Caro Diario, questa storia nasce un lunedì di un paio di mesi fa con Giuseppe Jepis Rivello che mi scrive che Andrea Canu è passato per Jepis Bottega, che vuole salutarmi e che stanno scendendo all’Urmu. Gli rispondo che sono contento e che il tempo di infilarmi le scarpe e li raggiungo.
Andrea è figlio della mia amica Paola De Conciliis, viticoltrice, lo avevo conosciuto sul finire del 2023 grazie a Think Tank Bottega, un percorso di ispirazione, formazione e design sui temi della Decisione, del Sensemaking, dell’Efficacia, della Leadership e della Narrazione, la prima giornata l’ho raccontata qui. Da allora siamo rimasti amici, e ogni volta che ci vediamo lui mi invita ad andare a trovarlo, e il mese scorso finalmente l’ho fatto.
Perché finalmente? Perché era da tanto che pensavo di raccontare Andrea insieme alla madre, Paola; due generazioni, 23 anni e 63 anni, lo stesso amore per il Cilento e il vino. L’ho fatto naturalmente a modo mio, chiedendo loro di scegliere cinque parole con le quali raccontare se stessi e il proprio lavoro, e devo dire che anche la scelta del momento ci ha aiutato, perché l’abbiamo fatto dopo aver mangiato una splendida pasta e patate preparate da Giovanni, il papà di Andrea, e aver bevuto un fantastico bicchiere di Donnaluna. Il risultato è questo che puoi leggere di seguito amico Diario, buona lettura.
Andrea | Cilento
Il Cilento è sempre stato casa mia, sono nato e cresciuto e ho assorbito tutti gli usi, diciamo che mi ha formato un po’ questa terra.
Per me Cilento significa bellezza prima di tutto, a volte anche un po’ un limite, un muro, una parete che per quanto possa essere bella, perché magari ci hai messo tante cose, l’hai riempita di cose belle, diventa anche qualcosa che ti blocca, ti impedisce di andare fuori.
Cilento è anche il posto dove spero di tornare un giorno. Mi spiego meglio, perché evidente che adesso sono ancora qui, quello che voglio dire è che desidero vederlo come spero che diventi. Secondo me il Cilento vero non è questo che sto vivendo anche lavorativamente negli ultimi anni. Dire cosa vorrei che fosse non è facile, sta di fatto che nel corso degli anni sta diventando sempre più sfruttato, sempre più mangiato dagli interessi economici, compreso un certo tipo di turismo che non mi piace, il turismo che prende dal territorio senza dare. Non c’è abbastanza cura per noi stessi e per il nostro territorio, più cura per quello che facciamo.

Paola | Terra
Per me Terra è la madre, è la base di tutto, quindi è il posto in cui ci sono le radici ed è anche dove le cose crescono e dove c’è bisogno anche della cura, perché la terra abbandonata a se stessa dà solamente spine.
Da questo punto di vista la terra è anche il luogo dove con le tue idee e le tue azioni contrinuisci a migliorare le cose, e quando serve a cambiarle.
Terra è collegata anche agli odori, gli odori della terra bagnata che mi ricordo dall’infanzia e che sono delle sensazioni molto forti. Anche lì c’è la terra bagnata, la pioggia è sempre una qualcosa che ti dà una sensazione di rinascita, quindi la terra è collegata proprio alla vita per me e per questo dico perché secondo me è una madre.
Come sai io sono cilentana per metà, però mi sento legata proprio alla terra come fattore, anche al Cilento sicuramente, perché tutte le volte che stavo fuori per un po’ di tempo e tornavo era un’emozione grandissima. Vedere la curva, il mare di Agropoli.
Paola | Libertà
A Terra è legata anche la mia seconda parola, Libertà. Perché collego la parola Terra alla parola Libertà? Perché la cura della terra è lo stare in campagna, lo stare sll’aria aperta, lo stare in un ambiente naturale, e tutto questo mi dà una sensazione di libertà selvaggia, mi fa sentire vera e senza nessuna costrizione. Infatti anche quando sto un po’ incazzata prendo e me ne vado a fare una passeggiata in campagna, a raccogliere le erbe di stagione, gli asparagi, quello che trovo o anche niente, perché camminando nella natura mi sento libera e tranquillizzata.
Sento moltissimo uno spirito arcaico dentro di me che è collegato proprio alla natura, è un legame quasi sciamanico in certi momenti. Tutti i fenomeni naturali li sento molto fisicamente e comunque mi danno molto un senso di libertà.
Mi piacciono le piogge improvvise, per me la pioggia è il bagno e mi piace, mentre e il vento è forse l’unica cosa che a volte mi dà fastidio perché lo sento molto prepotente. In generale però i fenomeni naturali mi danno delle sensazioni fortissime, e poi i profumi estivi, il cambio di stagione a secondo dei profumi, degli odori. Come ti dicevo tutto questo mi dà un senso di libertà selvaggia, è una cosa molto intima, molto fisica e nello stesso tempo anche molto mentale.

