozioni” di Lucio Battisti e hanno trasformato in gesti le parole gentili.
Quello dei gesti, tra i ragazzi ma sempre di più anche tra i bambini, è un linguaggio molto utilizzato, spesso poco compreso da noi adulti, e il nostro piccolo esperimento di provare a tradurre in gesti le parole della “cura” ha incuriosito ed è stato un piacevole esercizio di gentilezza, come puoi vedere nel video.
Dopo tanta commozione, è arrivato anche per loro il tempo dell’intervista, ed è stato il nostro sindaco Matteo Buoncristiani ad intervistarli, come puoi vedere in quest’altro vdeo.
Terminata questa bella introduzione musicale dei più giovani partecipanti alla Notte del Lavoro Narrato, i loro compagni della classe V Rodari hanno incontrato il prof. Simone Rossi, al quale hanno fatto tantissime domande, non solo sull’IA. Ormai esperti della Notte del Lavoro Narrato, sono stati loro a tenere le fila della mattinata al Magma, raccontando il loro lavoro ben fatto e condividendo esperienze con i compagni, come puoi vedere dal video del loro
racconto del Manifesto del Lavoro Ben Fatto.
Dopo di che è nato un bel dialogo intorno all’IA e alle domande da pensare per il prof. Rossi con due classi della scuola Bugiani, e ne è nata una sintesi di questioni che poi, tutti insieme, hanno formulato e domandato al professore a fine mattinata.
Per concludere l’esperienza di quest’anno, infine, abbiamo fatto al nostro amico Simone una vera e propria intervista, di quelle dedicate ai nostri ospiti, che è partita dal lavoro che voleva fare da piccolo fino ad arrivare al lavoro attuale e a ragionamenti abbastanza complessi sull’uso dell’IA.
L’intervista completa la potrai ascoltare nel podcast, ma prima bisogna che tu sappia che qualche mese fa in classe V ci eravamo domandati come immaginavamo essere l’IA, anzi come la avremmo descritta ad un amico extraterrestre capitato tra noi che ce ne avesse chiesto spiegazione, e questi sono stati i risultati.
Secondo Marc è qualcosa su cui puoi trovare informazioni, che qualche volta, però,potrebbero essere anche sbagliate; Mia dice che potrebbe essere una specie di robot che si trova sugli oggetti elettronici dove puoi cercare tante cose, anche se fa degli errori. Karol che potrebbe essere una specie di persona che sa molte più cose di noi. Penelope la definisce come un robot umano, Alessandro come un robot che non respira ma come noi può parlare ed essere intelligente, ma fa alcuni errori. Chanel parla di un programma che ti da informazioni non sempre giuste. Marlon di una mente di una persona senza il corpo, Vittoria racconta un umano che al posto del cervello ha degli ingranaggi e non respira, può aiutare le persone a trovare delle risposte ma se ci abituiamo troppo diventa un problema per il nostro cervello. Bianca vede l’ia come un robot che da informazioni, Vittoria come un corpo virtuale che si trova negli oggetti elettronici, ha una mente propria e sa tante cose messe insieme che valgono come quelle di 100 persone. Valerio ci dice che ia non è una cosa concreta, ma solo astratta e artificiale, noi le facciamo le domande, le risposte non sono sempre giuste, talvolta sbaglia, si sta evolvendo sempre di più e speriamo che non prenda il posto dell’uomo, in conclusione è tipo un robot con qualcuno che lo controlla. Michelle la vede come una testa senza corpo, non troppo simile a noi, ci può aiutare ma ci può anche far sbagliare. Regina dice che è come qualcuno che non ha un cervello vero e proprio, non è fatto come noi e può sbagliare. Valerio aggiunge che ogni tanto si può usare ma non abusarne, è bello fare da soli ad esempio con i libri. Per Vittoria B. è un corpo a forma di robot con ingranaggi e fili. Alessandro parla di contenuti brutti e molti si uniscono a lui raccontando brutte esperienze.
Dopo il nostro incontro al Magma sicuramente il loro immaginario, ma anche il nostro, sull’IA sarà molto
diverso. Il nostro amico Simone, il professore, ci ha rassicurato, ci ha detto che l’IA non è intelligente, non ha emozioni, non potrà sostituirci e, se sapremo usarla, non potrà che essere uno strumento di grande aiuto. Ci ha parlato della libertà ma anche della responsabilità che abbiamo ogni volta che decidiamo di affidare all’ ia una parte del nostro lavoro o della nostra ricerca, la stessa responsabilità che dobbiamo esercitare nell’utilizzo di ogni strumento a nostra disposizione.
