Lavoro ben fatto, tecnologia e consapevolezza all’Istituto Salesiani di Napoli Vomero

PROGETTO DI RIFERIMENTO
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza

SCUOLA
Istituto Salesiani Sacro Cuore Napoli Vomero, 3° e 4° Istituto Tecnico

PRESIDE
don Cristiano Ciferri

BOARD
don Pasquale D’Angelo, Vincenzo Moretti, Betty Morvillo

STUDENTS
: Luca Buonocore, Sara Carfagna, Simone Castagnola, Marialuisa Catuogno, Juan Carlos Chella Caiazzo, Antonio De Falco, Antonio De Luca, Luca De Luca, Andrea Di Sirio, Rosa Du, Fabio Ottavio Farina, Mauro Giaccio, Giuseppe Nazzaro, Alessio Piano Del Balzo, Andrea Pontonieri, Sabrina Rigamonti, Luigi Rimonto, Daniele Romano, Matteo Salemme, Francesca Patrizia Savarese, Lorena Sonya Saviano, Alessio Sgambati, Mariavittoria Vassallo.
: Giuseppe Carrino, Emanuela Cimmino, Michelangelo Maria Ferrisi, Giuseppe Giordano, Gianluca Melucci, Francesco Pensiero, Claudia Petrone, Flavio Piantino, Simone Simeone, Hui Min Wu

CASELLE IN PITTARI, 5 LUGLIO 2022
Caro Diario, anche nei giorni dispari, come li chiamava il grande Eduardo, ci stanno le ore pari, ne ho avuto la riprova la settimana scorsa quando la mia amica prof. Betty Morvillo mi ha cominciato a inviare foto dall’aula dove i suoi ragazzi stavano facendo l’esame per il diploma con i libri, le frasi, le scarpe Scritte®, persino il mio faccione. Insieme alle foto, questo messaggio: “Sei nel nostro esame di maturità. Grazie di tutto”.
Come sai amico Diario (se sei scordarello come me dopo la lettera della prof. Morvillo trovi il diario) con loro abbiamo lavorato 2 anni e mezzo – 3 anni fa, poi si è interrotto tutto per il Covid, e insomma davvero non me lo aspettavo, e invece dopo le foto di Betty mi sono arrivati i lavori di Giuseppe Nazzaro, Alessio Sgambati, Andrea Di Sirio, Simone Castagnola, ognuno con messaggi affettuosi tipo questo: “Buongiorno, stamattina ho presentato il power point sull’esperienza fatta con lei al mio esame di maturità spero le faccia piacere. Grazie per gli insegnamenti, ne ho tratto benefici.”
Mi fermo qui caro Diario, anche perché poi stamattina ho trovato questa lettera di Betty e se aggiungo anche una sola parola mi metto a piangere. Ti dico solo che tiene ragione lei, noi dobbiamo solo seminare.

BETTY MORVILLO
Caro Vincenzo, mi sono sempre chiesta perché queest’uomo di un metro e novanta e più, con cappello a falda larga e cappotto lungo, ci donasse il suo tempo prezioso in piena gratuità.
Me lo chiedevo ogni giovedì che arrivavi puntuale in terza e in quarta per motivare i miei alunni al “Lavoro ben fatto”. Ricordo che correvi dall’università a via Scarlatti, 29.
Io mi incantavo ad ascoltarti, una lezione motivazionale anche per me.
I ragazzi non sempre si mostrano interessati, non sempre si mostrano grati ed io cercavo di proteggere la tua bontà giustificandoli continuamente. Con te è inutile usare frasi di circostanza, sei uno che capisce a volo e così mi dicevi “amica mia, nun te preoccupà, je ‘e saccio buono ‘e guagliune”.
La pandemia ha interrotto ogni relazione e anche quella dei miei alunni con te, ma alla fine i ragazzi ti insegnano sempre tante cose.
Vedi Vincenzo, noi dobbiamo solo seminare, spesso i frutti li raccoglieranno altri o se siamo fortunati ci emozionano durante il percorso, proprio come in questi giorni, a più di due anni di distanza, che in tanti hanno mostrato al presidente di commissione il tuo volto, il tuo libro, la tua teoria di società “ben fatta”.
Allora non erano distratti, stavano semplicemente metabolizzando, ed ecco i frutti. Grazie amico mio.

Questo slideshow richiede JavaScript.