Andrea | Famiglia
Per me famiglia significa tante cose. Siamo una famiglia molto numerosa, sono cresciuto con i cugini, sono cresciuto con le zie, sono cresciuto con la nonna, adesso sto lavorando ogni giorno e il mio ambiente di lavoro è la famiglia. È quello che cerco di comunicare anche in fiera o quando vengono clienti, il caposaldo di tutto è la famiglia. Alla fine la famiglia è quella che, se guardo mio zio o guardo mia madre, è quella che mi ha ispirato più di tutti a essere chi sono oggi.
La famiglia è un punto di riferimento, una fonte di ispirazione, però come già il Cilento è anche un muro che bisogna scavalcare, anche se mi ha formato.
Andrea | Donne
E poi ci sono le donne, sono cresciuto con le donne di famiglia. Vado a mangiare da mia nonna tutti i giorni da tutta la mia vita e quando non c’era mia madre mi ha cresciuto la mia prozia che sarebbe la sorella di mia nonna. D’estate andavo ad Agnone e stavo con le mie zie insieme sempre a mia nonna.
La donne sono una parte fondamentale di me perché tutto questo contatto anche infantile con loro mi ha dato una certa sensibilità, un modo di capire le cose diverso rispetto ad altre persone, ed è stato un vantaggio a 360 gradi, anche nel lavoro.
Se volessi riassumere la relazione con mia nonna, con le mie zie, con mia mamma non userei tanto parole come allievo, maestre, cura, quanto libertà e spensieratezza. Le donne della mia famiglia mi hanno sempre fatto sentire libero e poi tante di quelle risate, divertimento, gioco e anche gioia.
È il tipo di rapporto che mi piace avere anche con le donne della mia età, e spesso ci riesco.

Paola | Suoni
I suoni per me sono prima di tutto collegati alla natura, però sono anche un’evoluzione, perché io senza musica letteralmente non so stare. Sto sempre collegata dda qualche parte, devo sentire comunque sempre musica, perché dà armonia alla giornata.
Mi piace molto la musica rock dei miei tempi, però mi piace anche la musica classica, i cantautori, adesso comincio a fissarmi anche un po’ sulle parole e questa cosa mi piace moltissimo.
Poi come ti dicevo ci sono i suoni della natura, il suono della pioggia, del vento, degli uccelli, del mare. Il mare è fondamentale, ha un suono bellissimo che ha il potere di calmarmi.
Per metà sono cilentana e per metà napoletana, e mio nonno mi cantava sempre le canzoni napoletane, quindi naturalmente mi piacciono tantissimo.
E i suoni li collego anche all’amicizia, allo stare insieme, perché quando ero adolescente ci si riuniva in una stanza anche al buio, a sentire musica forte, ma talmente forte che dovevano vibrare le pareti.
Paola | Sale
Sale perché il mare, come ti ho detto, è una delle componenti più importanti della mia vita. Mi piace moltissimo l’odore del sale, il suo profumo un po’ piccante e minerale nello stesso tempo. Lo trovo nelle rocce che ci sono nel Cilento, nel flysch del Cilento è presente la salinità e questa salinità poi viene trasferita anche nel vino, aumenta i gradi di mineralit, ed è una di quelle cose che nei vini bianchi mi piace da impazzire, insieme a quello delle alghe marce che a tanti disturba e invece a me piace moltissimo.

Andrea | Vino
Il vino mi rappresenta tanto. Ricordo certe serate quando ero piccolo in cui tutte le persone che ridevano nella stanza ridevano così forte che la stanza tremava come con la musica di cui ha parlato mamma. Per me sono dei ricordi bellissimi, per me il vino è risate, allegria, stare insieme, gioia, socialità.
La voglia di ritornare a quelle serate, a quella allegria, a quella spensieratezza è forse un po’ il motivo per cui ho iniziato a fare questo lavoro.
Le serate di oggi non sono uguali a quelle, non so se è perché ero piccolo o perché l’azienda, più in generale il Cilento del vino anche stava vivendo un’altra fase, però c’era tutta un’altra atmosfera, altra allegria. È come se oggi mancasse un pezzo, una componente, forse la gioventù, la voglia di prendersi dei rischi, l’incoscienza.
O forse è che a 23 anni vorrei essere nella possibilità di prendere decisioni in prima persona, e in un’azienda familiare per molte ragioni non si può fare. Come hai detto tu una volta a un certo punto bisognerebbe “uccidere il padre” in senso freudiano, che nel mio caso specifico non è mio padre ma tutta la mia famiglia, e non è possibile, almeno per me, qui non riuscirò mai a realizzare appieno la mia volontà, non è possibile.
Andrea | Viaggio
Il viaggio è quello che sta per cominciare, penso di andare in qualche paese europeo, forse l’Olanda, a cercare la mia via e il mio futuro, o comunque un pezzo di futuro. Per me è un modo per abbattere un muro, o più muri, una spinta ad andare nella mia direzione.

Paola | Accudimento
Ho sempre pensato di non essere una persona particolarmente accudente, però quando sono nati i miei due figli mi sono resa conto che ero una gatta, nel senso che ho sempre cercato di non essere una madre oppressiva, di dare loro la possibilità di essere autonomi sia nelle cose quotidiane, sia nel pensiero, sia nelle scelte.
Per me l’accudimento è questo: esserci quando c’è bisogno. Vale anche in questo momento con Andrea, lui sa che qualsiasi cosa sceglie io ci sono e che ci sarò sempre. Può andare, puà restare e può tornare quando vuole.

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