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Mamma Teresa e la spada nella roccia

Il sito del I. C. 83 Porchiano Bordiga
A scuola di lavoro ben fatto, di tecnologia e di consapevolezza
Il diario di bordo della Prima A e della Prima E
La storia delle letterine della Prima E

Caro Diario, questa storia nasce dall’immaginazione delle bambine e dai bambini della Prima A. Come sai, le storie sono importanti. In generale perché «Le storie aiutano la comprensione, perché integrano quello che si sa di un evento con quello che è ipotizzato, suggeriscono un ordine causale tra eventi che in origine sono percepiti come non interconnessi» [Karl E. Weick]. Perché «Le storie che raccontiamo alla fine si prendono cura di noi. A volte una persona per sopravvivere ha bisogno di una storia più ancora che di cibo. Ecco perché inseriamo queste storie nella memoria gli uni degli altri. È il nostro modo di prenderci cura di noi stessi» [Barry Lopez]. E perché «Un racconto non è solo un semplice susseguirsi di eventi, ma dà forma al trascorrere del tempo, indica cause, segnala conseguenze possibili» [Richard Sennett]. Nel caso specifico perché le idee e le indicazioni che puoi leggere di seguito e dalle quali siamo partiti per scrivere la storia di mamma Teresa e della spada nella roccia sono venute tutte ma proprio tutte dalle bimbe e dai bimbi. Buona lettura.

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Le idee delle bimbe e dei bimbi
1. La protagonista della storia è una mamma che deve tirare fuori una spada dalla roccia.
2. Gli alleati della mamma sono i genitori, un’amica e il Bianconiglio.
3. I nemici della mamma sono il marito, il figlio e il Drago.
4. Il marito è un nemico perché è maschio e perché ha paura che si fa male. Ha un arco.
5. Il figlio è un nemico perché se la mamma deve estrarre la spada ha meno tempo per prendersi cura di lui e la sua arma è una sega elettrica.
6. Il nonno e la nonna sono a favore della mamma perché sono i genitori.
7. L’amica è a favore della mamma perché è amica. Per aiutarla ha una bacchetta magica.
8. La roccia con la spada può stare sopra una montagna, vicino a una palude, nella piazza dove sta una chiesa.
9. La mamma deve vivere in una città diversa da quella dove stanno la roccia e la spada perché prima di arrivare alla spada deve fare un viaggio durante il quale incontra l’amica.
10. Il Bianconiglio deve fare una magia per far diventare bravi il padre e il figlio che così si alleano con la mamma e tutta la famiglia si riunisce.
11. Quando la mamma estrae la spada deve stare in silenzio perché così è più concentrata.
12. Per uccidere il drago che è molto potente ci vuole per forza la spada.

La storia: Mamma Teresa e la spada nella roccia
Quella mattina mamma Teresa si svegliò convinta che era il momento di agire. Era trascorso ormai un mese da quando aveva fatto quello strano sogno in cui affrontava un drago e cercava di tirare fuori una spada dalla roccia, e poi una settimana prima quella notizia incredibile dal telegiornale: «In un lontano paese si era aperto un varco tra il mondo delle fiabe e il mondo della realtà e nei pressi della grande chiesa sulla montagna era apparsa una roccia con la spada che bisognava estrarre per chiudere la porta tra i due mondi».

«Sembra di vivere nel mondo di Space Jam, il film che abbiamo rivisto con il piccolo Salvatore», pensò mamma Teresa. «Non capisco bene perché, ma sento che debbo partire.»
A colazione parlò della sua decisione con il marito Antonio e con il piccolo Salvatore, che aveva appena compiuto 10 anni, e disse loro che le dispiaceva molto partire, che sarebbe stata lontana di casa per più di 2 mesi, ma che non poteva fare a meno di farlo, il sogno che aveva fatto voleva dire proprio che doveva partire per andare in quel paese lontano e tirare fuori la spada dalla roccia.»
«Tu dovresti fare tutto questo?» disse furioso il marito Antonio. «Ma se sono già andati gli uomini più forti del mondo e non ci sono riusciti, come pensi di farlo tu?»
«Non lo so», rispose mamma Teresa. «So soltanto che devo andare.»
«E a noi chi ci cucina?», disse il piccolo Salvatore. «E chi stira e tiene pulita la casa?», aggiunse il marito Antonio.