DIARIO
11 Ottobre 2019; 25 Ottobre 2019; 26 Ottobre 2019; 27 Ottobre 2019; 29 Ottobre 2019; 2 Novembre 2019; 6 Novembre 2019; 7 Novembre 2019; 29 Novembre 2019

11 Ottobre 2019
Torna al diario
Caro Diario, ho una bella notizia, A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza arriva anche all’Istituto Salesiani Sacro Cuore Napoli Vomero, nelle classi terza e quarta dell’Istituto Tecnico, cominciamo Martedì 22 Ottobre, l’idea è di lavorare spesso insieme, sono convinto che verranno fuori cose belle assai, naturalmente come faccio sempre ti racconterò tutto dall’inizio, e poi vedrai se non è come penso io.
Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando la prof. Betty Morvillo – nella foto la puoi vedere insieme al Preside dell’Istituto don Pasquale D’Angelo – mi ha contattato via social, mi ha scritto che aveva sentito parlare del mio lavoro durante un incontro a Potenza, che aveva curiosato un po’ in giro e che voleva sapere se ero disposto ad andare a scuola per raccontare il lavoro ben fatto ai ragazzi, “penso che per loro potrebbe essere utile e interessante”, ha aggiunto. Naturalmente le ho risposto che lo avrei fatto molto volentieri, che anzi mi sarebbe piaciuto fare di più, e così le ho inviato il link del progetto, le ho chiesto di dare un’occhiata, che poi alla prima occasione ne avremmo parlato.
Ieri, prima della lezione a Unisob, da un paio di giorni abbiamo cominciato anche lì, sono andata a trovare Betty – yes, lo sai come funziona, se devo lavorare insieme a una persona il “tu” è un passaggio obbligatorio – e ci siamo trovati così in sintonia su che cosa significa educare e insegnare che abbiamo deciso di cominciare subito.
Per ora è tutto, aggiungo solo che la mia nuova amica prof. ha detto un paio di cose che hanno toccato le corde del narratore che è in me e che per ora ho soffocato la curiosità perché abbiamo da avviare un percorso e ci concentriamo su quello, però non ti meravigliare se poi magari verso la fine dell’anno decido di raccontarla.
A presto.

P. S.
Caro Diario, chissà come sarà contento il mio caro amico don Tonino Palmese quando gli racconterò tutto questo.

sales2

25 Ottobre 2019
Torna al diario
Caro Diario, Martedì scorso come previsto con la prof. Betty Morvillo abbiamo iniziato il nostro percorso con le ragazze e i ragazzi di 3° e 4°, e ti devo dire che le premesse per lavorare bene ci sono tutte, in particolare la terza l’ho trovata molto reattiva, la quarta un poco più disincantati, ma si tratta anche lì di trovare la chiave per metterli in moto, che queste/i ragazze/i sono piene/i di intelligenza e di risorse, e sono fiducioso che Betty e io la troviamo la chiave, certo che la troviamo.
In terza mi hanno fatto trovare questo bel biglietto di benvenuto corredato da due mani arcobaleno che si stringono: “Gentile prof., siamo lieti di accoglierla nella nostra classe e siamo entusiasti di iniziare questo nuovo progetto insieme a lei. Ci piacerebbbe apprendere il più possibile dalle sue lezioni e scoprire tutti i segreti della teoria del “lavoro ben fatto”. Ci aiuti ad essere delle persone migliori sia nei rapporti umani che nel mondo del lavoro. La ringraziamo, in anticipo, per il tempo che sarà disposto a condividere con noi e ci auguriamo di poter essere per lei motivo di ispirazione per le sue nuove teorie. Vi auguriamo un benvenuto e un buon lavoro”.

