Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

Ohana. Lettere a mio figlio

Caro Diario, l’idea mi era venuta già quando ho letto Ohana, la storia che cammina che Teresa Rivello ha dedicato alla sua famiglia, ma è stato quando Jepis mi ha detto che è da tanto tempo che Teresa tiene un diario che la scintilla ha attivato il fuoco. È stato così che le ho chiesto se aveva voglia di raccontarsi qui, mi ha detto sì e ha aggiunto che ogni settimana avrebbe scritto una lettera al suo piccolo Michele. Si parte oggi, ogni mercoledì una lettera, io sono contento assai, mi raccomando seguici.

xnova

LETTERE
Caro Michele
Il valore del lavoro
Il lavoro di mamma
La piccola scuola
Nonno Mimo e Nonna Mela
Amicizia vuol dire
Paese mio che stai sulla collina

xnova

3 Marzo 2021
CARO MICHELE
Torna alle lettere

Caro Michele, anche se ancora sei piccolo per leggere, ti voglio raccontare la mia vita, quando verrà il momento la leggerai, e capirai quanto è importante per me la famiglia e come è cambiata in vari momenti la mia vita, soprattutto dopo il tuo arrivo.
Per cominciare devi sapere che oggi ho 26 anni e da sei anni soffro di una malattia autoimmune, il Lupus Eritematoso Sistemico (Les). Era Maggio quando iniziai a sentire i primi dolori alle articolazioni e ad avere un febbricola ricorrente quasi tutte le sere. Iniziai a fare delle analisi, tante analisi, perchè non riuscivamo a capire, e nel frattempo continuavo a stare male e ad avere difficoltà nel camminare bene. A Settembre presi finalmente un appuntamento da un medico a Potenza, gli portai tutte le analisi e lui mi diede la diagnosi, con rispettiva cura, che io subito iniziai a seguire, così dopo qualche tempo iniziai a stare meglio.
Furono mesi duri figlio mio, mesi nei quali ho avuto tanta paura, paura che non riuscivo più a riprendermi e camminare bene, paura che le persone che fino a quel momento mi erano state vicino mi avrebbero potuto lasciare da sola, ma la paura che mi faceva tremare il cuore più di tutte era quella di non poter diventare madre e di perdermi tutto questo amore che tu mi stai donando.
Per fortuna arrivò presto Novembre e il giorno che nacque la mia prima nipotina Rosa mi sentii rinascere, non ha caso ho sempre detto che lei per me è stata una salvezza, fu da lì che iniziai a sentirmi molto meglio e a prendere in mano la mia vita, presi a lavorare nella pasticceria sotto casa, finalmente riuscivo a camminare bene e mi piaceva molto conoscere sempre gente nuova. Devi sapere una cosa figlio mio, e non scordartela mai: è proprio in questi momenti bui della vita che capisci chi realmente ti sta vicino come meriti e io in quei momenti sentivo vicina mia madre, che non mi ha lasciato sola neanche per un momento.
Sì, caro Michele, nonna Antonia è una forza della natura, ma di quelle che non ne nascono più, ha avuto tanta forza quando tuo nonno Michele è partito per la Tunisia, 11 anni fa, io ero un bambina e non ho vissuto bene la partenza, mi mancava mio padre, come mi manca ora, ma lei con tutta la pazienza di questo mondo mi ha sempre spiegato che se era lontano era soprattutto per far si che a noi non mancasse mai nulla e in questo momento vorrei avere anche io la sua forza, ma questa è una cosa che ti racconterò più avanti. Ritornando al Lupus in quei momento avrei voluto che papà fosse qui, ma lui il più delle volte non c’era, però non mi ha fatto mai sentire la sua assenza, e quando dico mai intendo proprio dire che anche se era in un altro continente era come se fosse sempre vicino a me.
Poi c’e stato zio Jepis che anche lui non mi ha lasciato nemmeno nel momento, anche se è sempre molto impegnato io so che c’è ed è questo quello che conta.
Infine ho avuto vicino i miei amici, quelli che mi hanno accompagnato durante tutta la mia vita e lo fanno tutt’ora senza mai stancarsi, ti auguro figlio mio di trovare amici come i miei, persone fantastiche che non smettono mai di sostenerti.
Naturalmente, vicino a me con tutta la forza di cui un uomo è capace c’e sempre stato tuo padre, il compagno di una vita intera, l’amico per eccellenza, l’amore che ti riempie il cuore, ti parlerò spesso anche di lui perchè devi sapere che persona meravigliosa abbiamo affianco ogni giorno della nostra vita.
Ti voglio dire un’ultima cosa prima di chiudere questa mia prima lettera per te, caro Michele, non vorrei che tu pensassi che la vita sia tutta rose e fiori, perché non è così. Non è stato così neanche per quanto riguarda il rapporto con le persone che per me in quei momenti sono stati dei pilastri fondamentali.
Lungo il cammino della vita ci saranno sempre delle incomprensioni, e in certi momenti possono diventare così grandi che hai paura che possano persino mettere fine ai tuoi rapporti con chi vuoi bene e ti vuole bene. Per fortuna, e con tanta buona volontà da parte di tutti, anche le incomprensioni servono a rafforzare le relazioni.
Le persone che ci vogliono veramente bene sono così, nei momenti bui loro sono lì a sostenerci, ci sono sempre, a prescindere da tutto.