Mamma Teresa si dispiacque molto per il fatto che per prima cosa il marito e il figlio si erano preoccupati di loro stessi e non di lei, che aveva da fare un viaggio in un paese lontano e doveva affrontare un potente drago, a un certo punto pianse anche un po’, però poi se ne fece una ragione e decise che avrebbe chiesto aiuto ai suoi genitori, che loro sicuramente non glielo avrebbero negato.
Si era messa in viaggio da appena qualche giorno quando attraversando la foresta incontrò l’amica più fidata. Fu un incontro molto commovente, le due amiche si abbracciarono forte e quando mamma Teresa le raccontò la sua storia l’amica più fidata le disse immediatamente che l’avrebbe aiutata.
«Guarda, venendo qui ho trovato tra i cespugli una bacchetta magica. Si vede che il varco tra il mondo delle fiabe e il mondo reale si sta allargando sempre di più», aggiunse, «meglio non perdere tempo, la bacchetta magica quando verrà il momento ci potrà essere di grande aiuto».
«Proprio così» disse una vocina alle loro spalle.
«Chi è che parla?» gridarono spaventati i genitori di mamma Teresa.
«Non abbiate paura, sono io» disse ancora la vocina.
«Io chi?» chiese allora con voce ferma mamma Teresa.
«Io, il Bianconiglio, vengo dal mondo delle fiabe e sono qui per aiutarvi».
Fu allora che mamma Teresa, i suoi genitori e l’amica più fidata volsero gli occhi verso il basso e lo videro, e furono felici, perché con la bacchetta magica e Bianconiglio la loro impresa sembrava decisamente meno disperata.

Purtroppo però a casa di mamma Teresa le cose non andavano altrettanto bene. Il marito Antonio e il piccolo Salvatore erano molto arrabbiati, un po’ perché temevano che mamma Teresa potesse farsi male, un po’ tanto perché si sentivano abbandonati, non c’era più chi ogni giorno si prendeva cura di loro, e insomma cominciarono a urlare e a chiedere aiuto.
«E poi», gridava il marito Antonio, «lei è una donna, come può riuscire a compiere un’impresa che neanche gli uomini più forti hanno saputo portare a termine. Il compito delle donne è stare a casa, pulire, stirare, non andare per il mondo a tirare spade dalla roccia e a combattere contro ai draghi.»
«È vero, è vero», ripeteva il piccolo Salvatore, e strillava, e implorava aiuto perché non trovava i calzini.
«Sì, è vero», ripeté una voce forte e profonda come un tuono.
«Chi è che parla?» dissero tremanti il marito Antonio e il piccolo Salvatore.
«Sono io, il Drago», disse la voce. «Se venite con me vi prometto che non faccio del male a mamma Teresa e ve la potete riportare a casa. A me interessa solo che non tiri fuori la spada dalla roccia così tutti i personaggi del mondo delle fiabe possono venire in questo mondo.»
«Sicuro che potremo riportare a casa mamma sana e salva?» chiese il piccolo Salvatore.
«Sicuro», rispose dicendo una bugia il Drago. «Forza, saltate in groppa, e prendete queste armi che vi serviranno, un arco per te marito Antonio e una sega elettrica per il piccolo Salvatore.»

Occorsero quasi quattro settimane prima che mamma Teresa, i suoi genitori e l’amica più fidata arrivassero alla chiesa sulla montagna; bastò uno sgyardo e si accorsero che il drago – che era stato più veloce perché volava – era di guardia insieme al marito Antonio e al piccolo Salvatore, che durante il volo, in seguito a un incantesimo del drago, eranono diventati molto cattivi.