Come dici caro Diario? Il “vi” auguriamo al posto di “le” auguriamo è l’unico indizio che fa pensare che il biglietto sia farina del loro sacco? Adesso non ti ci mettere pure tu, l’ho fatta già io questa parte ma la mia amica prof. Morvillo mi ha garantito che è stata un’iniziativa della classe, in ogni caso io quest’aria accogliente e questo approccio pro-positivo l’ho avvertito per tutta l’ora che sono stato in classe con loro, e questo è quello che conta.
Per il resto che ti devo dire, ho cominciato spiegando che io non sono il nonno che è venuto a raccontare che internet e i social sono pericolosi ma sono la persona che è venuto a racocntate che internet e i social sono una Ferrari che la maggior parte di loro usano come un monopattino, proprio in senso letterare, che invece di girare la chiave (o premere il bottone?) per avviare il motore aprono la porta, mettono il piede per terra e cercano di farla camminare.
In tante/i hanno sorriso, però poi abbiamo fatto un giro e la verità è che quasi tutte/i utilizzano internet e social soprattutto per chattare, condividere post o una storia, e Betty e io speriamo con il tempo di aiutarle/i a pensarsi con autrici e autori, creative/i, produttrici e produttori di contenuti e non solo consumatrici e consumatori, martedì prossimo contiamo di ripartire proprio da qui, poi ti faccio sapere come è andata.
A proposito, in terza ho chiesto anche a ciascuno di loro di scrivermi un po’ di sé e di quello che fanno all’indirizzo partecipa@lavorobenfatto.org, fin qui è arrivata la mail di Giuseppe Nazzaro, te la trascrivo quasi tutta, qualche pezzetto è meglio se per ora ce lo teniamo per noi: “Salve prof. Moretti, sono Giuseppe Nazzaro,la vostra lezione di oggi mi é piaciuta molto e volevo raccontarvi un po’ di me. I miei genitori hanno una catena di negozi di abbigliamento, come tutta la mia famiglia d’altronde. […] Anche i miei nonni materni lavoravano nell’abbigliamento a Secondigliano, invece i miei nonni paterni sempre nell’abbigliamento però al Ponte di Casanova.
I social che utilizzo di più sono: Instagram, Whatsapp, YouTube da spettatore, Telegram, Facebook, Spotify e Pinterest per pubblicare stories su Instagram.
In realtà il mio sogno non é solo avere una grande catena di abbigliamento, a me piace fare di tutto, mi piacerebbe fare l’ingegnere, ma anche l’avvocato (ovviamente di quelli grandi perché le cose piccole non mi piacciono). Mi piacerebbe imparare molto sulla vostra teoria per aiutarmi a inseguire i miei sogni, vorrei anche vedere come lavora al Suor Orsola se fosse possibile e vedere come si approccia agli studenti e cosa dice loro, magari qualche volta mi potrebbe fare questo regalo. Aspetto Martedì per continuare la nostra lezione.”

Come dici amico Diario? Interessante questo ragazzo? Certo che sì, ma ti assicuro che sono interessanti tutte/i, sia in terza che in quarta, poi naturalmente ci sono i caratteri di ciascuna/o, quelle/i che prendono più facilmente l’iniziativa e quelle/i che hanno bisogno di più tempo, ma naturalmente la prof. Morvillo e io lavoriamo per non lasciare nessuno indietro. A proposito, adesso non lo so se riusciamo a farlo che i tempi sono stretti, ma potrebbe essere interessante portare la 3° e la 4° a fare una lezione all’università, vediamo, ne parlo al più presto con Maria D’Ambrosio, l’esperienza che facemmo un paio di anni fa con la seconda media di Scafati fu molto bella e interessante.

In quarta il percorso del primo incontro è stato abbastanza simile, in più loro hanno già in corso un progetto molto interessante al quale hanno dato un nome secondo me molto ma molto interessante – Fuoriclasse – si tratta di creare il brand per una linea di prodotti da mettere poi sul “mercato”, abbiamo provato a ragionare della possibilità di ideare anche un Logo, naturalmente sanno le/i ragazze/i a decidere, ma potrebbe essere una tessera del mosaico che proveremo a comporre con loro.
Martedì torno in aula, ma se ci sono novità ti riscrivo anche prima.

its2

26 Ottobre 2019
Torna al diario
Caro Diario, pian piano cominciano ad arrivare le mail delle ragazze e dei ragazzi, ieri sera al ritorno da Cassino ho trovato quelle di Alessio e di Marialuisa, spero che in questo fine settimana arrivino le altre, in ogni caso ornai martedì è vicino e ne parliamo in classe.

Alessio Piano Del Balzo
Salve prof. Moretti, la vostra lezione di martedì mi ha colpito molto. Abbiamo instaurato un rapporto non solo come professore e alunni ma anche e spero come amici e amici .
Il mio papà si occupa di una ditta con macchinari agricoli in Cile, invece mia mamma purtroppo non lavora.
I social che utilizzo di più sono: Instagram, whatsapp, YouTube da spettatore, Telegram, Facebook e Spotify.
Il mio sogno è di diventare un “Broker” se non sa il significato (ma penso che lei lo sappia) è un ente nell’ambito dell’economia che organizza le transazioni tra un acquirente e un venditore guadagnando una commissione quando viene concluso l’affare. Mi piacerebbe che questo cammino con lei durasse più di quest’anno e spero che lei mi possa aiutare ad inseguire il mio sogno con la vostra teoria. Spero di essere presente in una lezione con lei all’università Suor Orsola per saperne di più sui suoi metodi.
La ringrazio per il tempo che trascorrerà con noi. Mi raccomando a Martedì, non mancate.

