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Parole Forgiate {Note a Margine)]

SE ANCORA NON LO AVETE LETTO, IL LIBRO LO TROVATE QUI
CHIACCHIERE DI BOTTEGA TRA FARE E PENSARE

27 AGOSTO 2021
IL CONVIVIO DI CAMEROTA
Caro Diario, ieri sera Giuseppe e io siamo stati ospiti della bravissima Maura Ciociano e del suo Convivio ispirato a Edgar Morin nell’ambito del Percussion Summer Camp.
Siamo partiti da Cip insieme a Cinzia e Patrizio e siamo arrivati in tempo per ascoltare buona musica dopo di che è toccato a noi. Com’è andata la serata te lo faccio raccontare da Maura, io ti dico solo tre cose:
1. mi è piaciuto assai;
2. nonostante il poco tempo a disposizione penso che la scintilla sia scoccata, che le persone siano rimaste connesse e contente;
3. i miei amici Gianni, Anna, Andrea e Alessia Tomo mi hanno fatto un bellissimo regalo, ritrovarli a Camerota ieri sera è stato un piacere grande.
È tutto, ti lascio nelle sapienti mani di Maura, alla prossima.

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“Parole forgiate non è solo uno straordinario prodotto editoriale di #lavorobenfatto, ma un esperimento culturale, politico e sociale realizzato nella Bottega Jepis a Cip. Una ricapitolazione delle cose pensate e fatte da Jepis e Vincenzo e una sintesi del loro punto di vista delle cose del mondo.
I libri, più di qualsiasi altro prodotto editoriale, aiutano a mettersi in connessione con il mondo. A farci scoprire nuove cose.
Non è un caso che vi sia in copertina la mano di Pietro Vairo con la sua reflex e i due autori. La foto del fermo immagine del video “L’Aquila e il cacciatore” è paradigmatica non solo per gli autori, ma soprattutto per i lettori, crea il link per collegarsi con la Bottega, con la Piccola Scuola. Mettersi in relazione significa creare un circolo ermeneutico di interpretazione dei lemmi tra narratore e lettore.
Le parole che escono dal fuoco, come amano definirle i narratori Vincenzo e Jepis sono, per me, il dizionario uscito, unendo “testa, mani e cuore” dalle scintille della fucinatura della Piccola Scuola Jepis Bottega. Come tutti i dizionari che si rispettino, già alla prossima edizione scopriremo nuovi lemmi. Saranno sicuramente consigliati dai lettori e sarà un buon approccio e un bel risultato per la Piccola Scuola.

21 AGOSTO 2021
TU CHIAMALE SE VUOI, EMOZIONI
Caro Diario, ieri sera Giuseppe e io abbiamo raccontato insieme al prof. Domenico Guida il libro all’Urmu, a Cip, e ancora mi batte il cuore. Per la verità che le cose si sarebbero messe nel modo giusto l’avevo capito già qualche giorno fa, quando il prof. ci è venuto a trovare in bottega, si è creata subito l’alchimia giusta, ma sì, diciamolo, la complicità, e quando alla fine ci ha detto “ho capito, andiamo a braccio” sono stato veramente felice, perché me lo sono immaginato quello che uno studioso come lui vuole dire quando dice “andiamo a braccio”, e per raccontartelo non userò altre parole, basta una foto, quella della copia del libro che ha letto e ci ha lasciato in dono. Quando vieni a Cip la trovi in bottega, è uno spettacolo, ogni spazio bianco è scritto a mano con osservazioni, suggerimenti, idee, provocazioni.

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Vengo al titolo, alle emozioni. Io non stavo nella pelle, non ti dico Giuseppe, come facciamo ogni volta ci abbiamo anche giocato su, però anche qui poche chiacchiere, ti dico solo che io ho tormentato Cinzia per tutto il pomeriggio con i miei lamenti e che Giuseppe alle 19:00 è andato a correre per stemperare la tensione. Dai, mò non fare l’antipatico, io dico che ci sta, per Giuseppe presentare il libro all’Urmu, a casa sua, non è come presentarlo in qualunque altro posto, e ormai è così anche per me, l’Urmu è l’Urmu, la mia piazza dell’anima.

