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3DCip

Inoutlab13DCip, chi era costui?
Ma no, lasciate perdere don Abbondio e anzi, visto che ci siete, lasciate perdere anche Star Wars e i robot che popolano i mondi di Luke, Yoda e Ian Solo.
3DCip è semplicemente un acronimo che mette assieme stampanti, quelle 3D of course, e territorio, Caselle in Pittari (Cip) nel Cilento, un’economia basata prevalentemente sull’agricoltura e sull’artigianato dove un pò di innovatori con un piede nel Cilento, l’altro nel mondo e la testa in rete stanno provando a disegnarsi un futuro nel quale non è obbligatorio sradicarsi dalla propria terra.
Innovatori come Giuseppe Jepis Rivello, Antonio Torre, Rocco Benevento, che a Cip hanno messo su InOutLab, spazio di coworking dove, insieme a tante altre cose, è nato 3DCip.

“Tutto nasce dall’incontro – ci racconta Giuseppe Jepis Rivello -, con gli amici di 3dItaly che l’anno scorso hanno partecipato al Campdigrano, è stato lì che ci siamo innamorati dell’idea di poter far “atterrare” la prima stampante 3d qui a Cip. Con 3DCip ci siamo messi in testa di portare la stampa 3D in ogni azienda artigianale presente a Caselle. Per tutto quest’anno e il prossimo aggiungeremo questo tassello alle attività di InOutLab.
La sfida è quella di creare un esempio di piccola comunità che grazie all’innovazione tecnologica, sociale, rurale riesce a trasformarsi e a innovarsi, e per questo abbiamo pensato di realizzare un’attività di storytelling che dia conto delle varie fasi del progetto, del coinvolgimento dei diversi soggetti, delle difficoltà incontrate, dei risultati raggiunti”.

Cosa aggiungere ancora?
Che 3DCip ci piace. Un sacco ci piace.
E che a proprosito di narrazione partecipata su Le vie del lavoro saremmo davvero contenti di incontrare anche le storie di Jepis, di Antonio e di Rocco.
Buona partecipazione.