Marialuisa Catuogno
Buonasera prof, mi scuso in anticipo (almeno in questo) per il ritardo.
Ci tenevo a fare un’apprezzamento veloce sulla maglietta che portava l’altra giorno, non vorrei errare, mi è sembrato il “il cappello/serpente mangia elefanti” del Piccolo Principe.
Rispondendo alle sue domande le volevo dire che i miei gienitori sono assicuratori, anche se a mio padre piace definirsi imprenditore; mia madre invece ha dovuto lasciare la sua “carriera” da assicuratrice per entrare di ruolo alla scuola statale. I miei nonni paterni erano contadini e quelli materni sono una ex maestra elementare e un ex assicuratore.
Non sono ancora molto convinta su cosa fare “da grande”, mi piacerebbe fare qualcosa nel campo bio, mi piacerebbe appunto aprire una grande azienda bio, prendere l’ufficio di mio padre, aprire una casa editrice o lavorarci come responsabile del marketing (nonostante il contenuto sia la cosa fondamentale è la prima impressione che ci spinge a leggere quel libro).
Io non utilizzo molto i social sono, più una persona che preferisce l’opzione plaid e serie tv/film/libro, però utilizzo molto instagram, WhatsApp, YouTube (ma in modo passivo), poco Facebook, e quando non ho libri utilizzo wattpad (un’app che permette di scivere libri e leggere quelli di altri utenti, mettendo in mostra scrittori emergenti).
Spero di essermi appuntata tutto correttamente, in modo d’aver potuto rispondere a tutte le domande da lei poste.
Cordiali saluti.

27 Ottobre 2019
Torna al diario
Caro Diario eccone altre due, arrivano pian pianino, uno alla volta, mio padre avrebbe detto come i monaci al convento, però l’importante è che arrivano. Alla prossima.

Luca Buonocore
Buon giorno prof. Moretti, sono Luca Buonocore e volevo parlarle di me.
Mio padre è commercialista ed ha uno studio a Napoli, mentre mia madre lavora c/o il tribunale di Napoli come funzionario giudiziario.
Mio nonno materno era un rivenditore per la Fiat, invece mio nonno paterno possedeva un bar.
Uso molto spotify, Youtube come utente, Instagram e Whatsapp.
Il mio sogno è di diventare un programmatore e, un giorno, vorrei entrare nella guardia di finanza.
Vorrei apprendere ulteriori cose durante le prossime lezioni.
Cordiali saluti.

Francesca Savarese
Salve prof. Moretti, ho 16 anni, frequento il 3 anno dell’i.t.c. e vorrei presentarmi: sono figlia unica, mia madre si occupa di gestione condominiali, mio padre era comandante di marina (é deceduto 6 anni fa), professioni che svolgevano prima i miei nonni.
Come tutti i ragazzi della mia etá, i social che utilizzo sono: Instagram, whatsapp, Spotify, Youtube da spettatrice, VSCO, Pinterest e Snapchat.
Il mio sogno é diventare in futuro un broker e grazie a questo viaggiare per il mondo.
Volevo farle sapere che la sua lezione é stata molto interessante e mi é piaciuta molto, aspetto di partecipare alle prossime.

29 Ottobre 2019
Torna al diario
Caro Diario, i postumi dell’influenza mi hanno imepdito di essere in classe oggi, recuperiamo giovedì, però intanto le mail delle ragazze e dei ragazzi continuano ad arrivare e io sono contento.

Rosa Du
Ciao, sono una ragazza cinese. I miei genitori lavorano insieme a Gianturco dove c’è un mercato che si chiama Cinamercato. I miei nonni materni non lavorano perchè hanno 65 anni,invece i miei nonni paterni qualche volta vanno all‘azienda di mio zio per dare una mano.
Io da grande voglio diventare una grande commerciante.
Le App che uso io sono: instagram; wechat(app cinese); whatsApp; Weibo(app cinese).

Andrea Pontoniere
Salve prof. Moretti sono Andrea Pontoniere, mi scusi per il ritardo nell’invio di questa mail.
La vostra lezione di martedì mi ha colpito molto e volevo raccontarvi un po’ di me.
Mio padre è il titolare di un impresa che si occupa di pulizie e servizi, mia madre collabora con mio padre nella società.
I social che utilizzo di più sono: Instagram, whatsapp, YouTube da spettatore e Spotify.
Non sono ancora convinto cosa fare da grande ma penso di seguire le orme di mio padre.
La ringrazio per il tempo che trascorrerà con noi, spero di vederla al più presto.

