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Le facce del lavoro, l’arte della felicità, la tela e il ciliegio

8 Settembre 2017
Caro Diario, qualche giorno fa i creatori de «L’Arte della Felicità» – come puoi vedere nel video racconto Alessio Strazzullo aveva intervistato 4 dei componenti del team di animatori – hanno avuto un grande successo, standing ovation compresa, per la loro nuova opera animata, «Gatta Cenerentola», alla Mostra del Cinema di Venezia. Niente, appena si potrà il loro film correrò a vederlo, intanto però te le volevo dire, perché a volte davvero c’è da essere orgogliosi di essere figli di questa terra. La cosa che invece più mi rende felice di questo piccolo grande mondo del lavoro ben fatto è che tutte quelli che si raccontano – quelli famosi, quelli che lo diventerenno e quelli che invece no – hanno la loro bellissima storia di lavoro da raccontare. Buona visione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P.S.: La Pesca delle Acciughe di Nino Mirabile
L’amico Nino Mirabile da Gioiosa Marea, Messina, ha girato questo bellissimo reportage sulla pesca delle acciughe che naturalmente non è stato realizzato nell’ambito del progetto Le vie del Lavoro. Ciò detto, rimane il fatto che è bello, che ha per tema il lavoro e che in fondo il senso della rete è anche questo, non si finisce mai.

 

P. P. S. Il post del 13 Giugno 2016
Caro Diario, oggi ti racconto un po’ di Le vie del lavoro, l’attività di narrazione e inchiesta partecipata promossa dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e dalla Fondazione Ahref che mi ha visto impegnato con Alessio Strazzullo, Gennaro Cibelli, Cinzia Massa e tante ma proprio tante altre belle persone – 100 e più – nel racconto dell’Italia che pensa che il lavoro non sia solo un modo per procurarsi i beni necessari per vivere ma anche un valore, un bisogno in sé, uno strumento importante per organizzare la propria vita in un sistema di relazioni riconosciute, per soddisfare le proprie aspettative di futuro, per cercare di vivere, in una pluralità di contesti e circostanze, vite più degne di essere vissute. L’Italia degli italiani normali, quelli che nel lavoro cercano e trovano senso, identità, futuro. L’Italia che pensa «lavoro, dunque valgo», merito rispetto, considerazione, che lavora e vive a partire da questo pensiero persino quando non lo sa. L’Italia che con il proprio sapere e il proprio fare sposta l’ago della bussola dal riconoscimento sociale della ricchezza al riconoscimento sociale del lavoro, dal valore dei soldi al valore del sapere e del saper fare. E’ un’Italia che c’è, esiste, è fatta di donne e uomini che rappresentano il motore che muove il Paese, che può farlo cambiare e ripartire, che può sostenerlo nel processo di sviluppo culturale, sociale, economico di cui ha bisogno.
Ecco, direi che è tutto amico mio, anzi no, ci sono ancora tre cose che ti devo dire.
La prima è che se fossi l’Architetto, quello di Matrix, direi che Le vie del lavoro è la madre di #lavorobenfatto.
La seconda è che il criterio con cui ho scelto proprio questi video tra le centinaia di testi, foto e video disponibili è assolutamente personale; il fatto che era oggettivamente difficile fare diversamente non attenua il carattere arbitrario delle mie scelte.
La terza è che se non l’hai visto ancora non ti perdere La tela e il ciliegio, il bellissimo film documentario diretto da Alessio Strazzullo.