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L’Osteria di Angelo

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Osteria L’Antica Torre, Picerno,  Potenza. Domenica 10 Agosto.
Questa storia inizia con Graziana che anche se lo scopriamo dopo che si chiama così ci chiede se vogliamo l’antipasto e con noi che rispondiamo di no, che bisogna che rimaniamo leggeri, che manca poco alle 2 p.m. della prima giornata davvero calda d’agosto, che abbiamo ancora quasi 3 ore di viaggio da fare prima di arrivare a casa.
Quello che viene dopo sono invece gli occhi e il sorriso luminoso di Angelo De Meo, l’oste, che anche se lo scopriamo dopo che è il papà di Graziana, ci porta un bel piatto di prosciutto, salame, capocollo, soppressata e ci dice che Picerno è la città dei salumi, che non si può andare via senza assaggiarli, che quelli che stiamo per mangiare sono tutti prodotti genuini, che gli strascinati al sugo con il cacio ricotta li possiamo mangiare anche dopo perché tanto non succede niente.
Dite che potevamo desistere? Certo che sì, ma non lo abbiamo fatto, e così finito lo squisito antipasto, abbiamo mangiato la pasta (io), la parmigiana e le zucchine (lei), mezza salsiccia e mezza polpetta ciascuno che anche se pure quelli non li avevamo mica chiesti che cosa importa, e poi la torta con la crema di limone che era così buona che abbiamo fatto un mezzo bis, nel senso di una fetta in due, per essere precisi due terzi a me che sono assai più grosso e un terzo a lei.
Dite che abbiamo fatto bene? Certo che sì, direi benissimo, al punto che dopo aver chiesto il conto, e pagato, 30 euro, ho deciso di farlo, nel senso  di farmi raccontare la storia di Angelo e della sua Osteria, anzi della loro, dato che assieme a lui e alla figlia, Graziana, ci lavora anche la moglie, Angiola Laurino.
Dite che in realtà l’avevo deciso già da prima? Certo che sì, è stato quando  ho incontrato la faccia di Angelo, perché se c’hai l’occhio almeno un  po’ allenato te ne accorgi subito quando una persone le sue rughe se l’è guadagnate tutte, una a una.
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La giornata di Angelo inizia ogni mattina, sabato compreso, alle 5 a.m., che alle 6 in punto comincia il suo lavoro-lavoro, quello di responsabile del servizio di nettezza urbana che la cooperativa di cui è presidente gestisce per conto del Comune. Alle 11 il lavoro lavoro finisce, e comincia il lavoro-passione, il lavoro di una vita, quello di oste.
Perché si, Angelo ha cominciato che era bambino, come aiutante della mamma, cuoca a domicilio, che cinquant’anni fa non tutti potevano permettersi il ristorante e allora lei andava nelle case e cucinava per battesimi, cresime, richieste di matrimonio, matrimoni in piena regola, e Angelo con lei, che apparecchiava, aiutava portare in tavola, lavava i piatti.
Diventato più grande ha cominciato a girare per l’Italia come cuoco per le Feste de l’Unità, che al tempo erano tante e affollate, prima con la madre e poi anche da solo, portando sempre con sé le tradizioni e i prodotti tipici di Picerno.
Perché non ve l’ho detto, ma nella cucina di Angelo trovate solo prodotti tipici e piatti antichi, frutto del grande patrimonio di ricette che gli ha lasciato sua madre e dell’appassionato lavoro di ricerca che lui continua a portare avanti, dell’amore per le cose buone della sua terra che non lo abbandona mai, anche quando lo chiamano per una festa, per un catering, per una cerimonia privata.
Quando gli ho chiesto cos’è per te il lavoro mi ha risposto che è passione, è ricerca, è anche invenzione, perché ogni giorno puoi arricchire le tue ricette con un’idea nuova, aggiungendo un particolare, una variazione sul tema, che la tradizione la puoi rispettare anche così, rinnovandola, sempre utilizzando ingredienti della qualità giusta.
picerno9a Quando gli ho chiesto una ricetta mi ha detto “scrivi questa, si chiama torretta di scialatielli con scaglie di baccalà e peperoni cruschi (peperoni croccanti, prodotto tipico lucano) un piatto a cui sono particolarmente affezionato”.
E voi, avete preso carta e penna, smartphone, tablet o quello che vi pare? E allora scrivete.
Ingredienti:
scialatielli, olio, aglio, sale, peperoni, baccalà, patata.
Preparazione:
lessare una patata;
far cuocere gli scialatielli e poi metterli in un colino per farli asciugare;
mettere olio e aglio in un pentolino a parte, portare l’olio in ebollizione e immergerci per qualche istante i peperoni in maniera tale da farli diventare cruschi;
togliere i peperoni dal fuoco e aggiungere le scaglie di baccalà;
mettere la patata lessa in un piatto aggiungere un po’ dell’olio dei peperoni e lavorarla fino a farla diventare una crema;
unire scialatielli, olio e baccalà e poggiarli a mo’ di torre sul fondo di patate;
aggiungere in cima alla torre i peperoni cruschi;
coprire il tutto con una abbondante grattata di cacio ricotta e servire in tavola.
Buon appetito.
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