From Taichi Ohno to Akio Toyoda
1. velocizzazione delle procedure di allestimento dei diversi modelli;
2. superamento della divisione del lavoro fordista (sono gli stessi operai di produzione ad allestire i modelli);
3. riduzione delle scorte e allestimento dell’officina minima;
4. sincronizzazione delle attività tra linea di produzione e fornitori di parti e semilavorati;
5. rapidità e precisione nelle risposte ai clienti (sistema di pull invece che di push);
6. miglioramento continuo della qualità, al cui controllo sono adibiti gli stessi operai.
Così come le teorie di Taylor hanno bisogno di Ford e della Ford per diventare realtà, alla Toyota sono le idee di Deming ad affermarsi.
Perché vi raccontiamo tutto questo? Perché l'approccio modello "è il tramonto del mito della qualità giapponese" non ci convince. Non tanto perché, come dice Toyoda, gli uomini Toyota, nessuno escluso, raddoppieranno il loro impegno per fare auto di qualità, quanto perché ciò che fa la differenza non è l'errore, che è una caratteristica inalienabile della condizione umana, in qualunque parte del mondo, ma la risposta all'errore. La differenza sta tutta li. Nella cultura della responsabilità. Nella consapevolezza di chi è responsabile dell'errore di doverne rispondere. Nella determinazione con la quale all'errore si pone rimedio. Nella credibilità che questo approccio consente di conseguire e mantenere nel tempo. Tutto il resto? Approssimazione.