Ti consiglio vivamente di ascoltare con attenzione l’intervista che trovi nel nostro podcast, è importante avere informazioni corrette per poterne fare un uso giusto, perché la posta in gioco è molto alta, solo se siamo pienamente consapevoli dei rischi potremo sfruttarne al meglio le opportunità senza paura.
P.S. Nell’interivista al professor Rossi, troverai anche la sua risposta a una domanda che ormai fa parte del nostro bagaglio: “cosa ritieni sia più importante tra le mani, la testa e il cuore”.
Conclusa la nostra interessante discussione, abbiamo proseguito la giornata lasciando per il momento l’IA nel suo mondo, e nel prato davanti al Magma abbiamo gustato il nostro picnic, cantando e giocando a bandierina con la maestra Anna D’Errico.
Caro Vincenzo mi sembra tutto, per ora. In queste settimane la quinta si per prepara per l’ultima parte del suo ultimo anno di scuola primaria, siamo alle conclusioni di questa esperienza, e anche ai saluti, con tante persone che ci hanno accompagnato in questi cinque anni con affetto e ci seguono anche in questo nostro nuovo passaggio! Avremo presto modo di raccontarti cose nuove!
11 Febbraio 2026 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, ripercorrere con il pensiero questa prima metà dell’anno scolastico per raccontarla mi ha emozionato, e molto. Il lavoro di quest’anno coinvolge parallelamente la nostra nuova classe prima Cimarosa e le nostre ragazze e i nostri ragazzi della classe quinta Rodari, ormai davvero prossimi al passaggio alla scuola secondaria di primo grado.
Sono due classi lontane, sia perché sono in due quartieri non vicinissimi nella città e sia perché sono a due estremi della scuola primaria, e dunque gestire il lavoro non è e non sarà facile, ma nonostante le difficoltà penso che possiamo dar vita ad un percorso formativo ricco di opportunità, prima fra tutte, la continuità ideale tra i due gruppi classe, con i grandi che possono trasmettere il testimone della loro esperienza di “bottega artigiana” ai più piccoli, che a loro volta, ormai a pochi mesi dalla fine del primo anno di scuola, non sono più tanto piccoli.
Come avevamo progettato, il percorso didattico si sta concentrando sul potere delle parole e sulla loro importanza anche nella formazione emotiva e di life e soft skills per entrambe le classi. Siamo partiti, in prima e in quinta, dalle lettere, una per una. Lo studio dell’alfabeto è parte essenziale di ogni processo di lettura e scrittura per i più piccoli, ma può essere argomento di riflessione storica e filosofica per i più grandi, ai quali abbiamo cercato di raccontare almeno alcuni dei “misteri dell’alfabeto” con l’aiuto di Marc-Alain Ouaknin.
Già negli anni scorsi abbiamo sperimentato quanto questo testo, semplificato ed adattato per loro, incuriosisca e appasioni i ragazzi. Dalle lettere è facile arrivare alla formazione della parola, con tutti i suoi significati e il suo valore; proviamo a ricordare Don Milani e la sua centralità della parola come strumento di riscatto sociale oltre che culturale o Gianni Rodari che con le parole ha anche molto giocato, parole che al tempo della IA pare non sia più una prerogativa esclusiva degli umani.
Prima della fine dell’anno scolastico, utilizzando tutte le parole che conoscono, chiederemo alle ragazze e ai ragazzi della V A Rodari di raccontare dal loro punto di vista questi cinque anni trascorsi alla scuola primaria, ma il racconto dovrà avere un obiettivo preciso, quello di individuare concretamente qualcosa, un’azione o una situazione, che permetta di migliorare il benessere di tutti a scuola. Sarà una sorta di piccolo regalo che lasceranno alla scuola e che noi ci impegneremo a realizzare.
Detto questo, vorrei raccontare a te, alle nostre lettrici e ai nostri lettori un po’ della vita delle nostre due classi in questi mesi, ricchi di eventi.
Mentre i bambini di prima hanno esplorato il lessico dei sentimenti attraverso la recitazione, i nostri ragazzi di quinta hanno iniziato il loro anno scolastico partecipando, sempre con la maestra Raffaella, a iniziative come la giuria per il Salone del Libro di Torino, un invito speciale al Magma e un incontro molto interessante e significativo con la scrittrice Paola Zannoner, che abbiamo potuto anche intervistare.