Juan Carlos Chella Caiazzo
Ho 16 anni e sono originario della Colombia, sudamericano in poche parole.
I social che uso sono instagram, whatsapp, youtube dove faccio video di parkour con i miei amici.
Il parkour è uno sport definito cosi da poco, per farlo ci vogliono velocità, buon orientamento, forza fisica e allenamento continuo.
A me piace perché sfido le mie competenze, vedo la mia vera personalità.
In estate sono un bagnino, aiuto a mia sorella con il negozio del suo compagno e aiuto mio fratello a fare i fumetti.
Mio padre fa come lavoro l’ingegnere, mia madre fa l’architetto e sta combattendo con l’opzione donna, mia nonna era una professoressa di letteratura laureata in lettere, mio nonno non so di preciso che lavoro faceva, ma so che sapeva i nomi di tutti gli animali e le loro caratteristiche.
Nella vita amo molto disegnare e fare amicizia, cosi non mi sento SOLO. Papà mi ha detto che nessuno è mai SOLO, se hai l’anima in pace con te stesso e io ci credo.
Un mio grande sogno è quello di essere ricordato come una persona speciale non come una persona diversa con le sue diversità.
Grazie prof. per quel giorno non me lo dimenticherò mai spero di rivederla di nuovo.
Mi scusi per gli errori grammaticali se ci sono, ma devo ancora imparare bene l’italiano.

Simone Castagnola
Buonasera, frequento il 3 itc dei salesiani vomero, ho 16 anni e vivo con mia madre e mio fratello di 9 anni. I miei genitori sono commercianti e hanno 2 attività commerciali.
In famiglia siamo 4 figli però 2 di questi lavorano all’estero.
Come sport faccio palestra andando 3 volte a settimana e quando torno a casa uso social come: Instagram, Facebook, YouTube, Whatsapp e a volte Netflix (che però non lo reputo tanto un social network perché al momento sono solo uno spettatore).
Come lavoro fino a qualche anno fa avrei voluto fare la carriera militare data la mia passione per le armi da fuoco e ciò mi piaceva molto ma con il tempo tutto va un po’ sfumando e altre passioni sono sopraggiunte come quelle delle auto, delle moto e anche della finanza.
Da grande vorrei lavorare nel campo finanziario dato che personalmente lo reputo molto interessante. Credo non manchi nulla, ci vediamo giovedì da vicino.

2 Novembre 2019
Torna al diario
Caro Diario, Sabrina è arrivata qualche giorno fa, ma questi sono giorni complicati e dolorosi per me, e insomma solo oggi sono riuscito a pubblicare la sua mail. Chiedo scusa a te e a lei ma purtroppo non sempre possiamo decidere le nostre priorità.

Sabrina Rigamonti
Buonasera prof. mi scusi per il ritardo. Ho 16 anni e volevo ringraziarla per la lezione di martedì e parlarle un po’ di me. Mio padre è un perito assicurativo mentre mia madre ha un negozio di abbigliamento bambino a Napoli centro. Le applicazioni che uso di più sono Instagram,Whatsapp,YouTube come utente,twitter,Facebook,Spotify.
Mi piacciono molto gli sport specialmente il calcio. Da grande non so ancora cosa fare, dopo le superiori farò l’università e vorrei trovare un lavoro che mi appassioni molto.
La ringrazio in anticipo per le prossime lezioni.

6 Novembre 2019
Torna al diario
Caro Diario, ecco i due ultimi arrivi, Mariavittoria Vassallo e Matteo Salemme, ne parleremo oggi in classe.

Mariavittoria Vassallo
Salve prof. Moretti, le volevo chiedere scusa per il ritardo e le volevo parlare un po’ di me.
Mio padre ha un’azienda di confetti, “Orefice”, mia madre invece è socia di un’azienda immobiliare.
Mio nonno paterno era un imprenditore, mia nonna paterna impiegata, mio nonno materno imprenditore nel settore alimentare, mia nonna materna commerciante.
I social che uso di più sono Istagram, Whatsapp e Facebook. Non sono ancora sicura di quello che vorrò fare da grande ma mi piacerebbe intraprendere le orme di mio padre però solo se ne saró capace. Infatti dopo il diploma vorrei continuare frequentando l’università quasi sicuramente economia aziendale o economia e commercio perché per ora mi affascina molto questo mondo. La ringranzio per la prima lezione che ha fatto perché è stata molto interessante e spero di vederla al più presto. Cordiali saluti.

