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Le mani di Sergio

Caro Diario, Sergio Giovanni Lorusso è entrato nella mia vita grazie a Leucos, che è una creatura di Mariangela ma insomma quando si condividono vite si condividono anche progetti e io che appena arrivo a Potenza corro da loro pian piano un pochino l’ho conosciuto, e poi siamo diventati amici sui social, e poi siamo diventati amici nella vita, perché lui una mattina mi ha detto “Vincenzo questa è casa tua” in un modo che non aveva niente a che fare con la cortesia quella da affatticamere, no no, me l’ha detto veramente, io l’essere umano lo acchiappo, lo capisco, e poi lui è di poche parole e io che invece chiacchiero sempre te lo posso dire, quelli che parlano poco quasi sempre le cose che vogliono dire le dicono precise, come nelle ricette di cucina, quanto basta.

A un certo punto sui social comincio a notare sue foto bellissime, e dato che come sai sono sempre in cerca di nuovi modi per raccontare il lavoro, l’ultima volta che sono stato a Potenza, di buon mattino, ci siamo seduti sul divano e gli ho chiesto se aveva voglia di raccontarsi e di raccontare il lavoro con le sue foto.
No, quelli come lui non partono in quarta, magari ci puoi anche restare male che non si entusiasma, però io no, come ti ho detto di solito l’umano lo capisco, e allora lo so che quelli come lui ascoltano, poi ci pensano e poi ti dicono esattamente quello che ti vogliono dire, in questo caso “Vincenzo l’idea mi piace”, “devo pensare come svilupparla”, “spero di essere all’altezza”, “dipende anche dal tempo che ho a disposizione” e così via discorrendo.

Naturalmente gli ho detto che aveva tutto il tempo che voleva e che era completamente libero su come raccontare il lavoro ben fatto con le sue foto e così ci siamo lasciati.

A proposito, non ti ho detto ancora che Sergio Giovanni ha 58 anni ed è impiegato presso una società di servizi.
“La passione per la fotografia la porto dentro da ragazzo”, mi ha detto, “poi però l’ho abbandonata e riscoperta solo negli ultimi anni, con l’avvento del digitale. Pubblico i miei scatti su vari social oltre che su Photovogue e alcune guide turistiche. Sono appassionato di paesaggistica, non disdegno street e portrait e ho in progetto di realizzare una serie di scatti sulla mia regione, la Lucania, con un occhio particolare a quanto va scomparendo. Oltre alla fotografia sono un runner incallito e amo la musica”. A questo punto qui si è fermato, ha detto che per quanto riguarda le parole bastava così, che poi il resto l’avrebbe raccontato con i suoi scatti.

Più o meno un mese fa un aggiornamento via social per dirmi che aveva deciso di focalizzare gli scatti sulla mani, che era a buon punto, che per questa prima parte del progetto aveva preferito partire da persone in vario modo a lui vicine – sì, il racconto fotografica del lavoro realizzato da Sergio avrà un seguito – e infine la settimana scorsa sono arrivate le foto con qualche riga dedicata a ciascuna delle persone ritratte.

Detto che qui trovi tutte le 12 foto in formato large ti presento le proprietarie e i proprietari delle mani così come me le/i ha raccontate/i Sergio:

«Manuela, l’orafa. Dopo il diploma di ragioniera ha seguito l’istinto che la portava verso l’arte orafa, così si è trasferita da Potenza a Firenze dove ha lavorato per dieci anni presso rinomati artigiani, apprendendo il mestiere, dopo di che ha deciso di ritornare nella sua terra dove ha aperto il suo laboratorio di produzione.
Questo il suo sito: www.manuelatelesca.it.

Pasquale, l’artigiano. Attualmente in pensione, ha trascorso la sua vita nella farina, prima come mugnaio e poi come pasticciere. Per lui la pensione significa la possibilità di dare sfogo alla sua creatività, quindi si diletta nella realizzazione di bastoni da passeggio e da arredo, oltre che nella ricerca di funghi e tartufi.

Pina, genio e fantasia. Diplomata presso l’istituto d’arte, per svariate cause non ha proseguito gli studi che l’avrebbero fatta diventare qualcuno nel mondo del design e dell’arredo. Comunque, si è guadagnata sul campo il titolo di architetto e designer, con le sue creazioni. Non conosco altre/i che lavorano il filo di rame all’uncinetto come lei.

Rosa, le mani in pasta. È la moglie di Pasquale, è presente in tutte le attività lavorative del marito, non ha eguali nella lavorazione della pasta fatta in casa.»

Come dici amico Diario? Certo che una foto di Manuela, Pasquale, Pina e Rosa te la metto anche qui, però su lavorobenfatto.org – a proposito non ti ho detto ancora che Sergio da oggi fa parte della nostra fantastica Big Band di blogger – te le godi molto di più.