Come ti dicevo, il primo compito per la quinta è stato quello di giuria del Salone del Libro di Torino per il premio di letteratura sportiva Gianni Mura. Non si è trattato di una lettura estemporanea, ma di un lavoro assai interessante pur se faticoso durato circa due mesi. I ragazzi si sono impegnati a leggere cinque volumi in poco più di un mese, elaborando criteri di votazione specifici e motivando le loro scelte in modo consapevole.
Sempre in una visione di continuità del lavoro, la partecipazione allo spettacolo teatrale evocativo e poetico “Santa Barbara Benedetta” di e con Irene Paoletti e Benedetta Rustici è stata un’altra esperienza molto coinvolgente. Le due attrici ci hanno raccontato la vita delle miniere, con un’attenzione particolare al punto di vista delle donne.
Permettimi di aggiungere con un pizzico di orgoglio che nonostante i nostri ragazzi di quinta fossero i più piccoli tra gli studenti presenti, si sono distinti per le domande pertinenti e i racconti e le testimonianze raccolte, dimostrando di aver fatto proprio lo studio, il lavoro di ricerca e le interviste che avevano fatto nel corso dell’anno precedente.
Per quanto riguarda l’incontro con la scrittrice Paola Zannoner, è stato molto piacevole ed è avvenuto alla fine dello scorso anno solare, in occasione della sua visita per l’inaugurazione della biblioteca di istituto; sì, hai capito bene, nel nostro Istituto si sta formando una biblioteca molto ben fornita di volumi interessanti, coordinata dalla prof.ssa Mara Oriolo e inaugurata proprio con lei e i suoi ragazzi, le classi I A e I B della scuola media Pacioli.
Come sai per noi la lettura è un elemento fondamentale delle attività didattiche, le implicazioni su piani diversi che vanno dal cognitivo al metacognitivo, allo sviluppo delle capacità di comprensione, di condivisione, di empatia ne fanno una colonna portante del nostro lavoro ben fatto, per questo ci ha fatto molto piacere esserci e poter raccontare di noi; dopo che le abbiamo descritto il LBF e dopo averle donato il nostro piccolo Manifesto per ragazzi, la scrittrice si è resa disponibile per l’intervista di cui ti ho parlato prima. Mi scuso se è un po’ disturbata, ma eravamo davvero in tanti.
Lasciamo i più grandi immersi negli impegni che li porteranno a concludere questa esperienza di scuola primaria, e affacciamoci nella classe dei più piccoli per vedere un po’ di cose che accadono anche lì.
Piano piano, le lettere hanno preso la loro giusta misura e forma sul quaderno a quadrettoni. Con queste lettere abbiamo voluto cercare e scrivere parole belle, siamo partiti da amici, abbracci, amore e, seguendo un percorso faticoso di adattamento alla nuova realtà rappresentata dalla scuola primaria, siamo arrivati alla lettera F come fantasia farfalla fiore. La maestra Monica Costalli ha rappresentato con un disegno a carboncino una parte del nostro percorso, una immagine che personalmente trovo splendida.

L’impegno quotidiano nella ricerca di parole, però, alla fine è stato premiato e quello che ne è venuto fuori, almeno fino ad ora, può essere definito davvero un “Alfabeto delle parole gentili”. Parole semplici e nostre, ma che fanno bene e che abbiamo voluto condividere con i genitori e i nonni nel saluto natalizio.
Abbiamo messo in scena uno “spettacolo teatrale” con protagonisti bambini ed elfi che portano in regalo a ogni bambino un’emozione, per scoprire poi alla fine che è proprio quella giusta, cioè quella che il bambino stava aspettando di scoprire. Per condividere con noi parole ed emozioni, basta che tu e chi ci legge guardiate le foto della nostra esibizione natalizia.
Ti saluto insieme alla prima e alla quinta proprio con una bella emozione che riguarda le ragazze e i ragazzi di quinta che, prima di Natale, hanno collaborato con il gruppo Eli E Le Tanto Pe’ Canta’ per realizzare una nuova versione della lettura di articoli scelti dal Manifesto del Lavoro Ben Fatto accompagnati da “Give peace a chance” di John Lennon, per augurare a tutti noi, ovunque nel mondo, una possibilità di Pace.