Matteo Salemme
Buonasera prof, mi scusi per l’enorme ritardo. Alla sua lezione non ero presente però spero di conoscerla molto presto. Ho 17 anni, mio padre dirige una casa editrice mentre mia madre ha un negozio di abbigliamento.
Le applicazioni che uso quotidianamente sono Instagram, Spotify e Facebook.
A essere sincero non so ancora bene cosa vorrò fare da grande, sono orientanto a portare avanti economia anche all’università.Spero di conoscerla molto presto.

7 Novembre 2019
Torna al diario

Caro Diario, dopo mille peripezie oggi finalmente sono riuscito a tornare in classe e devo dire che ne sono uscito decisamente contento.
Partiamo dalla quarta, che l’altra volta era stata quella che mi era parsa meno coinvolta, secondo me invece con loro può venire fuori un lavoro molto interessante, sono solo in 10, si può lavorare molto bene, però naturalmente devono essere motivate/i e interessate/i.
Ci ho pensato parecchio nei giorni scorsi, e dopo averne parlato con la mia fantastica complice, la prof. Sorvillo, sono tornato da loro con un’idea e un’intenzione precisa.
Partiamo dall’intenzione, ho detto con tutta la chiarezza necessaria che sono entusiasta di poter lavorare con loro ma non ho nessuna intenzione di perdere tempo, che non sono una medicina che una/o si deve prendere per forza perché gliela/o ha ordinato il medico. Se loro hanno voglia, si fa, altrimenti ci fermiamo e amici come prima senza che nessuno si prenda collera.
Detto dell’intenzione ti dico dell’idea, che però ho fatto precedere da una breve sintesi del lavoro che con Alessio Strazzullo abbiamo fatto a Exodus Cassino – Storytelling di Mutuo Soccorso – e ti devo dire che ha funzionato sia per i protagonisti e sia perché ho detto che Alessio è uno dei fondatori di Casa Surace.
Come dici amico Diario? Qual è l’idea? Non cambi mai, sempre di fretta, comunque l’idea, che poi come vedrai Betty e io abbiamo portato anche in terza, è quella di mettere su una bottega di comunicazione per racocntare il nostro lavoro insieme e i progetti di ciascuna/o di loro.
Loro di quarta un nome per la bottega ce l’hanno già, FuoriClasse, adesso si tratta di ideare un logo e di cominiciare a metterci dentro dei contenuti, magari con l’aiuto di amiche e amici che vorranno dedicarci un’ora del loro tempo, per esempio oggi sono venute/i fuori Sara Lubrano perché uno dei ragazzi ha il padre che vende gioielli, Luca Carbonelli per la storia della sua azienda e di Falla Esplodere e Nando Salemme per la bontà della sua cucina e per Fresh, il suo innovativo stabilizzatore termico per vini.
Ci siamo lasciati dicendo che a partire dal nome avremmo cominciato a pensare a un logo e poi a una strategia social per promuovere il nostro lavoro in classe, le cose che pensiamo e facciamo.
Sono contento caro Diario, questa volta mi sono sembrate/i motivate/i, ribadisco che ci terrei molto a lavorare anche con loro, ma non dò niente per scontato, naturalmente ti tengo aggiornato.

In terza siamo ripartiti dalle loro brevi bio, come hai visto una metà sono arrivate e una metà no, spero presto di averle tutte e di condividerle con te e con le nostre lettrici e i nostri lettori.
Dopo di che abbiamo introdotto alcuni concetti basilari del lavoro ben fatto, che cosa vuol dire, come si fa, perché farlo.
Alla voce “perché conviene” è stato di grande aiuto Antonio de Falco, che lui sa cucinare riso e patate, avrebbe fatto la felicità di mio padre, che lui il riso con le patate e con i fagioli lo adorava, e insomma ha raccontato come li fa, gli ingredienti che ci vogliono, e poi il fuoco e l’acqua per lavare le cose e la fatica e il tempo, e da lì è stato facile capire tutte/i assieme che quando fai una cosa, qualunque cosa tu debba fare, l’unica scelta che ha senso è farla bene, perché anche a farla male devi comprare lo stesso le cose, e impiegare la stessa fatica e lo stesso tempo, e allora diventa uno spreco assurdo.
A questo punto abbiamo detto anche in terza dell’idea della bottega e della voglia di raccontare il nostro lavoro, le nostre idee, i nostri progetti, perché alla fine funziona così, quello che ci mettiamo dentro nella bottega quello ci troviamo, naturalmente con calma, un poco alla volta, perché come ha detto Confucio una marcia di 10 mila chilometri comincia con il primo passo.
In terza abbiamo due cose in più da fare per partire con il piede giusto:
1. pensare prima al nome da dare alla bottega e poi al logo, ho detto alle ragazze e ai ragazzi che lo vorrei molto più bello di quello della quarta, FuoriClasse, che però è già bellissimo e anche di più, l’ho fatto apposta, una delle prossime volte voglio raccontare loro del concetto di competizione collaborazione, credo sia molto interessante per capire come dobbiamo abituarci a lavorare;
2. decidere assieme come organizzare il lavoro, in terza sono 23 e non 10, e insomma è complciato organizzarsi come un unico gruppo, ma comunque cominciamo a ragionarci su e delle soluzioni sicuramente le troviamo.
Ecco, direi che per adesso è tutto o quasi, se mi viene in mente dell’altro ritorno.

