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Andrea e la startup del lavoro ideale

La storia di Andrea comincia con Jessica, che ho conosciuto a TEDx Roncade grazie a Stefano, come ho raccontato qui, ma forse è meglio che riparto daccapo che altrimenti non si capisce nulla. Dicevo che la storia di Andrea comincia con Jessica che qualche giorno fa mi invia questa mail: «Buongiorno Vincenzo, ti scrivo per proporti la storia di Andrea De Spirt, che tre anni fa ha creato Jobyourlife, una startup che ha come obiettivo quello di aiutare le persone a trovare il loro lavoro ideale.» Sorrido. Penso che in questa nostra bella Italia già aiutare le persone a trovare un lavoro è un’impresa, aiutarli a trovare quello ideale è un sogno, però poi mi faccio serio e mi sgrido da solo: «ma come – mi dico – ai tuoi studenti la testa gliela hai fatta come un pallone a furia di ripetere che tutti hanno il diritto di provare a fare il lavoro che amano, quello per il quale hanno studiato, quello che veramente desiderano, e adesso che c’è un ragazzo di 26 anni che ha messo in piedi un’impresa che punta a connettere imprese e lavoratori proprio a partire da lì ti metti a fare lo scettico?». 
Resto sul punto. E penso che se tutto questo funziona davvero è bello assai e però ho un’altro problema, che poi non è un problema ma una scelta, nel senso che io racconto persone, non faccio storytelling aziendale, e così lo scrivo a Jessica, che mi risponde che lei proprio per questo me l’ha segnalata questa storia, perché di Andrea come persona si sa poco dato che i media hanno parlato quasi sempre della sua creatura (è finita pure su Forbes) e quasi mai di lui.
 Voi che avreste fatto? Io ho deciso di contattare Andrea per conoscerlo un po’ di più, di iscrivermi a Jobyourlife per capire un po’ di più della sua impresa e di curiosare (con l’aiuto di Jessica) sul web per saperne di più su di lui e sulla sua impresa. Alla fine l’uomo del lavoro ben fatto ha detto si e la storia di Andrea la potete leggere di seguito, virgolettata come faccio quando una cosa mi piace così tanto che non ho ragione di metterci le mani. Buona lettura.

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«Ciao Vincenzo, sono Andrea De Spirt e sono nato e cresciuto a Venezia,  città dove a scuola o ci vai a piedi o in barca e alle dieci di sera senti già quel silenzio fatto di passi e acqua. La mia più grande passione, da quando ho 12 anni, sono l’illusionismo e la letteratura (un giorno se ci vediamo ti faccio qualche trucco). Leggo romanzi e libri di illusionismo a centinaia, è così da sempre, a scuola mi nascondevo dietro la cartella durante le lezioni, ragione per cui mi sono fatto una mia cultura personale. Non so dirti se tutto questo sia giusto o sbagliato, però sono contento di averlo fatto. Le mie pagelle un po’ meno, ma in fondo questo è un dettaglio. Passavo dai romanzi appunto, alle biografie, a libri scientifici come Godel, Escher, Bach, o di filosofia e, ovviamente, di illusionismo, manipolazione delle carte o cose del genere. Mi sento di dire che questo approccio mi ha aiutato moltissimo nel lavoro, di certo mi ha aiutato a pensare in maniera diversa, obliqua direi. Finita la scuola, a diciannove anni – incredibilmente non sono mai stato bocciato – ho deciso di partire per New York. Volevo imparare l’inglese e vivere un’esperienza diversa, l’ho potuto fare anche grazie al supporto della famiglia, da solo obiettivamente non ce l’avrei fatta, ma ci ho messo anche molto di mio. Negli Usa ho studiato inglese in una scuola, ho lavorato come cameriere e mi sono guadagnato qualche dollaro anche facendo spettacolini di magia alle feste per bambini. Tutto questo senza smettere di leggere e scrivere molto. Dopo un anno sono tornato in Italia per iscrivermi a Filosofia alla statale di Milano. Mi sembrava la cosa più adeguata anche se passavo le giornate a leggere, scrivere e fare giochi di magia. Durante gli studi mi ero appassionato alle tematiche del lavoro, non in senso stretto, su come le persone potevano valorizzare loro stessi, e leggevo molto a riguardo. E’ così che mi viene in mente un progetto, che non è ancora Jobyourlife, si chiamava in un altro modo. Naturalmente voglio realizzarlo e dunque mi metto all’opera, ma scopro che la cosa più difficile è trovare programmatori che mi aiutino. La domanda mi viene spontanea: ma perché non esiste una piattaforma che geolocalizza le competenze delle persone e in pochi secondi trovo chi mi serve dove mi serve? Fatta la domanda cambio direzione e metto le basi per quello che è adesso Jobyourlife. Investo qualche soldo che avevo messo da parte e affitto un primo ufficetto in China Town a Milano insieme al programmatore che avevo trovato e al mio coinquilino. Facciamo una prima versione, lanciamo il servizio, ma le cose non vanno sempre per il meglio all’inizio e i due mollano. Mi ritrovo da solo. Con fatica raccolgo il primo mezzo milione e ricostruisco il team insieme a Lorenzo Mecocci, HR manager con grande esperienza e Pietro Stracquadanio, CTO. Se all’inizio alla piattaforma erano iscritti i nostri amici oggi Jobyourlife conta quasi 700mila utenti, una crescita di circa 2000 persone al giorno, più di 2000 aziende che ci utilizzano e 25 persone che ci lavorano.
Cosa posso aggiungere ancora, Vincenzo? Che sono appassionato di Billy Wilder, Woody Allen e Werner Herzog e se devo scegliere un loro film ti dico, nell’ordine, “L’appartamento”; “Io e Annie”; “Fitzaccaraldo”. Che amo Netflix e le serie tv. Che nasco da una famiglia di imprenditori e fare l’imprenditore è un lavoro che mi piace e sento mio. Ho dovuto imparare tanto e in fretta, business plan, strategie, marketing, ma sono veramente appassionato di quello che faccio e Jobyourlife per me è una missione prima ancora che una azienda. Quello che mi interessa è creare, che sia un’impresa, una “magia”, un libro o tutto il resto: mi interessa l’atto della creazione. E’ per questo che nella mia vita voglio continuare a creare, in qualunque forma possibile».
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