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Storie, futuro e sogni di periferia

Va bene, ve lo dico subito così mi tolgo il pensiero, non importa se poi Alessio mi dice che così attiro solo guai: spero tanto di svegliarmi domenica mattina e rispondere al primo che mi scrive per chiedermi se l’ho sempre saputo che WEST4 sarebbe stato «così bellissimo» (lo so che non è corretto in italiano ma «così bello» non mi basta): «Oh no! no! Al contrario. Ma ci ho molto creduto. Ci ho molto creduto!» Sì, proprio così, quasi come risponde l’Oracolo a Seraf alla fine di Matrix Revolutions.

Ora però non dite che è normale che finisca così, anzi non pensatelo neanche, non solo perché altrimenti devo davvero stare tutto il giorno ad accarezzare ‘o scartellatiello (il gobbetto portafortuna), ma perché una cosa è fatta quando è fatta, quando è fatta bene non quasi bene, e gli ingredienti necessari affinché ciò accada sono tanti, e non tutti controllabili.

Ebbene sì. Non basta che l’idea di raccontare le periferie italiane sia buona. Non basta che Alessio ci stia lavorando con una competenza e una dedizione da grande professionista qual è. Non basta che io gli stia dando una mano. Non basta che Gaetano Marchesano e Colomba Punzo, dirigente scolastico e maestra dell’I. C. Marino Santa Rosa siano i due complici più straordinari che potevamo incrociare per l’avvio di questa nuova avventura. Non basta che gli speaker abbiano storie ed esperienze assai belle e ricche da raccontare. E non basta neanche che alla fine ci vuole anche un po’ di fortuna, che è la pura verità, perché da queste parti non funziona come con i ritardi dei treni ad alta velocità, che una volta non è colpa delle ferrovie un’altra volta «ci scusiamo per il disagio» e tu comunque fai tardi al lavoro o torni dopo a casa. No, no, nel mondo di WEST4 vige la regola del comando della cavalletta Hopper in A bug’s life: «la colpa è sempre di chi comanda», il che rende tutte le cose che si stanno facendo indispensabili – altrimenti non avremmo alcuna speranza di farcela – ma non sufficienti.

Dice «ma tu che vuoi?»
Rispondo che «voglio» non è la parola giusta, «sogno» invece si. Sogno un pizzico di magia. Sogno un Sabato supercalifragilisticoespiralitoso. Sogno un abbraccio di complicità che avvolge pubblico, speaker, tecnici, presentatori, commentatori, giornalisti. Sogno che siate in tanti a sostenerci. Venendo a Ponticelli Sabato se state a Napoli. Facendo il passa parola. Scrivendo qualche riga sulle vostre pagine, blog, giornali, magazine, ecc.
Come un po’ di voi sanno è da molte vite che cerchiamo di cambiare le regole, raccontando di #lavorobenfatto, di #bellezza, questa volta di #periferia. Sappiamo che è difficile, però siamo convinti che sia possibile, in fondo siamo dei sognatori, non degli illusi. Ecco, WEST4 è una parte importante di questo sogno. Poi vi racconto se domenica mattina la parte dell’Oracolo mi è venuta bene. Voi intanto seguiteci.
Buona partecipazione.
west44