Post Scriptum
Caro Diario, a sottolinmeare il bel clima che si sta creando ti voglio dire che oggi è statpo con noi per tutta l’ora in terza don Piervito Pepe, che il preside don Pasquale D’Angelo è venuto sia nel corso della lezione sia alla fine per fare la foto tutti assieme 3° e 4° e che ho consociuto anche don Antonio Pelle che ci ha fatto la foto e poi abbiamo coinvolto nel selfie finale. Sì, sono cose belle, aiutano a dare senso e significato alle piccole e meno piccole cose che facciamo, e ce n’è molto bisogno.

sales9a

29 Novembre 2019
Torna al diario

Caro Diario, se ti dicessi che è semplice ti direi una bugia, senza la prof. Betty Morvillo avrei dovuto già arrendermi e si fa fatica a fare uscire le/i ragazze/i dall’idea che la mia è l’ora di “lavoro ben fato, tecnologia e consapevolezza”, che c’è un lavoro da fare durante la settimana, che ci devono stare con la testa, con le mani e con il cuore, però si va avanti, e cominciano ad arrivare i primi, piccoli, importanti risultati.
Non ti voglio anticipare niente, ma per esempio abbiamo un nome sia per la bottega della 4° IT – FuoriClasse – che per la bottega della 3° IT – Onda 23 -, abbiamo una bozza di logo sia in quarta che in terza, e con l’aiuto di Sara Lubrano settimana prossima contiamo di definire anche questa parte, e stiamo iniziando a ideare le storie.
Dato che le cose sono veramente tante, oggi ti racconto la 4° IT e nei prossimi giorni, comunque non oltre lunedì, la 3° IT, anzi faccio di più, la quarta te la faccio raccontare dalla nostra inviata Claudia Petrone, che quello che leggi è tutta farina del suo sacco, con un mio lavoro di editing certo, ma quello ci vuole sempre, anche per le/i ragazze/i di Aula O e anche per me quando scrivo i miei libri, poi tieni presente che hanno 17 – 18 anni, tempo per crescere ce n’è tanto.

IL DIARIO DI CLAUDIA PETRONE

Giovedì 14 Novembre
Così come ogni giovedì da un paio di settimane, abbiamo incontrato il professor Vincenzo Moretti sociologo e narratore.
La lezione è durata circa un’ora, dalle 9:00 alle 10:00 e abbiamo parlato principalmente dello sviluppo dell’attività di classe, una prima idea è mettere su Bottega Fuoriclasse, un’agenzia di comunicazione e di produzione di contenuti.
Il prof. inaugura la lezione rivolgendosi agli alunni assenti alla lezione precedente, chiedendo loro che cosa amano fare nel tempo libero, uno dei ragazzi, Flavio, ha parlato del suo passatempo preferito ovvero aggiustare le “macchinine 50”.
Il prof. ci invita ad utilizzare la terminologia giusta per ogni concetto quindi è più opportuno utilizzare il termine autovettura, e rende più chiaro il concetto citando una scena di una commedia con Eduardo de Filippo, Ditegli sempre di sì.
Successivamente abbiamo iniziato a trovare un eventuale logo per il nostro progetto, noi ragazzi abbiamo proposto una serie di varianti e il prof. ci ha aiutato a produrre un logo allettante e soprattutto comprensibile, con la lavagna multimediale abbiamo provato a disegnarlo con diversi colori e grandezze.
Ho trovato interessante effettuare questa attività di “brain storming” perché si acquisisce il “sapere” attraverso il saper fare. Uno dei primi lavori da produrre nella nostra agenzia di comunicazione è la produzione di una serie televisiva da vendere a Netflix. Abbiamo iniziato a immaginare i protagonisti, i personaggi secondari e tutti i possibili e immaginabili intrecci per la produzione di una storia che attiri il più possibile il pubblico e soprattutto i giovani. Il professore conclude chiedendoci di inviargli un racconto della lezione vissuta.