«Non posso combattere contro mio marito e mio figlio» urlò disperata mamma Teresa.
«Non ti preoccupare, questa parte qui è facile» disse Bianconiglio. «Io e la tua amica del cuore con la bacchetta magica li libereremo dall’incantesimo, diventeranno nostri alleati e se ne occuperanno i tuoi genitori. Purtroppo contro il Drago puoi combattere solo tu. Non puoi ucciderlo, però se riesci a tirare fuori la spada lui sparirà.»
«Ma così sparirai anche tu, pure tu vieni dal mondo delle fiabe» disse dispiaciuta Mamma Teresa.
«Si, e spariranno anche la bacchetta magica, e l’arco, e la sega elettrica e tutto quello che è arrivato qui dall’altro mondo» disse Bianconiglio. «Però di questo non ti preoccupare, è giusto così. Tu piuttosto ricordati che mentre estrai la spada devi stare in silenzio così sei più concentrata».
«Va bene» disse allora mamma Teresa mentre cercava di avvicinarsi alla spada e Bianconiglio e l’amica del cuore confondevano il Drago con i loro incantesimi e la bacchetta magica.

Con un ultimo balzo Mamma Teresa impugnò la spada e fece per tirarla fuori ma non ce la fece, e allora il Drago cominciò a ridere e allungò la sua zampa verso il piccolo Salvatore e lo graffiò con le sue lunghe unghie sul naso, che per fortuna i nonni lo avevano immediatamente protetto con i loro corpi.
Il piccolo Salvatore piangeva, e il sangue dal naso gli colava sulla bocca e sul mento, e allora mamma Teresa raccolse tutte le sue forze, si concentrò al massimo, impugnò la spada e grazie all’amore di mamma riuscì a tirarla fuori dalla roccia.

La mattina dopo, mentre stavano in cucina per la colazione, Mamma Teresa abbracciò forte il marito Antonio e il piccolo Salvatore e disse «amori miei, che strano sogno che ho fatto stanotte, pensate che ero partita per un lungo viaggio perché dovevo tirare fuori una spada dalla roccia e liberare il nostro mondo dal Drago cattivo. Pensate che voi …»
«Teresa, è tardi, tra poco devi essere a scuola», disse allora con dolcezza il marito Antonio.
«Caspita, hai ragione, per oggi ho assegnato anche il compito di matematica» disse mamma Teresa mentre infilava la giacca. «Va bene, adesso corro in classe, vuol dire che il mio sogno ve lo racconto stasera. Mi raccomando, piccolo Salvatore, non dimenticare di mettere la merenda nella cartella prima di andare a scuola.»

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E non finisce qui
Naturalmente come è giusto che sia anche nel nostro piccolo cantiere delle idee i lavori sono sempre in corso. Ad esempio ieri la maestra Assunta ha stampato la storia, l’ha letta, l’ha spiegata e l’ha analizzata insieme alla classe, poi ha scritto alla lavagna in stampatello (lo vedi nella prima foto, dove però c’è la maestra Amalia, che noi siamo davvero una bella squadra) e ha letto insieme alle bimbe e ai bimbi le caratteristiche principali della storia e infine ha chiesto loro di disegnarla (uno dei disegni lo puoi vedere qui sopra, gli altri arriveranno presto). Poi quando siamo arrivati io e Irene abbiamo visto i diegni, abbiamo parlato delle storie e della loro importanza, e sono venute fuori un bel po’ di altre cose interessanti, come puoi scoprire leggendo qui (a proposito, l’idea di tenere assieme fiaba e realtà è piaciuta alle bimbe e ai bimbi, che del resto conoscevano già storie con queste caratteristiche, provenienti ad esempio dal mondo dei cartoni animati).  Poi ogni bimba/o ha parlato della sua favola preferita, ha detto con quali personaggi le/gli piacerebbe riassumerla in un disegno e, per esempio, una bimba ha detto che nel caso di Biancaneve nel suo disegno lei ci metterebbe i sette nani, la mela e la strega cattiva. A proposito della mela, ci siamo chiesti anche perché è sempre lei a fare la parte del frutto che crea problemi, e allora un bimbo ha proposto nella prossima favola di sostituirla con l’albicocca, che a noi è sembrata una buona idea, e insomma se stai per scrivere una favola e ti serve un frutto per avvelenare qualcuno non ti dimenticare di questo suggerimento.
Ecco, io per adesso mi fermerei qui, ma le maestre e le/i bimbe/ non si fermano, come puoi leggere cliccando qui. No amico Diario, non è la nuova edizione de La storia infinita, è la storia di Mamma Teresa che diventa sempre più bella, e più ricca, e più piena di cose. A presto.