xnova

10 Marzo 2021
IL VALORE DEL LAVORO
Torna alle lettere

Caro Michele, oggi ti racconto il mio lavoro, che per me ha sempre significato molto, sarà perché i miei genitori mi hanno da sempre trasmesso il suo valore, l’importanza di iniziare ad assumersi le proprie responsabilità anche sbagliando molte volte, perché come si dice è dagli errori che viene il meglio, nessuno nasce imparato.
Per prima cosa ti voglio dire che appena ho compiuto i 18 anni ho iniziato a lavorare, nella pasticceria sotto casa, ho iniziato un po’ per gioco e un po’ perché volevo avere una mia indipendenza economica.
Ti confesso che ci sono stati momenti in cui credevo davvero di non farcela, avevo paura di tante cose, per esempio di non imparare mai a fare un caffè come si deve e di non riuscire a interagire con i clienti, che in quel tipo di lavoro il dialogo con le persone è importante quasi come il caffè.
Vuoi sapere come è andata a finire? Oltre al caffè ho imparato a fare un sacco di cose, per esempio preparare qualche dolce, molto grazie all’aiuto delle mie compagne di lavoro e al titolare che sono stati dei maestri eccellenti. Ecco, a loro devo dire grazie non solo per molte cose che oggi riesco a fare ma anche e soprattutto perché sono cresciuta sia dal punto di vista lavorativo che da quello umano.
Anche a livello lavorativo, come in ogni rapporto che si rispetti, ci sono stati alti e bassi, non sono mancate le discussioni e i diverbi, però abbiamo sempre risolto. Come? Con il dialogo, che secondo me me è una cosa essenziale nel rapporto tra le persone.
Quando ho scoperto di aspettare te ho lasciato il lavoro in pasticceria. Se devo dire la verità non è stato facile, il mio lavoro mi è mancato, a tratti mi manca ancora, ma volevo godermi la gravidanza e soprattutto te, i tuoi primi progressi.
Un anno fa ho fatto la domanda per il servizio civile qui a Cip, presso il Comune, e sono stata presa.
Era un impegno che mi avrebbe tenuto lontano da te poche ore e quindi accettai, anche perché qualcosa da mettere da parte fa sempre comodo, poi è stato un lavoro per il mio paese e io ci tengo molto a Cip, come scoprirai anche tu.
In questo anno abbiamo fatto di tutto, pulito le strade del paese, sistemato documenti ecc., insomma ci siamo impegnate, e poi ho fatto nuove conoscenze e riacquistato quelle che avevo fin da piccola. Anche in questo caso ci sono stati anche diverbi e incomprensioni che ci hanno portato ad allontanarci per qualche tempo, ma poi alla fine abbiamo concluso l’anno molto bene.
Oggi posso dire che sono contenta per questa esperienza, anche qui ho imparato e ho dato quello che potevo senza mai tirarmi indietro. Come ti dicevo prima i tuoi nonni a me e allo zio ci hanno cresciuti con il senso del lavoro, ho sempre visto fin da bambina mamma e papà lavorare con costanza e determinazione nella fabbrica di famiglia che avevamo sotto casa, li ho visti impegnarsi tanto per non farci mai mancare nulla e ci sono sempre riusciti.
Ad un certo punto della mia adolescenza mi sono ritrovata a fare i conti con la partenza di mio padre che, sempre per lavoro, si è trasferito all’estero, dove vive tutt’ora.
Non sto qui a spiegarti i motivi di quella partenza perché sono tanti, sappi solo che nonno è un grande uomo come pochi, che si è assunto le sue responsabilità e forse anche quelle che non erano le sue ed è partito per regalarci una vita migliore. Non so quante persone al suo posto l’avrebbero fatto, non è stato facile in questi anni, né per noi né, tanto meno, per lui, ma insieme abbiamo cercato sempre di affrontare tutto e finora ci siamo riusciti bene.