Giovedì 21 Novembre
L’incontro con il professor Moretti ha avuto inizio visualizzando e correggendo i nostri racconti della lezione precedente. Vari sono stati i temi che abbiamo trattato, tra cui la diversità che è il valore che ciascuna di noi può apportare alla classe, e l’esempio del nostro amico Massimo Hui Min è calzato a pennello.
Successivamente il prof. ci ha chiesto di selezionare una persona a settimana che racconti quello che è avvenuto in classe durante la lezione passata.
Dopo abbiamo deciso di cambiare l’ambientazione della nostra serie visto che Flavio non era presente e quindi non svilupperemo più gli episodi nell’autorimessa ma nella nostra scuola. Noi studenti dovremmo proporre, entro martedì, il tema di alcuni episodi, il carattere, i personaggi e la sigla iniziale. Si pensava a una serie così strutturata: cinque episodi da tre minuti o tre episodi da cinque minuti o otto episodi da un minuto. Prima di concludere la lezione il prof. ci ha mostrato un prototipo di copione tratto dal libro Story di Robert Mckee. Infine abbiamo salutato il prof. promettendogli che avremmo assolto all’impegno preso.

Giovedì 28 Novembre 2019
Oggi con il prof. Moretti abbiamo iniziato a stabilire i punti fondamentali per la realizzazione del nostro “lavoro ben fatto”.
Per prima cosa il professore ci ha anticipato che la settimana prossima verrà con lui Sara Lubrano, una gioielleria artigianale laureata in economia che ha una bellissima storia umana e professionale che il prof. Ha raccontato sul suo blog. Sara ci aiuterà nella realizzazione del logo della Bottega Fuoriclasse.
Ciao detto abbiamo iniziato a pensare all’eventuale titolo della nostra serie, un o di noi, Giuseppe Giordano, ha citato una frase di una canzone a lui cara cioè “se ami dillo adesso”, il prof. ne approfitta rivisitando la frase e prendendo spunto dalla storia inventata da Massimo Hui Min durante la scorsa lezione, lancia nella discussione un nuovo titolo: “Se ti droghi dillo adesso”.
Un altro spunto per trovare il titolo più efficace è venuto fuori parlando di quando il prof. nel 2008 è tornato dal Giappone e ha scritto un libro con il figlio e lo hanno intitolato “Enakapata”, prendendo spunto “è ‘na capata”, un modo di dire molto usato dai ragazzi napoletani in quel periodo per indicare che un’azione, un oggetto, una situazione erano “fighi”.
Iniziamo così a elencare una valanga di termini usati attualmente da come: “fa o serio” oppure “faccio abbuso” e da qui nasce un nuovo ipotetico titolo, “Se fai abuso dillo adesso”.
Concludiamo il discorso sul titolo con la richiesta da parte del prof. di inviargli entro venerdì alle 13:00 un titolo composto e inventato interamente da noi.
Per ultimo iniziamo a ragionare sulla trama.
Simone, Hui Min ed Emanuela iniziano a parlare delle loro idee.
Il professore prima di tutto ci fa presente che in una storia devono coesistere sia il cattivo che il buono per attirare il pubblico e ci dice che è meglio un ambiente in cui ci sono dei limiti perché trasgredendoli si ha il 50% di possibilità in più di attirare il pubblico.
Iniziamo così a ipotizzare la storia pensando che il preside invii un robot o un cyborg in classe per avere informazioni su noi ragazzi ma il cyborg si innamora di Emanuela e non solo le confessa i suoi sentimenti ma rivela anche la sua identità. Emanuela nel frattempo intratteneva una relazione con un ragazzo che la portava su una cattiva strada.
Abbiamo iniziato a pensare in grande immaginando, nel caso in cui la serie acquisisca una certa fama, di produrre delle felpe.
La lezione termina con l’assegnazione da parte del professore di un compito per ognuno di noi: Giuseppe Giordano deve pensare a come il preside reagirebbe di fronte a una situazione come quella della storia; Flavio Piantino deve raccontare dell’organizzazione di gare clandestine con autovetture di cilindrata 50; Hui Min deve creare la figura del cattivo; Emanuela Cimmino deve parlare del suo problema amoroso che la costringe a scegliere fra il ragazzo e il cyborg; Giuseppe Carrino deve raccontare della figura del buono; Francesco Pensiero deve scrivere dei rapporti fra noi e per ultimo Gianluca Melucci deve scrivere qualche informazione sull’ambientazione e su cose che sono successe veramente in classe nostra. Il termine ultimo per l’invio è martedì sera alle 20:00.