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Naponico Song | Domenico Romano

Dormono. Studiano. Parlano. Sono le loro voci a dirti se il bus per Fisciano è quello delle 7.15 o quello dopo. I libri aperti se ci sono esami alle porte. Domenico Romano non è diverso dagli altri. Se non fosse per le tigri, i labirinti e i sogni che stringe tra le mani. Nei racconti di Borges c’è tutto questo e molto altro ancora. Gli dico di Finzioni. Non lo conosce. Qualche giorno dopo glielo porto in regalo.
Frequentano. Studiano. Si laureano. Domenico Romano non è diverso dagli altri. Se non fosse per il suo rapporto con il lavoro.
Ho cominciato come pseudo giornalista – racconta-, cioè fondando il giornale del mio liceo, trasformato, nel giro di 1 anno, in un magazine a diffusione circoscrizionale, grazie all’impegno dei miei amici-colleghi-non pagati. Dopo il giornale, con l’università, l’opportunità di lavorare in un’agenzia di stampa, ogni fine settimana. Mi ci sono voluti 3 anni – ricorda -, per capire che non volevo fare il “riportatore di notizie” a vita.
Tra il 2006 e il 2007 l’Erasmus in Spagna, da luglio a settembre 2007 è a Bradford, England, per il servizio civile internazionale, come tutor per bambini disabili. Al ritorno dall’Inghilterra, la tesi, l’esperienza lavorativa in un’azienda di marketing, l’invio di cv in giro per il mondo. A novembre la laurea triennale con 110 e la ferma intenzione di provare un’esperienza lavorativa, meglio se in un contesto multinazionale.
Sarà che conosce 3 lingue, saranno le sue variegate esperienze professionali finisce che una grande multinazionale, leader mondiale nel settore cosmetici, si accorge di lui. Dopo 4 colloqui l’assunzione, area Relazioni Pubbliche – Prodotti professionali con competenze specifiche su alcuni marchi di quelli che fanno girare la testa a donne e uomini di ogni parte del mondo. Ancora 3 mesi e la proposta di passare al Marketing a Torino, area Professionnel. 2 mesi ancora e poi via a Torino con un ruolo da Product Manager che collabora con il Brand Manager per lanciare una nuova serie di prodotti.
Al termine del contratto gli viene proposta una posizione nell’ambito del web marketing. Domenico non è convinto, non intravede sufficienti possibilità di crescita professionale. Quando ne va della propria vita è il momento di prendere delle decisioni  – mi dice -, e così ho lasciato la situazione in stand-by, anche perché intendevo completare gli studi magistrali.
Rientrato a Napoli riprende a studiare e, per non gravare sulla famiglia, fa da consulente web marketing per un sito di e-commerce mentre si guarda intorno in cerca di proposte di lavoro nell’ambito del Product Management. Poi la partenza per Svezia, Portogallo e Austria, lavorando come international volunteer in un eco villaggio (prof., da spiegare è troppo lunga – risponde divertito alla mia occhiata perplessa) dopodiché arriva un’offerta di un’importante azienda italiana, settore agroalimentare, e dopo 6 colloqui viene scelto per implementare il lancio di una nuova linea di prodotti food (pasta, aceto, olio di oliva) che verrà presentata negli USA per il Winter Fancy Food di S. Francisco a Gennaio 2010.
Da circa 2 mesi Domenico lavora nello sviluppo comunicazione del brand e si occupa della gestione del Marketing Mix della linea di prodotti (sviluppo prodotto e Pack), di implementare gli strumenti di vendita, di controllarne la distribuzione, di trovare strumenti per incentivare il sell-out.
Sto vivendo un’esperienza unica per chi intende lavorare nel marketing, perché mi da l’opportunità di partire dallo sviluppo del prodotto fino al suo lancio sul mercato. Eppure sa cos’è che mi fa veramente impazzire, mi chiede? No – gli rispondo -. Il fatto che a gennaio, dopo il WFF, sarò per due mesi tra Philadelphia e New York per un master, il tutto spesato dalla mia nuova azienda. Mi creda prof., – conclude -, per noi che abbiamo i genitori operai la possibilità di formarsi lavorando è il meglio che possa capitare.Confesso che a me Domenico sembra sempre di più un naponico (neologismo che definisce un napoletano che coniuga la creatività partenopea e l’approccio al lavoro nipponico). Aggiungo che questa idea dei naponici mi piace. E a voi?