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La notte di Maria Giovanna in 15 tweet

Se volete conoscerla un po’ di più io Maria Giovanna Romano l’ho raccontata qui. Il motivo per il quale torno a parlarvene è una mail, quella che mi ha inviato il 25 Aprile:
«Ciao Vincenzo, si, Mantova, nonostante tutto, a la notte del lavoro narrato ci sarà! Non ci sarà, forse, così come ho visto finora: interventi e manifestazioni, mostre e recital, ci sarà in una forma ancora più intima del “tete-a-tete”, ci sarà come una stazione radio nella notte, di quelle stazioni radio stile americano, dove conduceva un solo speaker, e accompagnava i nottambuli o i lavoratori di notte per tutta la notte parlando, chiaccherando, mettendo musica, facendo dediche.
Ho provato ad organizzare qualcosa di più strutturato, ma in questa città non è facile, e io nonostante tutto volevo essere al fianco tuo e di tutti quelli come te che nel lavoro ci credono, ci investono tempo ed energia e creatività e amore. E allora, come lo speaker di una radio, condurrò la notte del #lavoronarrato dalla stazione di mantova, con amici vicini e lontani, chiamandoli via twitter di volta in volta, sollecitandoli a raccontare, non solo ciò che si fa, si sa, ma anche ciò che si sogna di fare, e di sapere.
Personalmente attingerò al mio hard disk della memoria, lì dove sono conservati, sotto forma di immagini, i ricordi non solo miei ma di tutti quelli che mi hanno consegnato ricordi, molti di lavoro. E poi … poi si vedrà, l’importante è stare con voi per affermare che il lavoro è dignità e senso della vita, nonché diritto.
Un grande abbraccio. Giovanna.»

Detto fatto. Questa che potete leggere di seguito è la cronaca della notte annunciata di Maria Giovanna raccontando il lavoro ben fatto. Per me è un processo di costruzione di senso che vale la pena condividere, per questo non mi sono perso un solo link l’altra notte e per questo lo ripropongo qui adesso. Il resto, se volete, tocca a voi.

romano3