Come dici amico Diario? Le foto sono bellissime ma fin qui non ti ho raccontato quasi niente sulle cose che ci siamo detti? Arrivo, nella versione ultra sintetica, perché ho bisogno di tempo per fare un lavoro di approfondimento sulla copia del libro che ci ha lasciato il prof. Guida.
1. Come ha scritto Giuseppe, “abbiamo chiesto al prof. Guida di non farci fare una presentazione troppo comoda, di portarci fuori dalla zona di comfort”, ed è proprio questo quello che è successo. Mimmo ha preso molto sul serio la sua parte nella commedia, quella di discussant, e ha saputo unire idee, sapere e sollecitazioni che in più momenti ci hanno messo in difficoltà, nel significato bello, ricco, sfidante del termine.
2. Il fatto che la presentazione doveva durare un’ora ed è durata due suggerisce forse qualcosa di significativo, così come il fatto che il sindaco Giampiero Nuzzo, che insieme a Michele Granato, Presidente della Pro Loco, aveva portato i saluti all’inzio, abbia voluto riprendere la parola per dare un suo contributo di merito.
3. Abbiamo ragionato di Antichi, Senso, Significato, Identità, Lavoro Ben Fatto, Design, Parole, Azioni, Possibilità e tanto altro ancora.
4. Grazie al prof. Guida abbiamo ragionato di una parola che non abbiamo forgiato ancora e che ci piacerebbe forgiare, Pietra, nella discussione ci siamo detti che lo faremo per la prossima edizione del libro, ma a pensarci bene potremmo anche non aspettare tanto e farci un bel podcast, magari anche con una discussione a tre, il prof., Giuseppe and me, sai che faccio caro Diario, ne parlo con Giuseppe, e se lui è d’accordo lo proponiamo al prof., vediamo che dice. Ti faccio sapere.

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31 Luglio 2021
PAROLE FORGIATE A I SARACENI
Caro Diario Jepis e io lo abbiamo rifatto, ancora a Bosco, ancora una presentazione di Parole Forgiate, ancora in un posto incantato, questa volta grazie a Federico Iannaccone, l’inventore de I Saraceni, che appena torni a Cip ti ci porto, ti piacerà un sacco.

Guarda, sai che faccio, per cominciare il mio breve racconto parto dalla fine, dai due commenti che ha lasciato Federico sui social, secondo me dicono un mondo, poi mi dici secondo te.
Il primo è della sera della presentazione, il 28 Luglio: “È stato un pomeriggio in cui Giuseppe e Vincenzo hanno condiviso con noi l’importanza delle parole. Un momento di grande valore che ognuno di noi porterà dentro.”
Il secondo di ieri sera, 30 Luglio, insieme a un po’ di foto che ho rubato in forma di screenshot: “Una serata splendida, di cui porto dentro tanti insegnamenti e per i quali non posso che ringraziare gli autori del libro. La mia parola da forgiare, quella che non ho detto in quel momento è Etica.”

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Come dici amico Diario? Sono d’accordo! Parole vere, altrimenti non avrebbe senso raccontartele. E aggiungo che nonostante io continui a farmi prendere la mano e a parlare troppo – però un poco è pure Jepis che mi sfrucolea – alla fine c’è stato il tempo anche per un po’ di pensieri delle amiche e degli amici che erano presenti, uno scambio bello che è continuato anche durante l’aperitivo – eh sì, Federico è Federico – e il firmacopie.

Delle nostre chiacchiere di bottega ti dico solo una cosa, io e Jepis abbiamo insistito molto sull’importanza delle parole, sulla necessità di lavorarci su, di scavare in profondità, di usarle nella maniera giusta, e più andiamo avanti e più mi faccio l’idea che abbiamo bisogno di forgiare le nostre parole se vogliamo essere persone più consapevoli, più positive, più costruttive, più capaci di immaginare futuri possibili e di viverli.
Ecco, sì, uno dei punti più significativi della serata direi che è stato questo, un punto che ha incontrato la sensibilità e l’interesse delle persone presenti, e mi sembra una gran bella cosa ancora adesso a qualche giorno di distanza, e forse anche questo suggerisce qualcosa di significativo.

Prima di salutarti ti devo dire ancora due cose:
1. spero che anche questa volta la discussione possa continuare, abbiamo lasciato le nostre mail e poi c’è l’indirizzo della casa editrice, partecipa@lavorobenfatto.org;
2. le copie che Jepis porta alle presentazioni sono troppo poche, lui mi ripete ogni volta quello che mi diceva già un po’ di anni fa il filosofo Salvatore Veca, che è la scarsità che dà valore, ma io sto pensando di fargli mandare un’ingiuzione dall’avvocato per mancata vendita, tu che dici?
Come? Sì, sì, tieni ragione, prendiamo i nostri pensieri e le nostre azioni molto sul serio, però ci divertiamo anche un sacco. Alla prossima.