xnova

17 Marzo 2021
IL LAVORO DI MAMMA
Torna alle lettere

Caro Michele, oggi ti parlerò del mio impegno di mamma, ma prima ancora di zia, si perché prima di dedicarmi anima e cuore a te sono stata zia di Rosa, sono stata la sua babysitter quando gli zii lavoravano ed è stata un esperienza che mi ha insegnato molte delle cose che so ora riguardo al vostro mondo, diciamo che con questa esperienza mi sono trovata un passo avanti quando sei arrivato tu.
Mamma e zia sono due cose completamente diverse. Essere zia è meraviglioso, e poi come ti ho raccontato Rosa è arrivata nella mia vita in un momento particolare e quindi occuparmi di lei è stata una salvezza per me. Ma come si dice: un nipote lo vizi fino allo sfinimento e lo ami senza alcun limite, in fondo è quello il dovere di una zia, pure un figlio lo ami senza alcun limite, però è diverso.
Quando nel 2018 sei arrivato tu, come un fulmine a ciel sereno, mi hai stravolto completamente la vita, come ti ho già detto decisi di lasciare il lavoro per godermi la gravidanza e successivamente te.
Mi sono ritrovata presto ad averti tra le mie braccia perché, molto frettolosamente, sei venuto al mondo con 5 settimane di anticipo, nel giorno di San Michele, per questo ti chiami così, altrimenti ti saresti chiamato Emilio, come tuo nonno paterno. Sono stati giorni intensi quelli che hanno seguito la tua nascita, molte preoccupazioni e paure mi assalirono, eri uno scricciolo e avevo paura persino a toccarti. Per fortuna, i giorni passavano e tu avevi la forza di un leone e ne trasmettevi tanta anche a me e tuo padre che aveva preso un po di ferie per starti vicino.
Come ti dicevo, i giorni sono passati veloci, tu crescevi a vista d’occhio e tutte le visite che ti facevano furono positive, insomma presto sarebbe arrivato il momento di tornare a casa. È andata proprio così, dopo 20 giorni in ospedale siamo tornati finalmente a casa.
Ricordo che mel momento in cui varcai la porta di casa con te mi assalì il terrore, pensavo alle tante raccomandazioni che mi avevano fatto i dottori: signora mi raccomando il bambino è piccolo, stia attenta all’influenza, cerchi di evitare le visite, e molte altre cose ancora.
A quel punto mi ponevo delle domande: sarò in grado di badare ad un esserino così piccolo?; riuscirò a dargli tutto l’amore di cui ha bisogno?
La risposta la trovavo ogni qual volta ti guardavo negli occhi e tu mi sorridevi, oppure mentre ti guardavo dormire, questa è una cosa che faccio tutt’ora, amo guardarti dormire, è in quel preciso istante che trovo le risposte a tutte le mie domande.
Il tempo con te vola, infatti sei cresciuto molto velocemente, subito mi sono ritrovata che già camminavi, come ho scritto nella mia storia che cammina i tuoi primi passi li hai dati a Milano. Ritornando un attimo indietro, in questi due anni che mi sono dedicata anima e cuore a te non ho mai smesso di essere zia. Dopo Rosa, praticamente insieme a te è arrivata Antonietta e lei e Rosa sono senza dubbio il regalo più bello che mio fratello potesse farmi.
Ho sempre pensato che l’essere mamma è un po come essere un supereroe invincibile, sarà perché mia madre lo è. Ma credo che anche le mamme più forti di questo mondo hanno bisogno di essere aiutate e sostenute.
Essere mamma, o meglio essere genitore, è un lavoro duro, soprattutto di questi tempi, non è facile trasmettere valori ai proprio figli quando stanno crescendo in una società in cui i valori sembrano persi nel nulla. Per quanto mi riguarda caro figlio mio, cerco giorno dopo giorno di darti gli stessi valori con cui sono cresciuta, in questa missione fortunatamente non sono sola, ho di fianco un marito che ha i miei stessi valori e insieme sono sicura riusciremo a trasmettere il valore delle cose che veramente contano nella vita, e il rispetto per chi ha fatto tanti sacrifici per noi.
Oggi sono una mamma a tempo pieno, mi sto dedicando a te e al futuro baby che sta arrivando, ma con il tempo voglio riprendere la mia vita lavorativa, diciamo che mi sento un po’ inadeguata a non avere la mia indipendenza economica, forse perché l’ho sempre avuta, quindi appena potrò tornerò a lavoro. Ovvio, non sarà un lavoro che mi dovrà portare molto tempo lontano da voi, ma sarà il mio lavoro.
Per il momento, il mio lavoro siete voi.

