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Gianluca che vuole disegnare per aiutare gli altri

Caro Diario, sperando nella compassione del grande Borges mi viene da dirti che debbo l’incontro con Gianluca Costantini alla congiunzione di uno speech e di una vignetta. Lo speech è quello che ho tenuto venerdì scorso al Campus Party, te l’ho raccontato qui, la vignetta è quella che mi sono ritrovato ieri disegnata da Gianluca per Lega Nerd.
Lo sai come mi prende in questi casi, dopo aver pubblicato la vignetta nel post con un paio di righe di accompagno ho cominciato a curiosare, e così ho scoperto di essere connesso a Gianluca sui social e gli ho scritto per ringraziarlo e per chiedergli se aveva piacere a inviarmi il link al suo sito o al suo blog, e lui mi ha postato quello del sito, aggiungendo che se volevo saperne di più avrai fatto bene a fare un giro sul suo account twitter.

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Come dici amico Diario? Certo che l’ho fatto il giro, e quello che ho visto mi è piaciuto assai, a partire dalla frase che ho trovato a destra in alto nella home: «Everything is art. Everything is political.»
Ti giuro che mi stavo già dicendo «quasi quasi chiedo a questo Gianluca se ha voglia di raccontarmi la sua storia quando mi vedo arrivare in chat due vignette e un messaggio: «Ciao Vincenzo, queste fanno parte di un lavoro del 2010 – CinquantaXCento, cinquanta matite per cento anni di CGIL – credo ti faccia piacere vederle.»
Tu cosa avresti fatto? Io ho fatto lo stesso, ho cliccato sulle due vignette, le ho aperte e mi sono ritrovato in compagnia di Giuseppe Di Vittorio. 
La mia mossa successiva la immagini già, ho chiesto a Gianluca se gli andava di raccontarsi per #lavorobenfatto e lui mi ha risposto «sarebbe bello! Molto.», che anche questa come risposta non è male.
E così abbiamo cominciato a scriverci e mi sono fatto raccontare un un po’ di cose. Ad esempio che ha 46 anni, che ha studiato Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e che attualmente è un freelance e insegna Arte del fumetto all’Accademia di Bologna e Applicazione digitale per le arti visive all’Accademia di Ravenna. Che alla voce musica ama David Sylvian, che il suo pittore preferito è Robert Rauschenberg, che il regista che gli piace più di tutti è Peter Greenaway e che va letteralmente pazzo lo scrittore William Burroughs. Detto di un po’ di quello che ama e di quello che fa, quello che è te lo dice lui, che è troppo forte: «sono un artista attivista che da anni combatte le sue battaglie attraverso il disegno.»

Quando mi ha risposto alla domanda sui lavori che ha fatto, anche quelli meno importanti, mi sono reso conto che la sua è una vita in disegno, e l’ho capito ancora meglio quando mi ha raccontato delle sue origini abbastanza povere. 
«Vincenzo – mi ha detto – madre casalinga e padre muratore. Ho studiato nella stessa città dove sono nato perché non avevo neanche i soldi per andare fuori città. Non ho avuto esempi di ispirazione in casa, i miei principali esempi sono stati gli altri artisti. Alla fine per fare arte ci vuole lavoro, molta esperienza e perfezione e anche molta audacia. E bisogna essere bravi a promuoversi. Però secondo me per fare un buon lavoro e quindi una buona arte, almeno per come la intendo io, bisogna collaborare con gli altri. Nella mia concezione dell’arte un artista solitario non è nessuno.»

Come dici amico Diario? Ti sembra un’affermazione un po’ troppo netta? Può darsi, ma è il suo punto di vista, e l’artista è tale anche perché va oltre, non è che Picasso quando diceva «io non mi evolvo, io sono» ci andasse troppo leggero. A proposito, non ti ho detto ancora che Gianluca ha pubblicato storie a fumetti su “Internazionale”, “Pagina99”, “D la Repubblica”, “Narcomafie” e “Corriere della Sera” in Italia, su “LeMan” in Turchia, sul “Courrier International” e “Le Monde Diplomatique” in Francia, su “World War Illustrated” negli Stati Uniti. Che collabora con i portali di informazione americani Words Without Borders e Muftah Magazine, con l’inglese The New Arab e l’olandese Drawing the Times, mentre in Italia con il Post, Focus e Graphic News. E che è riuscito – anche queste parole sue – a farsi oscurare dal governo turco e a indignare molti lettori francesi per un breve fumetto sulla storia dei terroristi di Charlie Hebdo.

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Sì, caro Diario, è un gran bel tipo Gianluca. E non è ancora finita, perché collabora attivamente con le organizzazioni ActionAid, Amnesty, Cesvi, ARCI e Oxfam; che i suoi  disegni sono diventati il racconto del HRW Film Festival di Londra, del FIFDH Festival dei diritti umani di Ginevra, Del Festival dei Diritti umani di Milano e del Festival di Internazionale a Ferrara; che dal 2016 accompagna con i disegni le attività di DiEM25 Democracy in Europe Movement 2025 il movimento fondato da Yanis Varoufakis e collabora attivamente on-line con l’artista Ai Weiwei; che nel 2017 è stato candidato al European Citizenship Awards; che i suoi ultimi libri sono Diario segreto di Pasolini, Pertini fra le nuvole, Arrivederci Berlinguer, Cena con Gramsci, Julian Assange dall’etica hacker a Wikileaks per le Edizioni Becco Giallo e Cattive abitudini, L’ammaestratore di Istanbul e Bronson Drawings per GIUDA edizioni, Officina del macello per Eris Edizioni e Le cicatrici tra i miei denti per NdA.

Come dici amico mio? Il nostro amico disegnatore lavora 24 ore al giorno? A suo dire no, leggi cosa mi ha risposto quando gli ho chiesto di raccontarmi una sua giornata tipo:
«Mi definisco un operaio dell’arte. Lavoro solitamente 8 ore al giorno. Mattina e pomeriggio, non lavoro mai alla sera. Faccio questo ormai da 20 anni. In questi ultimi anni il mio lavoro principale sono i diritti umani. Voglio lavorare per aiutare gli altri. Per farlo uso il disegno e pubblico su twitter tutti i giorni disegni che gli altri possono utilizzare. Poi, dopo, ci sono i clienti: editori, festival, gallerie e organizzazioni per cui lavoro e per cui sono pagato.»

Ecco, mi fermo qui. Non ti nascondo un pizzico di emozione amico mio, dopo oltre 3 anni e più di 250 storie è la prima volta che pubblico la storia di una persona che di fatto non conosco, fidandomi esclusivamente del mio istinto. Diciamo che con la storia di Gianluca è stato amore a prima vista, penso di aver fatto bene a innamorarmi, che poi quando è così Cinzia non si arrabbia. Tu comunque leggila, e poi fammi sapere cosa ne pensi. A presto.

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