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Alessia Cerantola. Professione Reporter

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Si, in fondo ha ragione lei, per me scrivere vuol dire cercare l’anima, nel senso di daimon, streppegna, delle persone, delle idee, delle cose che racconto, e quando penso di essere riuscito a catturarla sono felice. Ebbene si, la sua anima me la sono sempre immaginata bianca con un punto rosso in centro, proprio come la bandiera del Giappone, che poi in fondo è stato proprio il Giappone che ci ha fatto incontrare, ma questo ve lo racconto dopo, che prima vi devo dire di Radio Bullets, l’ultima nata, anzi ve lo faccio dire da lei, da Barbara Schiavulli e da tutto il resto della band, che così viene meglio: «Radio Bullets è partita il 20 Novembre ed è un notiziario quotidiano via web fatto di brevi informazioni, storie e rubriche sull’estero, podcast condivisibili, riutilizzabili e integrabili ogni giorno, anche come accompagnamento sonoro alle notizie scritte. L’obiettivo è quello di aiutare chi ascolta ad avere un’idea più puntuale di che cosa succede fuori dai nostri confini e quindi a capire meglio l’Italia. Proprio così, notizie lanciate come proiettili per incuriosire e ridare spazio, anche grazie agli approfondimenti settimanali, agli esteri, fanalino di coda dell’interesse degli editori.»
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Come dite? Non vi ho detto ancora chi è lei? Eccola, non andate di fretta, lei  è Alessia Cerantola, nipponista, Adjunct Researcher alla Waseda University. E poi ancora giornalista, componente del Japanese team of the Panama Papers, Transatlantic Media Fellow presso CSIS Transatlantic Media Network, Co-Founder e Reporter presso Radio Bullets, cofounder di IRPI, il primo esempio di giornalismo investigativo in Italia, premiata nel 2012 con il “Press Freedom Award” da Reporter senza frontiere Austria per l’inchiesta pubblicata nel 2011 sul “College of journalism” della BBC “per avere fatto conoscere all’Europa le condizioni di sfruttamento in cui lavorano i freelance italiani da collaboratori fissi, pagati 2, 4, 8 euro ad articolo”.

Detto che per saperne di più sul bellissimo progetto dal quale nasce IRPI  (Investigative Reporting Project Italy) potete leggere qui, aggiungo che gli otto fondatori si occupano di giornalismo d’inchiesta sia a livello locale che transnazionale, lavorano a progetti multimedia e web, offrono servizio di fixing per giornalisti e media stranieri che cercano supporto in Italia.

Tornando ad Alessia, che come sapete qui a #lavorobenfatto i protagonisti sono sempre le persone,  come vi ho detto all’inizio, il Giappone è per lei il filo rosso della sua vita e del suo lavoro. Non ci credete? E allora leggete qua:
“Quando ho deciso con altri colleghi italiani di fondare IRPI l’ho fatto per approfondire le tecniche di giornalismo investigativo e far luce su alcuni problemi del nostro paese, ma anche per utilizzare questi strumenti e raccontare in modo diverso il Giappone. In parte, con il progetto presentato il 23 novembre alla prima conferenza asiatica di giornalismo investigativo, a Manila, a nome di IRPI e assieme a un collega giapponese, Masayuki Hatta, sto cercando esattamente di tenere insieme la mia passione per il Giappone e il genere dell’inchiesta. Stiamo infatti lavorando assieme, tra Italia e Giappone, per creare la prima piattaforma di leaking, per delatori, anche nel paese del Sol levante, portando e condividendo la nostra esperienza italiana di IRPILEAKS  ed EXPOLEAKS, la prima piattaforma web indipendente di whistleblowing anonimo nata per raccogliere segnalazioni su episodi di corruzione legati alla realizzazione di Expo 2015.
Lo stesso vale per Radio Bullets, che è per me l’occasione di condividere, anche via voce, le prime notizie che leggo il mattino: partendo appunto dall’Estremo oriente. E rischiando di non sapere cosa mi è successo dietro casa, quando sono in Italia. La puntata in cui ci presentiamo con due brevi audio editoriali si può ascoltare qui

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Ecco, potrei dire che è tutto e invece è quasi tutto, perché non vi ho detto ancora che Alessia io l’ho incrociata anni fa a Torino grazie al comune amico Giorgio Fontana che l’aveva invitata alla presentazione di Enakapata assieme alla mitica Anna Masera.
Volete sapere il sottotitolo del volume scritto per Ediesse assieme a mio figlio Luca? Storie di strade e di scienza da Secondigliano a Tokyo. Come dite? Solo due napoletani potevamo mettere assieme Secondigliano e Tokyo? Può essere, ma chi conosce il libro sa che è stato un azzardo, non un arbitrio.
Ecco, adesso si che posso scrivere la parola fine, anzi no, perché prima vi devo dire che io già lo sapevo ma parlando con Alessia me ne sono convinto ancora di più: l’Italia diventa più adulta solo se guarda meno a se stessa e guarda di più, molto di più, al mondo. Fine.

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