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Visioni di comunità: metti una sera assieme Casa Surace, Palio del Grano e Grotta Briganti e Cacio

Caro Diario, ora se ti dico che era una sera buia e tempestosa tu mi devi credere, lascialo stare Snoopy seduto sulla sua casetta con la macchina da scrivere, quella di Venerdì 4 Gennaio è stata veramente una sera così, che poi a dire il vero il buon giorno si era visto dal mattino, con la la neve e il ghiaccio per le vie di Cip e una voce nella testa che continuava a ripetere “Viciè, se qui è così figurati che trovi stasera a Monte San Giacomo”.

Ti confesso che un paio di volte ho provato a chiedere a Jepis “si fa o non si fa”, però era più per gioco che per altro, lo so bene come funziona, l’unico che poteva dire “non si fa” era Carmine Lisa e lui a mezza mattinata aveva già chiamato per dire “le strade sono libere, si fa”.

A proposito di Carmine, Jepis me lo aveva detto che mi sarebbe piaciuto, del resto c’è il lavoro che sta facendo con l’Associazione Grotta, Briganti e Cacio a parlare per lui, per loro, però mi è piaciuto ancora di più di come mi immaginavo, e sono stato contento, con il loro aiuto nei prossimi mesi conto di realizzare un reportage che sono sicuro ti piacerà un sacco.

Come dici caro Diario? Non posso fare così? Adesso che ho stuzzicato la tua curiosità qualcosa in più di Carmine te la devo dire? Va bene, ma giusto qualcosa, perché “è cose se fanno quanno è tiempo, non quanno tiene tiempo”.
Allora, quello che posso dirti è che Carmine è sposato con Maria Rosaria e che hanno due figli, Francesco di undici anni e Teresa di nove. Che ama il contatto con la natura – è stato anche una guida di media e bassa montagna – e il rapporto con le persone e con il territorio.
“Vedi Vincenzo”, mi ha detto a un certo punto, “io penso che dietro ogni piccola cosa c’è una storia, che dietro a una patata o a un frutto c’è un senso, un senso che cerco anche parlando con le persone anziane. Il loro vissuto, la loro capacità di adattamento, la loro capacità di resilienza, la loro voglia di combattere mi affascina da sempre. È questa voglia di combattere che ci tiene qui, nella nostra terra, è da questa voglia di tenere assieme le persone e il territorio che siamo partiti come Associazione per mettere su un modello che possa funzionare, per creare uno sviluppo di sistema fondato sulla qualità, sulla bellezza e sulla cultura”.
grotta17
Ecco, adesso che ti ho detto un po’ di Carmine fammi tornare al mio racconto.
Allora, alle 16:30 in punto ci siamo messi in macchina, Jepis alla guida, io di fianco a lui, dietro Giuseppe Cacetta Pellegrino e Domenico Greco, storico capopattuglia del rione Urmu al Palio del Grano – credo sia stato il primo capopattuglia – e attualmente mietitore senior. Con un’altra macchina, da lì e poco, sarebbero partiti Antonio e Rossella Torre, due delle colonne portanti del Camp e del Palio del Grano, e con loro i giovanissimi Antonio Croccia e Gabriele Pellegrino, protagonisti di uno dei video che sono stati proiettati nel corso della serata.

A proposito, non ti ho detto ancora che l’iniziativa organizzata dall’Associazione Grotta Briganti e Cacio a Officina Cultura – una bellissima struttura con un bellissimo nome – era intitolata “VISIONI DI COMUNITÀ. Storie di appartenenza a confronto”, e che le tre storie a confronto sono state quelle degli organizzatori, di Casa Surace e del Palio del Grano.
A raccontare le loro storie, Carmine Lisa per Grotta, Briganti e Cacio; Daniele Pugliese, Valentina Russo e Giuseppe Polito per Casa Surace; Giuseppe Cacetta Pellegrino, Domenico Greco e Giuseppe Jepis Rivello per il Camp e Palio del Grano.

Ti devo dire amico Diario che anche il format ideato dagli amici di Grotta, Briganti e Cacio è stato molto piacevole e interessante, con la proiezione di sei video – due per ciascuna comunità – commentati di volta in volta dai protagonisti, mentre io e Raffaele Accetta, Sindaco di Monte San Giacomo e Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, abbiamo fatto da facilitatori commentatori.
Sì, caro Diario, è stato davvero un peccato che tu non sia potuto essere con noi, è stato una serata assai ricca di passione e di buonumore, di idee e di possibilità, ed è stato così che mi è venuta in mente la storia del triangolo del lavoro ben fatto.
Pensiamoci un attimo assieme amico mio: Sala Consilina, Monte San Giacomo e Caselle in Pittari che diventano tre centri di produzione di idee, di cultura, di bellezza, tre esempi di lavoro ben fatto, di sviluppo sostenibile, di produzioni di qualità tra Cilento e Vallo di Diano. Non lo ancora come si può fare, bisogna lavorarci su, però il Sud che piace a me è quello di Grotta Briganti e Cacio, di Camp e Palio del Grano, di Casa Surace, è il Sud che sa tenere assieme identità, lavoro, comunità e innovazione, è il Sud che diventa una possibilità e un esempio da imitare per l’intero Paese, è il Sud da esportare in tutto il mondo.

Come dici? Per essere bello è bello ma ti sembra anche un cammino molto impegnativo? Come dice il saggio cinese, “la marcia di 10 mila chilometri inizia con il primo passo”, per il poco che posso fare io ci sono, dopo quello che sto facendo da anni con la comunità di Cip, il lavoro che mi abbiampo pensato di fare insieme a Carmine e a Grotta, Briganti e Cacio può essere un altro passo nella giusta direzione.
Ti lascio con la scaletta dei video che sono stati proiettati e commentati nel corso della serata, resta sintonizzato, questa bella storia non finisce qui.

Crisci ù granu cresce, Camp e Palio del Grano

 
Il Galateo al sud, Casa Surace

 
Pera Lardara, Grotta, Briganti e Cacio

 
Palio del grano X + 4, Camp e Palio del Grano

 
Come preparare la passata, Casa Surace

 
Cacio e Comunanza, Grotta, Briganti e Cacio