A SCUOLA CON IL LAVORO BEN FATTO
APPUNTI PER UNA DIDATTICA ARTIGIANA
IL LAVORO BEN FATTO
IL PROGETTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza
LA SCUOLA
Istituto Comprensivo Follonica 1, Dirigente Scolastica Elisa Ciaffone
Prima C Scuola Primaria Cimarosa e Quinta A Scuola Primaria Rodari
IL DIARIO
11 Febbraio 2026;
L’ULTIMA PAGINA DEL DIARIO
11 Febbraio 2026 | Irene Costantini
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Caro Vincenzo, ripercorrere con il pensiero questa prima metà dell’anno scolastico per raccontarla mi ha emozionato, e molto. Il lavoro di quest’anno coinvolge parallelamente la nostra nuova classe prima Cimarosa e le nostre ragazze e i nostri ragazzi della classe quinta Rodari, ormai davvero prossimi al passaggio alla scuola secondaria di primo grado.
Sono due classi lontane, sia perché sono in due quartieri non vicinissimi nella città e sia perché sono a due estremi della scuola primaria, e dunque gestire il lavoro non è e non sarà facile, ma nonostante le difficoltà penso che possiamo dar vita ad un percorso formativo ricco di opportunità, prima fra tutte, la continuità ideale tra i due gruppi classe, con i grandi che possono trasmettere il testimone della loro esperienza di “bottega artigiana” ai più piccoli, che a loro volta, ormai a pochi mesi dalla fine del primo anno di scuola, non sono più tanto piccoli.
Come avevamo progettato, il percorso didattico si sta concentrando sul potere delle parole e sulla loro importanza anche nella formazione emotiva e di life e soft skills per entrambe le classi. Siamo partiti, in prima e in quinta, dalle lettere, una per una. Lo studio dell’alfabeto è parte essenziale di ogni processo di lettura e scrittura per i più piccoli, ma può essere argomento di riflessione storica e filosofica per i più grandi, ai quali abbiamo cercato di raccontare almeno alcuni dei “misteri dell’alfabeto” con l’aiuto di Marc-Alain Ouaknin.
Già negli anni scorsi abbiamo sperimentato quanto questo testo, semplificato ed adattato per loro, incuriosisca e appasioni i ragazzi. Dalle lettere è facile arrivare alla formazione della parola, con tutti i suoi significati e il suo valore; proviamo a ricordare Don Milani e la sua centralità della parola come strumento di riscatto sociale oltre che culturale o Gianni Rodari che con le parole ha anche molto giocato, parole che al tempo della IA pare non sia più una prerogativa esclusiva degli umani.
Prima della fine dell’anno scolastico, utilizzando tutte le parole che conoscono, chiederemo alle ragazze e ai ragazzi della V A Rodari di raccontare dal loro punto di vista questi cinque anni trascorsi alla scuola primaria, ma il racconto dovrà avere un obiettivo preciso, quello di individuare concretamente qualcosa, un’azione o una situazione, che permetta di migliorare il benessere di tutti a scuola. Sarà una sorta di piccolo regalo che lasceranno alla scuola e che noi ci impegneremo a realizzare.
Detto questo, vorrei raccontare a te, alle nostre lettrici e ai nostri lettori un po’ della vita delle nostre due classi in questi mesi, ricchi di eventi.
Mentre i bambini di prima hanno esplorato il lessico dei sentimenti attraverso la recitazione, i nostri ragazzi di quinta hanno iniziato il loro anno scolastico partecipando a iniziative come la giuria per il Salone del Libro di Torino, un invito speciale al Magma e un incontro molto interessante e significativo con la scrittrice Paola Zannoner, che abbiamo potuto anche intervistare.
Come ti dicevo, il primo compito per la quinta è stato quello di giuria del Salone del Libro di Torino per il premio di letteratura sportiva Gianni Mura. Non si è trattato di una lettura estemporanea, ma di un lavoro assai interessante pur se faticoso durato circa due mesi. I ragazzi si sono impegnati a leggere cinque volumi in poco più di un mese, elaborando criteri di votazione specifici e motivando le loro scelte in modo consapevole.