xnova

24 Marzo 2021
LA PICCOLA SCUOLA
Torna alle lettere

Caro Michele, oggi ti voglio parlare della Piccola Scuola, una creatura della Bottega Jepis. Ti devo confessare che all’inizio non avevo capito bene di cosa si trattasse, però ero sono molto incuriosita di saperne di più; credo che sia normale, quando c’è qualcosa che ti incuriosisce, approfondire il tuo sapere su di essa, e comunque io così ho fatto.
Mi ha aiutato a capire meglio di cosa si trattasse la lettura dell’ultimo capitolo del libro Parole Forgiate. Come dicevo prima, la Piccola Scuola è nata dall’idea di tuo zio Jepis, come tu saprai quando sarai un po’ più grande lui fa un lavoro molto stimolante e creativo, ha creato questo spazio, per il momento con un gruppo chiuso su Facebook, per permettere alle persone e anche a lui stesso di proporre progetti ed esperimenti, in maniera non statica ma molto creativa, che si intendono realizzare. Ognuno propone il suo ad altre persone che hanno voglia di interagire e di mettersi, diciamo così, in gioco.
Penso anche che la Piccola Scuola nasca anche dalla voglia che abbiamo noi di continuare ad imparare sempre.
Ecco caro Michele, dopo averti spiegato un po’ che cos’è la piccola scuola secondo me, ti voglio dire perché mi sono interessata a lei.
Come sai, io amo scrivere e raccontare, il fatto che ti sto scrivendo queste lettere settimana dopo settimana lo dimostra. Mi sono interessata alla piccola scuola perché mi piacerebbe creare qualcosa che riguarda la narrazione, il rapporto con le persone mi è sempre piaciuto, mi piace scoprire cose nuove, anche se faccio molta fatica ad esprimere molto spesso quello che penso perché sono molto timida.
Forse questo percorso che ho intrapreso mi può essere utile come lo è stato il mio lavoro in pasticceria, nel senso che per il momento credo che farò come feci all’inizio in pasticceria, quando guardavo, osservavo, studiavo la mia collega che era più esperta a fare il caffè, cercavo di catturare le cose importanti che alla fine mi sono servite per far sì che imparassi, non dico bene, ma almeno un po’ a fare un buon caffè. Sì, penso che farò proprio così anche con la Piccola Scuola, e man mano che capirò, cercherò anche di dare una mano, magari cominciando con qualcosa da dietro le quinte, che pure quello serve tanto, così avrò tempo di superare la mia timidezza e di propormi anche come autrice e narratrice.

