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Luigi che fa le merende

Luigi Cozzella lo potete incontrare ogni mattina poco dopo le 6 al Bar Luciano, ci potete prendere un caffè e potete parlare anche di pallone, pure se lui è tifoso del Milan e non del Napoli, non fa niente, primo perché ha un carattere mite e non è mai prepotente, secondo perché di questi tempi in un bar frequentato, com’è normale che sia, soprattuto da napoletani il problema ce l’hai se sei juventino, se sei della Roma e se dici anche una sola parola a favore Higuain.
Al Bar Luciano lo incontro pure io da qualche anno, che quasi sempre è quella l’ora della prima colazione, che si sa come vanno queste cose, il primo giorno due chiacchiere, il secondo altre due e poi se non sei cieco o balordo lo vedi da te che lavora alla Salumeria Buonocore, che poi più che una salumeria è un’istituzione, perché se stai in un posto da quasi 60 anni e da quasi 60 anni tieni assieme qualità, cortesia, disponibilità un’istituzione lo diventi per forza.

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Sinceramente non me lo ricordo più quando è stata la prima volta che sono andato in salumeria per comprare un panino, o anche due; mi ricordo però della cura con cui Luigi ha scelto il pane, della gentilezza con cui mi ha consigliato «parmigiana di melenzane e provola», della maestria con cui ha tagliato, pesato, disposto melenzane e provola nel panino, della luce che aveva negli occhi mentre lo chiudeva, lo incartava e metteva l’elastico intorno alla carta, della complicità con cui mi ha detto «professò, questi sono panini, non sono chiacchiere».
Si, è stato panino a prima vista, e se vi dico che per la polpetta, i friarielli, gli zucchini alla scapece, ho cominciato ogni tanto a «tradire» la pizza di Eduardo o il piatto di pasta a piazza dei Martiri mi potete credere.

Non ve lo so dire il motivo, di solito sono più reattivo, invece questa volta mi ci sono voluti un po’ di anni e un bel po’ di panini prima che l’idea mi balenasse nella testa, è stato una settimana fa che mi sono detto ma io Luigi lo devo raccontare, così abbiamo preso appuntamento nell’ora di spacco e oggi ci siamo visti e ho saputo che ha 40 anni, che ha studiato fino alla terza media, che è di San Giovanni a Teduccio e adesso abita a Via Stadera, sempre nella parte orientale di Napoli, che da 19 lavora alla Salumeria Buonocore e che prima ha lavorato in una genepesca a Portici e la sera come body guard per discoteche e locali.
Della sua passione per il Milan come vi ho detto sapevo già, però ho scoperto che va in palestra, nello spacco,  3 volte la settimana, che gli piace ascoltare musica americana ed è un fan di Elvis Presley, mi ha detto «mio padre ascoltava Elvis e io me ne sono innamorato appresso a lui».
A proposito di genitori, il papà di Luigi ha lavorato in una fabbrica di frigoriferi e la mamma come cuoca in un istituto, mentre la moglie è casalinga.

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Quando gli ho chiesto di raccontarmi una sua giornata tipo mi ha detto «comincio la mattina mettendo a posto prima il latte e poi il pane, dopo di che passo a sistemare il banco, latticini e tutto il resto e non appena cominciano ad arrivare i clienti mi dedico a loro; nel corso della giornata faccio quello che si fa in un reparto salumeria: colazioni, consegne, banco, rifornimento scaffali, insomma tutto quello che serve. Professore, mio padre mi ha detto sempre che quando si fa una cosa bisogna farla bene se si vuole stare a posto con la propria coscienza, e io così faccio».
E’ stato a questo punto che gli ho chiesto da cosa gli viene l’amore che mette in quello che fa e lui mi ha risposto «vedete, io le merende le faccio come se le dovessi mangiare io, per questo mi piace farle piene, abbondanti, tutte colorate. E poi sapete che c’è, professore?, c’è che il lavoro è lavoro sempre. Non è che perché faccio il salumiere che fa i panini e non il chirurgo che fa le operazioni a cuore aperto o l’architetto che progetta i palazzi significa che il mio lavoro non vale. Un panino è un panino, e se lo fai buono è bello uguale, uno lo mangia e dice questo è un panino fatto come si deve, è una cosa seria.»
Ve lo garantisco, io l’ho sperimentato in prima persona, ha ragione Luigi, una merenda è una  cosa seria. Si, un panino è una cosa seria. Questa me la voglio segnare proprio così.
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