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Raffaele, le foto e il mare

Caro Diario, oggi ti racconto Raffaele Franzese, 22 anni, una laurea in arrivo in Autunno all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Raffaele l’ho incontrato per la prima volta per genio e per caso, poco meno di un mese fa, a Poggiomarino, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Cgil. Io venivo da Castel San Giorgio, dove avevo partecipato alla cerimonia in onore di Mastro Antonio Zambrano, che a 94 anni è diventato Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”; lui – ho scoperto dopo –  era lì come fotografo e video maker della giornata di incontri sul territorio organizzata dalla Flai Cgil – il sindacato dell’agroindustria – tra Scampia, Rione Sanità, Afragola e, per l’appunto, Poggiomarino. La serendipity ha voluto che facessimo una buona parte del viaggio di ritorno assieme e così ho avuto modo di scoprire un po’ di cose di lui che mi hanno prima incuriosito e poi convinto a raccontarlo.
Come dici amico Diario? Che cosa ha Raffaele di così interessante? Innanzitutto educazione, ironia e franchezza. E potrei aggiungere ho detto tutto, citando il grande Peppino De Filippo e il mitico Totò, Peppino e … la malafemmina. Perché si, se nell’impasto con cui veniamo fatti ci fossero ogni volta queste tre caratteristiche il mondo sarebbe decisamente migliore, nel senso di più disponibile, più onesto, più leggero. A proposito di leggerezza quando ho chiesto a Raffaele quali sono i due ultimi libri che ha letto mi ha risposto Il barone rampante di Italo Calvino e I racconti della camera oscura curato da Walter Guadagnini. Alla domanda sui tre film che in assoluto gli piacciono di più la risposta invece è stata I sogni segreti di Walter Mitty, The Blind Side e l’intera serie di Star Wars. 
Altre cose che è utile tu sappia per inquadrare nel modo migliore Raffaele è che è un’ottima forchetta – il suo piatto preferito è la pasta al pesto – e invece non gli piacciono i funghi e tutto ciò che a essi è correlato.

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Alla voce “mi piace” il suo più grande amore è però la fotografia. «Vincenzo – mi ha detto – pensa che ho iniziato a fotografare che avevo cinque anni. Me la ricordo ancora la mia prima macchina fotografica, era della “Chicco”, di colore mimetico, rigorosamente a pellicola. Sì, direi che  da lì è iniziata la mia passione, che ancora oggi porto avanti, sia nello studio che  nel lavoro. Un’altra cosa che amo molto è il nuoto. Quando sono in acqua il mondo attorno diventa muto. Non ti dico cosa succede quando riesco a combinare la fotografia con il mare, è come un’esplosione interiore. Ah, prima di andare avanti ti devo dire un’altra cosa, ci tengo che tu la scriva, è che di tutte le cose che ti ho detto e che ti dirò non avrei potuta farne nessuna senza l’aiuto e il supporto dei miei genitori, della mia famiglia.»
«Promesso, lo scrivo. E alla voce non mi piace?»
«Non sopporto i lavori ripetitivi e monotoni. E chi offende l’arte e le bellezze naturali. È incredibile, siamo il Paese che detiene l’80% della cultura mondiale e sembra quasi che non ce ne vogliamo accorgere. Altre cose che di sicuro non digerisco sono la maleducazione, la disinformazione, le persone che ostentano un sapere che in realtà non hanno. Scusami, ti posso chiedere una cosa avanti?»
«Dimmi?»
«Ma sei sicuro che tutto questo possa interessare i tuoi lettori?»
«Sono sicuro, tranquillo, raccontami piuttosto dei lavori che hai fatto e che fai.»

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«In genere ho svolto lavori inerenti alla mia passione. Ad esempio ho collaborato e collaboro con diversi fotografi per tutti i tipi di cerimonie. Inoltre, grazie al mio percorso di studi, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, corso di Fotografia e Cinema, ho avuto la possibilità di lavorare su diversi set cinematografici, ricoprendo molteplici ruoli e conoscendo anche molte persone che mi hanno insegnato tanto e svelato qualche piccolo segreto del mestiere. Grazie a tutto questo, ho avuto la possibilità di poter realizzare anche diversi lavori personali, realizzati con grande sacrificio e determinazione. Per farti qualche esempio ho lavorato sul set di “Innamorati di me” di Nicola Prosatore, anche se solo per pochi giorni; ho lavorato su tantissimi cortometraggi e spot pubblicitari; ho partecipato anche alla realizzazione di una web series, si chiama «Fuori sede», è uscito da poco il nuovo trailer.

«Cosa fai concretamente tu nell’ambito di questi lavori?»
«Dipende. Se vengo preso come macchinista il mio compito è quello di preparare il set attraverso il montaggio di tutte le attrezzature che servono in quel momento per la scena come ad esempio montare un carrello con camera dolly, preparare la macchina con gli obiettivi ecc.; come elettricista ho invece il compito di montare le diverse tipologie di luci sulla base delle indicazioni del direttore della fotografia; come direttore della fotografia, che nella mia esperienza spesso è anche operatore sono quello che insieme al regista decide le diverse inquadrature, così poi da poter creare il set-up con le diverse tipologie di luci. In questo periodo sto partecipando anche alla realizzazione di una serie di videoclip musicali. Insomma faccio esperienza a 360 gradi, imparo e metto da parte, penso che tutto questo mi possa aiutare a trovare la mia strada.»

«Lo penso anche io Raffaele. Un’ultima cosa, mi dici con una frase, un pensiero, una citazione, quello che preferisci, che cos’è per te il lavoro?
«Per me il lavoro è innanzitutto dignità. È la possibilità di affermare me stesso. Confucio ha scritto Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita. Ecco, a differenza di tantissime altre persone, io ho la possibilità e la fortuna di fare dello studio il mio lavoro, ed è una fortuna e una possibilità che non voglio farmi scappare. Lo so, il cammino è lungo, la mia è una strada che ho appena intrapreso, mi aspetta una lunga salita. Però sono determinato ad arrivare fino in cima e ti dico la verità Vincenzo, spero proprio di farcela.»

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