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#lavorobenfatto cerca storie di comunità

Caro Diario, come sai il 15 Maggio 2019 saranno 5 anni che ti ho scritto la prima volta.
Modestamente a parte, come avrebbe detto mio padre, penso che la nostra si possa definire una storia di successo, non tanto per i numeri – anche se pure quelli come vedrai fanno una certa impressione -, quanto per la qualità e la quantità di belle persone e di bei rapporti umani che sono nati e si sono consolidati grazie al nostro rapporto, compreso un numero significativo di amicizie con la A maiuscola.

Come dici amico Diario? Visti i risultati perché cambiare? Perché, come direbbe Luigino, che evidentemente ha letto Jullien, è venuto il momento di definire un nuovo equilibrio tra quello che intendiamo ereditare, continuare e quello che invece sentiamo il bisogno di innovare, di cambiare.
Sì, la penso più o meno come dice lui quando parla a Napoli alla comunità del lavoro ben fatto, “bisogna che ciascuno possa mettersi in gioco, fare proposte, promuovere iniziative, sentirsi parte di una intelligenza collettiva che genera bellezza e cambiamento”, e mi sto organizzando per agire di conseguenza.

Le cose che ho pensato fin qui sono più o meno queste:
i. pubblicare un reportage o un paper al mese al posto dei 5-6 articoli / mese pubblicati fin qui;
ii. i reportage racconteranno le comunità del lavoro ben fatto invece delle persone;
iii. i paper racconteranno idee, progetti e possibilità in forma più approfondita e compiuta di quanto abbia potuto fare fin qui, con l’occhio rivolto alla possibilità di raccogliere di volta in volta specifici contributi anche in ottica pubblicazione (ebook per iniziare, poi si vede);
iv. creare uno spazio dove ospitare idee, proposte, progetti, una sorta di bottega del lavoro ben fatto per persone che non vogliono smettere di imparare, di pensare, di condividere e di fare;
v. mettere su e dare voce alla blockchain del lavoro ben fatto.

Che te ne pare caro Diario? Non lo so, a me piacerebbe ripartire da qui, conto anche di organizzare una pagina indice per argomento dei post pubblicati fin qui in maniera tale da aiutare il processo di condivisione e di consultazione del lavoro fatto e delle storie raccontate. Per piacere pensaci, fammi sapere cosa faresti tu al mio posto, ci tengo molto. Perché per adesso le idee sono poche e lo spazio che bisogna colmare per farle diventare azioni è tanto. Perché due teste sono migliori di una, quattro migliori di due, otto migliori di quattro e così via, fino all’infinito e oltre. Perché qui a #lavorobenfatto ci piace vedere il futuro, immaginarlo, raccontarlo, realizzarlo. Resto in ascolto.
2019a