xnova

31 Marzo 2021
NONNO MIMO E NONNA MELA
Torna alle lettere

Caro Michele, questa settimana ti parlerò dei tuoi nonni paterni, come li chiami tu: nonno Mimo e nonna Mela.
Sono due persone solari, sempre con il sorriso sulle labbra, e sanno voler bene davvero. Fin da subito, quando ho conosciuto il tuo papà, mi hanno accolto come fossi una figlia, con loro mi sono sentita in famiglia, soprattutto con zio Miky con il quale ho subito legato prima come amico e successivamente come cognato.
Sai, anche nonno Mimo come papà è sempre stato fuori per lavoro, ha sempre lavorato come muratore in varie ditte che molte volte l’hanno portato a stare lontano dalla famiglia, ma ha anche una grande passione per la terra, infatti ora più di prima si dedica all’orto, alla vigna, alle olive, gli piace passare le sue giornate libere in campagna, anche se negli ultimi due anni le sue giornate libere le ha passate quasi tutte qui a casa nostra, perché, come ti dirò quando sarai più grande, Nonno ha fatto il più dei lavori di muratura a casa nostra, il suo aiuto è stato fondamentale.
Io con lui ho sempre avuto un rapporto aperto, gli ho sempre parlato di tutto e gli ho sempre detto le cose che pensavo, non abbiamo mai avuto discussioni particolari, invece lui e il tuo papà sono spesso in conflitto, forse perché si vogliono troppo bene e hanno lo stesso carattere.
Ammiro molto il nonno perché è una di quelle persone che non si tira mai indietro quando c’e da fare qualcosa, è sempre pronto a dare una mano.
Anche nonna Mela fa un sacco di cose. Si occupa della casa, va in campagna tutte le mattine, si prende cura di nonna Caterina e ha le mani d’oro, nel senso che gli piace molto lavorare ad uncinetto, fa dei capolavori come quelli che ha preparato per la tua nascita, in più.
Quando ho iniziato il servizio civile, il suo aiuto è stato per me fondamentale, mi ha aiutato a badare a te tutti i giorni e lo ha fatto con tutto l’amore che solo i nonni possono trasmettere. Aggiungo che anche i vizi non sono mancati, ma d’altronde sono i tuoi nonni ed è giusto che sia così. 
Come ti ho detto anche con nonna Mela ho instaurato un bel rapporto fin da subito, anche se devo dire che la mia timidezza all’inizio mi ha un po’ frenato, ma poi proprio perché loro non mi hanno mai fatto sentire un’estranea il nostro rapporto con il tempo è molto cambiato.
Zio Miki vive in Toscana, dove lavora da 10 anni, con lui anche se non ci sentiamo e vediamo così spesso non c’è mai stato problema, alla fine l’importante è volersi bene.
Vedi caro Michele, io da quando sei nato cerco di non farti mai mancare la loro presenza, perché penso che la presenza dei nonni, sia materni che paterni, nella vita di un bimbo sia fondamentale. Tu adori passare il tempo con loro, soprattutto quando nonno Emilio ti porta in campagna.
Come tutte le persone anche loro hanno i loro difetti, chi non li ha, ma quello che posso dirti senza timore di essere smentita è che sono e sono stai sempre presenti, e non ti hanno mai fatto mancare tutto l’affetto e l’amore che meriti.

xnova

7 Aprile 2021
AMICIZIA VUOL DIRE
Torna alle lettere

Caro Michele, oggi vorrei parlarti degli amici, vedi amore mio io credo molto nell’amicizia, per me ha un valore assoluto forse perché quando voglio bene lo faccio davvero e senza limiti.
Ho cercato fin da subito di instaurare rapporti che sarebbero durati nel tempo e in parte ci sono riuscita, perché per molti aspetti le amicizie che mi sono creata fin dall’infanzia sono diventate amicizie di vita quotidiana con cui ho condiviso e condivido tutt’ora la mia vita, anche se in maniera diversa.
Da quando sono diventata mamma ho cambiato la mia routine come è giusto che sia e magari non ho più tempo per uscire e passare del tempo con loro come prima, ma cerco sempre di essere presente nella vita delle persone che mi vogliono bene. 
Ti devo dire che molte delle amicizie che avevo fin da piccola sono mutate, alcune le ho anche perse perché semplicemente non erano destinate a durare, molte di quelle che pensavo di aver perso le ho ritrovare con il passare del tempo e abbiamo condiviso di nuovo un percorso e ne sono stata davvero felice.
Nel corso della vita grazie a vari avvenimenti e grazie anche al lavoro ho conosciuto persone fantastiche che mi hanno accompagnato e mi accompagnano nella mia vita e alle quali devo molto. Vedi caro Michele, l’amicizia è un bene davvero prezioso, gli amici sono la famiglia che ti scegli, sono coloro con cui ti confidi e ti apri come non riusciresti a fare con la tua famiglia, non sono la tua famiglia di sangue ma è lo stesso perché ci sono legami che vanno oltre.
Come ti dicevo prima, da quando sono diventata mamma le mie esigenze sono cambiate ma sono stata davvero felice di condividere tutta la mia gioia con gli amici che inevitabilmente dal mio cambiamento hanno deciso di restare comunque al nostro fianco, sono quelli che ci sono sempre stati io non smetterò mai di ringraziarle. E poi ci sono le amiche che per te sono diventate zie perché sono state e sono come sorelle per me e nonostante la lontananza che molte volte ci divide sono sempre presenti.
Perché sì, foglio mio, ci sono rapporti che sfidano le distanze e per quanto tempo possa passare quelle amicizie non sono mai cambiate, anzi forse si sono rafforzate più di quanto immaginassi.
È difficile ringraziare nome per nome tutte le mie amiche e tutti i miei amici ma vorrei farlo proprio in questa lettera dedicata a te: grazie amici!
Tu magari ti chiederai perché ti ho detto tutte queste cose sull’amicizia, te le ho dette perché vorrei sapessi che vale sempre la pena lottare per un’amicizia quando quell’amicizia è vera, ci saranno incomprensioni e discussioni, è successo anche a me, non è stato sempre rose e fiori, ma da quelle discussioni si sono consolidate amicizie che sono diventate parte della nostra vita amore mio. 
Con il passare del tempo ho capito sempre di più che avere un’amica o un amico che ti supporta fa bene al cuore e all’anima, per questo l’amicizia è un bene prezioso figlio mio.

