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Maria, Opportunity e l’importanza di ascoltare

Caro Diario, di Maria Prisco mi racconta spesso Cinzia, mi tiene informato sulle cose che fa, se siamo al Rione Sanità mi porta a vedere un po’ delle cose che fa insieme alla sua associazione, Opportunity, insomma è come se la conoscessi da sempre anche se in realtà non mi ricordo se l’ho mai incontrata, come diceva mio padre l’età è una carogna e la mia memoria perde sempre più colpi. Già, non ho memoria, però leggo molto, sono curioso e ho fiuto, uòsemo nello slang paterno, e così un po’ di giorni fa mi imbatto in un post sui social di Maria che mi emoziona un sacco, cosicché le scrivo e le chiedo se ha voglia di raccontarmi per bene la storia che ha pubblicato e lei mi dice di sì, passa qualche giorno ancora e me la invia, eccola, non te la perdere, è veramente stupenda.

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«Caro Vincenzo, questa storia comincia all’una di notte, avevo appena chiuso il computer ed ero stanca morta. Mi avvio verso il letto e poso come faccio sempre il cellulare sul comodino. Inizia a vibrare in continuazione. Non era una chiamata, erano dei messaggi ripetuti. Aspetto prima di prendere il cellulare, come ti ho detto ero molto stanca e credevo fossero delle notifiche delle app, perciò mi sistemo sotto le coperte e provo a ad addormentarmi.
Inutile. Il cellulare continua a vibrare. A questo punto mi faccio l’idea che sia una richiesta di aiuto, immagino di qualche amica. Prendo il cellulare e con sommo stupore mi accorgo che qualcuno mi stava chiedendo aiuto, come avevo immaginato, però non è una mia amica ma una sconosciuta.
Scrive che si chiama A. e che sta per suicidarsi. Il mio cuore comincia a battere all’impazzata. Mille domande, nessuna risposta.
“Come posso aiutare una sconosciuta tramite una conversazione sui social?” Beh, perdere tempo non sarebbe servito a nulla. Io inizio a fare ciò che mi hanno insegnato meglio, ascoltare e comprendere, lei inizia ad inviarmi le foto della lettera che avrebbe lasciato ai suoi genitori. Mi chiede di scrivere e di parlare della devastazione che può provocare a un’anima l’incomprensione e il giudizio altrui. Il pettegolezzo. Parliamo per ore, ma lei continua a scrivermi cose tipo ‘tu mi comprendi, tu mi ascolti ma il resto del mondo no, pensa solo a giudicarmi, quindi mi ammazzo lo stesso”.
Per un’intera notte, A. parla con me; una sconosciuta che mi segue sui social che mi chiede di ascoltarla e di dire a tutti che il giudizio ammazza la gente.
‘È una troia, chissà come è arrivata fin li, ma non lo sai che sua madre ha un amante, quella la dà via anche per una cena fuori’.
Dopo 5 ore trascorse a parlare, a comprendersi, con l’aurora che si intravede dalla mia finestra, Angelica ha deciso di salvare la sua vita e io ho ricominciato a respirare.
La morale della storia caro Vincenzo tu l’avrai già capita, bisogna che ci diamo una regolata, bisogna che ci pensiamo 100 volte prima di giudicare una persona e dire male di lei. Dobbiamo provare ad ascoltare il cuore degli altri come faremmo con il nostro, dobbiamo imparare a utilizzare le parole come arma per generare la vita e non la morte, imparare a seminare parole di pace e ad ascoltare. Ascoltare chiunque, anche uno sconosciuto, perché potremmo salvare una vita.»

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Come dici caro Diario? Questa storia è così bella che fai fatica a considerarla vera? Ti capisco ma ti assicuro che è vera, come è vera Maria, alla quale naturalmente ho chiesto di raccontarsi un po’, perciò continua a leggere così ti fai un’idea.


“Mi chiamo Maria Prisco ho 27 anni e da grande voglio fare la giornalista.
A 11 anni scrissi il mio primo articoletto sulla camorra e mio nonno mi fece conoscere la storia di Giancarlo Siani, da lì nacque il mio senso di giustizia, il mio profondo amore per la verità e la parola.
Ho cominciato ad usare la parola come arma per la pace. Sono diventata direttrice del giornaletto delle scuole medie, poi ho creato il giornale del mio liceo e ogni sera scrivevo il mio diario segreto.
Mi sono iscritta a giurisprudenza con il sogno di fare il magistrato. Ma con il tempo, ho capito che la mia strada è la parola.
Ho ricominciato a scrivere a 25 anni, dopo anni di blocco, ma questa volta sul mio profilo social non sul diario segreto. Ogni giorno qualcuno mi scriveva di sentirsi meno sola grazie alle mie parole. Le persone hanno cominciato a raccontarmi le loro storie e io a trascriverle. Da qui è cominciato tutto. Sono stata contattata da due case editrici e quest’anno usciranno due miei libri.
Nella vita mi occupo di comunicazione e progettazione sociale. La mia vita é concentrata su Opportunity la onlus anticamorra più giovane d’Italia. Da quando avevo 11 anni il mio sogno è vivere in una terra in cui la buona vita organizzata vincerà sulla mala vita organizzata. E nel mio piccolo, creando opportunità per i minori a rischio del Rione Sanità, spero di riuscirci. A dicembre dello scorso anno sono diventato giornalista pubblicista, dedicando quel traguardo a Giancarlo e promettendogli che avrei rispettato le parole e soprattutto la verità”.

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Hai visto amico Diario?, della serie a volte accade, questa ragazza qui se non si perde è una gran bella risorsa per l’Italia che verrà. Dai, adesso ti saluto, mi raccomando, dammi una mano a farla girare questa bella storia.