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11 Luglio 2021
SKENAI, LE PAROLE FORGIATE E IL RACCONTO
Caro Diario buona la prima. L’altra sera, a Skenai Impresa Sociale, Giuseppe e io abbiamo raccontato, insieme a Giancarlo Guercio e Ornella Bonomo, Parole Forgiate. È stata la prima presentazione del nostro libro dal vivo, però prima di parlarti del libro ti voglio parlare di Skenai, anzi lo faccio fare a loro, prendendo in prestito le parole dal loro canale Youtube, parole semplici, parole vere, e ché c’è di più bello della semplicità e della verità per raccontare una storia: “È nato tutto da una visione. Ti è mai successo di immaginare dettagliatamente qualcosa e poi realizzarla? Questo è quanto è accaduto a noi, gruppo Skenai. La prima volta che siamo entrati nel complesso Gualtieri ne abbiamo percepito un’anima sopita, che reclamava attenzione. Essendo il posto funzionale alle prove dei nostri spettacoli, abbiamo iniziato a frequentarlo costantemente. Giorno dopo giorno fioccavano le idee: eliminare il brutto e il cemento in favore della bellezza e della natura; così smantellando una tettoia in ferro, abbiamo costruito il teatro. Nei giardini sotto gli ulivi abbiamo realizzato numerose aiuole e messo a dimora una serie di piante della macchia mediterranea per restituire la natura alla natura”.
Insieme alle parole non ti perdere le immagini, le ha girate Giuseppe, il video lo puoi vedere cliccando qui o sulla foto.

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Adesso che ti ho detto un poco di Skenai passo alla presentazione del libro, però questa volta non ti racconto quello che ci siamo detti, mi piace di più mantenere il fuoco accesso, attivare, se ci riesco, qualche altra scintilla. Ci ho pensato quando Giancarlo ha immaginato la possibilità di attivare un processo di costruzione di senso e significato, di scavare nei valori e nelle visioni dei componenti della  comunità Skenai  e di forgiare e scrivere le loro parole.

Come dici amico Diario? Sì, per Jepis e per me conclusione più bella non poteva esserci, sta anche in questo il senso del nostro lavoro, nell’attivazione di processi che aiutano a cogliere e a moltiplicare possibilità, per questo ieri ci sono tornato sopra, e poi stamattina, per questo mi sono chiesto come potevo contribuire al lavoro di scavo intorno alle parole e alle possibilità della comunità Skenai, e alla fine sono venuti fuori tre piccoli pensieri intorno ai quali mi piacerebbe continuare a discutere non solo con Jepis, Giancarlo, Ornella, le amiche e gli amici presenti l’altra sera ma con tutte le persone che vorranno farlo.

Questi i tre piccoli pensieri, che in realtà non sono miei, io li ho solo scelti tra i tanti che ci siamo scambiati nel corso della nostra bella chiacchierata:
1. Forgiare parole è un modo per dare più senso e significato alle nostre vite, per renderle più degne di essere visssute.
2. La capacità di tenere assieme parole e azioni, di rendere visibile la relazione tra il parlare e l’agire, tra il pensare e il fare, il fare è pensare, come persone e come componenti delle nostre comunità, incrementa la nostra credibilità e le nostre possibilità di incidere nei contesti nei quali vivamo, sia nell’ambito dello spazio privato che nell’ambito di quello pubblico.
3. Il racconto è uno strumento di trasformazione sociale, un’occasione importante per creare, raccontare e ricreare le nostre identità, le nostre comunità, le nostre visioni del mondo.

Ecco, per ora direi che è tutto, ti lascio con due foto. La prima ritrae Giuseppe che firma copie, perché poi i libri che avevamo portati sono finiti quasi tutti, e pure questo mi piace, e dato che il giovane maestro Jedi ci ha tenuto a dire che Parole Forgiate è il suo primo libro e che quella dell’altra sera è stata la prima presentazione in pubblico la foto gli tocca.

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La seconda me l’ha fatta Giancarlo prima di cominciare, ero molto contento, giocavo con Rosa e Antonietta, le figlie di Margherita e Giuseppe, e ha un certo punto mi sono ritrovato così. Ieri sui social gli amici mi hanno preso in giro, ma a me piace assai.

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Galleria Fotografica
Le foto della presentazione sono di Giuseppe Di Stefano. Se vuoi vederle tutte clicca qui.

Post Scriptum
Ieri, sulla pagina di Skenai Impresa Sociale, i nostri amici hanno pubblicato questo post: “Al chiaro di luna, ieri sera, si è verificato un susseguirsi di scintille che due forgiari come Vincenzo Moretti e Giuseppe Jepis Rivello sono bravi ad innescare. Giancarlo Guercio e noi tutti di Skenai ci siamo divampati subito perciò vi annunciamo che cristallizzeremo le nostre parole forgiate, quelle che ci appartengono per il senso che tramandano. #CreaRaccontaRicrea si conferma per quello che è: un fenomeno, nel senso proprio di un evento suscettibile di osservazione diretta. Ieri sera si è innescato un nuovo processo, restate sintonizzati. Grazie a tutti per lo scambio che solo un’assemblea può garantire!”.
Secondo me dice un mondo amico Diario, secondo te?

9 Luglio 2021
PAROLE FORGIATE A STRONCATURE

Caro Diari, ieri con Jepis e Nunziante Mastrolia abbiamo fatto una bellissima chiacchierata su Parole Forgiate, per una volta non c’è bisogno che ti dico tante cose, vai su Stroncature.com e trovi la registrazione di tutta la nostra chiacchierata. Buona visione.

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