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Condivido, dunque so

Si potrebbe raccontare di loro citando Michael Polanyi e l’idea che l’ambito del tacito racchiude ciò che sappiamo più che ciò che possiamo dire. Oppure ricordando Jean Braudillard e la profetica connessione tra inflazione dell’informazione e deflazione del senso. O ancora spiegando cosa sono il PickUp e la tag cloud i-pertinente.
Ma forse è meglio ricominciare da capo. Dicendo che loro sono quelli di ThinkTag. Che ThinkTag è un’idea/progetto di Derrick de Kerckhove, Giovanna Guarriello, Carlo Infante, Roberto Maragliano, Germano Paini. Che l’idea è quella di organizzare, condividere e disseminare le informazioni, i saperi e le conoscenze, esplicite e tacite, che ciascuno elabora ed utilizza nella sua esperienza, nello studio e nel lavoro. Che TinkTag consente di associare a ciascuna delle risorse di conoscenza disponibili (circa 50), secondo le logiche del social tagging, tag per la marcatura, osservazioni personali, memorabilia (citazioni e note a margine), files, links, e connessioni ad altre risorse. Che, come racconta Germano Paini, “Thinktag permette per l’appunto di gestire molteplici risorse di conoscenza e su queste risorse l’utente è invitato ad esprimere osservazioni, commenti, memorabilia (citazioni), legami e organizzazione in scaffali virtuali. Ciascuno di questi elementi rappresenta quella porzione di conoscenza implicita che l’utente tendenzialmente non esprime e non socializza, che quindi resta a livello tacito e molto spesso non consapevole per lo stesso utente. Grazie a ThinkTag prospettiamo la possibilità di valorizzare tutte le componenti dell’apprendimento anche quelle cosiddette informali. Censire un libro, ma anche un film, una canzone, un video, una canzone porta ad un livello di consapevolezza le opportunità di apprendimento che costantemente e in modo pervasivo, caratterizzano la nostra esperienza. Poiché ThinkTag può mappare le azioni degli utenti, a questo riguardo parliamo anche di possibilità di valorizzare anche l’apprendimento informale che così tanto rappresenta nell’esperienza personale e professionale delle persone”. E che l’Università di Torino ha scelto di provarci, avviando una partnership per la costituzione di un centro di documentazione partecipato e condiviso degli studenti dell’Università.

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cos'è il social tagging?

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