xnova

14 Aprile 2021
PAESE MIO CHE STAI SULLA COLLINA
Torna alle lettere

Caro Michele oggi ti racconto la nostra amata Cip.
Caselle in Pittari è il nostro paese, qui ho vissuto tutti gli anni della mia vita e chi mi conosce sa bene quanto amore nutro per la nostra comunità. 
Qui ho vissuto tutti i miei momenti, quelli belli che ancora oggi ricordo con grande emozione e quelli purtroppo brutti che anch’essi fanno parte della vita.
Quando ero una bambina, “a pantanedda” ci riunivamo dopo aver fatto i compiti e passavamo i pomeriggi di primavera e d’estate a giocare e a scherzare. Ricordo che stavamo sempre in giro, ancora non conoscevamo molto il computer e i telefoni e a volte penso che è stato meglio così, figlio mio.
Sono senza dubbi i ricordi più belli che ho, tornavamo a casa solo quando faceva buio, ma se fosse stato per noi saremo rimasti sempre in giro.
Vedi, Cip è un paese che non è sul mare ma ne dista solo 15 minuti, non è un paese di montagna ma anche quella ce l’abbiamo vicino, insomma è un posto dove chi viene di solito lo ga per mangiare nelle nostre pizzerie e nei nostri ristoranti, siamo famosi per questo, ma siamo anche famosi per l’accoglienza.
Si, questo lo posso dire senza paura di essere smentita, chi viene qua non si sente mai solo, siamo capaci di far integrare chiunque, questo è uno dei nostri pregi da casellesi, che poi siamo anche pieni di difetti, questo nessuno lo mette in dubbio, però alla fine siamo una bella comunità. È vero, ci potremo impegnare di più sicuramente per migliorare ancora ma, come si dice, questo è vero sempre e noi non facciamo eccezione.
Con l’adolescenza ho cominciato a uscire anche di più, stavamo molto a “l’Urmu”, a fare le famose vasche avanti e indietro, ma andavamo anche a fare lunghe passeggiate per il paese vecchio o al castello, che a me piaceva molto.
Passavamo molti pomeriggi a scoprire nuovi vicoli, Cip ne ha davvero tanti, pensa che io ancora oggi molti non li conosco ancora tutti, ci divertivamo molto, era bello scoprire il tuo paese giorno dopo giorno.
Capitava spesso che andavamo anche alla pineta, in bicicletta; è un posto poco fuori dall’abitato dove d’estate, nelle giornate più calde, si sta da Dio.
È stato quello anche il periodo in cui iniziai a conoscere tuo padre, avevamo il nostro posto preferito, o meglio la nostra panchina preferita, che era quella ai giardinetti, dietro la grande statua di Abele Parente. Ti confesso che ancora oggi ogni volta che ci passo mi scappa un sorriso, ripenso a quante serate passate su quella panchina a parlare, a scherzare, a scambiarci semplici carezze.
Beh caro Michele, prima di finire come faccio a non parlarti di un posto di Cip che chiamiamo Rupe, ci andavo quando volevo staccare un po’ da tutti, di solito al tramonto, perché il sole che tramonta e che bacia Caselle è una sensazione che non si può spiegare, ti ci porterò ogni volta che ne avremo bisogno, perché è bello, bello assai quel posto. 
Ecco, direi che per ora è tutto per quanto riguarda la nostra cara Cip, questo ridente angolo del basso cilento che fa innamorare chiunque ci viene, anche solo per la prima volta. Comunque tornerò presto a parlare della nostra comunità, ti devo raccontare del Palio del Grano e di tante altre innovazioni e tradizioni che qui amiamo realizzare e tramandare.

xnova

PER SAPERNE DI PIÙ
Ohana, di Teresa Rivello
Scritte, Storie che camminano