Sempre in una visione di continuità del lavoro, la partecipazione allo spettacolo teatrale evocativo e poetico “Santa
Barbara Benedetta” di e con Irene Paoletti e Benedetta Rustici è stata un’altra esperienza molto coinvolgente. Le due attrici ci hanno raccontato la vita delle miniere, con un’attenzione particolare al punto di vista delle donne.
Permettimi di aggiungere con un pizzico di orgoglio che nonostante i nostri ragazzi di quinta fossero i più piccoli tra gli studenti presenti, si sono distinti per le domande pertinenti e i racconti e le testimonianze raccolte, dimostrando di aver fatto proprio lo studio, il lavoro di ricerca e le interviste che avevano fatto nel corso dell’anno precedente.
Per quanto riguarda l’incontro con la scrittrice Paola Zannoner, è stato molto piacevole ed è avvenuto alla fine dello scorso anno solare, in occasione della sua visita per l’inaugurazione della biblioteca di istituto; sì, hai capito bene, nel nostro Istituto si sta formando una biblioteca molto ben fornita di volumi interessanti, coordinata dalla prof.ssa Mara Oriolo e inaugurata proprio con lei e i suoi ragazzi, le classi I A e I B della scuola media Pacioli.
Come sai per noi la lettura è un elemento fondamentale delle attività didattiche, le implicazioni su piani diversi che vanno dal cognitivo al metacognitivo, allo sviluppo delle capacità di comprensione, di condivisione, di empatia ne fanno una colonna portante del nostro lavoro ben fatto, per questo ci ha fatto molto piacere esserci e poter raccontare di noi; dopo che le abbiamo descritto il LBF e dopo averle donato il nostro piccolo Manifesto per ragazzi, la scrittrice si è resa disponibile per l’intervista di cui ti ho parlato prima. Mi scuso se è un po’ disturbata, ma eravamo davvero in tanti.
Lasciamo i più grandi immersi negli impegni che li porteranno a concludere questa esperienza di scuola primaria, e affacciamoci nella classe dei più piccoli per vedere un po’ di cose che accadono anche lì.
Piano piano, le lettere hanno preso la loro giusta misura e forma sul quaderno a quadrettoni. Con queste lettere abbiamo voluto cercare e scrivere parole belle, siamo partiti da amici, abbracci, amore e, seguendo un percorso faticoso di adattamento alla nuova realtà rappresentata dalla scuola primaria, siamo arrivati alla lettera F come fantasia farfalla fiore. La maestra Monica Costalli ha rappresentato con un disegno a carboncino una parte del
nostro percorso, una immagine che personalmente trovo splendida.

L’impegno quotidiano nella ricerca di parole, però, alla fine è stato premiato e quello che ne è venuto fuori, almeno fino ad ora, può essere definito davvero un “Alfabeto delle parole gentili”. Parole semplici e nostre, ma che fanno bene e che abbiamo voluto condividere con i genitori e i nonni nel saluto natalizio.
Abbiamo messo in scena uno “spettacolo teatrale” con protagonisti bambini ed elfi che portano in regalo a ogni bambino un’emozione, per scoprire poi alla fine che è proprio quella giusta, cioè quella che il bambino stava aspettando di scoprire. Per condividere con noi parole ed emozioni, basta che tu e chi ci legge guardate le foto della nostra esibizioni natalizia.

Ti saluto insieme alla prima e alla quinta proprio con una bella emozione che riguarda le ragazze e i ragazzi di quinta che, prima di Natale, hanno collaborato con il gruppo Eli E Le Tanto Pe’ Canta’ per realizzare una nuova versione della lettura di articoli scelti dal Manifesto del Lavoro Ben Fatto accompagnati da “Give peace a chance” di John Lennon, per augurare a tutti noi, ovunque nel mondo, una possibilità di Pace.